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lunedì 21 febbraio 2011

L'Italia e i suoi Fratelli ...


Credo che almeno mezza Italia abbia assistito al monologo di Benigni l'altra sera, al festival di Sanremo.
Anch'io l'ho fatto e non nego che la performance è stata notevole: Benigni è istrionico e accattivante e quel suo canticchiare l'inno di Mameli, a bassa voce, a luci soffuse, è stato, quasi, ripeto, quasi, commovente.
Ma c'era qualcosa in quei concetti che non mi piaceva, ho sentito delle posizioni, dei concetti che pensavo non appartenessero al popolo di sinistra, al pubblico che generalmente assiste entusiasta alle performance di Benigni.
Percio' mi sono subito collegato a Internet e in Facebook ho subito scritto il mio pensiero: "Benigni sa sempre attirarci con interventi ora divertenti, ora dotti, sempre emozionanti. E forse il particolare momento che viviamo ci porta a considerarci un po' dei novelli carbonari che tramano e combattono per una nuova libertà.
Ma mi chiedo: c'è da vantarsi ad essere italiani? non voglio dire che l'Italia in questo momento non ci merita (anche se è vero), ma ci si puo' vantare di "possedere una nazionalità" ? ci si puo' vantare di essere nati in un determinato preciso punto del pianeta? o non dovremmo piuttosto vantarci, semplicemente, di "esserci", solo in quanto persone vive, individualmente uniche? io sono orgoglioso dei risultati che sono riuscito ad ottenere io, o con l'aiuto di chi mi ha voluto bene, risultati grandi o piccoli che siano, ma non mi sento orgoglioso di essere nato a 300 kilometri da dove è nato Dante o Leonardo, non è un mio merito, è stata solo una fortuita coincidenza ... io la penso cosi'
Benigni è un grande e lo invidio anche un po', ma tutto questo patriottismo io non lo capisco".

Quella sera FB era piena zeppa di commenti entusistici su quanto avevamo appena visto a Sanremo, tutti, destra sinistra e centro (salvo qualche leghista, forse), si sperticavano nelle lodi del ritrovato patriottismo, nell'entusiastica celebrazione della bellezza di essere italiani, dell'orgoglio di essere conterranei di personaggi che hanno conquistato il mondo, con l'arte, con l'ingegno o con la spada.
Francamente ero esterefatto: l'ultima volta che si è sentito il panegirico di Scipione l'Africano, in Italia, credo fu quando il duce annuncio' l'inizio dell'impero italiano, con l'invasione dell'Eritrea e della Somalia. Correva l'anno 1935, XIII dell'era fascista.
Giovedi scorso il coro era unanime, perfino il mio sindaco, buon ragazzo dell'oratorio, twittava al mondo la sua commozione.
Francamente, ero senza parole.
Nessuno si esprimeva a sostegno delle mie tesi, che potete trovare molto argomentate nei commenti seguiti alla mia nota su FB. 
Ma finalmente, stasera, scopro che qualcun altro, molto piu' autorevole di me, ha espresso i suoi dubbi sui concetti espressi da Benigni e la cosa, francamente, mi ha risollevato: che abbia anche lui (come Bersani settimana scorsa!) preso spunto dalle mie note? so che non è vero, ma ... non si sa mai

venerdì 26 novembre 2010

Far bella figura con le idee degli altri

Ci sono delle cose che io non riesco a capire.
Una di queste è perchè in Italia ogni cosa debba servire a dividere in due, gli uni contro gli altri.
Mi riferisco alla trasmissione "Vieni via con me" ed alla necessità, ormai pare all'obbligo, di dare spazio alle contro-repliche degli esclusi: ma perchè ogni volta che uno esprime un concetto, ci deve essere un altro che propaganda il concetto opposto? Fazio e Saviano hanno dato voce a quelle che sono le loro convinzioni, perchè adesso bisogna obbligatoriamente sentire anche l'altra campana? non vi piace come hanno impostato la trasmissione? e fatevene un'altra! avete almeno altre due rete a vostra completa disposizione (anzi, 5), trovatevi un conduttore che sappia fare quello che Fazio e Saviano hanno saputo fare.

Allora, se RadioRAI suona "Il ragazzo della via Gluck", dopo dovrà trasmettere una melodia cantata da Ligresti? oppure se si intervista un imprenditore che si oppone al pizzo, dopo bisogna sentire anche la voce di chi quel pizzo passa a ritirarlo? magari è cosi' che si deve fare, cosi' che finalmente appena finito il TiGi di Minzolini ne mandiamo subito in onda un altro con dentro qualche notizia. Ma capite che cosi' facendo si contribuisce solo alle contrapposizioni, alle spaccature, al muro contro muro? ce ne sono già fin troppi di "dibattiti all'ultimo sangue" in TV, basta, fate parlare solo chi ha qualcosa da dire!

Capisco che i dieci milioni di ascoltatori di "Vieni via con me" facciano gola, ma se la destra non riesce a tirar fuori nessun conduttore capace di fare gli stessi ascolti, perchè c'è bisogno ad ogni costo di saltare sul carro del vincitore per sbadierare la propaganda opposta? ma non siete capaci di trovare una qualche vostra idea originale?

