martedì 29 ottobre 2013

Congresso PD: l'intervento mancato

Visto che il congresso di circolo del PD si è concluso proprio alla fine degli interventi istituzionali (Presidente, ospiti vari, segretario uscente ed entrante, sindaco, capogruppo) e non è stato dato spazio agli interventi degli iscritti, anch'io, che mi ero pure preparato degli appunti per non perdere il filo, non ho potuto dare il mio povero contributo.
Lo riporto perciò qui di seguito, magari qualcuno passa di qua e trova qualcosa di sensato, oppure mi cancella definitivamente dalla lista delle sue conoscenze.
In ogni caso, mi piacerebbe avere qualche feedback, perciò, se ne avete voglia, lasciatemi un commento.
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Congresso di circolo – Cernusco sul Naviglio – 26 ottobre 2013
Molti, tra i miei amici, mi stanno chiedendo perché mi sono iscritto al PD: forse da me non se l’aspettavano. Voglio perciò cogliere questa importante occasione per dare, anche pubblicamente, una risposta, che è poi quella che sto dando ai miei amici.
Mi sono iscritto al PD perchè il PD non mi piace. Detto così potrebbe sembrare un paradosso, o al massimo una battuta. Invece è esattamente quello che penso: questo PD non mi soddisfa. Ma penso anche che solo il PD, in questo momento, abbia le potenzialità per diventare quello che io mi prefiguro come “il partito modello”, non ce ne sono altri, per vari motivi. Perciò sento che, se voglio provare a dare il mio piccolo contributo, è qui che devo venire.
Cerco di sintetizzare in due minuti il mio punto di vista.
Io penso che il primo e più importante problema della politica italiana sia la mancanza di una regolamentazione dei partiti. L’art.49 della Costituzione sancisce che i partiti sono indispensabili, ma non ne richiede una regolamentazione per legge, come fa invece su altri argomenti e come eminenti padri costituenti chiedevano (da Mortati a Calamandrei). Solo per fare un esempio, il Codice Civile ha decine di articoli che stabiliscono come deve funzionare un’assemblea di condominio, ma nulla si dice di come deve funzionare un partito, che ha nelle sue mani la gestione del “condominio Italia”. Il “metodo democratico” (richiesto dalla Costituzione), il rispetto delle minoranze, il processo decisionale all’interno dei partiti devono essere scritti e congruenti con principi di legge chiari e non eludibili, per poter rappresentare i cittadini.
Credo che una legge di questo tipo dovrebbe servire ad un scopo principale: rompere l’abbraccio tra “partiti” e “istituzioni”. Le due cose sono ontologicamente distinte, la loro funzione è diversa e i due ambiti devono restare separati.
Cosi’, il primo punto su cui vorrei il Partito Democratico prendesse una chiara posizione è questo: chi ricopre ruoli istituzionali (dal capo dello stato, al capo del governo, i ministri, assessori, sindaci e consiglieri di tutti i livelli) non può contemporaneamente ricoprire ruoli “di parte”, cioè ruoli importanti all’interno dei partiti, proprio perché non si possono rappresentare “tutti i cittadini” essendo contemporaneamente “responsabili di una parte”. Gli esempi non mancano, dentro e fuori il PD: Maroni (Lega e Lombardia), Vendola (SEL e Puglia), Alfano (Ministro e PDL). Per non parlare di Renzi, candidato segretario nazionale e intenzionato a ripresentarsi per il secondo mandato come sindaco di Firenze.
Secondo punto: i doppi incarichi: chi ricopre un incarico di tipo istituzionale (elettivo o di nomina politica), non puo’ occupare e nemmeno candidarsi ad altri dello stesso tipo. Una lista di esempi si può trovare qui.
Terzo: il rispetto del mandato. Chi è stato eletto ad un ruolo istituzionale, non può (provare) a lasciarlo (interromperlo) per candidarsi e ricoprirne un altro.
Tutte queste questioni sono totalmente assenti dai programmi dei candidati, sia per il provinciale, sia per il nazionale. So che direte che queste sono questioni secondarie: si è sempre fatto così, i problemi importanti sono altri, bisogna occuparsi dei problemi veri del paese. Io non ne sono convinto: è inutile preparare un programma politico che potrebbe andar bene per un candidato al governo (di una provincia o di un paese), senza dire nulla di come si intende far funzionare il partito, perché il processo decisionale interno è più importante e viene prima delle stesse decisioni che si prenderanno. Io, da candidati alle segreterie, mi aspetterei impegni di questo tipo, non sul cuneo fiscale, la lotta all’evasione o la città metropolitana, aspetti sui quali è il partito intero, nella sua funzione prioritaria, che elabora un programma ed una proposta.
Quanto questi principi siano distanti dal vissuto di questo partito lo dimostra la composizione delle liste per queste elezioni provinciali: 5 sindaci, 4 deputati o senatori, 6 consiglieri regionali, provinciali o assessori, 17 consiglieri comunali o di zona (totale 32) solo tra i 52 capilista (4 candidati x 13 collegi). Per me è una enorme contraddizione per un partito che vorrebbe proporsi come il rottamatore della vecchia politica.
Un ultimo accenno, a riguardo della “forma partito” che mi sentirei di proporre.
Un partito cambiato, rispetto alla forma in vigore, non si occupa di carriere, non investe sui candidati, non ha neppure la smania di vincere perchè è solamente un luogo di dibattito, partecipazione dei cittadini e proposta di programmi e candidature, a cui si arriva “con metodo democratico”.
In questo modello i partiti sono comunque necessari, ma non dovrebbero travalicare le due funzioni vitali che devono svolgere:
·         preparare programmi e candidature
·         consentire uno spazio autenticamente libero alle idee e ai progetti dei cittadini

