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mercoledì 6 aprile 2011

Junk Politik


Rifiuti
Junk Politic. Politica spazzatura. E' solo questa la definizione che mi viene in mente oggi.
Quello che sta avvenendo in questi giorni, dentro e fuori le aule del nostro Parlamento, è spazzatura politica.Junk Politic è un Parlamento che dedica tutto il suo tempo, le sue energie per deliberare leggi destinate solo a salvare il culo di uno, causando un sacco di disastri a tutti gli altri. E' Junk Politic chi applaude in maniera provocatoria l'oratore di turno. E' Junk Politic chi manda a quel paese il presidente della Camera, che lo richiama. Sono Junk Politic quei 314 deputati che con il loro voto stabiliscono per legge che Ruby è nipote di Mubarak. Honoris causa, forse.
E' Junk Politic fare marketing politico, anzichè governare. Sulla pelle degli Aquilani, dei Lampedusani, dei Napoletani. Degli Italiani.
E' Junk Politic il governo, che interrompe le proprie sedute per recarsi a votare, per non far mancare la maggioranza. Soprattutto dopo che per anni non si è fatto vedere in aula, nemmeno quando veniva chiamato per spiegare avvenimenti e decisioni al Paese intero.
E' Junk Politic tentare di stravolgere la Costituzione con proposte di modifica immonde, come l'eliminazione della norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista (norma peraltro già piu' volte disattesa), o l'articolo 41 che regola la responsabilità d'impresa, o gli innumerevoli tentativi di snaturare l'articolo 3 (la legge è uguale per tutti), o il 21 (libertà di stampa).
E' Junk Politic un ministro dell'Interno che chiama "emergenza clandestini" lo sbarco di poche migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalla povertà. O il capo del governo che definisce lo stesso esodo "uno tsunami umano", poche settimane dopo il vero tsunami che ha distrutto e messo in ginocchio il Giappone.
E' Junk Politic volere ad ogni costo il processo breve, dimenticando che ogni reato ha non solo un presunto colpevole, ma soprattutto una vittima certa.
E' Junk Politic anche un'opposizione che continua a sollevare distinguo su ogni cosa, a voler mettere puntini sulle "i" e anche altrove, a non schierarsi, senza se e senza ma, contro i grossolani errori o le non-scelte di questo governo, a favore di una nuova legge elettorale, a favore di una legge contro i conflitti di interesse, una legge che protegga i giovani dalla precarietà, gli anziani dalla povertà, tutti dalla corruzione e dalle mafie.
E' un elenco che potrebbe continuare, ma temo che continueremmo solo a ripetere cose dette e ridette. Quasi sempre inutilmente.
Ma se credete, potete aggiungere qui sotto cio' che vuol dire, per voi, Junk Politic





lunedì 4 aprile 2011

Ber Lusken: messaggio audio n.24


Responsabili
Questa volta è toccato alla platea del gruppo dei responsabili, neo terza gamba della maggioranza, ascoltare in diretta l'audio messaggio numero 24.
Come di consueto, i contenuti dipendono dal destinatario e quindi il grande filosofo ha parlato di accoglienza a Lampedusa (e Calderoli gli ha subito replicato: li accolga a casa sua - ora che ce l'ha), di riforma costituzionale dello Stato (il Parlamento cambia quello che il governo propone - e questo non va bene), di impegno alle prossime amministrative e, argomento che non manca mai, di magistratura deviata e comunista.

L'occasione, come detto, era quella di una assemblea dei Responsabili, il gruppo parlamentare che raccoglie transfughi da vari partiti, dove non si sentivano, evidentemente, abbastanza remunerati. Ora, con il loro decisivo sostegno alla maggioranza, possono aspirare a ricompense ben piu' significative: ministeri, vice-ministeri, sottosegretariati e via di questo passo. Oltre, naturalmente, alla ricandidatura alle prossime elezioni. Questo gruppo comprende personalità eminenti, da Scilipoti e Razzi (fu IDV), a Calearo e Cesario (fu PD), Romano, Pionati e Ruvolo (fu UDC), piu' una schiera di altri modelli di fedeltà (usciti dal PDL, alcuni passati da FLI) che potete trovare qui.

In questa legislatura, B. è finalmente riuscito, dopo tanto lavoro, a distillare una classe politica prona alle sue volontà, piegata ai suoi privati interessi, incapace di resistere ai suoi richiami tintinnanti.
Tutti quelli che, negli anni, gli sono stati vicini, ma senza vendergli completamente l'anima, se ne sono andati. O sono stati scacciati. Vi ricordate Martino? oppure Urbani? Dotti ? Pisanu? e via via per arrivare a Fini: tutti allontanati perchè avevano ancora un briciolo di dignità.
Così, prima nel suo partito - complice il "porcellum", la legge elettorale che mette nelle mani di una sola persona la scelta dei condidati - poi anche nei partiti altrui (uomini e donne senza morale e senza dignità si trovano ovunque, evidentemente), ha messo insieme la piu' grande accozzaglia di servitori, di esseri privi di ogni senso etico, di mercenari della politica, disposti a tutto pur di intascare qualche favore, qualche poltrona o forse, peggio, qualche migliaio di Euro.

