Mettiamo in chiaro una cosa: quando Berlusconi dice che non se ne va perchè la maggioranza degli italiani lo ha votato, dice un'emerita ... bugia.
Infatti, nel 2008, quando gli aventi diritto al voto in Italia erano 47 milioni 126 mila, il suo partito ha avuto 13 milioni 629 mila voti, pari a circa il 29%, cioè meno di 3 italiani su 10 lo hanno votato.
Se poi guardiamo alle elezioni successive, quelle del 2009 per il Parlamento europeo, a fronte di 50 milioni e 410 mila aventi diritto, ha raccolto solo 10 milioni e 807 mila voti, con una percentuale del 21.4%, quindi circa 2 italiani su 10 (vuol dire, grossolanamente, che 1 italiano su 10, in un anno, lo ha abbandonato).
Berlusconi si trova al governo del nostro Paese e con la maggioranza assoluta del Parlamento che lo sostiene (anche se per un voto soltanto) semplicemente grazie ad una legge elettorale, fatta da PDL e Lega nel 2006, che definire "porcellum", come ha fatto Calderoli, è un eufemismo.
Tre sono i motivi principali per cui tale legge deve essere cancellata e modificata prima possibile e credo siano ormai piu' che risaputi.
Primo: le liste bloccate. Il cittadino viene privato del diritto di votare direttamente i suoi rappresentanti, puo' soltanto mettere una croce sul simbolo di un partito, al quale viene demandata la scelta delle persone da eleggere, secondo una lista prefissata.
Secondo: il premio di maggioranza. Il partito o la coalizione che ha anche un solo voto piu' degli altri, prende tutto, si aggiudica la maggioranza assoluta dei seggi.
Terzo: il Senato regionale. Mentre i Deputati vengono scelti a livello nazionale (cioè in base ai voti ottenuti dal partito a livello nazionale), per il Senato vale la conta dei voti regione per regione, e quindi gli eletti vengono scelti su base regionale (una sottospecie di federalismo, cui evidentemente la Lega, come sempre preda di strabismo geografico, teneva molto). In seguito a questa modalità, se si andasse a votare oggi, con le previsoni che danno i sondaggi e supponendo che i contendenti siano i tre "poli" del momento (centro-sinistra, centro-destra, centro), nessuno dei tre avrebbe la maggioranza del Senato, facendoci precipitare nella piu' totale ingovernabilità.
A questo punto, credo che la domanda sia molto semplice: perchè nessuno dei partiti di opposizione presenta in Parlamento una proposta per la modifica dell'attuale legge elettorale? perchè non si comincia a parlare di questo tema? capisco che trovare un accordo sul sistema elettorale è praticamente impossibile, ogni partito ha la sua soluzione, ma una politica dei "piccoli passi" non potrebbe cominciare a dare l'impressione di fare qualcosa di utile per il Paese? ad esempio, la semplice introduzione della preferenza (unica) restituirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante, seppur all'interno di una lista proposta dal partito. Questo renderebbe gli eletti piu' attenti agli interessi dei cittadini, piuttosto che a quelli del capo partito che li ha nominati, contribuendo a restituire un barlume di moralità al carozzone della politica.
Sarebbe poi opportuno ridurre il premio di maggioranza, oppure vincolarlo al raggiungimento di una percentuale minima o di un distacco notevole dagli avversari. Magari a scapito della governabilità, si riconoscerebbe maggior peso ad una "minoranza qualificata", in grado di contrastare efficacemente eventuali colpi di mano della maggioranza.
Insomma, come già espresso piu' volte su questo blog, la mia speranza è che i leader dell'opposizione (e penso soprattutto a Bersani ed al PD) tirino fuori un po' di coraggio e comincino a fare qualcosa di concreto per il Paese.
Purtroppo, credo che anche su questo argomento, la mia speranza andrà irrimediabilmente delusa.
Visualizzazione post con etichetta opposizione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta opposizione. Mostra tutti i post
venerdì 4 febbraio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
Una proposta per la rinascita: primarie subito
Si è fatta ormai strada l'idea, giusta o sbagliata, che Berlusconi rimane al suo posto perchè non esiste una seria alternativa.
Bene. Allora la soluzione per togliercelo di mezzo è semplice: costruiamo un'alternativa.
Mi rivolgo al PD, maggior partito di opposizione, che dovrebbe guidare questa iniziativa.
