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martedì 6 marzo 2012

Piano Casa: altro cemento in arrivo in Lombardia

Il Piano Casa della Regione Lombardia va oggi all'esame dell'aula del Pirellone per l'approvazione definitiva.
E come spesso accade, quando c'è di mezzo questa amministrazione regionale, si continua la strada della cementificazione selvaggia, in deroga alle regole esistenti ed evitanto troppi controlli.
I punti qualificanti, presentati dai relatori come estremamanete positivi, si possono sintetizzare in questo modo:
  • aumento delle volumetrie in cambio di interventi di risparmio energetico
  • aumento delle volumetrie in caso di recupero di aree dismesse o interventi risanatori (eliminazione amianto, parcheggi interrati)
  • le volumetrie cosi' accumulate possono essere "spostate" in altre aree, già edificabili, con oneri di urbanizzazione dimezzati
  • trasformazione di aree destinate al terziario in residenziali (ma il 20% da dedicare ad edilizia sociale)
  • nei comuni sopra i 15 mila abitanti, i piani attuativi vengono approvati dalla Giunta, non piu' necessaria l'approvazione del Consiglio Comunale, che quindi ne perderà il controllo
  • sottotetti: recuperi possibili solo per edifici completati prima del 2006 (limite imposto in Commissione, dopo gli arresti avvenuti nella giunta Formigoni per l'inchiesta proprio su abusi volumetrici), ma in deroga agli strumenti urbanistici fino a 1,5 metri di altezza in piu'
  • ampliamenti (definiti "modesti") possono essere concessi, anche superando gli indici fondiari del PGT, nel caso di realizzazione di strutture produttive o ricettive; in particolare, le strutture alberghiere potranno crescere fino a 200 mq in piu'
Quello che ci aspetta, perciò, sarà una ennesima colata di cemento che, con la scusa di rinvigorire l'economia e di recuperare aree dismesse, continuerà a impermeabilizzare il suolo, ad aumentare le volumetrie, a consumare territorio.
Ovviamente, non ce ne possiamo sorprendere: parecchi consiglieri regionali (Pozzi e Parolini, PdL) e lo stesso relatore della legge (Parolo, Lega Nord) in qualche modo sono legati ad attività edilizie e al business delle costruzioni.
Spero che qualcuno se lo ricordi, la prossima volta che andrà a votare

sabato 12 marzo 2011

Fukushima: ad un passo dalla catastrofe

Fukushima: sarà probabilmente un nome che ricorderemo e che entrerà nelle discussioni sul nucleare che ci capiterà di fare tra non molto, appena si entrerà nel vivo del referendum di giugno.
Fukushima è una località giapponese, colpita dal terribile sisma del 11 marzo (8.9 della scala Richter). In questa località, c'è un impianto nucleare, anzi, ben 6 reattori (mentre altri due sono in progettazione).
I reattori piu' recenti (dal 4 al 6) erano fortunatamente spenti per manutenzione, mentre i piu datati (il n.1 è del 1971, il n.2 del 1974, il n.3 del 1976) erano in servizio e al momento della scossa è automaticamente scattato il processo di spegnimento automatico. Naturalmente, in condizioni "normali", tutto avrebbe dovuto andare per il meglio, ma con un terremoto cosi' violento puo' sempre capitare l'imponderabile: un guasto alle linee elettriche ha compromesso la funzionalità dell'impianto di raffreddamento, che percio' non ha funzionato come dovuto. L'improvviso riscaldamento del nucleo è stato percio' inevitabile ed è scattata l'allerta nazionale, con l'evacuazione dei residenti nel raggio di 10 km dall'impianto. Si sta pensando ad uno "scarico controllato" di vapore acqueo (potenzialmente radioattivo) per rimettere in sicurezza l'impianto di raffreddamento.
Io mi auguro che non succeda nulla di piu' grave, che la situazione si risolva e si possa concentrarsi sui già enormi danni del terremoto e del successivo tsunami.
Ma vorrei anche che questa fosse un'occasione per noi, che siamo ancora in tempo, per renderci conto della pericolosità intrinseca della tecnologia nucleare e per cercare vie alternative, che esistono e sono molto piu' sicure e percorribili.
Naturalmente, qui da noi, già stasera le grancasse della propaganda governativa erano su tutti i canali TV a dire che il nucleare è sicuro, che a Fukushima si tratta di un impianto vecchio, che qui non ci saranno terremoti cosi' violenti.
Mi permetto di darvi un consiglio: al prossimo referendum del 12 giugno, votate SI. Giusto per evitare che tra qualche anno non tocchi a noi dichiarare l'allerta nazionale.