Cosi', la platea di quelli che mostrano di divertirsi con le sue patetiche barzellette si è allargata ed è ora piedestallo alle sue gesta paranoiche.
Ma un uomo di così ampie vedute, dovrebbe saperlo: a costruire sulla melma, prima o poi, si scivola.



venerdì 1 aprile 2011

La moratoria nucleare è ufficiale


Centrale_nucleare
Secondo quanto riportato da Televideo RAI, che cita l'ANSA come fonte, ieri il Presidente Napolitano ha firmato il Decreto del Consiglio dei Ministri che stabilisce una moratoria di un anno per la definizione dei siti dove ospitare le centrali nucleari nel nostro Paese.
Questo comporta un congelamento di tutto il processo che vuole riportare in Italia la produzione di energia atomica.
E' una doppia buona notizia: primo perchè tutto si ferma almeno per un anno. Secondo, perchè questo atto del Consiglio dei Ministri vale per 60 giorni e dovrà, entro tale termine, pena la decadenza, essere discusso ed approvato dal Parlamento. Cio' vuol dire che a pochi giorni dal Referendum abrogativo del nucleare del 12 giugno si aprirà anche in Parlamento (potrete seguire qui il suo percorso) una discussione su questo tema e sarà un'occasione in piu' per ragionare, parlare, informare e convincere i cittadini italiani ad esprimersi con la partecipazione al voto.
Rimane aperta e senza risposta, comunque, la questione di un serio piano energetico nazionale: questa moratoria, se da un lato allontana per un po' l'inizio della nuova era atomica italiana, dall'altro lato introduce un ulteriore ritardo nella ricerca delle fonti energetiche necessarie per il Paese: questo governo non si sta occupando dei veri problemi nazionali, evita semplicemente di prendere posizioni chiare su questioni che diventeranno vitali nel breve futuro e che rischiano di portarci al fallimento.Un'ultima nota: un'altra buona notizia "collaterale" è che lo stesso documento firmato da Napolitano non contiene il  nuovo aumento a 60 del numero dei consiglieri (e a 15 per gli assessori) per le città con piu' di un milione di abitanti. La norma era stata varata dal Governo principalmente per accogliere le richieste di Alemanno - in evidente difficoltà nel gestire tutte le pretese dei suoi traballanti sostenitori entro il numero di 48 - ma aveva trovato la contrarietà del Quirinale.

venerdì 4 febbraio 2011

Legge elettorale: la vogliamo cambiare si o no?

Mettiamo in chiaro una cosa: quando Berlusconi dice che non se ne va perchè la maggioranza degli italiani lo ha votato, dice un'emerita ... bugia.
Infatti, nel 2008, quando gli aventi diritto al voto in Italia erano 47 milioni 126 mila, il suo partito ha avuto 13 milioni 629 mila voti, pari a circa il 29%, cioè meno di 3 italiani su 10 lo hanno votato.
Se poi guardiamo alle elezioni successive, quelle del 2009 per il Parlamento europeo, a fronte di 50 milioni e 410 mila aventi diritto, ha raccolto solo 10 milioni e 807 mila voti, con una percentuale del 21.4%, quindi circa 2 italiani su 10 (vuol dire, grossolanamente, che 1 italiano su 10, in un anno, lo ha abbandonato).
Berlusconi si trova al governo del nostro Paese e con la maggioranza assoluta del Parlamento che lo sostiene (anche se per un voto soltanto) semplicemente grazie ad una legge elettorale, fatta da PDL e Lega nel 2006, che definire "porcellum", come ha fatto Calderoli, è un eufemismo.
Tre sono i motivi principali per cui tale legge deve essere cancellata e modificata prima possibile e credo siano ormai piu' che risaputi.
Primo: le liste bloccate. Il cittadino viene privato del diritto di votare direttamente i suoi rappresentanti, puo' soltanto mettere una croce sul simbolo di un partito, al quale viene demandata la scelta delle persone da eleggere, secondo una lista prefissata.
Secondo: il premio di maggioranza. Il partito o la coalizione che ha anche un solo voto piu' degli altri, prende tutto, si aggiudica la maggioranza assoluta dei seggi.
Terzo: il Senato regionale. Mentre i Deputati vengono scelti a livello nazionale (cioè in base ai voti ottenuti dal partito a livello nazionale), per il Senato vale la conta dei voti regione per regione, e quindi gli eletti vengono scelti su base regionale (una sottospecie di federalismo, cui evidentemente la Lega, come sempre preda di strabismo geografico, teneva molto). In seguito a questa modalità, se si andasse a votare oggi, con le previsoni che danno i sondaggi e supponendo che i contendenti siano i tre "poli" del momento (centro-sinistra, centro-destra, centro), nessuno dei tre avrebbe la maggioranza del Senato, facendoci precipitare nella piu' totale ingovernabilità.
A questo punto, credo che la domanda sia molto semplice: perchè nessuno dei partiti di opposizione presenta in Parlamento una proposta per la modifica dell'attuale legge elettorale? perchè non si comincia a parlare di questo tema? capisco che trovare un accordo sul sistema elettorale è praticamente impossibile, ogni partito ha la sua soluzione, ma una politica dei "piccoli passi" non potrebbe cominciare a dare l'impressione di fare qualcosa di utile per il Paese? ad esempio, la semplice introduzione della preferenza (unica) restituirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante, seppur all'interno di una lista proposta dal partito. Questo renderebbe gli eletti piu' attenti agli interessi dei cittadini, piuttosto che a quelli del capo partito che li ha nominati, contribuendo a restituire un barlume di moralità al carozzone della politica.
Sarebbe poi opportuno ridurre il premio di maggioranza, oppure vincolarlo al raggiungimento di una percentuale minima o di un distacco notevole dagli avversari. Magari a scapito della governabilità, si riconoscerebbe maggior peso ad una "minoranza qualificata", in grado di contrastare efficacemente eventuali colpi di mano della maggioranza.
Insomma, come già espresso piu' volte su questo blog, la mia speranza è che i leader dell'opposizione (e penso soprattutto a Bersani ed al PD) tirino fuori un po' di coraggio e comincino a fare qualcosa di concreto per il Paese.
Purtroppo, credo che anche su questo argomento, la mia speranza andrà irrimediabilmente delusa.

venerdì 18 giugno 2010

Emendamento 1.707: qualcuno ci specula, ma ... occhio alla bufala

Stavo per scagliarmi anch'io contro emendamento 1.707 al famoso "DDL Intercettazioni" proposto da alcuni senatori della maggioranza. Pero', come cerco di fare sempre, ho voluto documentarmi di persona, prima di aderire pedissequamente ad una mail anonima appena ricevuta.
L'analisi dell'emendamento in questione e della discussione avvenuta in commissione, che ha poi portato all'abbandono dello stesso, mi ha convinto che a volte le mail che girano, anche se presentano situazioni esecrabili e scandalose, vanno sempre prese con le molle.
Vi riporto gli elementi piu' significativi, poi decidete voi cosa pensare e se diffondere o meno.

