Una giovane donna fuggita dal suo Paese, la Nigeria, perchè rischiava la pena di morte per aver ammazzato il suo datore di lavoro che la stava violentando. Arrivata clandestinamente in Italia, a Bologna, ha rischiato di essere stuprata un'altra volta, se le sue grida non avessero allertato i vicini, che hanno chiamato la polizia.
Portata in Questura, è stata sbrigativamente rimpatriata, nonostante una richiesta di asilo politico presentata nel frattempo dal suo difensore, Alessandro Vitale.
Da notare che all'articolo 10 la nostra Costituzione stabilisce il diritto di asilo per uno straniero nel cui Paese non siano garantite le libertà fondamentali dell'individuo, mentre all'articolo 27 esclude la pena di morte come punizione per qualunque tipo di reato. Percio', le condizioni per accettare la richiesta di asilo o comunque per sospendere il rimpatrio, c'erano tutte.
Invece la giovane donna, Faith Aiworo, è stata rispedita in Nigeria, arrestata ed ora rischia l'impiccagione per aver ucciso una persona per legittima difesa.
Rilancio l'appello fatto dal sito www.migrare.eu a suo favore, affichè l'opinione pubblica intera si mobiliti per fermare la mano del boia e possibilmente per far ritornare Faith nel nostro Paese.
In nome di quella Giustizia, di quella Umanità che le nostre autorità, quelli che ci governano, sembrano aver smarrito.
Fate girare il piu' possibile
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giovedì 29 luglio 2010
venerdì 8 gennaio 2010
Anno nuovo, stessa minestra. Anzi, peggiore.
Sono stato via per un po', non troppo lontano pero' per non sentire l'eco delle notizie italiane.
Ce n'e' per tutti i gusti e sinceramente non so da che parte cominciare. Dovro' scrivere piu' di un post, per descrivere lo sdegno e lo sconforto che queste notizie mi fanno sentire.
Ma andiamo per ordine.
Su quello che e' successo e sta succedendo a Rosarno (Calabria), vi segnalo questo intervento di Andrea Sarubbi, che mi pare lucido e completo. Quello che ci vuole prima di esprimere giudizi affrettati o opportunisti, come tanti stanno facendo.
Sulle vicende della candidature alle Regionali, non posso che esprimere il rammarico per alcune posizioni che mi sembrano particolarmente deludenti.
In primis, quella dell'UDC, che qualcuno ha chiamato "dei due forni": in una regione sto con la destra, in un'altra con la sinistra, a seconda di chi mi piace di piu' (o di chi mi conviene appoggiare). Qui non e' una questione di Polverini (in Lazio) o di Boccia (in Puglia), qui e' in gioco il quadro politico italiano. In pratica, con questa posizione ambigua, l'UDC vuole riaffermare la sua posizione chiave per far vincere l'uno o l'altro (tutto poi da dimostrare ...), ciao', in altri termini, un salto indietro di quasi 20 anni, al sistema proporzionale. Io la ritengo una sciagura per l'Italia, perche' e' il terreno giusto per far crescere inciuci, ricatti, compromessi al ribasso, insomma, quanto di peggio la prima Repubblica ci ha mostrato. Se l'obiettivo di un partito e' questo, io me ne starei ben lontano.
Ma veniamo al PD. Sia in Puglia che in Lazio, il PD ha dimostrato di non essere capace di tirar fuori un candidato che non fosse gia' "impegnato" con qualche incarico pubblico (Zingaretti, presidente della provincia di Roma, Emiliano sindaco di Bari). Ma che segnale e'? possibile che tra tante persone impegnate in questo partito, probabilmente, mi auguro, anche in gamba e con i titoli necessari, il PD non sia capace di trovare un candidato, se non qualcuno che ha gia' "vinto qualcosa"? come fa un partito cosi' a candidarsi alla guida di un paese allo stremo in mano ad una banda di incapaci come e' l'Italia al momento? da tempo non si vedono segnali positivi dal PD, ma questo comportamento mi sembra segno di una crisi che non si risolvera' tanto facilmente, anzi, per me potrebbe anche portare alla fine del PD.