Mi auguro che la contro-replica non ci sia, oppure che, se Fazio e Saviano saranno obbligati ad ospitarla, si rifiutino e se ne vadano sbattendo la porta: è ora di finirla di fare bella figura con le idee degli altri.

domenica 28 febbraio 2010

Minzolini, Vigorelli: affarucci di Berlusconi


Mentre su FaceBook si ingrandisce a dismisura il gruppo che protesta per le false notizie date dal TG1 sul processo Mills, il controllore di tutte le televisioni nazionali (mister Berlusconi) è preoccupato.
No, non per il gruppo su FB, di quello si fa un baffo.
E' preoccupato perchè c'e' ancora una piccola isoletta televisiva che sfugge al suo controllo: Specchio, specchio delle mie brame, chi non fa parte del mio reame? e lo specchio fedele pronuncia: La7 di Telecom!

Detto - fatto: prende uno dei suoi fedelissimi e lo piazza, in men che non si dica, sullo scranno piu' strategico di Telecom: la direzione di Telecom Italia Media Broadcasting, cioe' la società che controlla le frequenze ed i ripetitori delle emittenti Telecom (La7 e MTV). Il fortunato prescelto e' Pietro Vigorelli, una carriera a servizio di Mediaset (e di Berlusconi).

Costui, il giorno della vittoria di Berlusconi alle elezioni del 1994, correva esultante per i corridoi di Saxa Rubra (sede RAI, presso cui lavorava allora) avvolto in un una bandiera di Forza Italia. Nel 1997 lascia la RAI e entra in Mediaset, dove ricopre vari incarichi, ultimo dei quali la vicedirezione di Canale 5.
Rimasto escluso dai giri di poltrone RAI nelle ultime nomine governative, viene ora ripescato per stabilire una testa di ponte in Telecom, società che, a piccoli passi e grazie ad accordi limitati ma significativi, sta lentamente entrando a far parte della galassia RAISET.

Quindi, niente da stupirsi se tra un po' anche il telegiornale di La7 comincera' a diffondere il verbo unico di regime.
E tutti vissero felici e contenti.


lunedì 21 dicembre 2009

Nell'ottava dell'aggressione

Ricorreva ieri l'ottava dall'aggressione a Berlusconi.
E' stata una settimana molto significativa, per capire come vanno le cose qui da noi.

Primo. La gestione mediatica dell'evento ha sortito gli effetti attesi: la popolarità del premier aumenta (Repubblica gli da' 4 punti in piu'), Di Pietro cade (-6 punti), Governo e gli altri partiti sostanzialmente stabili. Quindi, le trombe di regime hanno fatto il loro dovere: Cicchitto, Minzolini, Fede, l'odio, l'amore, il mandante morale, ... Era atteso, niente di eclatante, anzi, personalmente mi aspettavo anche di più.

Secondo. Nella settimana appena conclusa, si e' votata la finanziaria alla Camera: voto di fiducia n. 27, nessuna discussione, deputati strettamente nelle mani dell'esecutivo, alla faccia della "libertà" così abbondantemente sbandierata. Un altro provvedimento allegato alla finanziaria: lo scudo fiscale rinnovato fino ad aprile del prossimo anno, forse non tutti avevano fatto in tempo a lavare i loro capitali sporchi, oppure qualche rata delle entrate illecite di qualcuno scadeva a Natale e non si voleva perderla. Di cosa ci meravigliamo? nel paese che ha inventato le indulgenze plenarie a pagamento, lo scudo tremontiano e' peccatuccio veniale.

Terzo. E' stata questa anche la settimana del summit di Copenhagen, per un accordo che potesse salvare il pianeta da ben peggiori disastri ecologici. Fallimento quasi completo, per la sfuggente volontà a fare qualcosa di concreto da parte dei paesi piu' ricchi. L'Europa ha brillato per la sua vacuità, forse facendo la gioia dei detrattori del Trattato di Lisbona. Ma tra gli europei, ha brillato ancor piu' l'insignificanza della partecipazione italiana, anzi sono quasi convinto che non ci sia andato nessuno del nostro governo, comunque l'effetto e' stato quello.
Mi piace pero' sottolineare come la copertura mediatica delle nostre TV sia stata quanto mai assente e fuorviante: se si e' parlato dell'evento, è stato solo per far vedere i manifestanti che protestavano e che combattevano con la polizia. Come a dire: i soliti comunisti che si preoccupano di stronzate. Ma quale riscaldamento del pianeta, quali emissioni di gas serra: noi qui avevamo ben altro (re) Sole malato, questo è un reale problema per la sicurezza ed il futuro dei cittadini italiani. E come spesso accade, ci sono cascati tutti, anche giornali e personaggi da cui ci aspetteremmo di più.

Mi auguro che il freddo di questi giorni ottenga un duplice effetto: da un lato raffreddi i bollenti spiriti di qualche scriteriato parlamentare che usa le parole come un souvenir del Duomo, dall'altro che qualche mammut baffuto si trovi così a suo agio in questo clima glaciale, da chiedere l'ibernazione perenne.