martedì 2 novembre 2010

In California il più grande impianto ad energia solare

Pochi giorni fa (25 ottobre), il Governo americano, nella persona del Segretario agli Interni Ken Salazar, ha posto l'ultima firma sul decreto che autorizza la costruzione di quello che sarà il piu' grande impianto ad energia solare (termico) del mondo. Si tratta di 4 unità di produzione, ciascuna da 250 MW, che sorgeranno a Blythe, in California. Il sito ospiterà percio' un impianto di produzione di energia dal calore del sole della potenza di 1.000 MW, circa la stessa potenza che caratterizza oggi una centrale nucleare. Con qualche piccola differenza: nessun inquinamento radioattivo, niente scorie da riciclare e, soprattutto, ad un costo pari a circa la metà di quello di una centrale nucleare.
Si tratta di solare termico: cioè i raggi del sole vengono concentrati con l'uso di specchi parabolici su di un tubo, in cui scorre uno speciale fluido, che si riscalda ad altissime temperature e viene usato per la produzione di vapore. Questo a sua volta aziona una normale turbina elettrica. Per le particolari caratteristiche di tale fluido, è possibile anche "conservare" questa energia termica in appositi contenitori, trasformandola in energia elettrica in momenti successivi, ad esempio durante la notte, quando il sole non splende, ma la domanda di elettricità rimane alta.
La concessione per la costruzione della centrale solare è ottenuta da Solar Millennium LLC, una joint venture tra due società tedesche: Solar Millennium AG, società specializzata in impianti di questo tipo e Ferrostaal Group, società di progettazione industriale presente in piu' di 60 Paesi nel mondo.L'inizio dei lavori per i primi due generatori è previsto entro la fine del 2010.
La nuova centrale solare sarà in grado di coprire le esigenze di elettricità di quasi 750.000 famiglie americane, circa 2 milioni di persone (pari all'intera popolazione della Calabria, ad esempio), evitando emissioni di CO2 (anidride carbonica) per un milione di tonnellate all'anno.
Notizie di questo tipo, difficilmente si sentono in televisione, qui da noi.

domenica 10 ottobre 2010

Un altro stop per il "rinascimento" nucleare negli Stati Uniti

L'impianto nucleare di Calvert Cliffs
L'americana Constellation Energy ha definitivamente rinunciato al terzo reattore nucleare presso l'impianto di Calvert Cliffs (Maryland - US): troppo costoso e non economicamente conveniente l'interesse da pagare (880 M$, pari all'11.6%) per ottenere il prestito da 7.6 miliardi di dollari concesso dall'amministrazione statale.
Questo è un duro colpo non solo per il piano di rinascita nucleare varato da Bush e appoggiato da Obama, ma soprattutto per la francese EDF, la società che avrebbe dovuto costruire il reattore.
Quindi, le due società francesi coinvolte nell'affare sfumato, si trovano ancor piu' in pessime acque, vedendo svanire un'altra possibilità di business che pareva concreta.
La prima, EDF (società elettrica francese, corrispondente alla nostra ENEL) era già in piena crisi con l'impianto di Flamanville, in Normandia, in notevole ritardo temporale e fuori budget per i costi.
La seconda, AREVA, la società che ha progettato e detiene la tecnologia del reattore EPR, sempre piu' in difficoltà non solo per le beghe giudiziarie relative all'impianto di Olkiluoto (Finlandia), dove non riesce a rispettare budget e tempi di consegna, già slittati di almeno 3 anni, ma anche sotto indagine per supposti seri problemi di sicurezza del suo reattore, sollevati proprio nelle ultime settimane, che sembra mostrare dei punti deboli nella struttura pressurizzata, al punto da far ipotizzare possibili disastri simili a quello avvenuto a Chernobil nel 1986.

Insomma, brutto periodo per la tecnologia nucleare francese. Non rimane ormai che la fiducia di Berlusconi, che ha scelto proprio i francesi per la realizzazione dei prossimi 4 impianti italiani ... se ce la farà.

venerdì 8 ottobre 2010

Firmiamo per la proroga della detrazione del 55%

Aderisco volentieri all'appello al neo-ministro Romani perchè si adoperi per la proroga della detrazione del 55% per tutti gli interventi a favore del risparmio energetico e delle energie sostenibili.


Cosa sono le detrazioni del 55%?
La Finanziaria del 2007 ha introdotto la possibilità di beneficiare di detrazioni d’imposta per chi realizza interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della propria residenza. In particolare si può chiedere la restituzione in cinque anni del 55% della spesa sostenuta per riduzione delle dispersioni termiche degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, installazione di caldaie a condensazione e costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica.