Il tutto è molto semplice. Primo: dismettere quell'aria da primo della classe che non giova a nessuno, in politica, tantomeno ad un partito che vuol essere popolare e progressista.
Secondo: aprire un tavolo, invitando tutti quelli che ci stanno, dai comunisti piu' estremi, al Movimento 5 Stelle, a Vendola, IDV, Casini e Fini: chi accetta, partecipa, gli altri che vadano al diavolo.
Terzo: il tavolo serve a stilare una lista dei punti programmatici, pochi, chiari, sintetici: 5 punti per le emergenze (lavoro, istituzioni - legge elettorale, finanze, ...), 5 punti per riforme piu' a largo respiro (Scuola, ricerca e università, diritti sociali, liberalizzazioni, ...), senza tanti fronzoli o ragionamenti cervellotici, una paginetta è piu' che sufficiente.
Quarto: si sceglie un leader, anzi, i cittadini scelgono un leader attraverso le primarie, chicchessia, chi vince vince (possibilmente senza comprare i voti, come a Napoli) e soprattutto senza recriminazioni postume.
Basta, il gioco è fatto. Il leader sarà il leader di coalizione e comincerà a lavorare, assieme ai suoi sostenitori, per costruire l'alternativa, per precisare meglio i contenuti dei punti programmatici, per farsi vedere ed apprezzare dalla gente, stando in mezzo alla gente, parlando con le persone normali, la gente qualsiasi.
E ci si prepara alle votazioni, che siano subito, tra un anno o tra due.
Solo cosi' comincerà a passare il messaggio che esiste un'alternativa, che qualcuno sta dicendo cose diverse da quelle del regime, che si sta lavorando per un Paese migliore, finalmente restituito alla normalità.
Non ci vuole nulla, solo due o tre settimane per mettere in moto il tutto e tra un paio di mesi potremmo già sapere chi ci porterà fuori dalle secche.
Questo è un appello disperato: fatelo, vi scongiuro, fatelo subito. Prima che sia troppo tardi.
Bene. Allora la soluzione per togliercelo di mezzo è semplice: costruiamo un'alternativa.
Mi rivolgo al PD, maggior partito di opposizione, che dovrebbe guidare questa iniziativa.
Il tutto è molto semplice. Primo: dismettere quell'aria da primo della classe che non giova a nessuno, in politica, tantomeno ad un partito che vuol essere popolare e progressista.
Secondo: aprire un tavolo, invitando tutti quelli che ci stanno, dai comunisti piu' estremi, al Movimento 5 Stelle, a Vendola, IDV, Casini e Fini: chi accetta, partecipa, gli altri che vadano al diavolo.
Terzo: il tavolo serve a stilare una lista dei punti programmatici, pochi, chiari, sintetici: 5 punti per le emergenze (lavoro, istituzioni - legge elettorale, finanze, ...), 5 punti per riforme piu' a largo respiro (Scuola, ricerca e università, diritti sociali, liberalizzazioni, ...), senza tanti fronzoli o ragionamenti cervellotici, una paginetta è piu' che sufficiente.
Quarto: si sceglie un leader, anzi, i cittadini scelgono un leader attraverso le primarie, chicchessia, chi vince vince (possibilmente senza comprare i voti, come a Napoli) e soprattutto senza recriminazioni postume.
Basta, il gioco è fatto. Il leader sarà il leader di coalizione e comincerà a lavorare, assieme ai suoi sostenitori, per costruire l'alternativa, per precisare meglio i contenuti dei punti programmatici, per farsi vedere ed apprezzare dalla gente, stando in mezzo alla gente, parlando con le persone normali, la gente qualsiasi.
E ci si prepara alle votazioni, che siano subito, tra un anno o tra due.
Solo cosi' comincerà a passare il messaggio che esiste un'alternativa, che qualcuno sta dicendo cose diverse da quelle del regime, che si sta lavorando per un Paese migliore, finalmente restituito alla normalità.
Non ci vuole nulla, solo due o tre settimane per mettere in moto il tutto e tra un paio di mesi potremmo già sapere chi ci porterà fuori dalle secche.
Questo è un appello disperato: fatelo, vi scongiuro, fatelo subito. Prima che sia troppo tardi.
venerdì 18 giugno 2010
Opposizione: "ha da passa' 'a nuttata"
Il periodico sondaggio pubblicato da Repubblica sul gradimento di governo e partiti, ancora una volta mostra una situazione che dovrebbe far pensare molti. Non escludo che chi di dovere lo stia facendo, di certo non ne abbiamo ancora le prove e i risultati.
