Pubblico l'appello alla mobilitazione delle donne italiane per Domenica 13 febbraio, in tutte le città d'Italia.
"In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA"
A Milano la manifestazione si terrà in Piazza Castello, alle 14:30
Visualizzazione post con etichetta giustizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giustizia. Mostra tutti i post
martedì 8 febbraio 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
Chi ci libererà dal berlusconismo?
Mi spiace un po' iniziare l'anno nuovo, scrivere il primo post del 2011, parlando di questa faccenda. Certo, potrei astenermi, ho resistito finora, potrei resistere ancora. Ma ci sono un paio di aspetti che non ho ancora letto in giro e che vorrei condividere con i miei lettori.
Primo. Non è vero che nel nostro Paese non ci si indigna piu', molti sono indignati, in questi giorni, fortunatamente, e io sono tra questi, anche a costo di essere tacciato di moralismo. Magari ci si fa l'abitudine, all'indignazione, si inflaziona un po' questo sentimento, perchè capita di viverlo quasi ogni giorno, negli ultimi anni, ma quello che molti provano dopo le notizie che riempiono giornali, web e televisione, supera di gran lunga i livelli passati.
La cosa grave, eventualmente, è che non ci si indigna abbastanza o, in altri termini, che non abbastanza persone si indignano. Tant'è vero che è opinione comune, basta parlare un po' con le persone in giro, che se si dovesse andare alle elezioni ora, B.vincerebbe ancora. E' evidente, infatti, che molta gente è ammaliata dalle gesta del viscido nano, lo invidia, lo considera un modello da imitare, da ammirare, da idolatrare.
Non voglio qui ragionare sul perchè questo stia avvenendo, anche se qualche idea ce l'ho. Do' pero' come dato di fatto che una buona parte degli elettori italiani non riesce piu' a dare un giudizio equilibrato, indipendente, staccato sulla condotta del personaggio in questione e continua a prediligerlo come suo governante preferito, nonostante le malefatte di cui viene accusato.
Dando quindi per assodato il fatto che molti cittadini sono ormai preda di ipnosi collettiva e quindi incapaci di reagire, mi chiedo come possa invece rimanere inerme, silenziosa, quando non apertamente favorevole a B. tutta quella parte di Paese che solitamente si definisce come "intellighenzia", quelli che detengono il potere reale e che determinano, con le loro scelte e i loro suggerimenti subliminali, le loro pressioni nascoste, la vera direzione in cui va l'intera nazione. Mi riferisco, per parlare chiaramente, ai meta-poteri forti: la Chiesa cattolica, innanzitutto, con tutte le sue ramificazioni, sette e sotto sette, come Comunione e Liberazione, l'Azione Cattolica, l'Opus Dei e via discorrendo. In secondo luogo, gli industriali, gli imprenditori, grandi o piccoli che siano, quelli che piu' ci guadagnerebbero da un governo che sa governare e da una nazione riconosciuta universalmente nel novero dei Paesi normali. Infine, il mondo della Finanza, il potere economico, quello che normalmente chiede stabilità e certezza e non puo' sopportare un continuo andirivieni di crisi, traballamenti e mozioni di sfiducia.
Ebbene, tutti questi, per i propri principi (mi riferisco ad esempio a CL) o per convenienza (come nel caso delle forze economiche) dovrebbero togliere ogni appoggio, togliere l'ossigeno ad un personaggio privo di ogni principio etico e dedito solo all'auto esaltazione, che ogni giorno mette a repentaglio non tanto la sua dignità, ma quella di un intero Paese.
Solo oggi, dopo ormai quasi una settimana dall'inizio della storia, l'Avvenire e Famiglia Cristiana hanno cominciato a prendere le distanze, anche se con parole molto misurate. Da CL, invece, temo non ci sarà nessuna reazione, troppo intenti a coltivare i loro ipocriti traffici protetti dal potere, anche se eticamente deprecabile (ma, si sa, il fine giustifica i mezzi). Conosco un industriale, di rilevanza nazionale, che da un po' di tempo si fa negare quando Berlusconi lo cerca al telefono, ma non è ancora abbastanza. Servono parole chiare, pubbliche ed inequivocabili, che facciano riaprire gli occhi a chi si è assopito e indichino chiaramente la strada per uscire da questa tragica situazione.
Infine, una proposta, che magari sembrerà spregiudicata, ma quando la situazione lo richiede, è indispensabile anche un po' di coraggio. Le opposizioni parlamentari comincino a contattare la Lega e ad offrire loro un'alternativa: togliere l'appoggio al governo Berlusconi in cambio dell'approvazione dell'ormai stantio federalismo fiscale. Gli si faccia la proposta: far cadere il nano e costituire un governo a termine con lo scopo preciso di approvare il federalismo ed una nuova legge elettorale. Fatto questo, ognuno per la sua strada e si torni a votare. Se la Lega è questo che vuole, questo puo' avere, anche in fretta. Credo che una scelta del genere potrebbe essere compresa anche dai piu' fanatici militanti del Carroccio, che da tempo sopportano l'alleanza col puttaniere incallito in cambio di una promessa federalista, peraltro mai concretizzata.
Sarebbe un atto di coraggio di una classe politica ormai completamente compromessa e incapace di tirarci fuori dalle secche del berlusconismo.