Per ogni altro dettaglio o approfondimento: www.cinquantacinquepercento.it

Per sottoscrivere l'appello: appello al ministro Romani



domenica 1 agosto 2010

Scorie nucleari: gli Stati Uniti dicono no all'Italia

EnergySolutions - un nome che è tutto un programma - è una società statunitense, dello Utah. Gestisce, tra le altre cose, i depositi di scorie radioattive nei deserti salati dello stato, nel midwest americano.
E' di circa un anno fa un accordo con le "autorità per la sicurezza nucleare" italiane per importare, appunto dall'Italia, 20.000 tonnellate di scorie radioattive, forse per rendere piu' efficiente il loro business che langue a seguito dei ritardi dei programmi nucleari americani (con tecnologia francese - vedi anche questo mio post): le scorie saranno trasportate in Tennessee, dove la società in questione ha un centro di processamento, poi trasportate nello Utah e seppellite a migliaia di metri sotto terra, al centro di depositi scavati nel sale.
Ma la scelta di importare rifiuti pericolosi dall'estero fa drizzare le antenne a qualcuno, laggiu', perchè la EnergySolutions è già nel mirino delle autorità e degli ambientalisti locali, sospettata di aver contaminato le acque del fiume Colorado, che scorre a poche decine di chilometri da alcuni loro siti di stoccaggio (Moab, ad esempio). Si mette cosi' in moto una protesta a suon di ricorsi e controricorsi: le leggi federali e statali non specificano se le scorie radioattive oggetto del loro business debbano essere solo quelle "domestiche" o anche provenienti dall'estero. Percio' il management dell'azienda vede nell'acquisire rifiuti radioattivi "stranieri" un possibile ampliamento della loro attività.
Naturalmente, in Italia nessuno sa nulla di questi accordi. Evidentemente il governo sta lavorando in gran segreto per dimostrare che le scorie, quelle gia' presenti nel nostro territorio - piu' o meno trascurate - e quelle future, prodotte dagli impianti promessi, non sono un problema, qualcuno se le prenderà (a quale prezzo?).
E invece qualcosa va storto: la EnergySolutions, all'improvviso, evidentemente pressata dalla protesta locale, che rischia di compromettere i suoi buoni rapporti col partito repubblicano che governa lo Utah, decide di bloccare l'affare e comunica al mondo che la cosa non si farà piu', che non importerà piu' le scorie italiane nei suoi depositi. I suoi programmi sono cambiati, non piu' importazione, ma collaborazione con lo stato estero (l'Italia, in questo caso) per la conservazione delle scorie sullo stesso territorio estero: tecnologia ed esperienza in cambio di fatturato, senza inquinare il suolo americano.
Questa è una notizia positivissima per noi, di cui naturalmente qui non si è mai parlato, bandita non solo dai mezzi di propaganda del governo, ma anche dalla stampa che si definisce "libera". Speriamo sia solo una svista.
A questo punto vogliamo sapere cosa si farà delle nostre scorie radioattive: si accetterà la collaborazione della EnergySolutions trovando un sito italiano per lo stoccaggio lasciandone magari la gestione alla società americana oppure si cercherà un altro stato, un po' meno libero, magari, così le notizie non scapperanno, disposto a prendersele senza tante discussioni ?
Ci piacerebbe sapere qualcosa di piu'.
Fonti: l'accordo di un anno fa è qui, il cambio di programma della EnergySolutions è qui.
Notizie sulla EnergySolutions le trovate qui, con dovizia di particolari sui loro siti di stoccaggio e progetti in corso.
E soprattutto, diffondete la notizia: se ne deve finalmente parlare, anche nel nostro Paese.

giovedì 24 giugno 2010

Bergamo: la Lega elimina le piste ciclabili

L'avevano detto in campagna elettorale. E, puntualmente, lo stanno attuando: a Bergamo, non si scherza.
Dopo l'eliminazione di una pista ciclabile in Viale Papa Giovanni, ora tocca a Viale Giulio Cesare: altri 50 metri di ciclabile eliminata per far posto alle auto.
Nel primo caso per la realizzazione di parcheggi a disco orario (ed i commercianti del viale hanno osannato la decisione dell'assessore leghista Gianfranco Ceci), ora per far posto ad una seconda corsia della viale, troppo stretto per permettere la svolta a sinistra in modo agevole.
Non conosco i dettagli urbanistici del luogo specifico per esprimere un parere documentato, ma certo che questo tipo di decisioni sembrano andare in una direzione contraria a quella che ultimamente si sta affermando come scelta di mobilità sostenibile, non inquinante ed anche piu' economica.
Agevolare la circolazione delle auto, in centro storico, scoraggiando chi vorrebbe usufruire degli stessi luoghi in maniera meno invadente e piu' rispettosa dell'ambiente, mi pare una scelta sbagliata.