A fronte di una sostanziale stabilità di governo, premier e partiti di maggioranza, anche se ai livelli piu' bassi degli ultimi due anni, quello che, a mio avviso è preoccupante, è il calo, limitato ma evidente, innegabile e costante, dei partiti di opposizione. Tutti: PD, IDV e UDC.
Forse il controllo pressochè totale dei mezzi di informazione, da parte di Berlusconi, sta dando i suoi frutti, al punto che l'immagine dell'opposizione presentata dai media è cosi' poco significativa che la gente comincia a prenderla per vera.
Pero', non mancando le fonti di informazione alternative, prima di tutte le rete, e soprattutto a fronte delle nefandezze che questo governo sta portando avanti, mi sarei aspettato un consolidamento di una certa parte dell'opinione pubblica attorno ai partiti che cercano di contrastare tali azioni, anche perchè si sa che quando la situazione si fa piu' grave, di solito, le file si serrano e aumenta la compattezza di chi cerca di opporsi al potere che spadroneggia.
Invece, niente. Segno che la sfiducia e la delusione ormai la fanno da padroni.
Il PD è uscito dalle Regionali con le ossa rotte. Ma anzichè consolidarsi, cercando di stringere il legame con la gente, la base popolare che lo dovrebbe sostenere, si è dedicato a lotte interne (c'è addirittura chi discute sul simbolo!), oppure a intrallazzi di palazzo, per non perdere del tutto quel potere da cui sono stati costretti ad allontanarsi forzatamente (esempio: la Bresso, trombata in Piemonte, è diventata presidente del comitato delle Regioni Europee, incarico che le ha fatto ritirare il ricorso contro possibili brogli elettorali che avrebbero fatto vincere Cota, come riporta l'Espresso).
IDV, nonostante il traino di ben tre referendum che dovrebbero essere particolarmente sentiti dagli elettori e dare buona visibiltà, si sta auto-massacrando con lotte intestine, espulsioni incrociate, comitati di ex-soci fondatori, insomma, uno stillicidio di forze ed energie che mostrano in modo evidente la crisi che pervade il partito.
UDC e la pletora di micro movimenti di centro, fatti da ex di una parte e dell'altra, non riescono a decollare o ad aggregarsi, ma restano frammentati in mille partitucoli incapaci di vincere e soprattutto di convincere.
Nel sondaggio di Repubblica non si parla dei partiti, non presenti in Parlamento, della sinistra estrema, ma credo che sia meglio stendere un velo pietoso su questo argomento: ho da tempo perso il conto delle formazioni che costituiscono questo arcipelago, con continue divisioni e riaggregazioni che hanno mischiato a tal punto le carte da assomigliare ad un mosaico, piu' che ad un quadro.
Insomma, pare proprio che la vita di questo infausto governo sia garantita piu' dall'inconsistenza dell'opposizione, che dai propri (presunti) meriti.
Già molte volte ho esposto su queste pagine la necessità per il PD di rifondarsi su basi apertamente e sinceramente popolari, trasparenti e progressiste, lasciando perdere antiche nostalgie di tempi ormai definitivamente passati. Molte volte ho richiamato la necessità per IDV di cominciare finalmente a sperimentare la democrazia interna, prima di pretendere di trapiantarla nel Paese. Molte volte ho sperato che tutte le forze di centro sinistra riuscissero a parlarsi e, mettendo in comune quello che di meglio e di piu' vero, onesto e nuovo ciascuno ha nei propri cromosomi, si possa finalmente dare vita ad una coalizione che faccia della libertà, della giustizia, della pace, della democrazia e del rispetto dell'ambiente i pilastri della propria azione, dando una nuova speranza a milioni di persone che, dopo ripetute batoste e delusioni, si sta allontanando, forse definitivamente, dalla politica.
Spesso i periodi di crisi si sono rivelati come i piu' fecondi per la nascita di idee e persone eccezionali, che hanno saputo far ripartire le società, rifondarle e farle rinascere. Ma forse non abbiamo ancora toccato il fondo e ci tocca pazientare ancora un po' e stringere i denti: come si dice: "ha da passa' 'a nuttata". Speriamo non sia la notte polare, altrimenti ... "ha da passa' 'a stagione".