Non ci resta che sperare.

sabato 12 dicembre 2009

Minzolini: un metodo infallibile per capire chi mente e chi dice la verità

Chi stasera ha visto il TG1 (io non lo faccio piu' da tempo) ha potuto assistere all'ennesimo esempio di mala-informazione: Minzolini, direttore del TG1, nominato in quella posizione dall'imperatore, ha sciorinato una tesi che qualunque persona, dotata di media intelligenza, capisce essere sballata.
Quando parlava Spatuzza, venedi' scorso, accusando Berlusconi e Dell'Utri, era tutto falso, perche' Spatuzza e' un pluriomicida stragista mafioso pseudo pentito. Oggi, invece, Filippo Graviano, mafioso, incercerato, nonchè capo di Spatuzza e tuttora capo dell'organizzazione mafiosa, anche se in carcere, e' un galantuomo, perchè ha smentito Spatuzza, ha detto che non ha mai avuto a che fare o conosciuto Berlusconi e Dell'Utri: lui si, dice la verità.

Minzolini, se tu hai venduto la tua intelligenza al signor B., pensi che sia lo stesso per tutti gli italiani? perche' uno dovrebbe credere che quello che dici è vero? ma non ti vergogni ad offenderci con simili volgarità? quando avrai il pudore di dimetterti e di andare a zappare la terra, unico lavoro alla tua altezza?
Minzolini, vattene e smettila di sperperare i nostri soldi con il tuo telegiornale venduto al potere.

Vergogna! vergogna! vergogna!

Per chi lo stomaco di riverlo, puo' trovare tutto qui.



mercoledì 9 dicembre 2009

Pippo e Paperino, oppio dei popoli

La cosa sarebbe sfuggita ai piu', ma quando Aldo Grasso l'ha ipotizzata sul Corriere di oggi (9 dicembre), molti hanno fatto mente locale: perchè venerdi scorso la consueta puntata di "L'era glaciale", condotta da Daria Bignardi, non e' andata in onda alla solita ora (le 23 - su RAI DUE), ma e' iniziata a mezzanotte, preceduta da 50 minuti di cartoni animati di Pippo e Paperino? le spiegazioni della RAI sono generiche e inutili, parlano di problemi tecnici. Sara'.
Fatto sta che, andando a vedere chi c'era come ospite di Daria, si scopre una Fiorella Mannoia che, apertamente provocata dalla conduttrice, non si trattiene dall'affermare che il governo attuale e' brutto e non lo voterebbe mai. Piuttosto voterebbe per Fini, se facesse quello che molti si aspettano da lui.
Si sa che a pensar male si fa peccato, ma si indovina, viene spontaneo ipotizzare un tentativo di ritardare e nascondere le critiche all'imperatore, soprattutto quando queste vengono da persone intelligenti e con un certo seguito.

Un'altro fatto che invece non e' proprio sfuggito alla mia amica Manuela, che vive in Florida e si tiene in contatto con l'Italia e con quello che avviene qui proprio guardando i programmi di RAI INTERNATIONAL (ora RAI ITALIA), trasmessi in tutto il mondo ed anche laggiu'. Un unico canale, tra l'altro a pagamento (10 dollari al mese, mi pare) che trasmette a tutte le ore, pescando i programmi principalmente da due soli palinsesti della RAI (RAI1 e RAI2, quasi niente RAI3, tolto "Un posto al sole"). Inoltre, "Porta a Porta", "Don Matteo", il "Medico in famiglia" o il telegiornale di RAI UNO vanno sempre in onda all'ora di cena (americana, attorno alle 18), mentre Ballaro', Report o Anno Zero sono previsti nel palinsesto (ad orari quasi normali), ma poi vengono costantemente rimandati e spostati: la puntata di Ballaro' di settimana scorsa e' stata trasmessa alle due del pomeriggio, Anno Zero a notte fonda, Report mai ...
Basta andare qui per vedere come non venga mai previsto alcun programma di RAI 3, le notizie sono solo TG1 e TG2, Anno Zero e' programmato per venerdi alle 14 (ora della costa est degli USA) e via di seguito.
Il tutto comunque con una AVVERTENZA: i programmi indicati sono suscettibili di variazioni. Vi consigliamo pertanto di controllare giorno per giorno gli orari definitivi. Modo elegante per dire: se qualcosa salta, ve l'avevamo detto.

Angeletti, segretario della UIL, ospite di Ballaro' nella puntata di ieri sera (martedi' 8), ad un certo punto ha detto: non e' vero che la gente vota Berlusconi perche' i media nascondono le opposizioni e fanno solo vedere le cose positive, la gente lo sostiene e lo sceglie perchè vede cio' che il governo fa, la gente vuole "il fare", ama i governi che fanno molto per il loro paese.