In piu', l'avversione a Vendola in Puglia (presidente uscente e non mi pare con cattivi risultati), l'indecisione nei confronti della Bonino (personalita' senz'altro capace di far dimenticare le disgrazie del PD in Lazio, dopo Marrazzo, anche se esterna al PD), le altre incertezze in Calabria o in Umbria, insomma, tutto fa pensare a seri problemi di leadership dentro a questo partito, problemi che l'avvento di Bersani non e' ancora riuscito a risolvere. Se le primarie, sicure o minacciate nelle regioni citate, servono solo a togliere la patata bollente dalle mani dei leader e non vengono dalla volontà di dare voce alla gente, applicando il metodo della democrazia, fin dalla base, allora credo che la parabola discendente di questo partito sia appena all'inizio.
Su Penati, candidato in Lombardia, stendo un velo pietoso. D'accordo, la Lombardia e' una regione persa, troppo forte la destra con i suoi intrallazzi ciellini per poter sperare in una vittoria, ma proprio per questo forse era il caso di giocare una carta diversa, cambiare gioco, magari metterci un giovane che potesse raccogliere quelle simpatie da settori che alle ultime elezioni per la provincia di Milano hanno determinato la sconfitta di Penati. Quando la sconfitta è nei cromosomi ...
In ultimo, un accenno a IDV: Di Pietro ha scritto a Bersani, chiedendogli di decidere da che parte stare, prima di intraprendere qualsiasi discussione su alleanze e candidati. Non chiede poltrone, chiede chiarezza e coerenza.
Mi sembra il minimo, in un panorama ormai compromesso da opportunismo e calcolo personale.
All'inizio di ogni nuovo anno, tutti noi, sotto sotto, ci auguriamo che le cose cambino, che si risolvano i vecchi problemi e si possa stare meglio. Invece, puntualmente, non cambia nulla. E se cambia, lo fa in peggio.
Anche questo 2010 mi pare in linea con la tradizione.
giovedì 28 maggio 2009
Cinema: L'ospite inatteso

Stasera cineforum: L'ospite inatteso. Un film istruttivo, sulla condizione degli irregolari in USA. Un film bellissimo, che fa pensare e insegna, fa aprire gli occhi. Da vedere
domenica 10 maggio 2009
Lunedi’ 11 - Sit-in a ROMA contro il DDL Sicurezza
Un appuntamento per chi e' o puo' recarsi a Roma: una veglia in Piazza Navona, per tutti i cittadini indignati per il ddl “Sicurezza” e per la fiducia che il Governo chiedera’ per la sua approvazione.
Vi allego la lettera che ho ricevuto da Giovanni Bachelet, deputato del PD, con preghiera di diffonderla al massimo.
Ciao e tutti
Fabio
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Cari Amici
scusate se vi disturbo, non lo faccio spesso ma stavolta mi pare di poter fare un’eccezione.
come avrete visto sui giornali, l’ultimo consiglio dei ministri ha autorizzato la richiesta di fiducia da parte del governo sul ddl
sicurezza, attualmente in discussione alla Camera dopo l’approvazione del Senato. Un paio di cose orripilanti (denuncia dei clandestini da parte dei medici e da parte dei presidi) sono state eliminate, molte altre cose bruttissime (come la non egistrabilità all’anagrafe di bimbi le cui abitazioni sono in condizioni igienico-sanitarie insoddisfacenti, solo per fare un esempio) sono rimaste.
Ma tutto nasce dal rendere reato la condizione di immigrato senza documenti. Non è solo una cosa barbara che fa del male a tanti immigrati che da tempo lavorano onestamente (magari come badanti della zia di qualche deputato del PDL), ma non hanno ancora le carte in regola. E’ anche una stupidaggine che getta in braccio della criminalità organizzata chiunque non abbia le carte in regola: che diminuisce molto, anziché accrescere, la sicurezza di tutti.
