Chi dice "io l'avevo detto", passa sempre un po' per antipatico e saccente, pero' ... io l'avevo detto.
L'apertura di Bersani alla Lega per parlare, ed eventualmente approvare, il federalismo è , a mio parere, una mossa possibile per riuscire a scalzare B. dal suo scranno, a cui invece lui continua a rimanere abbarbicato.
Come dicevo in quel post, la mia proposta era di "costituire un governo a termine con lo scopo preciso di approvare il federalismo ed una nuova legge elettorale. Fatto questo, ognuno per la sua strada e si torni a votare".
Oggi, con la novità del rinvio a giudizio (immediato) per Berlusconi credo che per la Lega la proposta possa essere l'unica via di scampo, per non rimanere schiacciata da un peso troppo grande da sopportare, anche per loro.
Il momento comunque è molto delicato ed anche rischioso. Vedremo se e come ne usciremo.
Per ora, con i dovuti distinguo, condivido la proposta di Bersani.
In ogni caso è una piccola soddisfazione: forse Bersani legge il mio blog?
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martedì 15 febbraio 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
Chi ci libererà dal berlusconismo?
Mi spiace un po' iniziare l'anno nuovo, scrivere il primo post del 2011, parlando di questa faccenda. Certo, potrei astenermi, ho resistito finora, potrei resistere ancora. Ma ci sono un paio di aspetti che non ho ancora letto in giro e che vorrei condividere con i miei lettori.
Primo. Non è vero che nel nostro Paese non ci si indigna piu', molti sono indignati, in questi giorni, fortunatamente, e io sono tra questi, anche a costo di essere tacciato di moralismo. Magari ci si fa l'abitudine, all'indignazione, si inflaziona un po' questo sentimento, perchè capita di viverlo quasi ogni giorno, negli ultimi anni, ma quello che molti provano dopo le notizie che riempiono giornali, web e televisione, supera di gran lunga i livelli passati.
La cosa grave, eventualmente, è che non ci si indigna abbastanza o, in altri termini, che non abbastanza persone si indignano. Tant'è vero che è opinione comune, basta parlare un po' con le persone in giro, che se si dovesse andare alle elezioni ora, B.vincerebbe ancora. E' evidente, infatti, che molta gente è ammaliata dalle gesta del viscido nano, lo invidia, lo considera un modello da imitare, da ammirare, da idolatrare.
Non voglio qui ragionare sul perchè questo stia avvenendo, anche se qualche idea ce l'ho. Do' pero' come dato di fatto che una buona parte degli elettori italiani non riesce piu' a dare un giudizio equilibrato, indipendente, staccato sulla condotta del personaggio in questione e continua a prediligerlo come suo governante preferito, nonostante le malefatte di cui viene accusato.
Dando quindi per assodato il fatto che molti cittadini sono ormai preda di ipnosi collettiva e quindi incapaci di reagire, mi chiedo come possa invece rimanere inerme, silenziosa, quando non apertamente favorevole a B. tutta quella parte di Paese che solitamente si definisce come "intellighenzia", quelli che detengono il potere reale e che determinano, con le loro scelte e i loro suggerimenti subliminali, le loro pressioni nascoste, la vera direzione in cui va l'intera nazione. Mi riferisco, per parlare chiaramente, ai meta-poteri forti: la Chiesa cattolica, innanzitutto, con tutte le sue ramificazioni, sette e sotto sette, come Comunione e Liberazione, l'Azione Cattolica, l'Opus Dei e via discorrendo. In secondo luogo, gli industriali, gli imprenditori, grandi o piccoli che siano, quelli che piu' ci guadagnerebbero da un governo che sa governare e da una nazione riconosciuta universalmente nel novero dei Paesi normali. Infine, il mondo della Finanza, il potere economico, quello che normalmente chiede stabilità e certezza e non puo' sopportare un continuo andirivieni di crisi, traballamenti e mozioni di sfiducia.
Ebbene, tutti questi, per i propri principi (mi riferisco ad esempio a CL) o per convenienza (come nel caso delle forze economiche) dovrebbero togliere ogni appoggio, togliere l'ossigeno ad un personaggio privo di ogni principio etico e dedito solo all'auto esaltazione, che ogni giorno mette a repentaglio non tanto la sua dignità, ma quella di un intero Paese.