E’ molto istruttivo a questo riguardo, il libro di Fabrizio Barca, “La Traversata”, di cui consiglio vivamente la lettura a chi non l’ha ancora fatto, perché mi pare ci sia molta strada da fare in questa direzione.
È fuori di ogni dubbio che la situazione su questi aspetti in tutti gli altri partiti è peggiore, e anche di molto in alcuni casi, rispetto al PD, ma questo non può bastare per consolarci ed a farci sentire a posto. Spero che la campagna elettorale per la segreteria nazionale serva almeno a far nascere un dibattito su questi temi, in modo che il nuovo segretario possa recepirli e, spero, cominciare a lavorare per un percorso di cambiamento vero.
Grazie
Fabio

domenica 27 ottobre 2013

Congresso PD: rappresentazione della Democrazia?

Il dubbio di fare un po' troppo spesso la campana stonata, ogni tanto mi viene.
Ma interpretare in chiave positiva l'esultanza che stasera pervade i cinguettii dei Democratici milanesi, confesso che mi risulta difficile.
Naturalmente, sono io che non capisco.
Ma cosa è successo? nulla, ci sono solo stati i congressi dei circoli del PD milanese e le votazioni per il segretario metropolitano. Nella mia città, nessuna sorpresa, tutto secondo copione: la complessa organizzazione del PD, ancora una volta (o per la prima volta?) fa filare tutto alla perfezione, sotto l'attento sguardo benedicente del nuovo che avanza, il "sindaco d'Italia" (ma la capitale non era Roma?).

Francamente, la delusione è profonda. Non solo per la platea esigua per una città con più di 30 mila abitanti, e nemmeno per il fatto che le persone attente e concentrate fossero meno di un terzo, mentre le altre stazionavano in capannelli dentro e fuori la sala, discutendo animatamente su questioni senza dubbio inerenti ai contenuti del congresso. Interventi istituzionali: il decano-presidente, i partiti ospiti, il segretario uscente, il segretario entrante, il sindaco, il capogruppo. Un susseguirsi di sperticate lodi, di dorati complimenti, di inutili raccomandazioni, perchè tutte le buone qualità sono già presenti, in questo fortunato partito.
Non si vota, tanto c'è un candidato unico (siamo un partito unito, noi), un direttivo unico (scelto dal nuovo segretario, mica si puo' fare un direttivo diverso): acclamiamo. Alleluja.
In cuor mio, dico, ora verrà il dibattito, parlerà qualcuno degli iscritti, anch'io potrò dire la mia, ho in tasca gli appunti che mi sono preparato per non perdere il filo ... gli iscritti, invece, cominciano ad alzarsi, chi va verso l'urna per votare il segretario provinciale, chi si avvicina ai capannelli vocianti, finalmente liberi di alzare il volume della conversazione. Chi se ne scappa direttamente a casa, il risotto non può attendere. Tutti sono contenti: la rappresentazione della Democrazia è compiuta.

Si contano i voti dei candidati alla provincia: il pupillo è primo, una donna seconda. Non poteva andare meglio, il copione è compiuto. 

E' stato il mio primo congresso di partito. Qualcosa mi dice che sarà anche l'ultimo.



venerdì 10 maggio 2013

Ci sono!

Ci sono idee che circolano senza che ad esse venga riconosciuta una vera origine, una fonte sorgiva o genitorialità. Idee la cui importanza s’intuisce al volo. E idee importanti che sono germogliate da tempo, che tuttavia faticano a farsi largo, di cui c’è carenza e di cui si ha enormemente bisogno. E, ancora, idee che sembrano bizzarre, fatte apposta per menti arzigogolate, per chi vorrebbe imbrigliare gli spiriti liberi della politica in inutili orpelli (dicono i professionisti della politica!). Idee “come il rispetto del mandato” che vorrebbero porre un argine a comportamenti Malfatti che a prima vista appaiono innocui e invece non lo sono affatto. Che generano comportamenti errati che non vengono neppure recepiti dalla maggioranza dell’elettorato come riprovevoli.
Ci sono amici che si riconoscono come tali per una miriade di motivazioni, e che si frequentano in una molteplicità di situazioni. O magari non si sono mai visti in viso, né s’incontrano di persona. Tutt’al più frequentano lo stesso social network (o gruppo in facebook) e tuttavia si sentono vicini e solidali perché condividono insieme un progetto o un comune sentire.
Poi ci sono amici che non mancano mai nelle occasioni che contano, e che concorrono a porre le basi per sviluppi che durano nel tempo.
Abbiamo intrapreso un lungo cammino per approfondire le aspirazioni che ci accomunano, per coinvolgere in questo percorso altre persone, per allargare il fronte di questo processo fondativo a conoscenti ed amici allo scopo di estendere anche a loro il ruolo di co-fondatori.
Per poter affermare in seguito: “c’ero anch’io”, occorrerà assicurare la propria presenza con “ci sono!”
Il 21 maggio 2013 c/o l’Auditorium S.Carlo, Corso Matteotti 14, MI