Anche Angeletti avra' guardato Pippo e Paperino l'altra sera, preferendoli alla Bignardi?


giovedì 5 novembre 2009

L'Aquila: Giornalisti strattonati e allontanati


Quando si parla di libertà di informazione, non si vuole dire che un giornale, sotto la sua propria responsabilità, non possa dire quello che vuole, ma che succedono cose come quelle descritte da un giornale dell'Aquila (di cui tra l'altro non ho trovato traccia nella stampa nazionale):

L'Aquila, 4 nov - La giornata del Premier Silvio Berlusconi all'Aquila si è conclusa con un episodio decisamente increscioso: A Sant'Elia alcuni cronisti sono stati strattonati e spintonati dalle forze dell'ordine su indicazioni del responsabile immagine del Premier.
Nella confusione che e' seguita le forze dell'ordine hanno respinto i giornalisti allontanandoli dal premier che intendevano seguire come sempre. Alcuni di loro sono stati perfino fermati e identificati. Un brutto finale per una giornata caratterizzata da eventi di interesse per la popolazione terremotata, per la citta' e il suo patrimonio culturale.

Avendo notizia dell'evento l'associazione stampa parlamentare ha diffuso la seguente nota:

"L'Associazione stampa parlamentare protesta con forza contro l'inaccettabile comportamento tenuto oggi in Abruzzo dallo staff del presidente del Consiglio e, in particolare, dal responsabile della sua immagine. Alcuni colleghi al seguito del presidente del Consiglio sono stati spintonati e allontanati con la forza mentre cercavano di svolgere il loro lavoro. Con l'occasione, vogliamo ribadire che i giornalisti hanno il diritto-dovere di informare, in condizioni di autonomia e serenita'.
Ogni ostacolo posto all'esercizio quotidiano del diritto di cronaca va respinto fermamente e deve essere considerato come una lesione alla liberta' di stampa. Invitiamo pertanto il presidente del Consiglio a intervenire per rimuovere gli ostacoli che impediscono ai giornalisti di svolgere il loro lavoro".


Di solito il premier, nelle sue scorribande, si fa accompagnare da un solo cameraman, magari di una agenzia secondaria, che poi diffonde le immagini filtrate e pre-visionate.

Uno dei motivi per cui siamo al 49-esimo posto della classifica di Reporters sans Frontieres per la libertà di stampa


mercoledì 22 aprile 2009

Niente battute sull'imperatore ...

E’ proprio vero che di questi tempi non manca il materiale per i nostri blogs …

Ecco qui cosa succede in RAI quando qualcuno prova a fare una battuta, piu’ o meno sarcastica, sul capo: parte immediatamente l’ordine di recuparare, rispondere, nascondere, aggiustare…

Tutti sono pronti e allenati, dal capo all’ultima valletta, l’importante e’ che certe scene incresciose non si vedano o non restino impunite.

E’ per questo che ho vietato al mio televisore di sintonizzarsi su RAI UNO … in realta’ ormai di canali me ne sono rimasti pochi …

lunedì 20 aprile 2009

TV Turn-off week

E’ una proposta che non mi posso lasciar scappare, visto che solo negli ultimi giorni ve l’ho proposta gia’ due volte: spegnete la TV per una settimana.

E’ l’iniziativa che per il tredicesimo anno viene fatta da David Burke, un americano trapiantato da tempo in Gran Bretagna, che invita tutti i suoi concittadini a spegnere la TV per 7 giorni ed a fare altro. Giura che moltissime persone non l’hanno piu’ riaccesa, avendo riscoperto un mondo attorno a loro che avevano dimenticato.

Il successo della campagna e’ in aumento, sempre piu’ persone seguono il consiglio di provare a non guardare la TV per qualche giorno, o almeno di provare a guardarla di meno, ed a fare cose diverse, come ad esempio invitare i vicini di casa per quattro chiacchiere, o uscire a passeggiare, o leggere il giornale o un libro. Nell’edizione dell’anno scorso, ben 5 milioni di americani vi hanno aderito e quest’anno se ne aspettano di piu’.

Non sara’ l’ora anche da noi di cominciare a fare lo stesso? mi piacerebbe avere qualche commento da voi, poi nel caso cominciamo ad organizzarci …


mercoledì 15 aprile 2009

La lapide della libera informazione e’ sempre abbellita da fiori freschi


Vauro, vignettista di Anno zero, e’ stato allontanato: tagliato il suo contratto, praticamente cacciato.

E’ la prima conseguenza dopo le polemiche scatenate dalla trasmissione di giovedi scorso, quando Santoro aveva osato far vedere luci ed ombre della Protezione Civile e della macchina dei soccorsi in Abruzzo.

Sara’ uno dei “provvedimenti forti” minacciati da Berlusconi una settimana fa? puo’ essere. Di sicuro le voci fuori dal coro non sono contemplate dalla nuova impostazione che sta prendendo forma per l’informazione di governo, anzi, di regime.
In arrivo poi le nuove nomine dei direttori di testata: Belpietro arrivera’ al TG1 RAI, oppure, come riportano le ultime voci, al TG5. Mimun, altro fido scudiero della maggioranza benpensante si prendera’ qualcosa anche lui. E via dicendo.

Ancora una volta, non ci resta che rivolgerci alla rete, che sola ormai garantisce un minimo di liberta’, almeno finche’ non verra’ definitivamente zittita. E per fortuna sulla rete si possono ancora leggere notizie e commenti che non avremo mai modo di ascoltare dalle TV, pubbliche o private che siano.
Vi segnalo ad esempio questo articolo di Tana de Zulueta sul The Guardian (spero che l’inglese non sia un problema). Per ben rappresentare quale grado di liberta’ sia ancora possibile per la stampa in Italia, tra le altre cose, Tana scrive: “meta’ dei giornalisti in Italia lavora per Berlusconi, metre l’altra meta’ sa bene che un giorno potrebbe farlo“.