Dopo l'eliminazione del primo tratto di ciclabile in Viale Papa Giovanni, non ci sono state proteste o lamentele significative. Percio' l'amministrazione ha pensato bene di procedere. Ora pare, fortunatamente, che i cittadini si stiano muovendo, con manifestazioni e raduni ciclistici pacifici.
Vedremo cosa succedera', se l'assessore sara' intenzionato a proseguire su questa strada ("si tratta di un provvedimento sperimentale" ha dichiarato) o se farà marcia indietro.
Per ora i cittadini bergamaschi rischieranno un po' di piu' la loro salute e la loro incolumità, oppure ricominceranno a girare in auto ... credo di averlo gia' detto da qualche parte: la Lega ? nuoce gravemente alla salute !

mercoledì 23 giugno 2010

Nucleare italiano: primo stop dalla Corte Costituzionale

Primo stop dalla Corte Costituzionale alla legge 102/2009, conversione in legge del decreto n.78, col quale veniva introdotta la possibilità di ripartire nella corsa al nucleare, con procedure d'urgenza e in totale autonomia da parte del Governo, senza sentire il parere delle Regioni.
Come racconta nei dettagli Alessandro Tauro nel suo blog, la Corte ha ritenuto contrario ai principi costituzionali proprio questo ricorso a procedure d'urgenza, al punto da mettere nelle mani dei privati gli investimenti ed i costi relativi alla costruzione ed alla gestione degli impianti, privando le Regioni di ogni possibilità di controllo, indirizzo, partecipazione alle scelte ed ai pareri relativi.
E' un primo importante stop ad una politica energetica fatta con i piedi, in deroga ad ogni principio di convivenza civile e democratica.
Ora rimaniamo in attesa del colpo definitivo

mercoledì 9 giugno 2010

Il pesciolino radioattivo del Vermont

L'impianto nucleare di Vermont Yankee, vicino a Montpelier (Vermont, US), era gia' salito all'onore delle cronache nei mesi scorsi, quando nei pressi del quasi quarantenne impianto si erano rilevati ripetuti e abbondanti sforamenti dei livelli di Trizio radioattivo nelle falde acquifere sotterranee e nel fiume Connecticut, che scorre a fianco dell'impianto.
Ma ora, che da quel fiume è stato pescato un pesciolino che ha rivelato nelle sue ossa quantità considerevoli di Stronzio-90, un isotopo radioattivo ancora piu' pericoloso del Trizio, le condizioni dell'impianto e la relativa manutenzione sono sotto processo.
Il Trizio è un isotopo ritenuto pericoloso perchè elemento cancerogeno: le misurazioni svolte fin dal mese di gennaio su campioni di acqua potabile prelevata da pozzi vicini alla centrale, hanno mostrato superamenti fino a 100 volte sopra la soglia ritenuta di sicurezza dall'Agenzia di Protezione dell'Ambiente americana. Tant'è che, appena una settimana dopo che Obama aveva annunciato la "rinascita nucleare" degli States, nel febbraio del 2010, il Senato dello stato del Vermont aveva votato (prima volta nella storia nucleare degli Stati Uniti) lo spegnimento dell'impianto entro il 2012.
Dopo quella votazione, sono cominciati controlli piu' approfonditi sul suolo, su animali e vegetali raccolti nei pressi della centrale e uno di questi controlli ha appunto riguardato il pesciolino in questione: un pesce persico giallo, pescato 4 miglia a monte della centrale, contaminato pero' da stronzio-90, considerato piu' pericolo del trizio
Altri isotopi radioattivi sono stati rilevati sul terreno circostante l'impianto: cesio-137, zinco-65 e cobalto-60.
Le autorità nazionali hanno per ora smentito che la contaminazione da stronzio-90 possa provenire dalla centrale di Vernon, affermando che tale elemento è normalmente disperso nelle acque di fiumi e mari di tutto il pianeta dopo gli esperimenti nucleari americani, russi e francesi degli anni 60 e dopo l'incidente della centrale di Cernobyl.
Se questo fosse vero, sarebbe il caso di monitorare il pesce di tutti i mari e soprattuto di avvisare la popolazione mondiale che il consumo di pesce potrebbe essere a rischio, in quanto contaminato. Molto piu' probabile, percio', che la contaminazione sia avvenuta per dispersioni radioattive dalla centrale in questione.
Restiamo in attesa di conferme o di smentite piu' sicure.
Nel frattempo ... niente pesce persico, ma, soprattutto, niente centrali nucleari !!

giovedì 8 aprile 2010

Italia malata

E' di oggi la notizia che le famiglie italiane sono sempre piu' povere, per colpa della crisi e della perdita del lavoro. Il numero dei disoccupati continua ad aumentare, per colpa di una congiuntura che da mesi ci viene presentata come finita, ma che in realtà sembra voler durare ancora a lungo. Chi lavora è fortunato, ma rischia ogni giorno la vita: gli incidenti nei cantieri e nelle fabbriche italiane ormai si susseguono ad un ritmo che ci fa quasi diventare indifferenti (18 morti da inizio d'anno solo in Lombardia!). Il Paese frana ad ogni acquazzone, mettendo a repentaglio persone, paesi, intere regioni e distruggendo in un istante intere vite di centinaia di persone.
Insomma, siamo pieni di problemi che minacciano la vita stessa dei cittadini di questo povero Paese, problemi che dovrebbero essere in cima alle priorità di un qualsiasi governo, eletto dagli stessi cittadini che si aspettano ora azioni indispensabili e coraggiose.