Solo oggi, dopo ormai quasi una settimana dall'inizio della storia, l'Avvenire e Famiglia Cristiana hanno cominciato a prendere le distanze, anche se con parole molto misurate. Da CL, invece, temo non ci sarà nessuna reazione, troppo intenti a coltivare i loro ipocriti traffici protetti dal potere, anche se eticamente deprecabile (ma, si sa, il fine giustifica i mezzi). Conosco un industriale, di rilevanza nazionale, che da un po' di tempo si fa negare quando Berlusconi lo cerca al telefono, ma non è ancora abbastanza. Servono parole chiare, pubbliche ed inequivocabili, che facciano riaprire gli occhi a chi si è assopito e indichino chiaramente la strada per uscire da questa tragica situazione.
Infine, una proposta, che magari sembrerà spregiudicata, ma quando la situazione lo richiede, è indispensabile anche un po' di coraggio. Le opposizioni parlamentari comincino a contattare la Lega e ad offrire loro un'alternativa: togliere l'appoggio al governo Berlusconi in cambio dell'approvazione dell'ormai stantio federalismo fiscale. Gli si faccia la proposta: far cadere il nano e costituire un governo a termine con lo scopo preciso di approvare il federalismo ed una nuova legge elettorale. Fatto questo, ognuno per la sua strada e si torni a votare. Se la Lega è questo che vuole, questo puo' avere, anche in fretta. Credo che una scelta del genere potrebbe essere compresa anche dai piu' fanatici militanti del Carroccio, che da tempo sopportano l'alleanza col puttaniere incallito in cambio di una promessa federalista, peraltro mai concretizzata.
Sarebbe un atto di coraggio di una classe politica ormai completamente compromessa e incapace di tirarci fuori dalle secche del berlusconismo.
Primo. Non è vero che nel nostro Paese non ci si indigna piu', molti sono indignati, in questi giorni, fortunatamente, e io sono tra questi, anche a costo di essere tacciato di moralismo. Magari ci si fa l'abitudine, all'indignazione, si inflaziona un po' questo sentimento, perchè capita di viverlo quasi ogni giorno, negli ultimi anni, ma quello che molti provano dopo le notizie che riempiono giornali, web e televisione, supera di gran lunga i livelli passati.
La cosa grave, eventualmente, è che non ci si indigna abbastanza o, in altri termini, che non abbastanza persone si indignano. Tant'è vero che è opinione comune, basta parlare un po' con le persone in giro, che se si dovesse andare alle elezioni ora, B.vincerebbe ancora. E' evidente, infatti, che molta gente è ammaliata dalle gesta del viscido nano, lo invidia, lo considera un modello da imitare, da ammirare, da idolatrare.
Non voglio qui ragionare sul perchè questo stia avvenendo, anche se qualche idea ce l'ho. Do' pero' come dato di fatto che una buona parte degli elettori italiani non riesce piu' a dare un giudizio equilibrato, indipendente, staccato sulla condotta del personaggio in questione e continua a prediligerlo come suo governante preferito, nonostante le malefatte di cui viene accusato.
Dando quindi per assodato il fatto che molti cittadini sono ormai preda di ipnosi collettiva e quindi incapaci di reagire, mi chiedo come possa invece rimanere inerme, silenziosa, quando non apertamente favorevole a B. tutta quella parte di Paese che solitamente si definisce come "intellighenzia", quelli che detengono il potere reale e che determinano, con le loro scelte e i loro suggerimenti subliminali, le loro pressioni nascoste, la vera direzione in cui va l'intera nazione. Mi riferisco, per parlare chiaramente, ai meta-poteri forti: la Chiesa cattolica, innanzitutto, con tutte le sue ramificazioni, sette e sotto sette, come Comunione e Liberazione, l'Azione Cattolica, l'Opus Dei e via discorrendo. In secondo luogo, gli industriali, gli imprenditori, grandi o piccoli che siano, quelli che piu' ci guadagnerebbero da un governo che sa governare e da una nazione riconosciuta universalmente nel novero dei Paesi normali. Infine, il mondo della Finanza, il potere economico, quello che normalmente chiede stabilità e certezza e non puo' sopportare un continuo andirivieni di crisi, traballamenti e mozioni di sfiducia.