lunedì 24 settembre 2012

Polverini e polveroni

Alla fine, la Polverini getta la spugna e rassegna le dimissioni. Vere, questa volta.
Segue a ruota le dimissioni dei consiglieri di opposizione, prima, e quelle di una parte dei consiglieri della sua stessa maggioranza (l'UDC), poi. Evidente ormai l'impossibilità di continuare a governare una "regione importante come il Lazio" (come dice lei stessa).
Il polverone sollevato dalle spese allegre dei consiglieri PDL ha alla fine travolto tutto e tutti, costringendo all'azzeramento del Consiglio Regionale che porterà a nuove elezioni.

Ora i cittadini, quelli che ancora non hanno perso ogni speranza e interesse per la Politica, chiedono riforme, chiedono pulizia, chiedono di espellere questi amministraroti infedeli.
Ma vorrei sottolineare una mia convinzione profonda: non sarà semplicemente allontanando queste persone, o togliendo i finanziamenti ai partiti, o dimezzando il numero di parlamentari che ci liberemo di questi comportamenti.
È innegabile che ci serviranno persone nuove, oneste e disinteressate per uscire da questa situazione di corruzione dilagante, ma non basterà. Serviranno soprattutto riforme in grado di ridefinire i meccanismi secondo cui funziona oggi la politica.
Ci sono pratiche e comportamenti che discendono direttamente da come è stata pensata la "forma" della Politica: come funzionano i partiti, come si assegnano i ruoli e le candidature alle cariche istituzionali, come si passa ad un nuovo incarico senza aver completato il precedente e così via.

È possibile che il Codice Civile dica per filo e per segno come deve funzionare un condominio, ma non spenda una parola per regolamentare i partiti, che sono gli attori principali per la gestione dello Stato e della cosa pubblica, come recita l'articolo 47 della nostra Costituzione?

Perciò la prima riforma da fare è rifondare i partiti. Vuol dire definire regole e norme che stabiliscano come deve funzionare un partito, la democrazia interna, il rispetto delle minoranze interne, la gestione dei finanziamenti, la scelta dei candidati.
Ma assieme a queste, serviranno regole per mantenere distinte le cariche elettive, che servono a gestire la cosa pubblica, quindi sono di tutti, non appartengono al partito ed ai suoi notabili, come invece avviene adesso. In altre parole, completa distinzione tra partito e cariche elettive, in modo che la carriera nel primo non equivalga alla permanenza perpetua nelle seconde (limite ai mandati).
E poi regole che impediscano l'accesso a nuove cariche elettive quando se ne occupa già una, di qualsiasi livello (rispetto del madato), impossibilità a candidarsi contemporaneamente in più collegi, limite alle spese in campagna elettorale, e in ogni caso piena trasparenza dei finanziamenti pubblici e privati.
Insomma, ridefinire le "forme" che reolano l'accesso alle cariche pubbliche, per fare in modo che i partiti non ne divengano i proprietari esclusivi e non ci sia più una "casta" che vive e prospera col denaro pubblico.

Come arrivare a queste riforme è, in realtà, il punto cruciale, perchè i partiti dovrebbero essere in grado di modificare se stessi riducendo il proprio potere in maniera sostanziale. Cosa ovviamente  molto improbabile.
Ma nonostante questo, non ci sono altre strade: i cittadini devono prendere nelle loro mani la responsabilità di costruire o favorire dei soggetti politici, nuovi o già esistenti che agiscano in questo modo, puntando primariamente alla costruzione di regole nuove in grado di smantellare il sistema attuale e di sostituirlo con uno più moderno e trasparente. Per questo serve determinazione e discernimento, serve una solida preparazione culturale, per evitare e smascherare demagogie e populismi. Serve visione e speranza, per superare insuccessi e momenti difficili.
Ma non c'è alternativa: il futuro è nelle nostre mani, a noi il compito di attualizzarlo, con le nostre forze, la nostra intelligenza e la nostra passione. Vogliamo provarci?

sabato 15 settembre 2012

La palla di Grillo

La trasmissione "Piazza Pulita" dell'altra sera è stata molto istruttiva, checchè ne dicano i grillini, che la stramaledicono. Ci ha fatto vedere come ci possa essere qualcuno che, usando gli strumenti ancora poco noti della manipolazione in rete, riesca a manovrare gli ignari navigatori verso fini preordinati.
Come diceva Casaleggio (da un messaggio presente sul suo sito), il 10% degli utenti in rete forniscono il 90% dei contenuti. Questo 10% è fatto dagli "influencers" che trascinano e pilotano tutto il restante 90% (o quasi) a comportarsi o a pensare come decidono loro, "influenzando" di fatto tutto e tutti. Lo chiamano "marketing virale".
Magari è un po' esagerato, ma qualcosa di vero c'è.