Invece, la politica di questo strano Paese litiga su chi deve essere il regista delle riforme, su chi ha vinto di più le elezioni, su come deve essere eletto il presidente-padrone della repubblica, produce leggi con l'unico scopo di proteggere il manovratore, per impedirne il legittimo controllo da parte della magistratura e dei cittadini, riorganizza l'amministrazione statale non per migliorarne l'efficienza, ma per consentirle di fare più tranquillamente i suoi sporchi affari, inventa opere pubbliche totalmente inutili e avulse da ogni minimo collegamento con la realtà, ma che saranno fonte di arricchimento smisurato per chi riuscirà a metterci sopra le mani.


Gli Italiani non hanno bisogno di una repubblica presidenziale, non hanno bisogno di ministeri trasformati in S.p.A. per mangiare meglio, non hanno bisogno di processi abbreviati al solo scopo di far sapere subito alle vittime che non avranno mai giustizia. Gli Italiani non hanno bisogno di questa politica.
Chiedono solo che qualcuno si occupi di loro, chiedono che qualcuno li aiuti a tirare la fine del mese, chiedono Giustizia per ogni morte sul lavoro, per ogni Euro pubblico impropriamente intascato da amministratori disonesti. Chiedono innanzitutto attenzione, non solo la settimana prima delle elezioni, ma sempre, ogni giorno.


E dico soprattutto ai capi dell'opposizione: svegliatevi, smettetela di sprecare tempo ed energie in inutili lotte tra di voi, per chi è più bravo, per chi arriva prima. Cominciate a occuparvi delle cose, dei problemi, della gente che paga il vostro stipendio.
Se l'Italia sta andando in rovina, è anche colpa vostra.





venerdì 5 febbraio 2010

Difesa Servizi spa: non solo appalti, ma anche centrali nucleari

La legge Finanziaria 2010 prevede, tra le altre cose, la costituzione della societa' per azioni "Difesa Servizi spa", a cui verrebbe assegnata la gestione di tutto quanto riguarda il funzionamento del Ministero della Difesa, esclusi gli "armamenti".
Non solo quindi i servizi tipici di caserme e ministeri (mense, pulizie, manutenzioni, ecc.) gestiti in deroga ad ogni controllo, gara o altro, ma soprattutto la gestione delle dismissioni dei siti abbandonati, non piu' necessari dopo l'eliminazione della leva obbligatoria.
Le nostre citta' sono piene di siti militari, caserme ormai abbandonate, spesso inglobate dai quartieri residenziali, quindi una risorsa di valore enorme per i costruttori affamati di nuovi spazi edificatorii.
Ma questo è niente. Sentite qui.
Nel DDL 1152-RF (di prossima discussione al Senato) c'e' il seguente art. 2-bis: "Il Ministero della difesa, nel rispetto del codice dei beni culturali e del paesaggio, allo scopo di soddisfare le proprie esigenze energetiche, nonché per conseguire significative misure di contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle aree interessate, può affidare in concessione o in locazione o utilizzare direttamente, in tutto o in parte, i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare (...) con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell'energia, della sicurezza e dell'affidabilità del sistema (...) nel quadro degli obiettivi comunitari in materia di energia e ambiente".

Detto in altri termini: il Ministro della Difesa puo' realizzare (anche) centrali nucleari nelle aree del demanio militare, senza dover chiedere il permesso a nessuno, senza pareri delle regioni, con la possibilità di rivendere l'energia prodotta e pagarsi le spese di gestione del Ministero.

Forse è il caso che di questo si cominci a parlarne in giro, prima di trovarci la cosa fatta.



martedì 26 gennaio 2010

Fuga radioattiva in Germania

Un addetto all'impianto di arricchimento dell'uranio della centrale di Gronau (Germania, al confine con l'Olanda) e' stato ricoverato in ospedale per accertamenti, dopo una fuga radioattiva verificatasi il 22 gennaio 2010 mentre stava lavorando all'impianto. Pare non abbia riportato nessuna grave contaminazione.
Qui il comunicato della Urenco, la società inglese proprietaria dell'impianto.

E' proprio di questi giorni la decisione del governo Merkel di sospendere o almeno ritardare l'abbandono al nucleare, dopo che il passato governo Schroeder, alla fine degli anni 90, aveva deciso di rinunciare a questa tecnologia e di spegnere, a fine vita, le centrali in servizio. L'ultima avrebbe dovuto essere spenta nel 2022.
La Merkel ha (per ora) deciso di ritardare il piano di spegnimento (2 centrali dovevano cessare la produzione quest'anno, mentre invece continueranno a funzionare), almeno fino a quando energie alternative non siano in grado di rimpiazzare la potenza a cui si rinuncia per lo spegnimento di ogni centrale.
Secondo alcuni osservatori, questo e' solo il primo passo per arrivare alla bocciatura definitiva del piano di spegnimento e per ritornare ad investire in nuove centrali nucleari. I Verdi tedeschi, naturalmente, promettono battaglia.