A fronte di una sostanziale stabilità di governo, premier e partiti di maggioranza, anche se ai livelli piu' bassi degli ultimi due anni, quello che, a mio avviso è preoccupante, è il calo, limitato ma evidente, innegabile e costante, dei partiti di opposizione. Tutti: PD, IDV e UDC.
Forse il controllo pressochè totale dei mezzi di informazione, da parte di Berlusconi, sta dando i suoi frutti, al punto che l'immagine dell'opposizione presentata dai media è cosi' poco significativa che la gente comincia a prenderla per vera.
Pero', non mancando le fonti di informazione alternative, prima di tutte le rete, e soprattutto a fronte delle nefandezze che questo governo sta portando avanti, mi sarei aspettato un consolidamento di una certa parte dell'opinione pubblica attorno ai partiti che cercano di contrastare tali azioni, anche perchè si sa che quando la situazione si fa piu' grave, di solito, le file si serrano e aumenta la compattezza di chi cerca di opporsi al potere che spadroneggia.
Invece, niente. Segno che la sfiducia e la delusione ormai la fanno da padroni.
Il PD è uscito dalle Regionali con le ossa rotte. Ma anzichè consolidarsi, cercando di stringere il legame con la gente, la base popolare che lo dovrebbe sostenere, si è dedicato a lotte interne (c'è addirittura chi discute sul simbolo!), oppure a intrallazzi di palazzo, per non perdere del tutto quel potere da cui sono stati costretti ad allontanarsi forzatamente (esempio: la Bresso, trombata in Piemonte, è diventata presidente del comitato delle Regioni Europee, incarico che le ha fatto ritirare il ricorso contro possibili brogli elettorali che avrebbero fatto vincere Cota, come riporta l'Espresso).
IDV, nonostante il traino di ben tre referendum che dovrebbero essere particolarmente sentiti dagli elettori e dare buona visibiltà, si sta auto-massacrando con lotte intestine, espulsioni incrociate, comitati di ex-soci fondatori, insomma, uno stillicidio di forze ed energie che mostrano in modo evidente la crisi che pervade il partito.
UDC e la pletora di micro movimenti di centro, fatti da ex di una parte e dell'altra, non riescono a decollare o ad aggregarsi, ma restano frammentati in mille partitucoli incapaci di vincere e soprattutto di convincere.
Nel sondaggio di Repubblica non si parla dei partiti, non presenti in Parlamento, della sinistra estrema, ma credo che sia meglio stendere un velo pietoso su questo argomento: ho da tempo perso il conto delle formazioni che costituiscono questo arcipelago, con continue divisioni e riaggregazioni che hanno mischiato a tal punto le carte da assomigliare ad un mosaico, piu' che ad un quadro.
Insomma, pare proprio che la vita di questo infausto governo sia garantita piu' dall'inconsistenza dell'opposizione, che dai propri (presunti) meriti.
Già molte volte ho esposto su queste pagine la necessità per il PD di rifondarsi su basi apertamente e sinceramente popolari, trasparenti e progressiste, lasciando perdere antiche nostalgie di tempi ormai definitivamente passati. Molte volte ho richiamato la necessità per IDV di cominciare finalmente a sperimentare la democrazia interna, prima di pretendere di trapiantarla nel Paese. Molte volte ho sperato che tutte le forze di centro sinistra riuscissero a parlarsi e, mettendo in comune quello che di meglio e di piu' vero, onesto e nuovo ciascuno ha nei propri cromosomi, si possa finalmente dare vita ad una coalizione che faccia della libertà, della giustizia, della pace, della democrazia e del rispetto dell'ambiente i pilastri della propria azione, dando una nuova speranza a milioni di persone che, dopo ripetute batoste e delusioni, si sta allontanando, forse definitivamente, dalla politica.
Spesso i periodi di crisi si sono rivelati come i piu' fecondi per la nascita di idee e persone eccezionali, che hanno saputo far ripartire le società, rifondarle e farle rinascere. Ma forse non abbiamo ancora toccato il fondo e ci tocca pazientare ancora un po' e stringere i denti: come si dice: "ha da passa' 'a nuttata". Speriamo non sia la notte polare, altrimenti ... "ha da passa' 'a stagione".
giovedì 10 giugno 2010
venerdì 9 aprile 2010
Riforme? ne basta una, fondamentale: la legge elettorale
Resto convinto che le riforme non siano la cosa più importante che serve a questo Paese in questo momento (vedi il mio post più sotto).