Ho partecipato una sola volta ad un comizio di Grillo, era il 2009. Non c'era ancora il Movimento 5 Stelle, almeno non in forma pubblica. Durante questo monologo / spettacolo, il buon Beppe parlò di una speciale pallina verde, che inserita nella lavatrice assieme al bucato, rendeva inutile l'uso del detersivo, ottenendo lo stesso bucato pulito, a prova di confronto pubblicitario. Per provarlo, si era portato una vera lavatrice e dei veri panni sporchi (ma non si lavano in casa, di solito?) che all'inizio dello spettacolo aveva fatto partire, per dimostrare al pubblico la fondatezza delle sue affermazioni.
Lo spettacolo terminò prima della lavatrice (ciclo troppo lungo scelto ad hoc?) ma il messaggio era stato colto da tutti comunque: all'uscita, enormi file di seguaci si accalcavano a vari banchetti, dove per il modico prezzo di 35 Euro si poteva entrare in possesso del magico strumento verde.
Provvidenziale fu l'avvicinarsi di un temporale e la mancanza di un ombrello, che mi suggerì di abbadonare la coda e correre alla macchina, per evitare la pioggia. Così tornai a casa asciutto, ma senza l'agognata pallina.
Nei giorni successivi, la cercai in rete e trovai un fornitore cinese, che al prezzo di 1 Euro ciascuna, me ne avrebbe portate a casa multipli.di 1000.
Quante ne avrà vendute quella sera? Diciamo che dei 10 mila presenti, la metà non avesse l'ombrello, come me, poi magari qualcuno non aveva la lavatrice, però qualcuno l'avrà comprata per la sorella e per la zia, o per regalarla a Natale. Diciamo 3000? Moltiplicando per 34 Euro di guadagno, saltano fuori 102 mila Euro ... E qualcuno gli fa le pulci per i suoi cachet ...

Oltretutto, qualche tempo dopo mi capitò, per un problema della mia lavatrice, di fare un bucato senza detersivo e quello che mi stupi fu che il bucato era praticamente pulito come al solito ... forse è soprattutto lo sbattimento meccanico dei panni che li rende puliti, come avevano capito le nostre nonne inginocchiate ai bordi dei fossi...

Ma tornando al nostro Beppe, e dopo aver ascoltato le interviste a Casaleggio, sono quasi sicuro che quella sera fu fatto un esperimento, una prova pratica di quanto un'effermazione fatta da una persona verso cui si è ben disposti possa far passare per vera qualsiasi fregnaccia. Basta condirla con un po' di improperi verso la società dei consumi, gli inquinatori di fiumi e mari, i media che speculano e ingannano e ed fatta: a frotte a comprare un'inutile pallina verde, solo perchè l'ha detto l'influencer di turno.

Secondo me in quell'occasione Grillo ebbe ancora più chiaro che avrebbe potuto dire qualsiasi fesseria, ma detta da lui sarebbe passata per vera.
E decise di scendere in politica.

martedì 6 marzo 2012

Piano Casa: altro cemento in arrivo in Lombardia

Il Piano Casa della Regione Lombardia va oggi all'esame dell'aula del Pirellone per l'approvazione definitiva.
E come spesso accade, quando c'è di mezzo questa amministrazione regionale, si continua la strada della cementificazione selvaggia, in deroga alle regole esistenti ed evitanto troppi controlli.
I punti qualificanti, presentati dai relatori come estremamanete positivi, si possono sintetizzare in questo modo:
  • aumento delle volumetrie in cambio di interventi di risparmio energetico
  • aumento delle volumetrie in caso di recupero di aree dismesse o interventi risanatori (eliminazione amianto, parcheggi interrati)
  • le volumetrie cosi' accumulate possono essere "spostate" in altre aree, già edificabili, con oneri di urbanizzazione dimezzati
  • trasformazione di aree destinate al terziario in residenziali (ma il 20% da dedicare ad edilizia sociale)
  • nei comuni sopra i 15 mila abitanti, i piani attuativi vengono approvati dalla Giunta, non piu' necessaria l'approvazione del Consiglio Comunale, che quindi ne perderà il controllo
  • sottotetti: recuperi possibili solo per edifici completati prima del 2006 (limite imposto in Commissione, dopo gli arresti avvenuti nella giunta Formigoni per l'inchiesta proprio su abusi volumetrici), ma in deroga agli strumenti urbanistici fino a 1,5 metri di altezza in piu'
  • ampliamenti (definiti "modesti") possono essere concessi, anche superando gli indici fondiari del PGT, nel caso di realizzazione di strutture produttive o ricettive; in particolare, le strutture alberghiere potranno crescere fino a 200 mq in piu'
Quello che ci aspetta, perciò, sarà una ennesima colata di cemento che, con la scusa di rinvigorire l'economia e di recuperare aree dismesse, continuerà a impermeabilizzare il suolo, ad aumentare le volumetrie, a consumare territorio.
Ovviamente, non ce ne possiamo sorprendere: parecchi consiglieri regionali (Pozzi e Parolini, PdL) e lo stesso relatore della legge (Parolo, Lega Nord) in qualche modo sono legati ad attività edilizie e al business delle costruzioni.
Spero che qualcuno se lo ricordi, la prossima volta che andrà a votare

domenica 4 dicembre 2011

Nuovo governo, stessa pioggia (di tasse)