Ebbene, tutti questi, per i propri principi (mi riferisco ad esempio a CL) o per convenienza (come nel caso delle forze economiche) dovrebbero togliere ogni appoggio, togliere l'ossigeno ad un personaggio privo di ogni principio etico e dedito solo all'auto esaltazione, che ogni giorno mette a repentaglio non tanto la sua dignità, ma quella di un intero Paese.
Solo oggi, dopo ormai quasi una settimana dall'inizio della storia, l'Avvenire e Famiglia Cristiana hanno cominciato a prendere le distanze, anche se con parole molto misurate. Da CL, invece, temo non ci sarà nessuna reazione, troppo intenti a coltivare i loro ipocriti traffici protetti dal potere, anche se eticamente deprecabile (ma, si sa, il fine giustifica i mezzi). Conosco un industriale, di rilevanza nazionale, che da un po' di tempo si fa negare quando Berlusconi lo cerca al telefono, ma non è ancora abbastanza. Servono parole chiare, pubbliche ed inequivocabili, che facciano riaprire gli occhi a chi si è assopito e indichino chiaramente la strada per uscire da questa tragica situazione.
Infine, una proposta, che magari sembrerà spregiudicata, ma quando la situazione lo richiede, è indispensabile anche un po' di coraggio. Le opposizioni parlamentari comincino a contattare la Lega e ad offrire loro un'alternativa: togliere l'appoggio al governo Berlusconi in cambio dell'approvazione dell'ormai stantio federalismo fiscale. Gli si faccia la proposta: far cadere il nano e costituire un governo a termine con lo scopo preciso di approvare il federalismo ed una nuova legge elettorale. Fatto questo, ognuno per la sua strada e si torni a votare. Se la Lega è questo che vuole, questo puo' avere, anche in fretta. Credo che una scelta del genere potrebbe essere compresa anche dai piu' fanatici militanti del Carroccio, che da tempo sopportano l'alleanza col puttaniere incallito in cambio di una promessa federalista, peraltro mai concretizzata.
Sarebbe un atto di coraggio di una classe politica ormai completamente compromessa e incapace di tirarci fuori dalle secche del berlusconismo.
giovedì 24 giugno 2010
Bergamo: la Lega elimina le piste ciclabili
L'avevano detto in campagna elettorale. E, puntualmente, lo stanno attuando: a Bergamo, non si scherza.
Dopo l'eliminazione di una pista ciclabile in Viale Papa Giovanni, ora tocca a Viale Giulio Cesare: altri 50 metri di ciclabile eliminata per far posto alle auto.
Nel primo caso per la realizzazione di parcheggi a disco orario (ed i commercianti del viale hanno osannato la decisione dell'assessore leghista Gianfranco Ceci), ora per far posto ad una seconda corsia della viale, troppo stretto per permettere la svolta a sinistra in modo agevole.
Non conosco i dettagli urbanistici del luogo specifico per esprimere un parere documentato, ma certo che questo tipo di decisioni sembrano andare in una direzione contraria a quella che ultimamente si sta affermando come scelta di mobilità sostenibile, non inquinante ed anche piu' economica.
Agevolare la circolazione delle auto, in centro storico, scoraggiando chi vorrebbe usufruire degli stessi luoghi in maniera meno invadente e piu' rispettosa dell'ambiente, mi pare una scelta sbagliata.
Dopo l'eliminazione del primo tratto di ciclabile in Viale Papa Giovanni, non ci sono state proteste o lamentele significative. Percio' l'amministrazione ha pensato bene di procedere. Ora pare, fortunatamente, che i cittadini si stiano muovendo, con manifestazioni e raduni ciclistici pacifici.
Vedremo cosa succedera', se l'assessore sara' intenzionato a proseguire su questa strada ("si tratta di un provvedimento sperimentale" ha dichiarato) o se farà marcia indietro.
Per ora i cittadini bergamaschi rischieranno un po' di piu' la loro salute e la loro incolumità, oppure ricominceranno a girare in auto ... credo di averlo gia' detto da qualche parte: la Lega ? nuoce gravemente alla salute !