Visto però che si continua a parlarne tanto, dico anch'io la mia.
La prima (e credo anche unica) cosa da riformare, a mio avviso, è la legge elettorale: ridare ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio candidato, togliendo questo potere alle segreterie dei partiti, è il primo passo fondamentale. Come effetto collaterale, altrettanto importante, ogni eletto si sentirebbe debitore nei confronti dei suoi elettori, non nei confronti del segretario di partito che l'ha nominato. Forse i parlamentari comincerebbero a pensare almeno un po' al bene cittadini e non solo del partito.
La reintroduzione della preferenza sarebbe quindi il primo passo. In alternativa, forse ancora meglio, si potrebbe arrivare al collegio uninominale col doppio turno: si presenta chi vuole, anche senza tante barriere di raccolta firme o quorum, si vota, i due che arrivano primi vanno al ballottaggio. Questo porterebbe ad una naturale riduzione del numero di partiti, concentrando le scelte sostanzialmente su due schieramenti. Insomma, una specie di maggioritario che consentirebbe una maggiore governabilità e minore dispersione.
Oltre a questa, andrebbe poi riformato il Parlamento: riduzione dei parlamentari, attribuzione di poteri diversi alle due camere, con la fine del bicameralismo perfetto che richiede la doppia approvazione per ogni cosa e introduzione di una forma di senato regionale paritario (ogni regione conta uguale), con specifici poteri.
Basta. Tutto il resto è populismo. Il presidenzialismo è una riforma che servirebbe solo a perpetuare il predominio di una persona che, con l'alibi della elezione diretta da parte dei cittadini, si sentirebbe autorizzato a qualsiasi abuso (ne abbiamo esempi di questo tipo, già ai giorni nostri).
Il bilanciamento dei poteri così com'è oggi, mi pare che vada benissimo, nonostante quello che l'informazione di regime ci vuole far credere: se dei problemi ci sono, sono solo problemi personali di Berlusconi, insofferente verso ogni forma di controllo.
In ogni caso, anche una eventuale elezione diretta del capo dello stato, dovrebbe essere fatta col doppio turno, se proprio si vuole farla, per evitare di farsi governare da uno eletto col 25% dei voti, caso concreto che si potrebbe verificare.
Naturalmente, le ultime dichiarazioni di Berlusconi vanno nella direzione esattamente opposta a quanto appena detto, sia sulla legge elettorale, sia sul presidenzialismo. Questo la dice lunga sulla sua idea di democrazia: sa benissimo che tre persone su quattro, in Italia, non votano per lui e per il suo partito e l'unico modo per vincere e' evitare le coalizioni "contro", come potrebbe verificarsi con il doppio turno.
Mi auguro che l'opposizione sia abbastanza intelligente per: primo, farsi sentire (battete un colpo se ci siete!); secondo, mostrarsi unita e mantenere fissi alcuni paletti fondamentali, senza farsi trascinare in diatribe e divisioni che servirebbero solo a perpetuare lo strapotere di chi sta producendo solo enormi danni a questo Paese.
Visto però che si continua a parlarne tanto, dico anch'io la mia.
La prima (e credo anche unica) cosa da riformare, a mio avviso, è la legge elettorale: ridare ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio candidato, togliendo questo potere alle segreterie dei partiti, è il primo passo fondamentale. Come effetto collaterale, altrettanto importante, ogni eletto si sentirebbe debitore nei confronti dei suoi elettori, non nei confronti del segretario di partito che l'ha nominato. Forse i parlamentari comincerebbero a pensare almeno un po' al bene cittadini e non solo del partito.
La reintroduzione della preferenza sarebbe quindi il primo passo. In alternativa, forse ancora meglio, si potrebbe arrivare al collegio uninominale col doppio turno: si presenta chi vuole, anche senza tante barriere di raccolta firme o quorum, si vota, i due che arrivano primi vanno al ballottaggio. Questo porterebbe ad una naturale riduzione del numero di partiti, concentrando le scelte sostanzialmente su due schieramenti. Insomma, una specie di maggioritario che consentirebbe una maggiore governabilità e minore dispersione.