Primo. Non è vero che nel nostro Paese non ci si indigna piu', molti sono indignati, in questi giorni, fortunatamente, e io sono tra questi, anche a costo di essere tacciato di moralismo. Magari ci si fa l'abitudine, all'indignazione, si inflaziona un po' questo sentimento, perchè capita di viverlo quasi ogni giorno, negli ultimi anni, ma quello che molti provano dopo le notizie che riempiono giornali, web e televisione, supera di gran lunga i livelli passati.
La cosa grave, eventualmente, è che non ci si indigna abbastanza o, in altri termini, che non abbastanza persone si indignano. Tant'è vero che è opinione comune, basta parlare un po' con le persone in giro, che se si dovesse andare alle elezioni ora, B.vincerebbe ancora. E' evidente, infatti, che molta gente è ammaliata dalle gesta del viscido nano, lo invidia, lo considera un modello da imitare, da ammirare, da idolatrare.
Non voglio qui ragionare sul perchè questo stia avvenendo, anche se qualche idea ce l'ho. Do' pero' come dato di fatto che una buona parte degli elettori italiani non riesce piu' a dare un giudizio equilibrato, indipendente, staccato sulla condotta del personaggio in questione e continua a prediligerlo come suo governante preferito, nonostante le malefatte di cui viene accusato.
Dando quindi per assodato il fatto che molti cittadini sono ormai preda di ipnosi collettiva e quindi incapaci di reagire, mi chiedo come possa invece rimanere inerme, silenziosa, quando non apertamente favorevole a B. tutta quella parte di Paese che solitamente si definisce come "intellighenzia", quelli che detengono il potere reale e che determinano, con le loro scelte e i loro suggerimenti subliminali, le loro pressioni nascoste, la vera direzione in cui va l'intera nazione. Mi riferisco, per parlare chiaramente, ai meta-poteri forti: la Chiesa cattolica, innanzitutto, con tutte le sue ramificazioni, sette e sotto sette, come Comunione e Liberazione, l'Azione Cattolica, l'Opus Dei e via discorrendo. In secondo luogo, gli industriali, gli imprenditori, grandi o piccoli che siano, quelli che piu' ci guadagnerebbero da un governo che sa governare e da una nazione riconosciuta universalmente nel novero dei Paesi normali. Infine, il mondo della Finanza, il potere economico, quello che normalmente chiede stabilità e certezza e non puo' sopportare un continuo andirivieni di crisi, traballamenti e mozioni di sfiducia.
Ebbene, tutti questi, per i propri principi (mi riferisco ad esempio a CL) o per convenienza (come nel caso delle forze economiche) dovrebbero togliere ogni appoggio, togliere l'ossigeno ad un personaggio privo di ogni principio etico e dedito solo all'auto esaltazione, che ogni giorno mette a repentaglio non tanto la sua dignità, ma quella di un intero Paese.
Solo oggi, dopo ormai quasi una settimana dall'inizio della storia, l'Avvenire e Famiglia Cristiana hanno cominciato a prendere le distanze, anche se con parole molto misurate. Da CL, invece, temo non ci sarà nessuna reazione, troppo intenti a coltivare i loro ipocriti traffici protetti dal potere, anche se eticamente deprecabile (ma, si sa, il fine giustifica i mezzi). Conosco un industriale, di rilevanza nazionale, che da un po' di tempo si fa negare quando Berlusconi lo cerca al telefono, ma non è ancora abbastanza. Servono parole chiare, pubbliche ed inequivocabili, che facciano riaprire gli occhi a chi si è assopito e indichino chiaramente la strada per uscire da questa tragica situazione.
Infine, una proposta, che magari sembrerà spregiudicata, ma quando la situazione lo richiede, è indispensabile anche un po' di coraggio. Le opposizioni parlamentari comincino a contattare la Lega e ad offrire loro un'alternativa: togliere l'appoggio al governo Berlusconi in cambio dell'approvazione dell'ormai stantio federalismo fiscale. Gli si faccia la proposta: far cadere il nano e costituire un governo a termine con lo scopo preciso di approvare il federalismo ed una nuova legge elettorale. Fatto questo, ognuno per la sua strada e si torni a votare. Se la Lega è questo che vuole, questo puo' avere, anche in fretta. Credo che una scelta del genere potrebbe essere compresa anche dai piu' fanatici militanti del Carroccio, che da tempo sopportano l'alleanza col puttaniere incallito in cambio di una promessa federalista, peraltro mai concretizzata.
Sarebbe un atto di coraggio di una classe politica ormai completamente compromessa e incapace di tirarci fuori dalle secche del berlusconismo.
mercoledì 20 ottobre 2010
Fini: un colpo al cerchio ed uno alla botte
Avevo già avuto modo di esprimere le mie perplessità sulla strategia di Fini e del suo nuovo partito (in questo post).
Mi pare che il voto favorevole al Lodo Alfano Costituzionale (ed ancor piu' il voto contrario all'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Lunardi, respinto ieri dalla Camera proprio con i voti di FLi) sia un altro tassello che va a confermare un quadro a mio avviso già chiaro: a Fini ed ai suoi "futuristi" non interessano i principi, i contenuti, le idealità, ma semplicemente agiscono in un'ottica di interesse personale ritenuta la migliore per ottenere il loro scopo: acquistare peso e contare più possibile nei confronti di Berlusconi e della Lega.
Non si spiegherebbe altrimenti la loro enunciazione a parole di totale dedizione ai principi di legalità, di eguaglianza di fronte alla Legge, di lotta alla corruzione, non accompagnata però dal quei comportamenti che dovrebbero obbligatoriamente servire a rendere credibile quanto dicono: come molti altri politici, dicono una cosa, ma coi fatti ne dimostrano un'altra.