Monti
L'avvento di Monti, anche se foriero di non ben definiti sacrifici, ci aveva per molti aspetti fatto un immenso piacere. Il professore milanese aveva sostituito il governo peggiore di tutta la nostra storia democratica, quel Berlusconi contro cui si era accanita molta della nostra denuncia, della nostra migliore e vitale energia.
E quando ormai pareva che non ci sarebbe stata alternativa al nano di Arcore per almeno ancora un anno e mezzo, ecco che un tornado finanziario-speculativo, tanto grave quanto improvviso, aveva costretto il sultano brianzolo a dimettersi, lasciando la scena al professore bocconiano.
Senz'altro questa sostituzione improvvisa e quasi insperata ci ha inebriato, al punto che in poche settimane Monti è diventato il salvatore della Patria, l'uomo da tutti agognato e da tutti adulato.
Ma, come nei migliori sogni, il risveglio è spesso traumatico e la realtà, temporaneamente dimenticata per far posto alle aspettative ed alla speranza, si ripresenta improvvisamente con la sua impietosa durezza.
E cosi', oggi conosciamo la tanto attesa "manovra": bastonate a chi ha una pensione e a chi ancora la sta aspettando, bastonate a chi possiede almeno una casa, a chi ha sempre denunciato i propri redditi, al punto da superare certe soglie, aumento dell'IVA (e quindi a carico di tutti noi), tagli agli enti locali (e quindi a tutti noi).
La domanda, a questo punto, come si dice sorge spontanea: che cosa è cambiato rispetto a prima? in che cosa questo governo si sta differenziando dal precedente (e dai precedenti)? Occorrevano i bocconiani per aumentare l'IVA? o per tagliare le pensioni? non si poteva finalmente dare quel segnale di cambiamento di rotta, di novità di approccio che tanti di noi si aspettavano da questi signori?
Nulla che riguardi i costi della politica, le sacche di privilegio, l'evasione fiscale, gli sprechi di denaro pubblico, le spese folli per armamenti inutili. E anche la tanto annunciata "equità" sembra aver lasciato il posto alla piu' semplice "continuità". Forse non abbiamo ancora tutti i dettagli, ma la strada scelta pare essere sempre la stessa: far pagare i soliti noti, docili e onesti pagatori di sempre, facili da raggiungere, sicuri, rassegnati.
Ora la palla passa ai partiti. Sarà interessante capire cosa farà la sinistra: accolto Monti come il salvatore della patria, ora dovrà decidere come schierarsi: appoggiarlo, rischiando di perdere consensi tra i suoi sostenitori delusi e demoralizzati? sfiduciarlo, passando per quelli che minacciano la stabilità dell'Europa, dell'Euro, dei mercati ? non sarà una scelta facile.
Io ritengo irrinunciabili tre cose:
1. dire forte e chiaro a Monti ed all'intero Paese che questa è una manovra ingiusta e stracotta, nella tradizione dei peggiori governi che l'hanno preceduto;
2. dire forti e chiare quali sono le proprie contro-proposte: un elenco preciso e dettagliato, con tanto di cifre e previsioni, dei provvedimenti che garantirebbero maggiore equità e lo stesso gettito, non nello stile del governo ombra di veltroniana memoria (talmente ombra che non l'ha visto nessuno), ma con chiarezza e concretezza quanto un vero governo dovrebbe avere;
3. fatti i primi due passi (il primo facile, il secondo molto piu' difficile), credo che verrebbe naturale assumersi la responsabilità di votare contro questo provvedimento, costi quello che costi, perchè esistono altre strade, percorribili da subito, che portano agli stessi risultati economici rispettando la giustizia sociale.Solo cosi' i partiti della sinistra si possono veramente presentare (anche per le prossime elezioni che si avvicinano) come concreta forza di governo, capace di scelte e comportamenti all'altezza della situazione. Ma ci vuole coraggio e determinazione: ne saranno capaci?
PS del 6 Dicembre: i dettagli della manovra, ormai noti completamente, hanno per fortuna smentito alcune delle affermazioni qui sopra, come l'IRPEF (che non c'è) o l'extra tassazione dello scudo (di cui non si sapeva) o l'eliminazione delle Giunte provinciali. Rimane il fatto che due terzi della manovra è fatta di tasse, solo un terzo di riduzione di spesa, peraltro in gran parte a carico degli enti locali. Da apprezzare l'auto riduzione del proprio stipendio, da parte del Governo e la partecipazione emotiva ai sacrifici per tutti. Il giudizio a questo punto rimane sospeso, in attesa di riforme piu' strutturali (che necessariamente richiedono tempo) per ottimizzare la macchina statale e renderla piu' efficiente ed economica.
Continua il balletto dei partiti, che ancora una volta dimostrano la loro inconsistenza ideologica, sempre e solo alla ricerca della convenienza immediata, di piccolo cabotaggio. Ma pagherà, questa volta?