Oltre a questa, andrebbe poi riformato il Parlamento: riduzione dei parlamentari, attribuzione di poteri diversi alle due camere, con la fine del bicameralismo perfetto che richiede la doppia approvazione per ogni cosa e introduzione di una forma di senato regionale paritario (ogni regione conta uguale), con specifici poteri.
Basta. Tutto il resto è populismo. Il presidenzialismo è una riforma che servirebbe solo a perpetuare il predominio di una persona che, con l'alibi della elezione diretta da parte dei cittadini, si sentirebbe autorizzato a qualsiasi abuso (ne abbiamo esempi di questo tipo, già ai giorni nostri).
Il bilanciamento dei poteri così com'è oggi, mi pare che vada benissimo, nonostante quello che l'informazione di regime ci vuole far credere: se dei problemi ci sono, sono solo problemi personali di Berlusconi, insofferente verso ogni forma di controllo.
In ogni caso, anche una eventuale elezione diretta del capo dello stato, dovrebbe essere fatta col doppio turno, se proprio si vuole farla, per evitare di farsi governare da uno eletto col 25% dei voti, caso concreto che si potrebbe verificare.
Naturalmente, le ultime dichiarazioni di Berlusconi vanno nella direzione esattamente opposta a quanto appena detto, sia sulla legge elettorale, sia sul presidenzialismo. Questo la dice lunga sulla sua idea di democrazia: sa benissimo che tre persone su quattro, in Italia, non votano per lui e per il suo partito e l'unico modo per vincere e' evitare le coalizioni "contro", come potrebbe verificarsi con il doppio turno.
Mi auguro che l'opposizione sia abbastanza intelligente per: primo, farsi sentire (battete un colpo se ci siete!); secondo, mostrarsi unita e mantenere fissi alcuni paletti fondamentali, senza farsi trascinare in diatribe e divisioni che servirebbero solo a perpetuare lo strapotere di chi sta producendo solo enormi danni a questo Paese.
giovedì 8 aprile 2010
Italia malata
E' di oggi la notizia che le famiglie italiane sono sempre piu' povere, per colpa della crisi e della perdita del lavoro. Il numero dei disoccupati continua ad aumentare, per colpa di una congiuntura che da mesi ci viene presentata come finita, ma che in realtà sembra voler durare ancora a lungo. Chi lavora è fortunato, ma rischia ogni giorno la vita: gli incidenti nei cantieri e nelle fabbriche italiane ormai si susseguono ad un ritmo che ci fa quasi diventare indifferenti (18 morti da inizio d'anno solo in Lombardia!). Il Paese frana ad ogni acquazzone, mettendo a repentaglio persone, paesi, intere regioni e distruggendo in un istante intere vite di centinaia di persone.
Insomma, siamo pieni di problemi che minacciano la vita stessa dei cittadini di questo povero Paese, problemi che dovrebbero essere in cima alle priorità di un qualsiasi governo, eletto dagli stessi cittadini che si aspettano ora azioni indispensabili e coraggiose.
Invece, la politica di questo strano Paese litiga su chi deve essere il regista delle riforme, su chi ha vinto di più le elezioni, su come deve essere eletto il presidente-padrone della repubblica, produce leggi con l'unico scopo di proteggere il manovratore, per impedirne il legittimo controllo da parte della magistratura e dei cittadini, riorganizza l'amministrazione statale non per migliorarne l'efficienza, ma per consentirle di fare più tranquillamente i suoi sporchi affari, inventa opere pubbliche totalmente inutili e avulse da ogni minimo collegamento con la realtà, ma che saranno fonte di arricchimento smisurato per chi riuscirà a metterci sopra le mani.
Gli Italiani non hanno bisogno di una repubblica presidenziale, non hanno bisogno di ministeri trasformati in S.p.A. per mangiare meglio, non hanno bisogno di processi abbreviati al solo scopo di far sapere subito alle vittime che non avranno mai giustizia. Gli Italiani non hanno bisogno di questa politica.
Chiedono solo che qualcuno si occupi di loro, chiedono che qualcuno li aiuti a tirare la fine del mese, chiedono Giustizia per ogni morte sul lavoro, per ogni Euro pubblico impropriamente intascato da amministratori disonesti. Chiedono innanzitutto attenzione, non solo la settimana prima delle elezioni, ma sempre, ogni giorno.
E dico soprattutto ai capi dell'opposizione: svegliatevi, smettetela di sprecare tempo ed energie in inutili lotte tra di voi, per chi è più bravo, per chi arriva prima. Cominciate a occuparvi delle cose, dei problemi, della gente che paga il vostro stipendio.