La votazione a favore del Lodo Alfano costituzionale e la strenua difesa di Lunardi da parte di FLI dicono che valgono di piu' le strategie di posizionamento all'interno della destra e nei confronti di un possibile elettorato da conquistare, piuttosto che l'amore per l'uguaglianza e la legalità da un punto di vista sostanziale.
Oggi Fini non puo' presentarsi come colui che fa cadere il Governo, come il guastatore che manda tutti alle elezioni. Primo, perchè la legislatura non ha ancora raggiunto la metà dei cinque anni previsti, precludendo ai parlamentari (i suoi ma anche gli altri) quei privilegi che invece avranno al raggiungimento dei 2 anni e mezzo.
Secondo, perchè difficilmente potrebbero avere un successo elettorale se passeranno come coloro che spaccano tutto e non tengono in debito conto i gravi problemi del Paese.
Quindi, profilo basso ed evitare ogni occasione di rottura, lamentandosi del Governo e di Berlusconi, ma di fatto sostenendolo in ogni possibile occasione. Nel frattempo si deve lavorare per organizzare il partito nel Paese ed essere più pronti possibile quando veramente si andrà alle elezioni.
Ancora una volta, quindi, non l'interesse del Paese, il bene dei cittadini al primo posto, ma l'interesse del partito, il calcolo subdolo di cosa conviene per la propria conservazione, i propri privilegi.
A me pare una scelta controproducente, ma forse, in un Paese in cui la politica è malata e gli elettori sono frastornati da pifferai inconcludenti, magari sortirà gli effetti voluti.
Mi pare che il voto favorevole al Lodo Alfano Costituzionale (ed ancor piu' il voto contrario all'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Lunardi, respinto ieri dalla Camera proprio con i voti di FLi) sia un altro tassello che va a confermare un quadro a mio avviso già chiaro: a Fini ed ai suoi "futuristi" non interessano i principi, i contenuti, le idealità, ma semplicemente agiscono in un'ottica di interesse personale ritenuta la migliore per ottenere il loro scopo: acquistare peso e contare più possibile nei confronti di Berlusconi e della Lega.
Non si spiegherebbe altrimenti la loro enunciazione a parole di totale dedizione ai principi di legalità, di eguaglianza di fronte alla Legge, di lotta alla corruzione, non accompagnata però dal quei comportamenti che dovrebbero obbligatoriamente servire a rendere credibile quanto dicono: come molti altri politici, dicono una cosa, ma coi fatti ne dimostrano un'altra.
La votazione a favore del Lodo Alfano costituzionale e la strenua difesa di Lunardi da parte di FLI dicono che valgono di piu' le strategie di posizionamento all'interno della destra e nei confronti di un possibile elettorato da conquistare, piuttosto che l'amore per l'uguaglianza e la legalità da un punto di vista sostanziale.
Oggi Fini non puo' presentarsi come colui che fa cadere il Governo, come il guastatore che manda tutti alle elezioni. Primo, perchè la legislatura non ha ancora raggiunto la metà dei cinque anni previsti, precludendo ai parlamentari (i suoi ma anche gli altri) quei privilegi che invece avranno al raggiungimento dei 2 anni e mezzo.
Secondo, perchè difficilmente potrebbero avere un successo elettorale se passeranno come coloro che spaccano tutto e non tengono in debito conto i gravi problemi del Paese.
Quindi, profilo basso ed evitare ogni occasione di rottura, lamentandosi del Governo e di Berlusconi, ma di fatto sostenendolo in ogni possibile occasione. Nel frattempo si deve lavorare per organizzare il partito nel Paese ed essere più pronti possibile quando veramente si andrà alle elezioni.
Ancora una volta, quindi, non l'interesse del Paese, il bene dei cittadini al primo posto, ma l'interesse del partito, il calcolo subdolo di cosa conviene per la propria conservazione, i propri privilegi.
A me pare una scelta controproducente, ma forse, in un Paese in cui la politica è malata e gli elettori sono frastornati da pifferai inconcludenti, magari sortirà gli effetti voluti.
giovedì 29 luglio 2010
Appello per Faith Aiworo, che rischia la pena di morte
Una giovane donna fuggita dal suo Paese, la Nigeria, perchè rischiava la pena di morte per aver ammazzato il suo datore di lavoro che la stava violentando. Arrivata clandestinamente in Italia, a Bologna, ha rischiato di essere stuprata un'altra volta, se le sue grida non avessero allertato i vicini, che hanno chiamato la polizia.
Portata in Questura, è stata sbrigativamente rimpatriata, nonostante una richiesta di asilo politico presentata nel frattempo dal suo difensore, Alessandro Vitale.
Da notare che all'articolo 10 la nostra Costituzione stabilisce il diritto di asilo per uno straniero nel cui Paese non siano garantite le libertà fondamentali dell'individuo, mentre all'articolo 27 esclude la pena di morte come punizione per qualunque tipo di reato. Percio', le condizioni per accettare la richiesta di asilo o comunque per sospendere il rimpatrio, c'erano tutte.
Invece la giovane donna, Faith Aiworo, è stata rispedita in Nigeria, arrestata ed ora rischia l'impiccagione per aver ucciso una persona per legittima difesa.
Rilancio l'appello fatto dal sito www.migrare.eu a suo favore, affichè l'opinione pubblica intera si mobiliti per fermare la mano del boia e possibilmente per far ritornare Faith nel nostro Paese.
In nome di quella Giustizia, di quella Umanità che le nostre autorità, quelli che ci governano, sembrano aver smarrito.