Primo: nell'emendamento 1.707, nell'articolo del Codice Penale 609-quater e nella discussione, non si parla di "violenza", ma di "atti sessuali".
Secondo: ci sono due variabili in gioco: la gravità o meno degli atti (il C.P. prevede aggravanti ed attenuanti) e l'età delle persone coinvolte. Il Codice Penale (art.380 e 609-bis) prevede l'arresto obbligatorio nel caso di atti sessuali imposti con violenza nel caso la vittima sia maggiorenne, esclusi i casi di "minore gravità". Ugualmente, prevede l'arresto se la vittima è minorenne, ma in questo caso non esclude la "minore gravità". L'emendamento in questione voleva introdurre questo caso, per armonizzare la legge. Dietro a tutto questo c'è la possibilità che atti sessuali, anche senza violenza, cioè tra consenzienti, compiuti tra minorenni, comportino l'arresto obbligatorio: questo mi sembra sinceramente eccessivo.
Del resto questa lettura è anche confermata dall'intervento in Commissione Giustizia del Sen.Casson, del PD, cosi' verbalizzato: "l'intervento del senatore CASSON (PD), il quale ritiene che il problema che ha determinato la presentazione dell'emendamento, e cioè la necessità di evitare l'arresto obbligatorio in caso di rapporti fra adolescenti ..." e successivamente anche da altri del PD: "Dopo interventi della senatrice DELLA MONICA (PD) e del senatore CASSON (PD), i quali ritengono che il problema possa essere meglio affrontato intervenendo sul codice penale, la senatrice FINOCCHIARO (PD) osserva come, per quanto riguarda l'articolo 609-bis, la questione della minore gravità si riferisce essenzialmente alla condotta del reato, e di fatto si ricollega alla caduta della distinzione fra due diversi tipi di reato a seconda che si fosse consumata o meno la congiunzione carnale, distinzione che ricorreva prima della riforma del 1996, con i reati rispettivamente puniti dagli abrogati articoli 519 e 521 del codice penale. Nel caso però dell'articolo 609-quater questo problema si sovrappone a quello dell'età dei soggetti coinvolti e della necessità di non criminalizzare i rapporti fra adolescenti, problema che all'epoca venne risolto in maniera probabilmente insoddisfacente e poco elastica; del resto non è solo in questa circostanza che ella si è posta il problema di come modificare il terzo comma dell'articolo 609-quater, una questione certamente di non facile soluzione".

Non voglio fare sconti a nessuno, nè salvare alcuna parte di un Disegno di Legge ingiusto e liberticida: chi mi conosce sa cosa io pensi di questo governo e di questa maggioranza (e chi non mi conosce, basta che sfogli questo blog). Mi pare pero' pretestuoso e falso voler attribuire ai senatori che hanno sottoscritto questo emendamento (ripeto, poi cancellato, in attesa di rivedere il codice penale) cose che non hanno mai detto. Nessuna battaglia quindi tra i giusti e una banda di pedofili incalliti, ma semplicemente un dibattito parlamentare aperto, pubblico e, soprattutto, ragionevole, che ha condotto ad affrontare in maniera piu' organica una possibile mancanza della legge esistente.

Il mio consiglio di cuore: prima di divulgare mail anonime e senza riferimenti, documentiamoci. Ce lo chiede quell'amore per la Verità che ci deve contraddistinguere. Diffondere falsi allarmi e menzogne ci rende uguali a quelli che vogliamo contrastare.

Nel seguito vi riporto:
- la mail in questione (qui sotto)
- il link all'emendamento
- l'articolo 609-bis e seguenti
- un sito che aveva già approfondito l'argomento (con beneficio d'inventario, non so chi ne sia l'autore)
- il sito di Paolo Attivissimo, specializzato in smascheramento di "bufale" (questo è sempre utilissimo).

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Oggetto: I: VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI FIRMATARI


Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.
Annotateli bene:
sen. Maurizio Gasparri (Pdl), sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania), sen. Gaetano Quagliariello (Pdl), sen. Roberto Centaro (Pdl), sen. Filippo Berselli (Pdl), sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).
Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi 
e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!

giovedì 25 febbraio 2010

Un colpo di genio

Il buon Giovanardi, parlamentare del PDL nonchè neo paladino della purezza delle Casta, aveva avuto un'idea grandiosa: sottoporre deputati e senatori al test antidroga. Ma il rischio di sputtanare mezzo parlamento era troppo alto, percio' aveva aggiunto una piccola clausola, alla sua proposta: il test sara' volontario (non obbligatorio) e, soprattutto, anonimo. "un atto di responsabilità", l'aveva definito Casini, che nella scorsa legislatura aveva presentato un progetto di legge per il test obbligatorio, bocciato dal Parlamento.
Ben 232 parlamentari hanno risposto all'appello e circa 170 hanno dato il consenso per la publbicazione dei risultati: tutti negativi.
Degli altri 50, alcuni non hanno ritirato l'esito, altri non hanno dato il consenso, ma la cosa piu' interessante è che, tra questi 50, uno è risultato positivo.
Ora, la prima reazione è: ma chi è 'sto fesso che si sottopone al test per farsi trovare positivo?

Io credo invece che costui sia stato un genio: protetto dall'anonimato, ha pensato bene di invalidare tutta la strombazzante parata pensata da Giovanardi. Un test positivo invalida tutto il test, stende un'ombra su questi residui 50 parlamentari rendendo palese l'inutilità dell'iniziativa e, soprattutto, l'ipocrisia di questa scelta.

Ma quando i nostri dipendenti parlamentari impareranno che non possono prendersi beffe di noi? se vogliono dimostrare la loro serietà e la loro onestà, facciano i seri e gli onesti, basta con queste manfrine, che non fanno altro che buttare fango nel ventilatore per far diventare fango ogni cosa.