Se l'Italia sta andando in rovina, è anche colpa vostra.
Insomma, siamo pieni di problemi che minacciano la vita stessa dei cittadini di questo povero Paese, problemi che dovrebbero essere in cima alle priorità di un qualsiasi governo, eletto dagli stessi cittadini che si aspettano ora azioni indispensabili e coraggiose.
Invece, la politica di questo strano Paese litiga su chi deve essere il regista delle riforme, su chi ha vinto di più le elezioni, su come deve essere eletto il presidente-padrone della repubblica, produce leggi con l'unico scopo di proteggere il manovratore, per impedirne il legittimo controllo da parte della magistratura e dei cittadini, riorganizza l'amministrazione statale non per migliorarne l'efficienza, ma per consentirle di fare più tranquillamente i suoi sporchi affari, inventa opere pubbliche totalmente inutili e avulse da ogni minimo collegamento con la realtà, ma che saranno fonte di arricchimento smisurato per chi riuscirà a metterci sopra le mani.
Gli Italiani non hanno bisogno di una repubblica presidenziale, non hanno bisogno di ministeri trasformati in S.p.A. per mangiare meglio, non hanno bisogno di processi abbreviati al solo scopo di far sapere subito alle vittime che non avranno mai giustizia. Gli Italiani non hanno bisogno di questa politica.
Chiedono solo che qualcuno si occupi di loro, chiedono che qualcuno li aiuti a tirare la fine del mese, chiedono Giustizia per ogni morte sul lavoro, per ogni Euro pubblico impropriamente intascato da amministratori disonesti. Chiedono innanzitutto attenzione, non solo la settimana prima delle elezioni, ma sempre, ogni giorno.
E dico soprattutto ai capi dell'opposizione: svegliatevi, smettetela di sprecare tempo ed energie in inutili lotte tra di voi, per chi è più bravo, per chi arriva prima. Cominciate a occuparvi delle cose, dei problemi, della gente che paga il vostro stipendio.
Se l'Italia sta andando in rovina, è anche colpa vostra.
Etichette:
ambiente,
democrazia,
opposizione,
società
martedì 16 marzo 2010
L'opposizione chieda le dimissioni di Berlusconi
Se c'e' una cosa che l'opposizione deve fare, in questo momento di confusione, e' dimostrarsi compatta e risoluta nel chiedere, ad una voce, le dimissioni del premier.Naturalmente, sono ben consapevole che l’ampia maggioranza di cui dispone il Governo non consentirà di ottenere in tal modo la sua fine anticipata; tuttavia, per lo meno, si costringerebbe il Premier a dover presenziare nell’aula parlamentare, per essere messo di fronte alle proprie responsabilità e queste sarebbero conosciute da tutto il paese, visto che le suddette sarebbero trasmesse in diretta sui canali RAI: “chi di tv ferisce di tv perisce”…E con le sue televisioni, Berlusconi ha ferito a morte questo paese.
E' inutile lanciare strali o minacciare il Capo del Governo di dimissioni tramite i mass-media, o nei discorsi in piazza, se poi a queste parole non vengono fatti seguire atti formali. Ritengo dovrebbe essere un atto dovuto, da parte di un’opposizione che voglia veramente dirsi tale.
Inoltre, c'e' sempre il rischio che, dopo le elezioni regionali, si ricominci a parlare di larghe intese, di riforme condivise e via dicendo. Ma questa maggioranza ha dimostrato di non volere il bene dei cittadini, ha sempre e solo difeso gli interessi privati del suo capo, anche di fronte ad evidenti e certificate prove della sua disonestà (basti pensare al processo Mills). Spero quindi che queste esternazioni di antiberlusconismo non siano soltanto spot elettorali, dopo di che si ritorna al piccolo cabotaggio di prima.
La mozione di sfiducia e' una richiesta ai capi dell'opposizione che sta ormai montando in maniera decisa dalla rete, dal popolo viola, dalle basi degli stessi partiti.
Vi invito percio' ad unirvi, scrivendo ai capi dei partiti di opposizione presenti in Parlamento e copiando questo post, semplicemente cliccando sui link qui sotto:
Etichette:
democrazia,
governo,
iniziative,
opposizione
Iscriviti a:
Post (Atom)




