martedì 26 gennaio 2010

Fuga radioattiva in Germania

Un addetto all'impianto di arricchimento dell'uranio della centrale di Gronau (Germania, al confine con l'Olanda) e' stato ricoverato in ospedale per accertamenti, dopo una fuga radioattiva verificatasi il 22 gennaio 2010 mentre stava lavorando all'impianto. Pare non abbia riportato nessuna grave contaminazione.
Qui il comunicato della Urenco, la società inglese proprietaria dell'impianto.

E' proprio di questi giorni la decisione del governo Merkel di sospendere o almeno ritardare l'abbandono al nucleare, dopo che il passato governo Schroeder, alla fine degli anni 90, aveva deciso di rinunciare a questa tecnologia e di spegnere, a fine vita, le centrali in servizio. L'ultima avrebbe dovuto essere spenta nel 2022.
La Merkel ha (per ora) deciso di ritardare il piano di spegnimento (2 centrali dovevano cessare la produzione quest'anno, mentre invece continueranno a funzionare), almeno fino a quando energie alternative non siano in grado di rimpiazzare la potenza a cui si rinuncia per lo spegnimento di ogni centrale.
Secondo alcuni osservatori, questo e' solo il primo passo per arrivare alla bocciatura definitiva del piano di spegnimento e per ritornare ad investire in nuove centrali nucleari. I Verdi tedeschi, naturalmente, promettono battaglia.

Staremo a vedere quale sara' la decisione finale. Di sicuro, per ora, ci rimane questo ennesimo incidente che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi. In attesa del prossimo.



3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Centrali nucleari. Rischiose e per nulla risolutive per il problema energetico. Ma certi interessi economici.....

Diana ha detto...

Non riesco a capire perchè si debba usare una fonte di energia che non si è in grado di dominare in tutte le fasi di produzione... Ciao!

Fabio ha detto...

va detto, a onor del vero, che il nucleare non emette gas serra, anche se l'entropia prodotta, che si manifesta sotto forma di riscaldamento delle acque di scarico e di scorie radioattive, a mio avviso e' altrettanto deleteria.
Anche se la produzione di energia da fonti rinnovabili non e' al momento del tutto economica, lo stato con degli incentivi potrebbe dare una mano a percorrere l'unica strada che consentira' di salvare il pianeta.