Staremo a vedere quale sara' la decisione finale. Di sicuro, per ora, ci rimane questo ennesimo incidente che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi. In attesa del prossimo.



lunedì 21 dicembre 2009

Nell'ottava dell'aggressione

Ricorreva ieri l'ottava dall'aggressione a Berlusconi.
E' stata una settimana molto significativa, per capire come vanno le cose qui da noi.

Primo. La gestione mediatica dell'evento ha sortito gli effetti attesi: la popolarità del premier aumenta (Repubblica gli da' 4 punti in piu'), Di Pietro cade (-6 punti), Governo e gli altri partiti sostanzialmente stabili. Quindi, le trombe di regime hanno fatto il loro dovere: Cicchitto, Minzolini, Fede, l'odio, l'amore, il mandante morale, ... Era atteso, niente di eclatante, anzi, personalmente mi aspettavo anche di più.

Secondo. Nella settimana appena conclusa, si e' votata la finanziaria alla Camera: voto di fiducia n. 27, nessuna discussione, deputati strettamente nelle mani dell'esecutivo, alla faccia della "libertà" così abbondantemente sbandierata. Un altro provvedimento allegato alla finanziaria: lo scudo fiscale rinnovato fino ad aprile del prossimo anno, forse non tutti avevano fatto in tempo a lavare i loro capitali sporchi, oppure qualche rata delle entrate illecite di qualcuno scadeva a Natale e non si voleva perderla. Di cosa ci meravigliamo? nel paese che ha inventato le indulgenze plenarie a pagamento, lo scudo tremontiano e' peccatuccio veniale.

Terzo. E' stata questa anche la settimana del summit di Copenhagen, per un accordo che potesse salvare il pianeta da ben peggiori disastri ecologici. Fallimento quasi completo, per la sfuggente volontà a fare qualcosa di concreto da parte dei paesi piu' ricchi. L'Europa ha brillato per la sua vacuità, forse facendo la gioia dei detrattori del Trattato di Lisbona. Ma tra gli europei, ha brillato ancor piu' l'insignificanza della partecipazione italiana, anzi sono quasi convinto che non ci sia andato nessuno del nostro governo, comunque l'effetto e' stato quello.
Mi piace pero' sottolineare come la copertura mediatica delle nostre TV sia stata quanto mai assente e fuorviante: se si e' parlato dell'evento, è stato solo per far vedere i manifestanti che protestavano e che combattevano con la polizia. Come a dire: i soliti comunisti che si preoccupano di stronzate. Ma quale riscaldamento del pianeta, quali emissioni di gas serra: noi qui avevamo ben altro (re) Sole malato, questo è un reale problema per la sicurezza ed il futuro dei cittadini italiani. E come spesso accade, ci sono cascati tutti, anche giornali e personaggi da cui ci aspetteremmo di più.

Mi auguro che il freddo di questi giorni ottenga un duplice effetto: da un lato raffreddi i bollenti spiriti di qualche scriteriato parlamentare che usa le parole come un souvenir del Duomo, dall'altro che qualche mammut baffuto si trovi così a suo agio in questo clima glaciale, da chiedere l'ibernazione perenne.

Non ci resta che sperare.

lunedì 6 aprile 2009

Che non vi venga in mente di protestare!!

Vi segnalo l’ennesimo tentativo del Parlamento di scoraggiare ogni forma di opposizione e di protesta contro le decisioni (governative) che hanno un impatto sulla salute, sull’ambiente, sul paesaggio, sulla qualita’ della vita dei cittadini italiani.

Potete trovare qui il dettaglio della proposta di modifica della legge 8 luglio 1986, n. 349, che stabilisce diritti e doveri che coinvolgono le associazioni ambientaliste in materia di responsabilita’ processuale.

In sintesi, non si limita la liberta’ di fare ricorsi e azioni legali contro grandi opere o cantieri considerati lesivi e dannosi per l’ambiente, ma si introduce il principio che, se tali ricorsi saranno respinti, le associazioni che hanno presentato il ricorso saranno costrette al pagamento di tutte le spese, sia processuali, sia causate dai ritardi ai lavori derivanti dal procedimento di ricorso. In altre parole: la prima volta che una associazione ambientalista fa un ricorso e le va male, viene praticamente annientata dalle spese di risarcimento.

Quindi, il messaggio e’: guardatevi bene dal protestare, perche’ se perdete (e perderete senz’altro) vi facciamo fuori

Mi pare che questo paese assomigli sempre piu’ alla Cina, o alla Russia, o alla Birmania …

Fate girare e diffondete il piu’ possibile !!

giovedì 11 dicembre 2008

Un governo miope ci puo' solo portare nel baratro

Gia’ l’Italia ha i suoi problemi strutturali, frutto di 30 anni di governi di coalizione che puntavano solo alla rielezione, piuttosto che al risanamento ed all’interesse dei cittadini.
Ora il governo Berlusconi prosegue in questa direzione, incapace di avere una visione del futuro che non sia puramente il perpetuarsi degli interessi particolari, vuoi della solita casta dei politici, vuoi di un gruppetto di imprenditori capaci solo di rischiare con i soldi degli altri.