Quindi, come altre volte, vi do’ il mio consiglio (a costo di essere noioso): spegnete la TV e andate a fare una passeggiata (o al massimo collegatevi a Internet e girate un po’ il mondo).

domenica 12 aprile 2009

Ecco il link promesso: a proposito di regime … e di sciacalli

Nel post qui sotto, Sciacalli vicini e lontani, vi avevo promesso il link alla puntata di Matrix in cui chi si lamentava dell’efficienza dei soccorsi e’ stato immediatamente tagliato.

Andate qui e partite dal minuto 30:00. Dopo appena 30 secondi, il collegamento con Paganica viene interrotto e si da’ subito la parola al rappresentante della Protezione Civile per dare la giustificazione.

E’ evidente da questo documento come ogni critica, ogni voce contraria debba essere bandita, zittita, non si deve sentire, deve sparire, per non oscurare la fulgida luce dell’imperatore.

La polemica di oggi sulla trasmissione di Santoro di giovedi scorso, che aveva messo in luce tutta una serie di problemi, e’ un chiaro esempio di come la comunicazione in questo paese sia sempre piu’ sotto il diretto controllo del governo e chi non si allinea viene condannato.

Se non e’ regime questo …

mercoledì 8 aprile 2009

SCIACALLI VICINI E LONTANI ...

Il TG1 si vanta degli ascolti nelle sue trasmissioni non-stop sul terremoto (potete vedere qui il filmato), a Matrix viene improvvisamente interrotto e tagliato l’intervento di una persona che si lamentava di come procedono i soccorsi (il link lo aggiungo appena sara’ in rete la trasmissione di ieri sera), Emilio Fede si vanta che la programmazione di Mediaset sospende il Grande Fratello per mandare in onda gli speciali del terremoto (e ci mancava che non lo facesse!).

Insomma: il terremoto e’ il miglior reality che ci sia, poi costa meno di quelli “costruiti”, e’ proprio un “vero reality”, mentre continua, anzi si fa ancora piu’ dura, la lotta degli ascolti, alla faccia dei poveri disastrati che hanno perso tutto in pochi secondi.

E poi: basta ascoltare qualche radio non di regime e si scopre che laggiu’ le cose non funzionano come RAISET ci vuole far credere, e’ tutto come sempre: disorganizzazione, disagi a non finire, gente disperata che non ha alcun supporto. Ma in TV non si deve vedere …

Non ho altre parole che queste: VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA e se vi posso dare un consiglio: spegnete la TV e andate a fare una passeggiata



giovedì 12 marzo 2009

Digitale Terrestre: si affilano le armi, in vista del 2012

Ricevo dal mio amico Elio e pubblico volentieri questa segnalazione ed i relativi commenti

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Sempre che le notizie riportate in questo link corrispondano al vero, si sta creando a breve una nuova piattaforma satellitare, in concorrenza con Sky, contenente tutti i segnali del digitale terrestre, tutti i segnali della Rai e naturalmente di Mediaset e Premium calcio.

Quindi ne deduco queste considerazioni (del tutto personali)

1° La legge Gasparri sulle telecomunicazioni, che riguarda il digitale terrestre in particolare, è stato un fallimento, perchè evidentemente non riescono a coprire tutte le zone d’Italia in poco tempo, ad esempio tutto l’appennino toscano ed emiliano non e’ coperto dal segnale, inoltre in regioni come la Sardegna, dove la copertura doveva essere già completata (e sono stati spenti i ripetitori analogici) ci sono tantissimi problemi.
Andando sul sistema satellitare, a mio avviso, risolveranno tutti i problemi, ma poi come si farà a chiamarlo ancora il “digitale terrestre” come era stato previsto e penso che con il tempo, serebbe antieconomico la coesistenza di entrambi i sistemi. A mio avviso il futuro sarà nel sistema satellitare.

2° Mi sembra che ci sia una legge (forse Prodi) ai tempi di Tele+ e Stream che obbligava le piattaforme satellitari ad usare sistemi compatibili e ricevibili con un unico decoder. Sempre se queste notizie corrispondono al vero, non mi sembra che sarà così. Questa legge sarà ancora valida o sarà scaduta o meglio raggirata? Boh!

3° Chi ha comprato fin’ora un impianto satellitare Sky o ha fatto l’abbonamento minimo perché si trova in zona d’ombra per ricevere i segnali Rai e Mediaset, sarà obbligato a cambiare almeno il decoder o forse anche il puntamento della parabola.

Non ci resta che rimanere in attesa dei prossimi sviluppi, ma la situazione sembra, a dir poco, confusa e complicata.

Elio


sabato 22 novembre 2008

emergenza sicurezza: il TG non ne parla, quindi è finita

E’ vero che si puo’ avere una sola paura per volta, e che ora ci sono dei problemi molto piu’ gravi che in passato, ma la classifica delle paure degli italiani e’ molto cambiata, da qualche mese a questa parte.