Dopo l'eliminazione di una pista ciclabile in Viale Papa Giovanni, ora tocca a Viale Giulio Cesare: altri 50 metri di ciclabile eliminata per far posto alle auto.
Nel primo caso per la realizzazione di parcheggi a disco orario (ed i commercianti del viale hanno osannato la decisione dell'assessore leghista Gianfranco Ceci), ora per far posto ad una seconda corsia della viale, troppo stretto per permettere la svolta a sinistra in modo agevole.
Non conosco i dettagli urbanistici del luogo specifico per esprimere un parere documentato, ma certo che questo tipo di decisioni sembrano andare in una direzione contraria a quella che ultimamente si sta affermando come scelta di mobilità sostenibile, non inquinante ed anche piu' economica.
Agevolare la circolazione delle auto, in centro storico, scoraggiando chi vorrebbe usufruire degli stessi luoghi in maniera meno invadente e piu' rispettosa dell'ambiente, mi pare una scelta sbagliata.
Dopo l'eliminazione del primo tratto di ciclabile in Viale Papa Giovanni, non ci sono state proteste o lamentele significative. Percio' l'amministrazione ha pensato bene di procedere. Ora pare, fortunatamente, che i cittadini si stiano muovendo, con manifestazioni e raduni ciclistici pacifici.
Vedremo cosa succedera', se l'assessore sara' intenzionato a proseguire su questa strada ("si tratta di un provvedimento sperimentale" ha dichiarato) o se farà marcia indietro.
Per ora i cittadini bergamaschi rischieranno un po' di piu' la loro salute e la loro incolumità, oppure ricominceranno a girare in auto ... credo di averlo gia' detto da qualche parte: la Lega ? nuoce gravemente alla salute !
venerdì 12 febbraio 2010
Il nucleare visto da destra

Formigoni, candidato PDL presidente della Lombardia ha detto che e' favorevole al nucleare, ma non in Lombardia.
Zaia, candidato leghista in Veneto, non permettera' mai la costruzione di una centrale nucleare in Veneto.
Polverini, candidata in Lazio per il PDL, e' contraria al nucleare in Lazio.
Cappellacci, governatore PDL della Sardegna, ha detto perfino: "da noi nessuna centrale. Dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile".
Altri candidati di destra, nelle altre regioni, si accoderanno presto, una volta aperta la strada dai big.
Ma il loro capo, lo sa ?
venerdì 29 gennaio 2010
Candidati ineleggibili: la Casta non molla (DUE)
Solo due post fa (vedi qui), avevo scritto dei doppi incarichi di alcuni parlamentari e dell'interpretazione "addomesticata" della legge.Oggi Repubblica scrive della riunione della Giunta per le Elezioni della Camera (accuratamente spartita tra i partiti in Parlamento: 6 PDL + Lega, 1 UDC, 1 API, 4 PD), che a maggioranza ha stabilito la compatibilità di tutti i casi in esame: 12 parlamentari con doppio incarico (presidenti di provincia o sindaci) o addirittura triplo (Molgora, sottosegretario all'Economia, presidente della provincia di Brescia e deputato).
La giunta per le elezioni ha sentenziato il vuoto legislativo. La legge che vieta il doppio incarico esiste, in realtà, fin dal 1957, pero' una "elastica" sentenza della Corte Costituzionale nel 2004 (applicata al sindaco di Palermo, del PDL) ha stabilito che un sindaco non puo' diventare deputato, ma un deputato puo' diventare sindaco (o presidente di provincia).
Ma non e' questo il problema vero: una decisione presa da parlamentari non poteva che essere a favore degli stessi.
Volevo richiamare la vostra attenzione su come questa decisione e' stata presa, sui voti che hanno sostenuto questa scelta: 6 della maggioranza, 1 dell'UDC, 1 del PD (Tidei). Hanno votato contro: 2 del PD (Lenzi e Nannicini), 1 di API (Pisicchio). Migliavacca, del PD, nonche' presidente della giunta, si e' astenuto.
Io credo che da queste posizioni si debbano trarre degli utili insegnamenti da applicare per le prossime elezioni regionali: Lega, PDL e UDC hanno votato a favore della casta e contro l'interesse dei cittadini, difendendo il doppio (o triplo) incarico (e stipendio). Pisicchio (eletto con IDV, poi saltato in Allenza per l'Italia - gruppo misto) ha votato per l'incompatibilita', dimostrando, nonostante il salto della quaglia attuato pochi mesi fa, di continuare a credere almeno un po' nella necessità della politica di fare un passo indietro.