Fate girare il piu' possibile
Portata in Questura, è stata sbrigativamente rimpatriata, nonostante una richiesta di asilo politico presentata nel frattempo dal suo difensore, Alessandro Vitale.
Da notare che all'articolo 10 la nostra Costituzione stabilisce il diritto di asilo per uno straniero nel cui Paese non siano garantite le libertà fondamentali dell'individuo, mentre all'articolo 27 esclude la pena di morte come punizione per qualunque tipo di reato. Percio', le condizioni per accettare la richiesta di asilo o comunque per sospendere il rimpatrio, c'erano tutte.
Invece la giovane donna, Faith Aiworo, è stata rispedita in Nigeria, arrestata ed ora rischia l'impiccagione per aver ucciso una persona per legittima difesa.
Rilancio l'appello fatto dal sito www.migrare.eu a suo favore, affichè l'opinione pubblica intera si mobiliti per fermare la mano del boia e possibilmente per far ritornare Faith nel nostro Paese.
In nome di quella Giustizia, di quella Umanità che le nostre autorità, quelli che ci governano, sembrano aver smarrito.
Fate girare il piu' possibile
venerdì 18 giugno 2010
Emendamento 1.707: qualcuno ci specula, ma ... occhio alla bufala
Stavo per scagliarmi anch'io contro emendamento 1.707 al famoso "DDL Intercettazioni" proposto da alcuni senatori della maggioranza. Pero', come cerco di fare sempre, ho voluto documentarmi di persona, prima di aderire pedissequamente ad una mail anonima appena ricevuta.
L'analisi dell'emendamento in questione e della discussione avvenuta in commissione, che ha poi portato all'abbandono dello stesso, mi ha convinto che a volte le mail che girano, anche se presentano situazioni esecrabili e scandalose, vanno sempre prese con le molle.
Vi riporto gli elementi piu' significativi, poi decidete voi cosa pensare e se diffondere o meno.
Primo: nell'emendamento 1.707, nell'articolo del Codice Penale 609-quater e nella discussione, non si parla di "violenza", ma di "atti sessuali".
Secondo: ci sono due variabili in gioco: la gravità o meno degli atti (il C.P. prevede aggravanti ed attenuanti) e l'età delle persone coinvolte. Il Codice Penale (art.380 e 609-bis) prevede l'arresto obbligatorio nel caso di atti sessuali imposti con violenza nel caso la vittima sia maggiorenne, esclusi i casi di "minore gravità". Ugualmente, prevede l'arresto se la vittima è minorenne, ma in questo caso non esclude la "minore gravità". L'emendamento in questione voleva introdurre questo caso, per armonizzare la legge. Dietro a tutto questo c'è la possibilità che atti sessuali, anche senza violenza, cioè tra consenzienti, compiuti tra minorenni, comportino l'arresto obbligatorio: questo mi sembra sinceramente eccessivo.
Del resto questa lettura è anche confermata dall'intervento in Commissione Giustizia del Sen.Casson, del PD, cosi' verbalizzato: "l'intervento del senatore CASSON (PD), il quale ritiene che il problema che ha determinato la presentazione dell'emendamento, e cioè la necessità di evitare l'arresto obbligatorio in caso di rapporti fra adolescenti ..." e successivamente anche da altri del PD: "Dopo interventi della senatrice DELLA MONICA (PD) e del senatore CASSON (PD), i quali ritengono che il problema possa essere meglio affrontato intervenendo sul codice penale, la senatrice FINOCCHIARO (PD) osserva come, per quanto riguarda l'articolo 609-bis, la questione della minore gravità si riferisce essenzialmente alla condotta del reato, e di fatto si ricollega alla caduta della distinzione fra due diversi tipi di reato a seconda che si fosse consumata o meno la congiunzione carnale, distinzione che ricorreva prima della riforma del 1996, con i reati rispettivamente puniti dagli abrogati articoli 519 e 521 del codice penale. Nel caso però dell'articolo 609-quater questo problema si sovrappone a quello dell'età dei soggetti coinvolti e della necessità di non criminalizzare i rapporti fra adolescenti, problema che all'epoca venne risolto in maniera probabilmente insoddisfacente e poco elastica; del resto non è solo in questa circostanza che ella si è posta il problema di come modificare il terzo comma dell'articolo 609-quater, una questione certamente di non facile soluzione".
--------------------------------
Oggetto: I: VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI FIRMATARI
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl), sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania), sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), sen. Roberto Centaro (Pdl), sen. Filippo Berselli (Pdl), sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi
e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!
L'analisi dell'emendamento in questione e della discussione avvenuta in commissione, che ha poi portato all'abbandono dello stesso, mi ha convinto che a volte le mail che girano, anche se presentano situazioni esecrabili e scandalose, vanno sempre prese con le molle.
Vi riporto gli elementi piu' significativi, poi decidete voi cosa pensare e se diffondere o meno.
Primo: nell'emendamento 1.707, nell'articolo del Codice Penale 609-quater e nella discussione, non si parla di "violenza", ma di "atti sessuali".
Secondo: ci sono due variabili in gioco: la gravità o meno degli atti (il C.P. prevede aggravanti ed attenuanti) e l'età delle persone coinvolte. Il Codice Penale (art.380 e 609-bis) prevede l'arresto obbligatorio nel caso di atti sessuali imposti con violenza nel caso la vittima sia maggiorenne, esclusi i casi di "minore gravità". Ugualmente, prevede l'arresto se la vittima è minorenne, ma in questo caso non esclude la "minore gravità". L'emendamento in questione voleva introdurre questo caso, per armonizzare la legge. Dietro a tutto questo c'è la possibilità che atti sessuali, anche senza violenza, cioè tra consenzienti, compiuti tra minorenni, comportino l'arresto obbligatorio: questo mi sembra sinceramente eccessivo.