Praticamente, l’emergenza sicurezza, quella su cui si e’ giocata la battaglia elettorale e che ha portato alla vittoria della destra, e’ finita, gli italiani l’hanno rimossa dalla testa della classifica delle paure piu’ diffuse, sostituendola con altre paure, la crisi economica, la perdita del posto di lavoro, eccetera.

Dopo che i TG nazionali (e non solo, anche i vari ‘talk show’ politici, da Porta a Porta in giu’) hanno fomentato l’allarme criminalita’, legandola all’immigrazione, appena prima della campagna elettorale (trascinando anche le testate editoriali e televisive tradizionalmente non legate alla destra), ora non ne parla piu’ nessuno e la gente smette di aver paura per la propria sicurezza, o almeno diminuisce la percezione di questo pericolo.

Ora i TG parlano di crisi economica, di disoccupazione, posti di lavoro persi, banche che falliscono e puntualmente questa diventa la prima preoccupazione, balzando in testa ai sondaggi dell’istituto Unipolis (Osservatorio di Pavia, con il contributo di Ilvo Diamanti).

In realta’, quello che misura veramente il grado di sicurezza, cioe’ il numero di crimini, di scippi, di omicidi, di furti, ecc., ha cominciato a diminuire fin dal 2007, quindi molto prima delle elezioni e si e’ stabilizzato nel corso del 2008 (dai pochi dati che ci sono al momento).

Sara’ perche’ ora abbiamo i millitari per strada ? se e’ bastato mettere due o tre soldatini a stazionare sul marciapiede davanti a qualche bar (basta vedere a Milano dove sono, in via Padova o in Corso Buenos Aires), beh, allora avevamo dei criminali proprio da poco, non c’era da preoccuparsi nemmeno prima.

Intanto, pero’, abbiamo un governo di destra, che ha costruito la sua vittoria proprio sul tema sicurezza, un governo nelle mani dell’uomo che possiede le maggiori reti televisive del paese e che ora controlla anche quelle pubbliche (in realta’ non ha mai smesso di controllarle anche durante il governo di centro-sinistra, lo sappiamo dalle famose intercettazioni), un governo che ogni giorno di piu’ si dimostra incompetente e inadeguato ad affrontare i veri problemi che ci troviamo davanti.

Comunque, questa analisi mostra come sia importante il controllo dei mezzi di informazione per determinare gli spostamenti dell’opinione pubblica, per pilotarne le scelte e le decisioni. Secondo voi questa la possiamo chiamare “democrazia” ?

Secondo me, no


venerdì 31 ottobre 2008

Chi si rivede? Gelli, la quadratura del cerchio

Speravamo tutti che avesse definitivamente abbandonato i suoi disegni, invece eccolo riaffiorare con una sua trasmissione televisiva, da lunedi prossimo, su Odeon TV.

Presentandola, ha fatto qualche dichiarazione (da Repubblica.it):

“L’unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi”. Lo ha detto — riferendosi al ‘piano di rinascita democratica’ — l’ex gran maestro della loggia P2, Licio Gelli, nel corso della trasmissione ‘Venerabile Italia’, presentata oggi a Firenze e che andrà in onda su Odeon Tv a partire da lunedì prossimo. Berlusconi, secondo Gelli, può portare avanti questo progetto “non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo, che ha saputo fare, anche se ora dimostra un pò di debolezza, perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha. Non condivido il Governo Berlusconi — ha poi proseguito l’ex gran maestro — perché se uno ha la maggioranza deve usarla, senza interessarsi della minoranza.

Ci sono provvedimenti che non vengono presi perché sono impopolari e invece andrebbero presi. Bisogna affondare il bisturi o non si può guarire il malato‘. Riferendosi poi a quale forza politica, secondo lui, abbia messo in pratica il piano di rilancio democratico, Gelli ha aggiunto: ”tutti si sono abbeverati, tutti ne hanno preso spunto. Ma i partiti veri non esistono piu’, non c’è più destra o sinistra. A sinistra ci sono quindici frange e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica“.

Ora sembra proprio che siamo arrivati alla quadratura del cerchio, ogni cosa al suo posto.

Buona fortuna a tutti

martedì 7 ottobre 2008

Tremonti: Robin Hood o sceriffo di Nottingham ?

Che i media, totalmente nelle mani del capo del governo, distorcano o limitino l’informazione, e’ un fatto ormai assodato. Chi ha visto la trasmissione “Anno Zero” di tre settimane fa, dedicata ad Alitalia, ha avuto modo di constatarlo di persona.

Vorrei pero’ segnalare un altro esempio un po’ piu’ nascosto, di cui quasi nessuno ha parlato. Solo l’Espresso, in una sua uscita di luglio, ha citato l’argomento.

La recente manovra finanziaria, approvata a meta’ luglio, se ben analizzata, fa vedere come l’immagine del ministro Tremonti, novello Robin Hood, sia semplicemente costruita da stampa e TV, dicendo alcune cose, ma tacendone altre: in realta’ sono molto piu’ numerosi i provvedimenti, contenuti nel DPEF o in decreti emanati in giugno e luglio di quest’anno, che rendono il nostro molto piu’ simile all’ingordo e cattivo Sceriffo di Nottingham.