Ma la posizione piu' strana, come purtroppo capita spesso, e' quella del PD, che si e' spaccato: uno a favore del doppio incarico, due contro, uno astenuto.
Ancora una volta mi viene da chiedermi: ma da che parte sta il PD? con i cittadini o contro di loro? come si puo' aver fiducia di un partito in cui non esiste una chiara linea a cui tutti si attengono, nemmeno su questioni così, apparentemente, semplici ?
E' ora di dire basta a questi comportamenti ambigui ed opportunistici, pretendiamo pulizia, onestà, vogliamo che i nostri parlamentari lavorino per noi cittadini, per il nostro bene, non per il loro privato privilegio, per il loro interesse.
Basta, la democrazia deve essere restituita ai cittadini, che devono poter scegliere i loro rappresentanti.
Basta con i doppi giochi, i doppi stipendi, i salti della quaglia da uno schieramento all'altro.
Basta.
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venerdì 8 gennaio 2010
Ad Agrigento niente Re Magi: bloccati alla frontiera

E' una notizia ormai di qualche giorno fa, che avevo sentito a RaiNews24, solo ora pero' ho potuto approfondire e ve la voglio riportare.
La Caritas di Agrigento, con il placet del Vescovo, il 5 gennaio scrive un cartello davanti al presepio del Duomo: quest'anno i Re Magi non arriveranno al presepe ed il Bambinello non ricevera' i soliti doni. Colpa della legge italiana, i Magi sono stati bloccati alla frontiera assieme ad altri immigrati.
Una provocazione, come dice il Vescovo, per far meditare i cristiani sui loro comportamenti e atteggiamenti. Un gesto politico, dice la Lega Nord, una iniziativa strampalata di un pastore non in linea con la Chiesa: un uso "improprio e politico del Presepio".
A parte la solita incoerenza dei leghisti (evidentemente solo loro possono usare presepio e crocifisso a loro piacimento, per supportare le loro malsane ideologie), la cosa piu' preoccupante l'ho letta pero' su un blog de "Il Giornale", in cui cittadini scandalizzati inveiscono, alcuni anche a male parole, contro "quella" Chiesa, contro l'iniziativa, contro gli immigrati, contro i "comunisti".
Fa tristezza vedere come un bagaglio di accoglienza, di condivisione, di accettazione, di bontà, che da secoli avevano sempre caratterizzato il popolo italiano, siano stati scialacquati in un batter d'occhio, per colpa di un manipolo di leghisti, sapientemente strumentalizzati da un megalomane brianzolo.
E pensare che questo e' il novello partito dell'amore, mentre gli altri sarebbero i seminatori d'odio.
Non si capisce piu' niente a questo mondo
martedì 3 novembre 2009
Salta il 5 per mille: addio al non-profit
La Camera ha bocciato il 28 ottobre scorso un emendamento (del PD) alla Finanziaria 2010 che reintroduceva il meccanismo del 5 per mille, strumento indispensabile per la sopravvivenza di tante associazioni e gruppi non-profit.
PDL e Lega insieme hanno bocciato la proposta, perche' non c'e' la copertura. Ora migliaia di associazioni di volontariato, di ricerca, del terzo settore non potranno piu' contare su questo contributo che era quasi l'unico a tenerle in vita.
Il 5 per mille era stato voluto nel 2005 dallo stesso Tremonti, che ora forse non lo ritiene piu' utile o indispensabile. Era una delle unihe 3 leggi intelligenti del governo Berlusconi (assieme alla legge contro il fumo ed i punti sulla patente).
19 milioni di contribuenti italiani avevano scelto una associazione o un ente no-profit e avevano ad esso destinato la propria quota di 5 per mille. Ci sono stati sempre notevolissimi problemi nell'assegnazione e nei calcoli relativi, tanto che non sono ancora stati distribuiti i contributi (in parte) del 2007 e di tutto il 2008. Pero' molte associazioni continuavano a vivere ed a prestare la loro preziosa opera proprio grazie a questo contributo.