mercoledì 5 ottobre 2011

La Costituzione: ARTICOLO 21 - Libertà di espressione


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Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

mercoledì 6 aprile 2011

Junk Politik


Rifiuti
Junk Politic. Politica spazzatura. E' solo questa la definizione che mi viene in mente oggi.
Quello che sta avvenendo in questi giorni, dentro e fuori le aule del nostro Parlamento, è spazzatura politica.Junk Politic è un Parlamento che dedica tutto il suo tempo, le sue energie per deliberare leggi destinate solo a salvare il culo di uno, causando un sacco di disastri a tutti gli altri. E' Junk Politic chi applaude in maniera provocatoria l'oratore di turno. E' Junk Politic chi manda a quel paese il presidente della Camera, che lo richiama. Sono Junk Politic quei 314 deputati che con il loro voto stabiliscono per legge che Ruby è nipote di Mubarak. Honoris causa, forse.
E' Junk Politic fare marketing politico, anzichè governare. Sulla pelle degli Aquilani, dei Lampedusani, dei Napoletani. Degli Italiani.
E' Junk Politic il governo, che interrompe le proprie sedute per recarsi a votare, per non far mancare la maggioranza. Soprattutto dopo che per anni non si è fatto vedere in aula, nemmeno quando veniva chiamato per spiegare avvenimenti e decisioni al Paese intero.
E' Junk Politic tentare di stravolgere la Costituzione con proposte di modifica immonde, come l'eliminazione della norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista (norma peraltro già piu' volte disattesa), o l'articolo 41 che regola la responsabilità d'impresa, o gli innumerevoli tentativi di snaturare l'articolo 3 (la legge è uguale per tutti), o il 21 (libertà di stampa).
E' Junk Politic un ministro dell'Interno che chiama "emergenza clandestini" lo sbarco di poche migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalla povertà. O il capo del governo che definisce lo stesso esodo "uno tsunami umano", poche settimane dopo il vero tsunami che ha distrutto e messo in ginocchio il Giappone.
E' Junk Politic volere ad ogni costo il processo breve, dimenticando che ogni reato ha non solo un presunto colpevole, ma soprattutto una vittima certa.
E' Junk Politic anche un'opposizione che continua a sollevare distinguo su ogni cosa, a voler mettere puntini sulle "i" e anche altrove, a non schierarsi, senza se e senza ma, contro i grossolani errori o le non-scelte di questo governo, a favore di una nuova legge elettorale, a favore di una legge contro i conflitti di interesse, una legge che protegga i giovani dalla precarietà, gli anziani dalla povertà, tutti dalla corruzione e dalle mafie.
E' un elenco che potrebbe continuare, ma temo che continueremmo solo a ripetere cose dette e ridette. Quasi sempre inutilmente.
Ma se credete, potete aggiungere qui sotto cio' che vuol dire, per voi, Junk Politic





lunedì 4 aprile 2011

Ber Lusken: messaggio audio n.24


Responsabili
Questa volta è toccato alla platea del gruppo dei responsabili, neo terza gamba della maggioranza, ascoltare in diretta l'audio messaggio numero 24.
Come di consueto, i contenuti dipendono dal destinatario e quindi il grande filosofo ha parlato di accoglienza a Lampedusa (e Calderoli gli ha subito replicato: li accolga a casa sua - ora che ce l'ha), di riforma costituzionale dello Stato (il Parlamento cambia quello che il governo propone - e questo non va bene), di impegno alle prossime amministrative e, argomento che non manca mai, di magistratura deviata e comunista.

L'occasione, come detto, era quella di una assemblea dei Responsabili, il gruppo parlamentare che raccoglie transfughi da vari partiti, dove non si sentivano, evidentemente, abbastanza remunerati. Ora, con il loro decisivo sostegno alla maggioranza, possono aspirare a ricompense ben piu' significative: ministeri, vice-ministeri, sottosegretariati e via di questo passo. Oltre, naturalmente, alla ricandidatura alle prossime elezioni. Questo gruppo comprende personalità eminenti, da Scilipoti e Razzi (fu IDV), a Calearo e Cesario (fu PD), Romano, Pionati e Ruvolo (fu UDC), piu' una schiera di altri modelli di fedeltà (usciti dal PDL, alcuni passati da FLI) che potete trovare qui.

In questa legislatura, B. è finalmente riuscito, dopo tanto lavoro, a distillare una classe politica prona alle sue volontà, piegata ai suoi privati interessi, incapace di resistere ai suoi richiami tintinnanti.
Tutti quelli che, negli anni, gli sono stati vicini, ma senza vendergli completamente l'anima, se ne sono andati. O sono stati scacciati. Vi ricordate Martino? oppure Urbani? Dotti ? Pisanu? e via via per arrivare a Fini: tutti allontanati perchè avevano ancora un briciolo di dignità.
Così, prima nel suo partito - complice il "porcellum", la legge elettorale che mette nelle mani di una sola persona la scelta dei condidati - poi anche nei partiti altrui (uomini e donne senza morale e senza dignità si trovano ovunque, evidentemente), ha messo insieme la piu' grande accozzaglia di servitori, di esseri privi di ogni senso etico, di mercenari della politica, disposti a tutto pur di intascare qualche favore, qualche poltrona o forse, peggio, qualche migliaio di Euro.