Ecco alcuni dettagli, per far capire da che parte stia mandando l’acqua il ministro.

Grandi strombazzamenti per la Robin Tax, 2 miliardi di gettito a carico delle aziende petrolifere (che comunque li stanno gia’ trasferendo pari pari ai consumatori). Silenzio assoluto sulla proroga fino a fine anno della famigerata “Cip6″, quella quota che tutti paghiamo sulla bolletta elettrica a favore di “energie rinnovabili e assimilabili” (assimilabili vuol dire: anche quelle non rinnovabili): un regalo di 3 miliardi di Euro a favore di Saras (famiglia Moratti), Erg (famiglia Garrone), Edison e altri, che quella quota intascano da decenni.

Tutti ricordiamo la tanto pubblicizzata “tessera annonaria” per i vecchietti nulla-tenenti, ma poi neanche a parlarne di sgravi per i lavoratori dipendenti. Oppure, con l’inflazione programmata al 1.7% nel prossimo triennio, come verra’ recuperata nei contratti di lavoro l’inflazione reale al 3.8% ? Fra tre anni, tessera per tutti.

Il nostro ministro amava farsi riprendere, nei mesi scorsi, con la scatola dei pelati Cirio sulla scrivania, per far capire che lui aveva sempre in mente la questione, a difesa dei poveri investitori truffati da Cirio e Parmalat. Ma nel contempo rimanda all’anno prossimo la “Class action”, azione legale collettiva che sola potrebbe difendere gruppi di persone colpite dalla stessa truffa.

Nessuno parla poi delle norme anti-evasione, istituite da Visco, e diligentemente cancellate da Tremonti: il registro clienti - fornitori non e’ piu’ obbligatorio, il limite per pagamenti in contanti alzato da 5 mila a 12 mila Euro, non piu’ obbligatorio il conto corrente dell’attivita’ professionale separato da quello personale, non piu’ obbligatoria la scritta “non trasferibile”, con tanto di codice fiscale del traente, sugli assegni bancari, e cosi’ via. Evasori di ogni ordine e grado, commercialisti dalla fantasia fertile, professionisti dal braccino corto, ringraziano, ma sotto voce.

Veniamo agli enti locali: cancellata l’ICI, unica tassa veramente federalista. Sostituita, ma solo a parole, da contributi romani (i leghisti dove sono?). I comuni, intanto, riducono i servizi per bilanciare le minori entrate.
C’era una norma, introdotta dalla legge Merloni, anni 90, che stabiliva un contributo del 2% a favore di quei professionisti, dipendenti degli stessi enti locali, che avessero progettato le opere pubbliche internamente, anziche’ pagare il 10% a professonisti esterni. A favore di un risparmio dell’8% dei costi dell’opera. La Finanziaria 2009 mantiene questo 2%, ma solo una parte di esso diventa incentivo per i professionisti interni che progettano (lo 0.5%), il restante 1.5% deve essere versato alle casse dello stato (i leghisti dove sono?).

Altra chicca, sempre per gli enti locali: dopo i roboanti piani casa della campagna elettorale berlusconiana, una leggina nuova nuova stabilisce che i comuni possono vendere le case popolari agli inquilini, ma il prezzo non sara’ quello di mercato, bensi’ un prezzo basato sul canone di affitto. Come dire: buoni tutti a fare il bolscevico con i soldi degli altri.

La lista potrebbe continuare (allarme sicurezza, ma taglio degli organici per polizia e guardia di finanza, taglio della spesa sanitaria per le regioni in rosso, ma proposta di eliminare il ticket su radiografie e affini, quelle su cui c’e’ il margine maggiore a favore delle cliniche private convenzionate, taglio del 22% delle spese per la Giustizia, ma riforma delle cause civili in modo che possano essere risolte, da chi se lo puo’ permettere, in modo extragiudiziale).

Lo sceriffo di Nottingham, nella favola di Robin Hood, fa una brutta fine.
Ma, si sa, solo nelle favole tutto finisce col “felici e contenti”.
La realta’ e’ tutta un’altra storia.

venerdì 26 settembre 2008

L'opposizione in Italia? e' Famiglia Cristiana

Nel suo ultimo numero, in edicola in questi giorni (n.39), Famiglia Cristiana torna a lanciare bordate al Governo (e qualcuna anche all’opposizione, a dir il vero).
Sembra proprio che la funzione di mantenere sveglia la coscienza critica di questo nostro povero paese sia ormai solo il settimanale dei Paolini.


Nel primo, viene attaccata duramente la promessa legge elettorale (definita “porcata numero due”) che ancora si fara’ con liste bloccate, cioe’ senza preferenza: “L’interrogativo se sia in atto un processo degenerativo della democrazia anche in Italia è serio. I regimi formalmente democratici, ma parzialmente svuotati della loro capacità rappresentativa, sono ormai una semi-democrazia.