La posizione del governo italiano nella discussione del piano europeo di riduzione delle emissioni di CO2, che io stento a credere sia condivisa dai cittadini pensanti del nostro paese, ci sta costringendo nell’angolo, in una posizione non solo difficile per le nostre relazioni con gli altri paesi europei, ma soprattutto relegandoci tra i paesi piu’ retrogradi e dannosi per la salute dell’intero pianeta.

Siamo gia’ al 44-esimo posto nella classifica dei 57 paesi con maggiori emissioni di CO2, per quanto riguarda le azioni intraprese per la riduzione di emissioni. Nei primi 5 posti della classifica, cioe’ i paesi che stanno facendo di piu’ per l’ambiente, ci sono Svezia, Germania e Francia, seguiti da India e Brasile. Noi, invece, siamo in compagnia di Arabia Saudita, USA e Cina (che non hanno mai ratificato il trattato di Kyoto). Tra l’altro, l’anno scorso eravamo in posizione 41, ora peggiorata a 44. E, per quanto sta dimostrando di saper fare questo governo, non mi pare proprio che la situazione sia destinata a cambiare, se non in peggio.

In questa trattativa con la Comunita’ Europea, l’Italia e’ quella che piu’ di tutti sta trascinando l’intero continente al ribasso, compromettendo definitivamente il Piano del 3 x 20 (20% di emissioni di CO2 in meno, 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, il tutto entro il 2020). E’ una posizione assolutamente opposta a quella in cui si sta muovendo il mondo intero, anche se con difficolta’, Stati Uniti del neo presidente Obama in testa.

Anziche’ pensare ai disastri che stanno avvenendo in campo economico, fianziario, ambientale, il nostro governo pensa alla riforma della costituzione (peraltro gia’ bocciata due anni fa dalla maggioranza dei cittadini, con un referendum dedicato), pensa al PD che lo paragona ad un dittatore (perche’, non e’ vero?), pensa a Di Pietro, che vuole mettere in galera i ladri.

Insomma, questo governo non e’ all’altezza della situazione: la gravita’ dei problemi richiederebbe persone piu’ preparate, piu’ lungimiranti, meno attaccate ai loro meschini interessi di bottega e piu’ concentrate sull’interesse di tutti noi, cioe’ i cittadini di questo paese.

Abbiamo bisogno di Statisti con la S maiuscola, di persone che sappiano immaginare come sara’ il mondo tra 50 anni e da subito sappiano indirizzarsi in quella direzione, anche con dei sacrifici, anche se costa. Non ci servono i commercialisti di Sondrio, le soubrettes del varieta’, le prime-donne del gossip televisivo, piu’ attente al loro look che ai problemi urgenti che abbiamo.

Mi piacerebbe che il popolo della rete (almeno quello, visto che ne abbiamo ancora la possibilita’) si facesse sentire, cominciasse a premere su questa classe politica di incapaci: l’unica nostra possibilita’ di salvezza e’ che se ne vadano. Per sempre.



lunedì 27 ottobre 2008

Prestigiacomo: la persona sbagliata nel posto sbagliato

Segnalo una notizia ANSA di ieri:

(ANSA) - BARI, 26 OTT - Polemiche ha suscitato la decisione del ministro Prestigiacomo, di sostituire i tecnici che avrebbero dovuto decidere sull’Ilva di Taranto. I tecnici dovevano stabilire se concedere l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Per Legambiente e’ un ‘ulteriore favore’ all’azienda e ricorda la corposa documentazione inviata da tante associazioni. Ermete Realacci annuncia per domani una interrogazione parlamentare. Contestazioni da Bonelli (Verdi) e dalla Uilm-Uil.

La presenza di diossina negli scarichi dell’Ilva di Taranto e’ certa per qualcuno, impossibile per altri. Cosa c’e’ di meglio che far controllare ai tecnici dell’ARPA, dedicati proprio a queste attivita’ ? ma forse la conclusione a cui stavano arrivando questi tecnici non piaceva a qualcuno (famiglia Riva, proprietaria dell’Ilva?) che si e’ rivolto al ministro, che ha pensato bene di cambiare i tecnici. Cosi’ di sicuro la diossina non ci sara’.

Peccato pero’ che i tassi di diffusione di neoplasie da diossina, a Taranto, sono molto maggiori che in altre parti della Puglia e dell’Italia.

Pero’ aggiornare gli impianti per evitare scarichi nocivi, costa e in questo momento “l’Italia non puo’ sopportare tali costi, per star dietro a tutte le normative richieste dalle leggi europee e dal trattato di Kyoto”.