Del resto questa lettura è anche confermata dall'intervento in Commissione Giustizia del Sen.Casson, del PD, cosi' verbalizzato: "l'intervento del senatore CASSON (PD), il quale ritiene che il problema che ha determinato la presentazione dell'emendamento, e cioè la necessità di evitare l'arresto obbligatorio in caso di rapporti fra adolescenti ..." e successivamente anche da altri del PD: "Dopo interventi della senatrice DELLA MONICA (PD) e del senatore CASSON (PD), i quali ritengono che il problema possa essere meglio affrontato intervenendo sul codice penale, la senatrice FINOCCHIARO (PD) osserva come, per quanto riguarda l'articolo 609-bis, la questione della minore gravità si riferisce essenzialmente alla condotta del reato, e di fatto si ricollega alla caduta della distinzione fra due diversi tipi di reato a seconda che si fosse consumata o meno la congiunzione carnale, distinzione che ricorreva prima della riforma del 1996, con i reati rispettivamente puniti dagli abrogati articoli 519 e 521 del codice penale. Nel caso però dell'articolo 609-quater questo problema si sovrappone a quello dell'età dei soggetti coinvolti e della necessità di non criminalizzare i rapporti fra adolescenti, problema che all'epoca venne risolto in maniera probabilmente insoddisfacente e poco elastica; del resto non è solo in questa circostanza che ella si è posta il problema di come modificare il terzo comma dell'articolo 609-quater, una questione certamente di non facile soluzione".
Non voglio fare sconti a nessuno, nè salvare alcuna parte di un Disegno di Legge ingiusto e liberticida: chi mi conosce sa cosa io pensi di questo governo e di questa maggioranza (e chi non mi conosce, basta che sfogli questo blog). Mi pare pero' pretestuoso e falso voler attribuire ai senatori che hanno sottoscritto questo emendamento (ripeto, poi cancellato, in attesa di rivedere il codice penale) cose che non hanno mai detto. Nessuna battaglia quindi tra i giusti e una banda di pedofili incalliti, ma semplicemente un dibattito parlamentare aperto, pubblico e, soprattutto, ragionevole, che ha condotto ad affrontare in maniera piu' organica una possibile mancanza della legge esistente.
Il mio consiglio di cuore: prima di divulgare mail anonime e senza riferimenti, documentiamoci. Ce lo chiede quell'amore per la Verità che ci deve contraddistinguere. Diffondere falsi allarmi e menzogne ci rende uguali a quelli che vogliamo contrastare.
Nel seguito vi riporto:
- la mail in questione (qui sotto)
- il link alla discussione sull'emendamento in Senato
- il link all'emendamento
- l'articolo 609-bis e seguenti
- un sito che aveva già approfondito l'argomento (con beneficio d'inventario, non so chi ne sia l'autore)
- il sito di Paolo Attivissimo, specializzato in smascheramento di "bufale" (questo è sempre utilissimo).
Oggetto: I: VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI FIRMATARI
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl), sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania), sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), sen. Roberto Centaro (Pdl), sen. Filippo Berselli (Pdl), sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi
e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!
mercoledì 9 giugno 2010
A trent'anni da Ustica: chi sa, parli
Radio Città del Capo, associata bolognese del Network di Radio Popolare, ha lanciato una campagna per il trentesimo anniversario della strage di Ustica: CHI SA, PARLI.
La campagna sara' lanciata soprattutto in Francia, paese il cui governo è stato sempre il piu' reticente a dare informazioni ed a contribuire alla ricostruzione della verità, con inserzioni sui piu' popolari quotidiani francesi, e con lo scopo di aprire un dibattito ed avere risposte ufficiali dal governo Sarcozy.
L'esplosione che ha abbattuto il DC-9 dell'Itavia, costata la vita a 81 persone, tra uomini, donne e bambini, è ancora avvolta non dal mistero, ma dal segreto. Il segreto di stato sollevato sull'accaduto dai quattro governi che, in un modo o nell'altro, quella notte erano coinvolti negli avvenimenti.
Ora, a distanza di 30 anni, non si pretende di conoscere i colpevoli, ma almeno di conoscere la verità dei fatti, per quanto sia indicibile e imbarazzante.
Quindi, chi sa, parli. Ora.
Per aderire alla campagna cliccare qui.
La campagna sara' lanciata soprattutto in Francia, paese il cui governo è stato sempre il piu' reticente a dare informazioni ed a contribuire alla ricostruzione della verità, con inserzioni sui piu' popolari quotidiani francesi, e con lo scopo di aprire un dibattito ed avere risposte ufficiali dal governo Sarcozy.
L'esplosione che ha abbattuto il DC-9 dell'Itavia, costata la vita a 81 persone, tra uomini, donne e bambini, è ancora avvolta non dal mistero, ma dal segreto. Il segreto di stato sollevato sull'accaduto dai quattro governi che, in un modo o nell'altro, quella notte erano coinvolti negli avvenimenti.
Ora, a distanza di 30 anni, non si pretende di conoscere i colpevoli, ma almeno di conoscere la verità dei fatti, per quanto sia indicibile e imbarazzante.
Quindi, chi sa, parli. Ora.