Io ringrazio ufficialmente questo "fesso" positivo, perchè ha reso evidente, una volta di piu', se ce ne fosse ancora bisogno, l'inadeguatezza di questa classe politica.


venerdì 29 gennaio 2010

Candidati ineleggibili: la Casta non molla (DUE)

Solo due post fa (vedi qui), avevo scritto dei doppi incarichi di alcuni parlamentari e dell'interpretazione "addomesticata" della legge.
Oggi Repubblica scrive della riunione della Giunta per le Elezioni della Camera (accuratamente spartita tra i partiti in Parlamento: 6 PDL + Lega, 1 UDC, 1 API, 4 PD), che a maggioranza ha stabilito la compatibilità di tutti i casi in esame: 12 parlamentari con doppio incarico (presidenti di provincia o sindaci) o addirittura triplo (Molgora, sottosegretario all'Economia, presidente della provincia di Brescia e deputato).
La giunta per le elezioni ha sentenziato il vuoto legislativo. La legge che vieta il doppio incarico esiste, in realtà, fin dal 1957, pero' una "elastica" sentenza della Corte Costituzionale nel 2004 (applicata al sindaco di Palermo, del PDL) ha stabilito che un sindaco non puo' diventare deputato, ma un deputato puo' diventare sindaco (o presidente di provincia).

Ma non e' questo il problema vero: una decisione presa da parlamentari non poteva che essere a favore degli stessi.
Volevo richiamare la vostra attenzione su come questa decisione e' stata presa, sui voti che hanno sostenuto questa scelta: 6 della maggioranza, 1 dell'UDC, 1 del PD (Tidei). Hanno votato contro: 2 del PD (Lenzi e Nannicini), 1 di API (Pisicchio). Migliavacca, del PD, nonche' presidente della giunta, si e' astenuto.

Io credo che da queste posizioni si debbano trarre degli utili insegnamenti da applicare per le prossime elezioni regionali: Lega, PDL e UDC hanno votato a favore della casta e contro l'interesse dei cittadini, difendendo il doppio (o triplo) incarico (e stipendio). Pisicchio (eletto con IDV, poi saltato in Allenza per l'Italia - gruppo misto) ha votato per l'incompatibilita', dimostrando, nonostante il salto della quaglia attuato pochi mesi fa, di continuare a credere almeno un po' nella necessità della politica di fare un passo indietro.
Ma la posizione piu' strana, come purtroppo capita spesso, e' quella del PD, che si e' spaccato: uno a favore del doppio incarico, due contro, uno astenuto.
Ancora una volta mi viene da chiedermi: ma da che parte sta il PD? con i cittadini o contro di loro? come si puo' aver fiducia di un partito in cui non esiste una chiara linea a cui tutti si attengono, nemmeno su questioni così, apparentemente, semplici ?
E' ora di dire basta a questi comportamenti ambigui ed opportunistici, pretendiamo pulizia, onestà, vogliamo che i nostri parlamentari lavorino per noi cittadini, per il nostro bene, non per il loro privato privilegio, per il loro interesse.
Basta, la democrazia deve essere restituita ai cittadini, che devono poter scegliere i loro rappresentanti.
Basta con i doppi giochi, i doppi stipendi, i salti della quaglia da uno schieramento all'altro.
Basta.


lunedì 25 gennaio 2010

Candidati ineleggibili: La Casta non molla

La fantasia dei politici non ha confini, come la loro faccia tosta.

Ci spiega Michele Ainis, sulla Stampa, che molto spesso la legge si puo' interpretare a proprio uso e consumo, a seconda delle circostanze (non ne avevamo dubbi, in realtà).

Cosi', venendo alle prossime elezioni amministrative, ci saranno una serie di eminenti candidati DI FATTO ineleggibili, ma, per legge (o meglio per la sua interpretazione) tranquillamente in corsa per posizioni prestigiose.

Alcuni esempi.
Formigoni in Lombardia e Errani in Emilia Romagna concluderanno a breve rispettivamente il terzo ed il secondo mandato. Per la legge attuale, non si potrebbero ricandidare. Questo fu stabilito dalla modifica della Costituzione in vigore dal 1999. Ma poiche' la legge attuativa di tale modifica e' datata 2004, i due candidati risultano al primo rinnovo, essendo stati eletti "per la prima volta" (da quando c'e' la nuova legge) nel 2005. Percio', per loro, tutto regolare.
Di fatto, Formigoni governa la Lombardia dal 1995, Errani e' in Emilia dal 1999.

Ma questo e' niente, sentite questa.
La Legge 361 del 1957 vieta il doppio incarico di Parlamentare e di Sindaco, quando quest'ultimo amministri un comune di almeno 20 mila abitanti. Il divieto fu applicato abbastanza rigidamente fino alla XIV legislatura (2001-2005 Berlusconi due), anni in cui qualcuno fece ricorso e la coste costituzionale diede la sua interpretazione: se un sindaco, con piu' di 20 mila cittadini, vuole candidarsi per fare il parlamentare, gli viene vietato (la legge e' chiara) a meno che non si dimetta, ma se succede il contrario, cio' che un parlamentare voglia fare il sindaco, allora e' permesso, perche' nel momento in cui si candida "non e' ancora sindaco", quindi lo puo' fare.
Un caso concreto? Brunetta, che da parlamentare (e ministro) si candida a fare il sindaco di Venezia.

Ma secondo voi, una classe politica di questo tipo, non meriterebbe di essere mandata ai lavori forzati?
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi nemmeno.




lunedì 18 gennaio 2010

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

A volte le persone hanno dei comportamenti apparentemente incongruenti, al mattino fanno una cosa, alla sera fanno il contrario. E chi le capisce e' bravo.