Cosi', la platea di quelli che mostrano di divertirsi con le sue patetiche barzellette si è allargata ed è ora piedestallo alle sue gesta paranoiche.
Ma un uomo di così ampie vedute, dovrebbe saperlo: a costruire sulla melma, prima o poi, si scivola.



venerdì 1 aprile 2011

La moratoria nucleare è ufficiale


Centrale_nucleare
Secondo quanto riportato da Televideo RAI, che cita l'ANSA come fonte, ieri il Presidente Napolitano ha firmato il Decreto del Consiglio dei Ministri che stabilisce una moratoria di un anno per la definizione dei siti dove ospitare le centrali nucleari nel nostro Paese.
Questo comporta un congelamento di tutto il processo che vuole riportare in Italia la produzione di energia atomica.
E' una doppia buona notizia: primo perchè tutto si ferma almeno per un anno. Secondo, perchè questo atto del Consiglio dei Ministri vale per 60 giorni e dovrà, entro tale termine, pena la decadenza, essere discusso ed approvato dal Parlamento. Cio' vuol dire che a pochi giorni dal Referendum abrogativo del nucleare del 12 giugno si aprirà anche in Parlamento (potrete seguire qui il suo percorso) una discussione su questo tema e sarà un'occasione in piu' per ragionare, parlare, informare e convincere i cittadini italiani ad esprimersi con la partecipazione al voto.
Rimane aperta e senza risposta, comunque, la questione di un serio piano energetico nazionale: questa moratoria, se da un lato allontana per un po' l'inizio della nuova era atomica italiana, dall'altro lato introduce un ulteriore ritardo nella ricerca delle fonti energetiche necessarie per il Paese: questo governo non si sta occupando dei veri problemi nazionali, evita semplicemente di prendere posizioni chiare su questioni che diventeranno vitali nel breve futuro e che rischiano di portarci al fallimento.Un'ultima nota: un'altra buona notizia "collaterale" è che lo stesso documento firmato da Napolitano non contiene il  nuovo aumento a 60 del numero dei consiglieri (e a 15 per gli assessori) per le città con piu' di un milione di abitanti. La norma era stata varata dal Governo principalmente per accogliere le richieste di Alemanno - in evidente difficoltà nel gestire tutte le pretese dei suoi traballanti sostenitori entro il numero di 48 - ma aveva trovato la contrarietà del Quirinale.

lunedì 28 marzo 2011

Punizione divina?

Stanno avvenendo cose strane in questo Paese. Molto strane. Al punto che mi chiedo, una volta di piu', se tutto cio' sia serio o se stiamo precipitando non già nel ridicolo (quello l'abbiamo già raggiunto e superato), ma nel grottesco.

L'uomo piu' imputato dell'universo, pretenderebbe di trasformare un processo in un derby: squadra del cuore contro resto del mondo. E' capitato oggi a Milano.

Il Paese piu' indeciso del mondo, che l'altro ieri stava con Gheddafi, ieri con la Francia, oggi contro la Francia, domani chissà, resta escluso dalla video conferenza preparatoria della riunione tra tutti i paesi che partecipano alle azioni contro la Libia: quando si fa sul serio, i giullari non servono.

Abbiamo un presidente del consiglio che prima va in giro per il mondo a reclamizzare le nostre segretarie come le piu' belle del mondo, per attirare investimenti, e quando questi investimenti arrivano, fa una legge per bloccarli.

Forum, una trasmissione delle reti Mediaset, cerca di mettere una stampella al disastroso risultato della ricostruzione all'Aquila, invitando una "sedicente" commerciante aquilana, che dice che tutto funziona e la città è rinata. Smascherata nel giro di 12 ore.

In Germania, invece, il nostro presidente del consiglio viene usato nello spot per far pagare il canone televisivo ai tedeschi. Della serie: se non pagate, diventate come loro. "Una democrazia è forte quando ha media liberi". Qualche secolo fa, un simile affronto sarebbe valso una dichiarazione di guerra.

A capo (vice presidente, per la verità) della maggiore organizzazione scientifica nazionale, il CNR, c'è un creazionista, uno che nega la teoria evoluzionista darwiniana (e organizza pure un congresso per ribadirlo) e che afferma, in una intervista a Radio Maria, che il terremoto giapponese è una punizione di Dio (a proposito, andate al link e sottoscrivete la petizione per chiederne le dimissioni: è il minimo che possiamo fare).


E questo è solo la sintesi dell'ultima settimana: ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci una simile sciagura? sarà anche questa una punizione di Dio ?

venerdì 18 marzo 2011

Come neve al sole ...

Dopo i tragici avvenimenti giapponesi, che ancora forse non ci hanno mostrato tutto il male che puo' essere causato dall'energia nucleare, anche l'Italia si accoda alla schiera di quanti, in tutto il mondo, sospendono o rimettono in discussione i piani di sviluppo degli impianti nucleari.
Ha iniziato il sottosegretario Saglia, presente alla seduta finale delle commissioni VIII e X che dovevano esaminare lo schema di Decreto Legislativo n.333 relativo alla procedura di scelta dei siti degli impianti: ha cominciato a dire che solo le Regioni che condivideranno la scelta nucleare ospiteranno gli impianti. che equivale a dire nessuna, stante la situazione attuale.
Concetto ribadito oggi dal ministro Romani. In serata anche una dichiarazione di Veronesi, presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sembra rimettere in discussione il modello di sviluppo scelto per il rientro nell'era atomica.
In ultimo, anche il ministro dell'Ambiente, Prestigiacomo, si lascia scappare una confidenza subito catturata dall'agenzia Dire: "dobbiamo fermarci, non possiamo rischiare di perdere le elezioni sul nucleare".
Per un motivo o per l'altro, quindi, pare proprio che anche il nostro governo ci stia ripensando. Le motivazioni non sono molto nobili, ma questo non ci stupisce, vista la caratura della nostra classe politica. In ogni caso, quello che conta in questo momento, è il risultato: fermare questa folle corsa verso un modo di sfruttare l'energia dell'atomo che ancora non riusciamo a controllare nel modo dovuto, in piena sicurezza e senza creare problemi piu' grandi di quelli che si vogliono risolvere.