Ora, grazie a Tremonti, al PdL ed alla Lega, tutto questo finira'
Un'altra intelligente operazione di questo lungimirante governo.
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domenica 11 ottobre 2009
Il ritorno del Barbarossa

Chissà se il grande ministro Brunetta apprezzerà finalmente la produzione cinematografica nostrana, anzi, padana.
Esce infatti in questi giorni il Kolossal (?) "Barbarossa", ricostruzione cinematografica delle gesta di Alberto da Giussano alla guida della Lega Lombarda (quella storica, 1200 d.c. circa), contro il Barbarossa.
Produttore quasi esclusivo: mamma RAI (cioè il nostro canone), che c'ha investito 30 milioni di Euro.
Non ho visto il film (lo vedremo tra poco in TV), ma ho cercato e trovato in rete qualche recensione (su siti generalmente molto apprezzati e competenti) di chi l'ha visto. Ed il risultato è: Braveheart in salsa padana, per la serie: il più brutto film della mia vita.
Se questa e' la destra che avanza, possiamo star tranquilli, non ne fara' molta di strada.
Ah, dimentico: correva voce che anche lo stesso Bossi avesse preso parte al film. La voce e' realtà: ecco il fotogramma (niente di piu', fortunatamente) che prova la sua partecipazione. Avrebbe potuto mancare?

(fonte: www.cineblog.it)
mercoledì 23 settembre 2009
Scudo fiscale: anche la Lega difende i furfanti
Ho gia' scritto il mio pensiero sullo scudo fiscale: una ingiustizia di stato, anzi, di regime.
Non bastava solo far rientrare i soldi di chi li aveva portati fuori contravvenendo alle regole sui movimenti di valuta, ora si concede anche l'immunita' a chi ha esportato capitali compiendo il reato di falso in bilancio ed altri reati societari e tributari. Reati punibili PENALMENTE.
Questa e' una vera amnistia per tutti i furfanti che dopo aver violato la legge e verosimilmente truffato soci, azionisti, creditori e dipendenti, ora passano per salvatori dello stato, perche' con il loro 5% di tassa laveranno tutte le colpe e contribuiranno alla copertura della Finanziaria 2010.
Mi chiedo dove siano i leghisti, in questa occasione, sempre pronti ad alzare la voce (e i fucili) contro Roma ladrona. Evidentemente adesso questa norma fa comodo ai loro beceri elettori, veneti o lombardi che siano (io sono veneto ed abito in Lombardia, quindi so di cosa sto parlando) e se ne guardano bene dal mettersi contro.
Il disegno leghista, come sempre, mette insieme populismo di campagna e opportunismo. Ma un simile progetto ha le gambe corte, perche' uniformare al basso la cultura del Paese, alla lunga produce solo divisioni e caos.
Il pensiero debole della Lega si basa sulla cultura da osteria, sull'ignoranza provinciale travestita da tradizione, sul ragionamento del popolino, concentrato su quello che mangera' stasera, sulla sua pancia, privo di ogni visione del futuro, incapace di pensare a domani, di progettare in grande.
Se questa ignoranza distribuita prevale sull'intelligenza, la societa' regredisce, anziche' svilupparsi e crescere. E' come se tutta l'umanita' facesse un passo indietro nel suo cammino verso l'eccellenza.
Mi auguro che la maggioranza degli italiani, che ancora fortunatamente dimostra qualche barlume di intelligenza, si renda conto della situazione e riesca a porvi rimedio.
venerdì 1 maggio 2009
I rischi del Referendum
La data del referendum elettorale e’ stata fissata per il 21 giugno: e’ mancato il coraggio di fissarlo al 6-7 giugno, assieme alle Europee (troppo esplicito il ricatto della Lega di far cadere il governo), e’ mancato anche il coraggio, giustamente, di fissarlo il 14 (gli italiani non avrebbero capito lo spreco). E cosi’, come quasi sempre accade (anche nelle migliori famiglie, ahime’), si sceglie la splendida via di mezzo, ennesimo esempio di cerchiobottismo (un colpo alla botte, un colpo al cerchio).
Ora, a tutti quegli italiani che non saranno chiamati a votare per i ballottaggi, si porra’ il problema se partecipare o meno al referendum e poi, a tutti, se votare SI o NO ai tre quesiti.