Per aderire alla campagna cliccare qui.
lunedì 18 gennaio 2010
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
A volte le persone hanno dei comportamenti apparentemente incongruenti, al mattino fanno una cosa, alla sera fanno il contrario. E chi le capisce e' bravo.Un esempio? prendete Ghedini, deputato della Repubblica, nonche' difensore del premier nei suoi processi ancora pendenti. Oppure prendete Longo, senatore della Repubblica e difensore, come sopra, del premier.
Costoro, quando siedono in Parlamento, legiferano per accorciare i processi, perche' una giustizia troppo lunga è indegna di un paese moderno e liberale. Bisogna far di tutto per avere dei processi brevi, anche a costo di rimandare le vittime senza giustizia e i colpevoli in libertà (questa propsta di legge andra' in discussione al Senato tra qualche giorno).
Quando invece gli stessi personaggi siedono a fianco del loro assistito, nei panni degli avvocati difensori, fanno di tutto per allungare i processi, chiedono sospensioni, ricusano giudici, invocano decisioni di altre corti per ottenere ritardi. Proprio il contrario di quanto affermano considerare come la cosa piu' importante e indispensabile per il nostro paese: una giustizia veloce.
Gia' il dubbio c'era venuto qualche giorno fa, quando i signori in questione non nascondevano il loro appoggio ad un possibile decreto legge per introdurre una sospensione di 90 giorni (3 mesi!!) nei processi in cui vi fosse una modifica dell'accusa contestata, per poter verificale la possibilità di accedere al rito abbreviato. Decreto poi non attuato, pare perche' il Presidente della Repubblica non l'avrebbe firmato. Quindi, ancora una volta, a parole si vuole una giustizia veloce, poi con i fatti si fa in modo di affossarla sempre piu'.
Di solito e' sbagliato generalizzare, ma il sospetto che la lentezza della giustizia dipenda, almeno in parte significativa, dal comportamento degli avvocati difensori, potrebbe anche sorgere spontaneo, con esempi come questi.
Oppure questo loro comportamente schizofrenico deriva da motivazioni di altro genere, magari per favorire qualcuno che, guarda caso, paga i loro profumati stipendi ?
Forse non lo sapremo mai ....
lunedì 11 gennaio 2010
Paese che vai ...

Ci sono notizie che sembrano arrivare dall'altro mondo.
Cito una news da Repubblica:
DUBLINO - Il primo ministro nord-irlandese Peter Robinson ha deciso di dimettersi in seguito allo scandalo provocato dalla relazione extraconiugale di sua moglie. La donna aveva prestato all'amante 50mila sterline senza dichiararlo. Secondo i suoi nemici Robinson sapeva del prestito
Se non lo ricordate piu', vi invito anche a rileggere un mio vecchio post, che trovate qui.
Certi comportamenti, qui da noi, sono impossibili. Non ci resta che chiedere aiuto in alto, come ha fatto il popolo viola domenica scorsa (vedi foto qui sopra).
sabato 9 gennaio 2010
In questo mondo di ladri ...
Milano (anzi, il suo sindaco Moratti), vuole intitolare una via od uno spazio verde del centro al compianto (dallo stesso sindaco) Bettino Craxi.
C'è chi s'indigna, chi si oppone, chi si stupisce. Io lo trovo normale, prevedibile e, lasciatemelo dire, quasi giusto.
Si, perchè in un paese dove chi piu' ruba piu' fa carriera, dove la parola "escort" produce solo un sentimento di invidia, dove chi parla e racconta la mafia andrebbe "strozzato", dove si rimuovono le targhe in memoria di chi ha dato la vita contro la mafia, dove i capitali illegalmente accumulati all'estero si possono ripulire pagando una tangente del 5% allo Stato, dove chi si occupa del prossimo e dei piu' diseredati e' un comunista, beh, in un paese come questo e' normale che vengano intitolate le vie ai latitanti, ai delinquenti, ai corrotti.
Anzi, io intitolerei a Craxi la piazza del Duomo, quella piazza su cui, dal suo studio, si sara' affacciato molte volte, mentre intascava le buste di danaro.
Da tempo ormai, in questo paese, non ci si puo' stupire piu' di niente.
giovedì 24 dicembre 2009
Un augurio per il nuovo anno

A tutti quelli che passeranno di qui, oggi, domani e nei prossimi giorni.
A chi ci passa regolarmente, tutti i giorni.
A chi ci passa di rado o per caso.
Ed anche a chi non ci passa mai (e quindi non sa cosa perde!):
il mio augurio di buon Natale e Felice anno 2010.
Auguro a tutti, per questo Natale e per l'anno nuovo, di sperimentare la Pace, quella con la "P" maiuscola. La Pace e' come un grande albero, chiede tempo per crescere, ha bisogno di sostentamento e di protezione, all'inizio. Ma poi ritorna quello che ha ricevuto con grande abbondanza.
La Pace e' un grande albero che affonda le sue radici nella Giustizia e senza di questa non e' possibile nemmeno la prima.
Percio', se vogliamo la Pace, dobbiamo costruire la Giustizia, dobbiamo fare in modo che essa diventi la norma, l'unica possibilità, il nostro obiettivo.
Non c'è Pace senza Giustizia e, tanto o poco, la Giustizia dipende anche da noi, da ciascuno di noi.
Per il 2010 auguro a tutti, ma proprio a tutti, di dare il meglio di sè per costruire la Giustizia.