Su questo l’opposizione stava conducendo fino alla settimana scorsa una battaglia efficace, capace di mettere in crisi qualche coscienza del centro destra almeno sui diritti delle persone e di conquistare l’appoggio anche di larga parte dell’opinione pubblica moderata, come si vede dai due articoli di Avvenire e della Stampa che trovate sul mio sito web.
Stava pian piano ottenendo che la Camera rimettesse in discussione il principio base da cui vengono tutti gli sfracelli, che è appunto (vedi articoli acclusi) il reato di immigrazione clandestina.
Il governo vuol chiedere la fiducia perché sui diritti delle persone, sui quali alla Camera si può pretendere il voto segreto, è stato già affondato prima di Pasqua. Le ronde e il prolungamento fino a 18 mesi della permanenza nei centri di identificazione e espulsione (adesso li chiamano cosí) degli immigrati non regolari, bocciati in quella occasione, sono stati per esempio ri-infilati anch’essi in questo disegno di legge. Sul quale, se il governo chiede la fiducia, il voto è per forza palese.
Il governo è stato autorizzato a chiedere la fiducia ma non l’ha ancora chiesta. Sembra la voglia chiedere martedí. In tal caso in Parlamento abbiamo ormai sparato tutte le cartucce. A questo punto è importante che anche i cittadini facciano sentire la loro voce.
Ho cercato di dirlo a parecchi in questi ultimi giorni. Vedo che almeno il mio amico David Sassoli si è mosso e ha organizzato una
VEGLIA CIVILE D’INDIGNAZIONE CONTRO IL DDL SICUREZZA-IMMIGRAZIONE LUNEDI’ 11 MAGGIO ALLE ORE 21 A PIAZZA NAVONA
A me risulta per ora l’unica iniziativa a Roma in tempo utile: queste sono le ultime 24 ore prima che, con la fiducia alla Camera, questo ddl barbaro dal punto di vista civile e umanitario, ma anche pericoloso dal punto di vista della sicurezza, diventi una legge dello Stato.
Se condividete la mia preoccupazione, vi prego di far girare questo messaggio a chiunque possiate raggiungere a Roma e dintorni. Altrimenti mi scuso molto per avervi disturbato. Ma vi invito comunque a leggere i due articoli allegati prima di ritenermi un allarmista. Un caro saluto a tutti,
Giovanni
http://www.giovannibachelet.it/
venerdì 6 marzo 2009
Difendiamo le radici ...
Il 22 gennaio 2009, la VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati ha approvato una ‘risoluzione’ dal titolo: “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche“. Primo firmatario: Garagnani, PdL.
Essa impegna il governo a “far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo“.
Questo impegno per il governo viene da alcune premesse, contenute nella risoluzione, che sono, a dir poco, strampalate. Ecco le piu’ significative:
1. la migrazione extra-comunitaria, l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’est Europa ed il progressivo dilatarsi di un certo fondamentalismo islamico chiamano in causa l’Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alla tradizione cristiana, che ne definisce l’essenza e ne è elemento costitutivo;
2. in questo contesto, non può non destare preoccupazione quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, non sostiene i presupposti della nostra civiltà, e rischia di omologare tutte le culture in un amalgama indistinto in cui la nostra storia, italiana ed europea, perde di valore;
3. il problema di una legislazione scolastica che, nell’affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando denigrazioni o dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale;
Votano a favore Lega e PdL, contro il PD (per fortuna! tra l’altro l’intervento di Giovanni Bachelet (PD) merita qualche attenzione).
A parte il fatto che non capisco come una semplice risoluzione di una commissione possa impegnare il Governo, senza diventare una legge dello stato, ma mi chiedo: che stato sarebbe il nostro se venisse approvata una legge come questa ?
In questi atteggiamenti para-leghisti io intravvedo solo una grande dose di ignoranza e di stupidita’, che ci sta lentamente spingendo verso l’isolamento, la chiusura, il muro contro muro.