La legge elettorale che uscira’ dal referendum, se passeranno i SI, non sara’ una buona legge.
Si correranno dei rischi: la dittatura della maggioranza, il potere assoluto del nano, un’Italia definitivamente consegnata nelle mani di un partito-azienda al comando di una sola persona, dove la parola “liberta’” e’ solo un abbellimento estetico con finalita’ pubblicitarie.
E’ evidente che potrebbe essere conveniente, per Berlusconi, all’indomani della vittoria dei SI, andare immediatamente ad elezioni anticipate, vincendo in splendida solitudine e scrollandosi di dosso anche i ricatti della Lega.
Do’ per scontato che non ci saranno colpi di mano, in caso di vittoria dei SI, da parte di Berlusconi, tipo colpo di stato strisciante, abolizione della democrazia o modifica dei principi fondamentali della costituzione, cosa per altro da dimostrare (se succedesse questo sarebbe tutto un altro paio d maniche), pero’ siamo sicuri che questa situazione possibile con la vittoria del SI sarebbe peggiore di cio’ che sta avvenendo adesso?
Certo, potrebbe accadere che un partito con il 25% dei voti ottiene la maggioranza assoluta, ma oggi, di fatto, per come stanno le cose, un partito con l’8% dei voti (la Lega) sta determinando le scelte di questo governo. Nel nuovo sistema, invece, chi vincera’ si prendera’ in toto la responsabilita’ dell’azione di governo e se, come in questi giorni, sara’ tutt’altro che entusiasmante ed efficace, non potra’ incolpare altri dell’impossibilita’ di governare e di decidere, si presentera’ ai cittadini con i risultati che sara’ riuscito a portare a casa.
E i cittadini sceglieranno se continuare o se cambiare manovratore.
In questi giorni, si sta facendo strada nel PD la tentazione di tenere le cose come stanno: meglio il solito consociativismo piuttosto che il PdL da solo al governo. Mi sembra un atteggiamento da irresponsabili, la solita paura di vincere, di prendersi le responsabilita’ di guidare ora l’opposizione, domani, spero, il governo.
Il PD deve rendersi conto che, rappresentando oggi il maggior partito di opposizione, dovrebbe diventare, nel tempo, l’alternativa all’attuale governo, aprendosi e aggregando in se’ tutte le componenti oggi (come ieri) disperse in una pletora di gruppuscoli inconcludenti, anche se portatori, ciascuno, di un pezzetto di verita’.
Credo che sia proprio del PD la responsabilita’ di cominciare una nuova politica, nella scelta dei candidati (attraverso primarie aperte anche a persone non strettamente appartenenti al partito), nella linea politica (che cerchi di ascoltare anche le esigenze di altre formazioni di sinistra), nei gesti concreti della politica locale e nazionale (favorendo la democrazia in primo luogo al suo interno).
Da questo referendum deve partire la rinascita della politica in Italia.
Abbiamo bisogno di crescere e quindi di pensare a come sara’ l’Italia domani, dobbiamo riuscire a vedere un futuro senza Berlusconi e quindi a ragionare semplicemente in termini di funzionamento dello Stato e di bene per tutti i cittadini. Il 21 giugno deve essere l’inizio di questo cammino.
Se vogliamo che il berlusconismo finisca, cominciamo a pensare con che cosa vogliamo sostituirlo: e’ il primo passo per mettere la parola fine a questi anni di liberta’ vigilata.
giovedì 19 marzo 2009
La Lega e’ contro l’interesse dei cittadini
Appare chiaro dall’intervento di Maroni, durante il ‘question time’ di ieri, che anche alla Lega Nord non frega nulla dell’interesse dei cittadini.
Infatti, Maroni dice che non ci pensa nemmeno ad accorpare il Referendum nell’election day del 6-7 giugno.
Ecco quindi che 400 milioni di Euro prendono il volo e vengono bruciati solo perche’, se al referendum vincesse il SI, la Lega sarebbe costretta a fondersi con il PDL, se vuole veramente continuare a contare qualcosa.
In questo momento di crisi nera, in cui la gente perde il lavoro, non riesce a pagare il mutuo, non riesce ad arrivare a fine mese, i leghisti vogliono sperperare i soldi di tutti per i loro miseri interessi personali.