Un esempio? prendete Ghedini, deputato della Repubblica, nonche' difensore del premier nei suoi processi ancora pendenti. Oppure prendete Longo, senatore della Repubblica e difensore, come sopra, del premier.
Costoro, quando siedono in Parlamento, legiferano per accorciare i processi, perche' una giustizia troppo lunga è indegna di un paese moderno e liberale. Bisogna far di tutto per avere dei processi brevi, anche a costo di rimandare le vittime senza giustizia e i colpevoli in libertà (questa propsta di legge andra' in discussione al Senato tra qualche giorno).
Quando invece gli stessi personaggi siedono a fianco del loro assistito, nei panni degli avvocati difensori, fanno di tutto per allungare i processi, chiedono sospensioni, ricusano giudici, invocano decisioni di altre corti per ottenere ritardi. Proprio il contrario di quanto affermano considerare come la cosa piu' importante e indispensabile per il nostro paese: una giustizia veloce.
Gia' il dubbio c'era venuto qualche giorno fa, quando i signori in questione non nascondevano il loro appoggio ad un possibile decreto legge per introdurre una sospensione di 90 giorni (3 mesi!!) nei processi in cui vi fosse una modifica dell'accusa contestata, per poter verificale la possibilità di accedere al rito abbreviato. Decreto poi non attuato, pare perche' il Presidente della Repubblica non l'avrebbe firmato. Quindi, ancora una volta, a parole si vuole una giustizia veloce, poi con i fatti si fa in modo di affossarla sempre piu'.

Di solito e' sbagliato generalizzare, ma il sospetto che la lentezza della giustizia dipenda, almeno in parte significativa, dal comportamento degli avvocati difensori, potrebbe anche sorgere spontaneo, con esempi come questi.
Oppure questo loro comportamente schizofrenico deriva da motivazioni di altro genere, magari per favorire qualcuno che, guarda caso, paga i loro profumati stipendi ?
Forse non lo sapremo mai ....



lunedì 21 dicembre 2009

Nell'ottava dell'aggressione

Ricorreva ieri l'ottava dall'aggressione a Berlusconi.
E' stata una settimana molto significativa, per capire come vanno le cose qui da noi.

Primo. La gestione mediatica dell'evento ha sortito gli effetti attesi: la popolarità del premier aumenta (Repubblica gli da' 4 punti in piu'), Di Pietro cade (-6 punti), Governo e gli altri partiti sostanzialmente stabili. Quindi, le trombe di regime hanno fatto il loro dovere: Cicchitto, Minzolini, Fede, l'odio, l'amore, il mandante morale, ... Era atteso, niente di eclatante, anzi, personalmente mi aspettavo anche di più.

Secondo. Nella settimana appena conclusa, si e' votata la finanziaria alla Camera: voto di fiducia n. 27, nessuna discussione, deputati strettamente nelle mani dell'esecutivo, alla faccia della "libertà" così abbondantemente sbandierata. Un altro provvedimento allegato alla finanziaria: lo scudo fiscale rinnovato fino ad aprile del prossimo anno, forse non tutti avevano fatto in tempo a lavare i loro capitali sporchi, oppure qualche rata delle entrate illecite di qualcuno scadeva a Natale e non si voleva perderla. Di cosa ci meravigliamo? nel paese che ha inventato le indulgenze plenarie a pagamento, lo scudo tremontiano e' peccatuccio veniale.

Terzo. E' stata questa anche la settimana del summit di Copenhagen, per un accordo che potesse salvare il pianeta da ben peggiori disastri ecologici. Fallimento quasi completo, per la sfuggente volontà a fare qualcosa di concreto da parte dei paesi piu' ricchi. L'Europa ha brillato per la sua vacuità, forse facendo la gioia dei detrattori del Trattato di Lisbona. Ma tra gli europei, ha brillato ancor piu' l'insignificanza della partecipazione italiana, anzi sono quasi convinto che non ci sia andato nessuno del nostro governo, comunque l'effetto e' stato quello.
Mi piace pero' sottolineare come la copertura mediatica delle nostre TV sia stata quanto mai assente e fuorviante: se si e' parlato dell'evento, è stato solo per far vedere i manifestanti che protestavano e che combattevano con la polizia. Come a dire: i soliti comunisti che si preoccupano di stronzate. Ma quale riscaldamento del pianeta, quali emissioni di gas serra: noi qui avevamo ben altro (re) Sole malato, questo è un reale problema per la sicurezza ed il futuro dei cittadini italiani. E come spesso accade, ci sono cascati tutti, anche giornali e personaggi da cui ci aspetteremmo di più.

Mi auguro che il freddo di questi giorni ottenga un duplice effetto: da un lato raffreddi i bollenti spiriti di qualche scriteriato parlamentare che usa le parole come un souvenir del Duomo, dall'altro che qualche mammut baffuto si trovi così a suo agio in questo clima glaciale, da chiedere l'ibernazione perenne.

Non ci resta che sperare.

domenica 22 novembre 2009

Report e lo strapotere dei partiti: che fare?

Preannunciando l'inizio di Report, questa sera, Fabio Fazio ha detto: "una delle poche trasmissioni per cui paghiamo volentieri il canone RAI".
Niente di piu' giusto: la puntata di Report di stasera e' stata illuminante e istruttiva. Ha messo in fila concetti e fatti, in gran parte noti, dando un quadro, a mio avviso, estremamente preoccupante del deficit di democrazia di cui soffre il nostro Paese.

Il tema della serata era il potere ed il bilanciamento tra i poteri, come espressione e garanzia della democrazia. Ricapitolo i tre punti critici principali, quelli per cui nel nostro Paese la democrazia e' in gravissimo pericolo, rimandandovi possibilmente alle registrazioni, se avete perso la puntata.

1. La legge elettorale: i cittadini sono stati privati della possibilita' di scegliere le persone, di esprimere la preferenza. Quindi, gli elettori scelgono il partito, mentre il partito sceglie chi sara' eletto e chi no. di conseguenza, ogni eletto, depuitato o senatore che sia, deve ringraziare non tanto gli elettori, quanto il capo del suo partito, il solo che lo ha scelto effettivamente.