E sarà Pace per gli uomini di buona volontà ...
sabato 12 dicembre 2009
Minzolini: un metodo infallibile per capire chi mente e chi dice la verità
Chi stasera ha visto il TG1 (io non lo faccio piu' da tempo) ha potuto assistere all'ennesimo esempio di mala-informazione: Minzolini, direttore del TG1, nominato in quella posizione dall'imperatore, ha sciorinato una tesi che qualunque persona, dotata di media intelligenza, capisce essere sballata.
Quando parlava Spatuzza, venedi' scorso, accusando Berlusconi e Dell'Utri, era tutto falso, perche' Spatuzza e' un pluriomicida stragista mafioso pseudo pentito. Oggi, invece, Filippo Graviano, mafioso, incercerato, nonchè capo di Spatuzza e tuttora capo dell'organizzazione mafiosa, anche se in carcere, e' un galantuomo, perchè ha smentito Spatuzza, ha detto che non ha mai avuto a che fare o conosciuto Berlusconi e Dell'Utri: lui si, dice la verità.
Minzolini, se tu hai venduto la tua intelligenza al signor B., pensi che sia lo stesso per tutti gli italiani? perche' uno dovrebbe credere che quello che dici è vero? ma non ti vergogni ad offenderci con simili volgarità? quando avrai il pudore di dimetterti e di andare a zappare la terra, unico lavoro alla tua altezza?
Minzolini, vattene e smettila di sperperare i nostri soldi con il tuo telegiornale venduto al potere.
Vergogna! vergogna! vergogna!
Per chi lo stomaco di riverlo, puo' trovare tutto qui.
lunedì 30 novembre 2009
Lettera di un padre al figlio che si laurea
Non posso non segnalarvi questa lettera (pubblicata da Repubblica), scritta da un padre (non uno qualunque, al momento è Direttore generale della Luiss) al proprio figlio che si sta per laureare. Avevo gia' scritto qualcosa di simile qualche settimana fa (la trovi qui), per cui e' un tema che sento molto.
Siamo disfattisti? siamo anti-italiani? non so. Ditemelo voi.
========================
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
venerdì 20 novembre 2009
Processi brevi: solo 1% sara' bloccato

Se fossero vere le previsioni del ministro Alfano, secondo cui solo l'1% dei processi verra' cancellato dalla nuova legge che limita a sei anni la durata dei processi, credo che si dovrebbero trarre due conclusioni molto semplici:
- la legge sarebbe sostanzialmente inutile, perche' vuol dire che gia' ora i processi, almeno per i reati previsti dalla riforma, durano meno di 6 anni, escluso al massimo proprio quell'1%
- ancora di piu' sarebbe evidente che la riforma e' fatta per fermare i processi di Berlusconi, tra i pochi a cadere entro quell'1% bloccato. Se non fosse così, cosa la fanno a fare?
Mi pare un autogol, caro Angelino.
mercoledì 18 novembre 2009
Bambini affamati e cani senza coda
Devo ammettere che mi e' particolarmente difficile scrivere qualcosa, stasera.
Non perchè manchino gli spunti o il materiale, ma solo perchè lo sconforto ha ormai raggiunto un livello quasi insormontabile.
Ma non vi sentite anche voi vittime di continua ingiustizia?
Non passa giorno che il nostro governo non ci prenda a schiaffi, non si prenda beffe di noi, cittadini di questo Paese.
Solo per restare nelle ultime settimane: non bastava introdurre lo scudo fiscale, che regala l'immunità ad evasori e trafficanti.
Non bastava la proposta di cancellare la stragrande maggioranza dei processi, mandando a casa completamente perdonati i ladri e i delinquenti e sbeffeggiando le vittime di quei reati, che non potranno mai piu' ottenere giustizia.
Poi la finanziaria, con tutte le sue contraddizioni e i provvedimenti improvvisati, come fossero estratti a caso dal cappello del mago.
Ora la questione dell'acqua privata, strappata al Parlamento e blindata con la richiesta di fiducia, impedendo qualsiasi dibattito.
Io mi metto nei panni di un giovane, un ragazzo o una ragazza che si affaccia in questi anni al panorama politico, pieno di speranze e di ideali: che cosa puo' pensare, che sentimenti potrà nutrire verso un modo di fare politica basato sull'interesse personale spudorato e la menzogna fatta unica regola di convivenza?
Berlusconi e il suo governo, con il loro comportamento, con le leggi che hanno fatto e stanno facendo, hanno la grave responsabilità di aver rubato la speranza alle nuove generazioni di questo Paese, di aver tarpato le loro ali, di avergli impedito di credere nella possibilità di realizzare un mondo piu' giusto, piu' onesto.
Un Parlamento che dedica mezz'ora al convegno della FAO e ai gravi problemi della nutrizione e della fame del mondo, mentre sbatte via due giorni di discussione sulla coda dei cani, senza riuscire nemmeno a trovare un accordo, ma che Parlamento e'? quali valori, quali priorità comunica ai suoi cittadini?
Penso siate d'accordo con me che la desolazione sia totale e che etica e giustizia abbiano ceduto definitivamente il passo all'imbroglio, alla stupidità ed alla sopraffazione.
sabato 14 novembre 2009
Pubblico l'appello di Roberto Saviano al presidente del consiglio

Condivido in pieno l'appello di Roberto Saviano a Berlusconi. Per questo l'ho firmato (qui) e per questo lo pubblico.
==================
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO
sabato 26 settembre 2009
Parlamento mafioso ? PD contro IDV
Di Pietro ha esternato nuovamente, con parole pesanti. Come richiede una situazione pesante.