Mi auguro che gli italiani sensati, e ce ne sono molti, per fortuna, se ne ricordino, quando sara’ il momento di scegliere chi li deve rappresentare.
Intanto, lunedi 23 marzo, Giovanni Guzzetta e Mario Segni, rappresentanti del Comitato per i Referendum, saranno a Pontida, per chiedere al popolo leghista, in questo luogo considerato il simbolo della Lega, da che parte stia veramente: con il resto dei cittadini italiani o con quella classe politica miope e sprecona che si permette di prenderli a schiaffi cosi’ spudoratamente?
Infatti, Maroni dice che non ci pensa nemmeno ad accorpare il Referendum nell’election day del 6-7 giugno.
Ecco quindi che 400 milioni di Euro prendono il volo e vengono bruciati solo perche’, se al referendum vincesse il SI, la Lega sarebbe costretta a fondersi con il PDL, se vuole veramente continuare a contare qualcosa.
In questo momento di crisi nera, in cui la gente perde il lavoro, non riesce a pagare il mutuo, non riesce ad arrivare a fine mese, i leghisti vogliono sperperare i soldi di tutti per i loro miseri interessi personali.
Mi auguro che gli italiani sensati, e ce ne sono molti, per fortuna, se ne ricordino, quando sara’ il momento di scegliere chi li deve rappresentare.
Intanto, lunedi 23 marzo, Giovanni Guzzetta e Mario Segni, rappresentanti del Comitato per i Referendum, saranno a Pontida, per chiedere al popolo leghista, in questo luogo considerato il simbolo della Lega, da che parte stia veramente: con il resto dei cittadini italiani o con quella classe politica miope e sprecona che si permette di prenderli a schiaffi cosi’ spudoratamente?
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lunedì 16 giugno 2008
Dopo il NO irlandese al Trattato di Lisbona

L’Irlanda ha detto NO al Trattato di Lisbona, in pratica un no al faticoso cammino che ci dovrebbe portare, in un tempo piu’ o meno lungo, ad un’Europa, anche politicamente, unita.
Nel coro di pareri dispiaciuti e preoccupati, proveniente da praticamente ogni stato europeo, Italia compresa, stona la solita voce contraria della Lega Nord. Ma alla Lega riservero’ un post dedicato nei prossimi giorni.
Aggiungo qui alcune considerazioni circa la Comunita’ Europea.
Un’Europa unita’ e piu’ forte non puo’ che far del bene all’attuale situazione politica del mondo intero.
Si pensi semplicemente al fatto che la EU e’ il piu’ grande gruppo di paesi (quasi mezzo miliardo di abitanti) che ha completamente e spero definitivamente messo al bando la pena di morte. L’Europa ha una attenzione ed un rispetto per i diritti umani che non esiste in alcun altro paese importante, nemmeno della cosiddetta area “occidentale”. Lo stesso avviene per il rispetto dell’Ambiente (anche se su questo ci sono alcune pecore nere all’interno della stessa Unione) e per l’attenzione verso fonti di produzione di energia in forma rinnovabile.
In sintesi, un’Europa unita potrebbe essere una significativa garanzia per la pace, per il miglioramento, per la stessa sopravvivenza del nostro pianeta, da contrapporre da un
lato alla miopia degli Stati Uniti, dall’altro alla cecita’ delle tigri asiatiche.
Francia, Germania, Regno Unito (meglio tacere sugli altri) non avrebbero mai da soli lo stesso peso internazionale che potrebbero avere all’interno di una grande unione che comprende 27 paesi che si muovono come uno solo.
Vorrei quindi che il percorso dell’unita’ non venisse interrotto a causa del voto irlandese. Vorrei che i governanti europei, quelli che ci credono, continuassero a guardare avanti, a immaginare ed a farci vedere un’Europa piu’ giusta, piu’ pulita, piu’ sicura di quella che vediamo oggi con i nostri occhi.
Vorrei che si smettesse di arroccarsi attorno al proprio campanile, in nome di tradizioni vecchie, ormai insignificanti, completamente incompatibili con lo stato attuale delle cose.
E’ un sogno ? forse. Ma il migliore modo per smettere di sognare e’ realizzare i sogni.
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