2. le continue richieste di fiducia: ogni discussione, ogni modifica, ogni emendamento viene eliminato, quando il governo chiede la fiducia su un provvedimento, una proposta di legge. Il voto diventa palese, quindi, essendo ogni deputato e senatore tenuto al guinzaglio dal suo capo-partito, non c'e' modo di votare in maniera difforme da quanto chiesto dal partito, cioe' dal governo. In questo modo, il governo si sostituisce al parlamento, determinando quali sono le leggi da votare e come devono essere fatte, frutto quasi sempre di accordi fatti in altre sedi tra i partiti di maggioranza.

3. Il Parlamento, ed in particolare l'opposizione, hanno perso quindi la loro funzione: l'ordine del giorno lo decide la maggioranza, le leggi devono avere la copertura finanziaria, che viene garantita solo per i progetti di legge del governo, non si puo' discutere nel merito dei provvedimenti legislativi, perche' ogni modifica viene impedita dalla richiesta di fiducia. Quindi, l'opposizione non ha modo di fare alcuna proposta di legge, in quanto regolarmente respinta dalla maggioranza. In Parlamento arriva solo cio' che viene deciso dal governo (infatti, l'80% delle leggi approvate sono di iniziativa governativa), inoltre, vengono fatti passare provvedimenti eterogenei, fatti di articoli che non c'entrano niente uno con l'altro: solo come esempi recenti, la privatizzazione dell'acqua (non necessariamente urgente) e' stata messa col decreto di attuazione delle norme europee (magari piu' urgente); il reato di clandestinita' (che avrebbe meritato discussione e ragionamenti specifici) infilato nel decreto sicurezza. E cosi' via.

Ma vi pare che funzioni una democrazia fatta cosi'? quella che viene sbandierata come l'investitura popolare per questo governo, in realta' non e' stata altro che un assegno in bianco, fiducia ottenuta carpendo la buona fede, anzi direi meglio, la dabbenaggine del popolo, infinocchiato dai martellamenti ad arte dei mezzi di comunicazione principali, saldamente nelle mani di Berlusconi.

A questo punto, che fare? in realtà le modifiche da apportare al sistema mi sembrano evidenti, ma il problema e': come richiederle? come attuarle? il problema in realta' e' lo strapotere dei partiti, che non si piegheranno certo al volere o al bene dei cittadini.
Ma una soluzione la dobbiamo trovare, e in fretta, prima che il nostro Paese venga travolto dalla sete di potere di chi lo governa.

martedì 10 novembre 2009

La casta affila gli artigli ...

Che il PDL difenda il suo deputato, sottosegretario e ora anche candidato alla presidenza della Campania, Cosentino, mi pare prevedibile, anche se non mi piace affatto e non lo condivido.
Io vorrei che le indagini andassero a fondo (anche se penso l'abbiano gia' fatto a sufficienza per trarre le conclusioni che sono state tratte) e dicessero con chiarezza se Cosentino e' colluso con la camorra oppure no.
Non hanno forse diritto, i cittadini della Campania, di sapere che tipo di persona sia Cosentino, se è pulito o se è compromesso con la malavita, prima di considerarne l'elezione alla massima carica regionale? A me sembrerebbe indispensabile, nel dubbio non lo voterei. Quindi il comportamento del PDL mi sembra autolesionista.

Dicevo pero' all'inizio: che il PDL si schieri a difesa di un suo onorevole, e' comprensibile, ma che il direttore del TG1, dalla platea pubblica del "suo" telegiornale, auspichi il ritorno dell'immunita' parlamentare mi sembra veramente un atto degno non tanto della famosa "casta", ma di una vera e propria associazione a delinquere.

Un giornalista che ami la verità e che non sia prezzolato da qualcuno non puo' fare un'affermazione del genere. Tanto meno la puo' fare il direttore di una testata giornalistica pubblica, pagata cioè da tutti noi.
Io non voglio le sue opinioni, io voglio le notizie.
Evidentemente e' partita l'ennesima campagna di orientamento dell'opinione pubblica, per dare un sostegno popolare a questa idea: i politici sono perseguitati dai giudici e dai PM comunisti, percio' e' giusto che si difendano.

Stamattina alla radio sentivo un'intervista a Malan (deputato PDL) e Berselli (senatore PDL): il primo raccontava di aver presentato, gia' nel 2003, una proposta di legge per la reintroduzione dell'immunita' parlamentare. Il secondo, presidente della 2° commissione permanente (Giustizia), annunciava di avere pronto un disegno di legge, che verra' presentato a giorni, per estendere le protezioni giudiziarie oggi vigenti per i consiglieri regionali (equivalenti all'immunita' parlamentare) anche ai consiglieri provinciali e comunali.

E continuiamo a chiamarla semplicemente "CASTA" ?


martedì 13 ottobre 2009

Celestina: da "portaborse" a eroe nazionale


Questo post è dedicato a Celestina, ex (immagino) "portaborse" dell'onorevole Carlucci (PdL).
Il giudice Michele Forziati ha stabilito con la sua sentenza che la suddetta Celestina svolgeva compiti di "segretaria particolare" (dal 2004 al 2006) e quindi i rimborsi in nero ricevuti dall'onorevole Carlucci, oltre ad essere in nero, appunto, erano anche inadeguati. Percio', l'onorevole in questione dovrà rimborsare alla sua assitente ben 10,170.39 Euro, piu' interessi.

Naturalmente non posso prendermela solo con il PdL, visto che i portaborse registrati sono solo 194, su un totale, apparente, di 500 e passa (erano 57 nel 2007). Quindi piu' di 300 sono tuttora "collaboratori a titolo non oneroso", praticamente pagati in nero.

Quindi, Celestina, che ha avuto il coraggio di rivolgersi al giudice, deve giustamente diventare l'eroina della battaglia alla Casta, ai furboni del "predico bene e razzolo male", distribuiti, credo, uniformemente in tutti i partiti.

Onore a Celestina. La migliore portaborse degli ultimi 150 anni.



mercoledì 7 ottobre 2009

Il Lodo Alfano e' contro la Costituzione

La notizia e' appena stata data e non conosciamo ancora i dettagli. Dalle informazioni avute dall'ANSA, comunque, le ragioni dell'anticostituzionalità sono legate all'articolo 3 (tutti sono uguali davanti alla legge) ed all'articolo 138 (una modifica di questo tipo richiede una legge costituzionale, non una legge ordinaria).