Il secondo si occupa di Alitalia: anziche rincorrersi sul terreno del “e’ merito mio”, “no, e’ merito mio” (ammesso che merito ci sia), sarebbe meglio analizzare perche’ siamo arrivati a questo punto critico: “in questa vicenda tutti hanno sbagliato almeno qualcosa, sarebbe una prova di serietà se soprattutto le persone sulle quali incombono i maggiori doveri rinunciassero al gioco della caccia al capro espiatorio“.

E’ comunque sintomatico che ormai solo il settimanale cattolico si possa permettere di esprimere pubblicamente pareri diversi da quelli imperanti, dalla propaganda del governo e dal silenzio dell’opposizione.

Ma anche questo ultimo canale di opposizione sta cadendo nell’oblio: a parte i (per fortuna numerosi) abbonati, chi potra’ conoscere queste posizioni chiare e coraggiose ? TV e giornali, questa volta, si sono ben guardati dal parlarne, come avvenne un mese fa.

Non resta che la rete, non rimaniamo che noi: commentiamo e pubblicizziamo, finche’ si puo’. Ma non ho dubbi che tra un po’ anche questo mezzo verra’ riformato.
E sara’ la fine.



giovedì 11 settembre 2008

La Terra dei Fuochi, ovvero: quello che la TV non ci racconta

Ci associamo volentieri alla campagna di re-informazione, lanciata dal sito http://www.laterradeifuochi.it/ e poi richiamata anche da MicroMega, segnalataci dal nostro amico Matteo di Teo News.

In sostanza: il trionfalismo di Berlusconi per aver risolto il problema della spazzatura di Napoli, abbondantemente amplificato da tutte le TV (unica eccezione: un servizio sul TG3 del 2 settembre) e da tutti i giornali, e’ una bufala.
Il problema della spazzatura non e’ stato risolto, e’ solo stato allontanato da Napoli: ci sono decine di roghi che continuano ad ardere nelle campagne attorno alla citta’ (ma lontano abbastanza da non essere visibili dalle telecamere che documentano il premier spazzino con sorriso a 94 denti) dove la spazzatura abbandonata continua a creare i problemi di prima.

Chiediamo ai nostri visitatori che ci leggono da Napoli e dintorni di confermarci queste notizie, di comunicare a tutto il popolo della rete com’e’ la situazione VERAMENTE.

Ancora una volta, comunque, abbiamo la prova di quanto sia potente il mezzo televisivo e i media stampati, quando sono pilotati da forze che non amano la liberta’ ed il rispetto, ma vogliono solo perpetuare il loro dominio sulla societa’ intera.

Ancora una volta, la rete puo’ diventare uno strumento di libera informazione, di liberta’ e di democrazia. Grazie a Matteo che ci ha fatto questa segnalazione e grazie a tutti quelli che vorranno fare ulteriore pubblicita’ a questa iniziativa.

Potete inserire il banner nel vostro blog, lo trovate nel sito di La Terra dei Fuochi.


lunedì 8 settembre 2008

Tangentopoli, una storia del secolo scorso

E’ appena terminata su RAI 3 la trasmissione “Blu Notte”, che quest’oggi si e’ occupata di Tangentopoli: la cronistoria della rivoluzione che, nel giro di due anni, dal 1992 al 1993, ha cambiato QUASI del tutto il panorama della politica italiana.
Confesso che molti dettagli li avevo dimenticati, ma a risentirli tornano immediatamente alla memoria volti, nomi, avvenimenti, suicidi.

Non voglio qui dibattere se si e’ trattato di una rivoluzione giusta o sbagliata, o in parte giusta e in parte sbagliata. Su questo ho la mia idea, ma ora non e’ quello su cui vi chiedo di riflettere.

Quello che mi ha colpito stasera, quello che mi pare cosi’ lontano e diverso dalla situazione dei nostri giorni, e’ questo: Tangentopoli, nel 1992, aveva messo in moto un movimento popolare che la sosteneva: la gente, la gente comune come noi, allora, si e’ fatta sentire. Manifestazioni a Milano, a Roma, attorno ai palazzi di giustizia, nelle piazze, davanti ai simboli del potere politico. Famosa, piu’ di tutte le altre, la pioggia di monetine sulle teste e sulle auto di Craxi e dei suoi sfortunati accompagnatori.

Mi ha colpito come lo sdegno popolare si era riversato nelle piazze, dando forza ed energia al tentativo dei magistrati di capire quello che era successo e di ristabilire la Giustizia, quella con la G maiuscola.

E mi ha colpito soprattutto perche’ l’avevo scordato, ormai assuefatto ai comportamenti dei nostri giorni, dove praticamente nessuno si indegna, si scandalizza piu’ per le emergenze che continuano ancora oggi, che non sono (mai) finite, anzi.

Oggi, a distanza di 16 anni, la “pax romana” si e’ finalmente concretizzata. L’imperatore e’ stabilmente in sella, il popolo sa che di lui si puo’ fidare, perche’ lui se ne intende di imperi, ne ha gia’ costruiti piu’ di uno. Percio’, basta preoccuparsi, pensiamo a divertirci.
E giu’ veline, miss-italia, olimpiadi, campionato.

E’ il duemilaotto. E tutto va bene. Dormite in pace.



domenica 18 maggio 2008

MARCO TRAVAGLIO in diretta TV

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