Se aggiungiamo che il proprietario dell’Ilva, Riva appunto, fa parte della cordata CAI, per l’acquisto di Alitalia, si capisce come i suoi soldi al momento servano per altro, non puo’ certo spendere per eliminare la diossina … e cosi’ il Ministro gli da’ una mano.

Un altro tassello del grande disegno va a posto, con buona pace del popolo dormiente …



mercoledì 15 ottobre 2008

Scrivi al governo per una rivoluzione energetica pulita

Vi segnalo una petizione promossa da Greenpeace a favore di una rivoluzione energetica per il nostro paese.


Ecco il testo della petizione:

È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:

Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.

L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.

Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.

Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.

La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.

Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

giovedì 11 settembre 2008

La Terra dei Fuochi, ovvero: quello che la TV non ci racconta

Ci associamo volentieri alla campagna di re-informazione, lanciata dal sito http://www.laterradeifuochi.it/ e poi richiamata anche da MicroMega, segnalataci dal nostro amico Matteo di Teo News.

In sostanza: il trionfalismo di Berlusconi per aver risolto il problema della spazzatura di Napoli, abbondantemente amplificato da tutte le TV (unica eccezione: un servizio sul TG3 del 2 settembre) e da tutti i giornali, e’ una bufala.
Il problema della spazzatura non e’ stato risolto, e’ solo stato allontanato da Napoli: ci sono decine di roghi che continuano ad ardere nelle campagne attorno alla citta’ (ma lontano abbastanza da non essere visibili dalle telecamere che documentano il premier spazzino con sorriso a 94 denti) dove la spazzatura abbandonata continua a creare i problemi di prima.

Chiediamo ai nostri visitatori che ci leggono da Napoli e dintorni di confermarci queste notizie, di comunicare a tutto il popolo della rete com’e’ la situazione VERAMENTE.

Ancora una volta, comunque, abbiamo la prova di quanto sia potente il mezzo televisivo e i media stampati, quando sono pilotati da forze che non amano la liberta’ ed il rispetto, ma vogliono solo perpetuare il loro dominio sulla societa’ intera.

Ancora una volta, la rete puo’ diventare uno strumento di libera informazione, di liberta’ e di democrazia. Grazie a Matteo che ci ha fatto questa segnalazione e grazie a tutti quelli che vorranno fare ulteriore pubblicita’ a questa iniziativa.

Potete inserire il banner nel vostro blog, lo trovate nel sito di La Terra dei Fuochi.


venerdì 11 luglio 2008

Un altro incidente nucleare, questa volta in Francia


Un altro incidente in una centrale nucleare, questa volta in Francia, a Tricastin, vicino ad Avignone (non piu’ di 250 km da Torino).
Martedi scorso, durante il lavaggio di una cisterna, parte dei 30 metri cubi d’acqua, contenente 12 grammi di uranio per litro, era accidentalmente finita in due fiumi vicini. Divieto di attività nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l’Auzon, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell’irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita.

Subito, le autorita’ francesi hanno minimizzato l’accaduto, diffondendo notizie rassicuranti, mentre tutte le associazioni ecologiste chiedono maggiori dettagli e misure oggettive sull’accaduto (ad esempio: cosa vuol dire “12 grammi per litro” ? quanta radioattivita’ contengono 12 grammi per litro?)

E’ di oggi invece la notizia che l’Autorita’ per la Sicurezza Nucleare francese ha chiesto in mattinata a Socatri, società satellite del colosso energetico Areva, proprietario della centrale, di “sospendere l’attività del suo sito di trattamento delle scorie nella centrale nucleare di Tricastin” e di prendere “misure immediate di messa in sicurezza“.

Ci stanno nascondendo qualcosa ?

Ovviamente, nessuna notizia e’ stata diffusa qui da noi, occupati come eravano a discutere di Guzzanti, Carfagna e Grillo.


giovedì 26 giugno 2008

NUCLEARE: lettera aperta a Berlusconi

Torno ancora sul tema del nucleare, che mi sta particolarmente a cuore.
Alcuni docenti e ricercatori, guidati dal Prof. Vincenzo Balzani dell’Universita’ di Bologna (Alma Mater Studiorum), gli stessi che avevano lanciato la petizione di cui ho gia’ scritto su questo blog (vedi qui), hanno scritto una lettera aperta a Berlusconi ed al ministro Scajola, per cercare di spiegargli perche’ sono contrari e perche’ la scelta giusta e’ quella dell’energia solare.

Come dicono nella loro lettera, “sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che e’ la qualita’ distintiva dei veri statisti“.

Sappiamo bene, purtroppo che la miopia e’ un difetto imperante dalle parti di Palazzo Chigi, e non ci facciamo illusioni. Anche perche’ i nostri governanti sono concentrati sui propri miseri interessi personali e non pensano certamente al bene del pianeta intero.

Non so perche’, ma questa lettera mi fa pensare ad una storiella di perle e di porci …