Ora io non chiedo le dimissioni di Berlusconi (anche se, se fosse una persona seria, le darebbe spontaneamente), pero' non posso non esprimere la mia soddisfazione, se non altro per il fatto che non sentiremo il nano cantare vittoria ai quattro venti, assieme a tutti i suoi lacche'.

Naturalmente gridera' al golpe, ma a questo ci siamo abituati.



sabato 26 settembre 2009

Parlamento mafioso ? PD contro IDV

Di Pietro ha esternato nuovamente, con parole pesanti. Come richiede una situazione pesante.
Prontamente, le istituzioni sono scattate, facendo quadrato e gridando all'untore.

Ma siamo seri: se il parlamento legifera difendendo i delinquenti, allora non si capisce quale sia il rispetto che si deve al parlamento, alle istituzioni. E' un parlamento che si mette allo stesso livello dei delinquenti.
In questo, il temine usato da Di Pietro magari è eccessivo: mafioso vuol dire che con la minaccia, col ricatto, con la violenza si costringe qualcuno a favorire qualcun altro, a pagare per ottenere quello che gli spetta, a comportarsi in maniera compiacente con chi comanda, non secondo le leggi.
Nel nostro caso la cosa è molto più semplice, terra-terra: si concede l'assoluzione a chi ha commesso truffe, si cancellano con un colpo di spugna gli imbrogli commessi ai danni dei soci, dei clienti, dei dipendenti, dello stato, di tutti i cittadini.
Quindi, e' un parlamento che difende i ladri. Punto.

Quello che però mi sorprende di più, che continua a deludermi (anche se dovrei essermi ormai abituato), è il solito atteggiamento del PD: anziche' rincarare la dose, al limite raddrizzando il tiro troppo forte di IDV, si smarcano subito, prendendo le distanze da Di Pietro: parole che attentano alle istituzioni democratiche.
Ma è mai possibile che il PD non si renda conto di cosa si aspetta la gente onesta dalle istituzioni, dai partiti? non ricordano piu' che proprio il primo atto legislativo del governo Prodi, l'indulto, e' stato quello che ha cominciato a minare la credibilita' del centro-sinistra?
Continuo a stupirmi di questa miopia del PD, della sua incapacità di prendere posizioni chiare, di schierarsi. Non si puo' avere il piede in due scarpe, dire e non dire (vedi l'intervento di D'Alema di qualche giorno fa), sempre indeciso sulla posizione che gli conviene di più.

Non andremo mai da nessuna parte, finche' il maggior partito di opposizione non comincerà a fare opposizione. A meno che, tra un po', non ceda il primato a qualcun altro ... a questo punto non posso che augurarmelo.

domenica 10 maggio 2009

Lunedi’ 11 - Sit-in a ROMA contro il DDL Sicurezza

Un appuntamento per chi e' o puo' recarsi a Roma: una veglia in Piazza Navona, per tutti i cittadini indignati per il ddl “Sicurezza” e per la fiducia che il Governo chiedera’ per la sua approvazione.
Vi allego la lettera che ho ricevuto da Giovanni Bachelet, deputato del PD, con preghiera di diffonderla al massimo.

Ciao e tutti
Fabio

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Cari Amici

scusate se vi disturbo, non lo faccio spesso ma stavolta mi pare di poter fare un’eccezione.

come avrete visto sui giornali, l’ultimo consiglio dei ministri ha autorizzato la richiesta di fiducia da parte del governo sul ddl
sicurezza, attualmente in discussione alla Camera dopo l’approvazione del Senato. Un paio di cose orripilanti (denuncia dei clandestini da parte dei medici e da parte dei presidi) sono state eliminate, molte altre cose bruttissime (come la non egistrabilità all’anagrafe di bimbi le cui abitazioni sono in condizioni igienico-sanitarie insoddisfacenti, solo per fare un esempio) sono rimaste.

Ma tutto nasce dal rendere reato la condizione di immigrato senza documenti. Non è solo una cosa barbara che fa del male a tanti immigrati che da tempo lavorano onestamente (magari come badanti della zia di qualche deputato del PDL), ma non hanno ancora le carte in regola. E’ anche una stupidaggine che getta in braccio della criminalità organizzata chiunque non abbia le carte in regola: che diminuisce molto, anziché accrescere, la sicurezza di tutti.

Su questo l’opposizione stava conducendo fino alla settimana scorsa una battaglia efficace, capace di mettere in crisi qualche coscienza del centro destra almeno sui diritti delle persone e di conquistare l’appoggio anche di larga parte dell’opinione pubblica moderata, come si vede dai due articoli di Avvenire e della Stampa che trovate sul mio sito web.
Stava pian piano ottenendo che la Camera rimettesse in discussione il principio base da cui vengono tutti gli sfracelli, che è appunto (vedi articoli acclusi) il reato di immigrazione clandestina.
Il governo vuol chiedere la fiducia perché sui diritti delle persone, sui quali alla Camera si può pretendere il voto segreto, è stato già affondato prima di Pasqua. Le ronde e il prolungamento fino a 18 mesi della permanenza nei centri di identificazione e espulsione (adesso li chiamano cosí) degli immigrati non regolari, bocciati in quella occasione, sono stati per esempio ri-infilati anch’essi in questo disegno di legge. Sul quale, se il governo chiede la fiducia, il voto è per forza palese.

Il governo è stato autorizzato a chiedere la fiducia ma non l’ha ancora chiesta. Sembra la voglia chiedere martedí. In tal caso in Parlamento abbiamo ormai sparato tutte le cartucce. A questo punto è importante che anche i cittadini facciano sentire la loro voce.