Prontamente, le istituzioni sono scattate, facendo quadrato e gridando all'untore.
Ma siamo seri: se il parlamento legifera difendendo i delinquenti, allora non si capisce quale sia il rispetto che si deve al parlamento, alle istituzioni. E' un parlamento che si mette allo stesso livello dei delinquenti.
In questo, il temine usato da Di Pietro magari è eccessivo: mafioso vuol dire che con la minaccia, col ricatto, con la violenza si costringe qualcuno a favorire qualcun altro, a pagare per ottenere quello che gli spetta, a comportarsi in maniera compiacente con chi comanda, non secondo le leggi.
Nel nostro caso la cosa è molto più semplice, terra-terra: si concede l'assoluzione a chi ha commesso truffe, si cancellano con un colpo di spugna gli imbrogli commessi ai danni dei soci, dei clienti, dei dipendenti, dello stato, di tutti i cittadini.
Quindi, e' un parlamento che difende i ladri. Punto.
Quello che però mi sorprende di più, che continua a deludermi (anche se dovrei essermi ormai abituato), è il solito atteggiamento del PD: anziche' rincarare la dose, al limite raddrizzando il tiro troppo forte di IDV, si smarcano subito, prendendo le distanze da Di Pietro: parole che attentano alle istituzioni democratiche.
Ma è mai possibile che il PD non si renda conto di cosa si aspetta la gente onesta dalle istituzioni, dai partiti? non ricordano piu' che proprio il primo atto legislativo del governo Prodi, l'indulto, e' stato quello che ha cominciato a minare la credibilita' del centro-sinistra?
Continuo a stupirmi di questa miopia del PD, della sua incapacità di prendere posizioni chiare, di schierarsi. Non si puo' avere il piede in due scarpe, dire e non dire (vedi l'intervento di D'Alema di qualche giorno fa), sempre indeciso sulla posizione che gli conviene di più.
Non andremo mai da nessuna parte, finche' il maggior partito di opposizione non comincerà a fare opposizione. A meno che, tra un po', non ceda il primato a qualcun altro ... a questo punto non posso che augurarmelo.
mercoledì 23 settembre 2009
Scudo fiscale: anche la Lega difende i furfanti
Ho gia' scritto il mio pensiero sullo scudo fiscale: una ingiustizia di stato, anzi, di regime.
Non bastava solo far rientrare i soldi di chi li aveva portati fuori contravvenendo alle regole sui movimenti di valuta, ora si concede anche l'immunita' a chi ha esportato capitali compiendo il reato di falso in bilancio ed altri reati societari e tributari. Reati punibili PENALMENTE.
Questa e' una vera amnistia per tutti i furfanti che dopo aver violato la legge e verosimilmente truffato soci, azionisti, creditori e dipendenti, ora passano per salvatori dello stato, perche' con il loro 5% di tassa laveranno tutte le colpe e contribuiranno alla copertura della Finanziaria 2010.
Mi chiedo dove siano i leghisti, in questa occasione, sempre pronti ad alzare la voce (e i fucili) contro Roma ladrona. Evidentemente adesso questa norma fa comodo ai loro beceri elettori, veneti o lombardi che siano (io sono veneto ed abito in Lombardia, quindi so di cosa sto parlando) e se ne guardano bene dal mettersi contro.
Il disegno leghista, come sempre, mette insieme populismo di campagna e opportunismo. Ma un simile progetto ha le gambe corte, perche' uniformare al basso la cultura del Paese, alla lunga produce solo divisioni e caos.
Il pensiero debole della Lega si basa sulla cultura da osteria, sull'ignoranza provinciale travestita da tradizione, sul ragionamento del popolino, concentrato su quello che mangera' stasera, sulla sua pancia, privo di ogni visione del futuro, incapace di pensare a domani, di progettare in grande.
Se questa ignoranza distribuita prevale sull'intelligenza, la societa' regredisce, anziche' svilupparsi e crescere. E' come se tutta l'umanita' facesse un passo indietro nel suo cammino verso l'eccellenza.
Mi auguro che la maggioranza degli italiani, che ancora fortunatamente dimostra qualche barlume di intelligenza, si renda conto della situazione e riesca a porvi rimedio.
mercoledì 15 luglio 2009
SCUDO FISCALE: INGIUSTIZIA DI STATO
La vera immoralità di questo pease non sono le anomale frequentazioni amorose del presidente del consiglio, ma piuttosto le leggi ed i provvedimenti che favoriscono i truffatori, gli evasori, i delinquenti.
Questo scudo fiscale e' una profonda ingiustizia, un messaggio forte e chiaro che ad essere onesti non ci si guadagna niente. Se sei un evasore, se non paghi le tasse e nascondi i tuoi guadagni all'estero, non preoccuparti, non c'e niente di male, ti perdoniamo. Per sempre.
Grandi e piccoli imprenditori brindano al provvedimento, mentre la povera gente non ha i soldi per arrivare a fine mese.
E' giustizia, questa, per voi? e' cosi' che si rimette in piedi un paese prostrato da scandali, truffe, imbrogli e corruzioni di ogni tipo?
Il tutto nel piu' totale silenzio da parte della stampa e della televisione (alla faccia del servizio pubblico).
Mi piacerebbe sentire alta la voce della poca opposizione rimasta per denunciare questo scandalo, per gridare a tutti che e' ora di finirla: questo governo si deve dimettere
Etichette:
giustizia,
governo,
informazione,
politica,
scudo fiscale
Iscriviti a:
Post (Atom)