Poi mi chiedo quale sia questa grande tradizione, questa nostra storia cosi’ importante da proteggere e perpetuare: forse la cultura mafiosa ? la corruzione ed il clientelismo che lor signori amministrano cosi’ attentamente? forse tangentopoli o gli spechi di soldi pubblici? o forse i loro privilegi inattaccabili?
Altro che nichilismo etico e amalgama indistinto, questa e’ una vera e propria emergenza culturale!
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lunedì 15 settembre 2008
Abdul, ucciso per aver rubato dei dolci

Un altro omicidio insensato. Un altro delitto causato dall’intolleranza di chi considera il colore della pelle come metro di giudizio.
Abdul era di Cernusco sul Naviglio, la mia citta’, dove molti lo conoscevano.
Pubblichiamo una delle molte mail che questa mattina stanno girando, da una nostra amica che conosceva Abdul da tempo. E’ una testimoianza a caldo, di chi e’ incredulo e sconfortato per quello che sta succedendo, sempre piu’ frequentemente, nel nostro paese. Una testimonianza che interpreta in pieno i sentimenti di tutti noi.
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Appena ho letto i giornali in Internet, stamattina, un tuffo al cuore per la notizia del ragazzo prima in coma, e poi morto per le ferite al capo. Due italiani, padre e figlio, lo hanno ucciso a sprangate accusandolo di aver rubato dolci al loro bar. Ho pensato subito al ragazzino che avevo conosciuto.
Era proprio lui, Abdul Guiebre, cittadino cernuschese, originario del Burkina Faso.
L’ho conosciuto quando, preadolescente, frequentava il CAG”Friends”. E l’ho rivisto tante volte in giro per la città. “Come va , Abdul?” Sorridente con i suoi occhi espressivi, a volte ironici. Non era un ragazzo facile, generoso e insofferente nello stesso tempo. Un ragazzo che stava cercando la sua strada, e non è mai semplice per chi è immigrato, trapiantato in una cultura così diversa da quella di origine.
In fondo noi sappiamo ben poco delle difficoltà che gli stranieri vivono nel loro intimo, siamo così pieni di noi stessi da credere di avergli dato il massimo delle possibilità . Che cosa vogliono di più?
Io dico che è orrendo anche solo pensare di ammazzare una persona per un furto. E mi turba profondamente immaginare la violenza bestiale di un uomo ( ma è ancora uomo?) nel calare una spranga di ferro su un ragazzo che potrebbe essere suo figlio. Ma in più quel ragazzo è nero, e si merita anche parolacce e insulti razzisti prima di essere fatto fuori.
Sarà la polizia a chiarire la dinamica dell’accaduto.Ma non posso accettare che un furto, se davvero lo è stato, possa giustificare un simile odio.
In quale società viviamo? Non la riconosco, non mi riconosco in chi ritiene giusto uccidere per salvare la sua proprietà ( e in questo caso ben misero il bottino del ladro!).
Sono convinta che ad armare le mani insensate dell’uccisore italiano sia stato anche il clima sociale, culturale che si respira in Italia contro gli immigrati. E l’attuale politica del governo Berlusconi rafforza gli atteggiamenti di intolleranza. Ci dicono che gli stranieri vengono da noi per derubarci, del lavoro, dei soldi,della cultura.Ci fanno pensare che la maggior parte di loro sono delinquenti. All’inizio molti non concordano con questo sentire, ma poi il martellamento della TV e dei giornali è tale che ci si comincia a credere e dalla diffidenza si passa alla paura e dalla paura si può arrivare all’odio, come in questo caso.
Caro Abdul, compiango i tuoi anni troppo brevi. Nessuno doveva permettersi di toglierti , con la vita, ogni speranza. Perdona la disumanità di chi lo ha fatto. Perdona anche la vigliaccheria e il perbenismo di tutti noi se staremo solo a guardare.
Ernestina
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