Ho cercato di dirlo a parecchi in questi ultimi giorni. Vedo che almeno il mio amico David Sassoli si è mosso e ha organizzato una

VEGLIA CIVILE D’INDIGNAZIONE CONTRO IL DDL SICUREZZA-IMMIGRAZIONE LUNEDI’ 11 MAGGIO ALLE ORE 21 A PIAZZA NAVONA

A me risulta per ora l’unica iniziativa a Roma in tempo utile: queste sono le ultime 24 ore prima che, con la fiducia alla Camera, questo ddl barbaro dal punto di vista civile e umanitario, ma anche pericoloso dal punto di vista della sicurezza, diventi una legge dello Stato.

Se condividete la mia preoccupazione, vi prego di far girare questo messaggio a chiunque possiate raggiungere a Roma e dintorni. Altrimenti mi scuso molto per avervi disturbato. Ma vi invito comunque a leggere i due articoli allegati prima di ritenermi un allarmista. Un caro saluto a tutti,

Giovanni
http://www.giovannibachelet.it/


lunedì 6 aprile 2009

Che non vi venga in mente di protestare!!

Vi segnalo l’ennesimo tentativo del Parlamento di scoraggiare ogni forma di opposizione e di protesta contro le decisioni (governative) che hanno un impatto sulla salute, sull’ambiente, sul paesaggio, sulla qualita’ della vita dei cittadini italiani.

Potete trovare qui il dettaglio della proposta di modifica della legge 8 luglio 1986, n. 349, che stabilisce diritti e doveri che coinvolgono le associazioni ambientaliste in materia di responsabilita’ processuale.

In sintesi, non si limita la liberta’ di fare ricorsi e azioni legali contro grandi opere o cantieri considerati lesivi e dannosi per l’ambiente, ma si introduce il principio che, se tali ricorsi saranno respinti, le associazioni che hanno presentato il ricorso saranno costrette al pagamento di tutte le spese, sia processuali, sia causate dai ritardi ai lavori derivanti dal procedimento di ricorso. In altre parole: la prima volta che una associazione ambientalista fa un ricorso e le va male, viene praticamente annientata dalle spese di risarcimento.

Quindi, il messaggio e’: guardatevi bene dal protestare, perche’ se perdete (e perderete senz’altro) vi facciamo fuori

Mi pare che questo paese assomigli sempre piu’ alla Cina, o alla Russia, o alla Birmania …

Fate girare e diffondete il piu’ possibile !!

lunedì 23 marzo 2009

Segni e Guzzetta a Pontida



Oggi il Comitato per il referendum elettorale si e’ recato a Pontida, dove 9 secoli fa le genti italiche giurarono per allearsi e per cacciare l’invasore, il Barbarossa.

Oggi da questo luogo si e’ voluto lanciare un messaggio di unita’ e di speranza contro la nuova barbarie: la partitocrazia.

E’ stato inoltre lanciato un chiaro segnale al popolo leghista (che ama radunarsi in questo paesino simbolicamente importante) perche’ prema sui suoi capi per evitare una nuova “porcata” (oltre alla legge elettorale in vigore): lo spreco di 400 milioni di Euro semplicemente perche’ non si vuole accorpare il referendum con le altre elezioni europee e amministrative.

Se la cosa piu’ importante da difendere e’ la sopravvivenza di un partito, anche a costo di sperperare una montagna di denaro pubblico, vuol dire che ormai il potere della partitocrazia e’ immenso e serve una grande alleanza, tra le persone oneste e sensate, per sconfiggere questa nuova forma di sopraffazione: riprendiamoci la democrazia nelle nostre mani !



giovedì 19 marzo 2009

La Lega e’ contro l’interesse dei cittadini

Appare chiaro dall’intervento di Maroni, durante il ‘question time’ di ieri, che anche alla Lega Nord non frega nulla dell’interesse dei cittadini.
Infatti, Maroni dice che non ci pensa nemmeno ad accorpare il Referendum nell’election day del 6-7 giugno.

Ecco quindi che 400 milioni di Euro prendono il volo e vengono bruciati solo perche’, se al referendum vincesse il SI, la Lega sarebbe costretta a fondersi con il PDL, se vuole veramente continuare a contare qualcosa.

In questo momento di crisi nera, in cui la gente perde il lavoro, non riesce a pagare il mutuo, non riesce ad arrivare a fine mese, i leghisti vogliono sperperare i soldi di tutti per i loro miseri interessi personali.

Mi auguro che gli italiani sensati, e ce ne sono molti, per fortuna, se ne ricordino, quando sara’ il momento di scegliere chi li deve rappresentare.

Intanto, lunedi 23 marzo, Giovanni Guzzetta e Mario Segni, rappresentanti del Comitato per i Referendum, saranno a Pontida, per chiedere al popolo leghista, in questo luogo considerato il simbolo della Lega, da che parte stia veramente: con il resto dei cittadini italiani o con quella classe politica miope e sprecona che si permette di prenderli a schiaffi cosi’ spudoratamente?

mercoledì 11 marzo 2009

Il voto ai capigruppo: l'uovo di Colombo!

Veramente, quando ho sentito questa sera l’ultima proposta di Berlusconi, non mi sono nemmeno arrabbiato: mi sono messo a ridere.

Come abbiamo fatto a non pensarci? ma e’ l’uovo di colombo!
Perche’ dovremmo spendere tutti quei soldi per eleggere quasi mille rappresentanti del popolo? tanto sono i capi bastone che decidono! facciamo votare direttamente loro ed il gioco e’ fatto, no?

Anzi, mi viene da perfezionare l’idea: perche’ non eleggiamo nessuno? tanto il nostro tutti i lunedi a mezzogiorno mangia a casa sua ad Arcore, col giardiniere (no, non e’ Bossi, lui ormai non ci va piu’ perche’ la cucina di Veronica e’ un po’ pesante e si deve riguardare): possono decidere direttamente loro, che ci vuole? tutta ’sta gente che non fa nulla dal mattino alla sera dentro al Transatlantico: mandiamoli a casa, una volta per sempre.

I cittadini ringraziano per il risparmio (in questi tempi di crisi, poi…).

Io ringrazio perche’ da tempo non ridevo cosi’ per colpa della politica