Ora restiamo a vedere se questa intenzione del governo si concretizzerà in azioni certe e chiare o non diventerà solo un modo per far passare un po' di tempo sperando che la gente se ne dimentichi.

L'emergenza quindi non è ancora finita e dobbiamo continuare a parlarne ed a mobilitarci, anche in vista del referendum del prossimo giugno: un plebiscito per il SI sarebbe la vera pietra tombale sulle centrali atomiche, e speriamo questa volta sia per sempre.

lunedì 14 marzo 2011

Fukushima: allarme ancora alto

Non siamo ancora fuori dall'emergenza per quanto riguarda l'impianto nucleare di Fukushima, duramente colpito dal terremoto, che ha sconvolto il Giappone, e dal successivo tsunami. Anzi, la situazione si sta facendo di ora in ora piu' incerta e pericolosa.
Il contenitore del reattore 1 è esploso sabato mattina, a causa dell'idrogeno prodotto dalle reazioni incontrollate avvenute all'interno del nucleo, surriscaldato dall'avaria all'impianto di raffreddamento.
Oggi è esploso il contenitore del reattore 3, per cause analoghe (vedi foto).
La temperatura delle barre di combustibile nucleare continua a salire, in mancanza del liquido di raffreddamento ed anche il pompaggio di acqua marina per abbassare la temperatura non ha ancora portato ai risultati sperati. In particolare, sembra che all'interno del reattore n.2 il combustibile nucleare abbia già iniziato il processo di fusione.
Una nuvola di vapori radioattivi si sta spostando verso sud, risparmiando per ora la città di Tokio, situata a soli 270 km di distanza.
Intanto, in tutto il mondo le reazioni  a questo disastro sono di tipo diverso. Alcuni stati continuano a confermare i loro programmi nucleari, affermando che è impossibile il ripetersi di una serie di eventi sfortunati come quelli avvenuti in Giappone. Tra questi paesi c'è la Turchia, la Russia (11 centrali in costruzione) e, malauguratamente, anche l'Italia (8 centrali programmate).
Altri, invece, hanno già sospeso, in attesa di ulteriori accertamenti, il cammino per la costruzione di nuove centrali. Uno di questi paesi è la Svizzera.
Anche la Francia mette in dubbio la completezza delle informazioni fin qui rilasciate dalle autorità giapponesi, supponendo la situazione sia molto piu' grave di quanto non venga detto.

Aggiornamento delle ore 18:00: anche la Germania dichiara di non voler proseguire sulla strada del prolungamento del servizio delle centrali piu' vecchie: saranno spente secondo i piani originali.

sabato 12 marzo 2011

Fukushima: ad un passo dalla catastrofe

Fukushima: sarà probabilmente un nome che ricorderemo e che entrerà nelle discussioni sul nucleare che ci capiterà di fare tra non molto, appena si entrerà nel vivo del referendum di giugno.
Fukushima è una località giapponese, colpita dal terribile sisma del 11 marzo (8.9 della scala Richter). In questa località, c'è un impianto nucleare, anzi, ben 6 reattori (mentre altri due sono in progettazione).
I reattori piu' recenti (dal 4 al 6) erano fortunatamente spenti per manutenzione, mentre i piu datati (il n.1 è del 1971, il n.2 del 1974, il n.3 del 1976) erano in servizio e al momento della scossa è automaticamente scattato il processo di spegnimento automatico. Naturalmente, in condizioni "normali", tutto avrebbe dovuto andare per il meglio, ma con un terremoto cosi' violento puo' sempre capitare l'imponderabile: un guasto alle linee elettriche ha compromesso la funzionalità dell'impianto di raffreddamento, che percio' non ha funzionato come dovuto. L'improvviso riscaldamento del nucleo è stato percio' inevitabile ed è scattata l'allerta nazionale, con l'evacuazione dei residenti nel raggio di 10 km dall'impianto. Si sta pensando ad uno "scarico controllato" di vapore acqueo (potenzialmente radioattivo) per rimettere in sicurezza l'impianto di raffreddamento.
Io mi auguro che non succeda nulla di piu' grave, che la situazione si risolva e si possa concentrarsi sui già enormi danni del terremoto e del successivo tsunami.
Ma vorrei anche che questa fosse un'occasione per noi, che siamo ancora in tempo, per renderci conto della pericolosità intrinseca della tecnologia nucleare e per cercare vie alternative, che esistono e sono molto piu' sicure e percorribili.
Naturalmente, qui da noi, già stasera le grancasse della propaganda governativa erano su tutti i canali TV a dire che il nucleare è sicuro, che a Fukushima si tratta di un impianto vecchio, che qui non ci saranno terremoti cosi' violenti.
Mi permetto di darvi un consiglio: al prossimo referendum del 12 giugno, votate SI. Giusto per evitare che tra qualche anno non tocchi a noi dichiarare l'allerta nazionale.