giovedì 15 ottobre 2009

Divide et impera


Lo dicevano gia' i Romani: se vuoi governare tranquillo, fa in modo che i tuoi nemici siano divisi.

Oggi si e' compiuto un passo drammaticamente importante, storico, in questa direzione. La firma separata del contratto dei metalmeccanici, separata per quanto riguarda i sindacati: UILM e FIM-CISL hanno firmato, gli altri (FIOM, della CGIL) e UGL (anche se per motivi diversi) no, e' un eclatante esempio di come il detto dei nostri antenati latini sia sempre attuale.

Non voglio entrare nel merito del contenuto dell'accordo, se 112 Euro siano tanti o pochi (solo come riferimento, a gennaio 2008 - il contratto precedente - erano stati concessi 127 Euro), ma il fatto che per la prima volta da trent'anni il sindacato dei metalmeccanici si e' presentato spaccato alla controparte.
E' un grande successo per il governo, infatti tutti i suoi ministri brindano e si lasciano andare alle lodi piu' esagerate. Dice Sacconi - Ministro del Welfare: "La sottoscrizione del contratto dei metalmeccanici in tempi brevi e con rilevanti contenuti di welfare conferma la positività del nuovo modello contrattuale e la semplificazione delle relazioni industriali che grazie ad esso si sta realizzando. Le nuove regole infatti tolgono al contratto nazionale quell'improprio carico di significati - anche di carattere ideologico - facendone un momento importante ma inserito in un continuo contesto di interazione tra le parti sociali nella dimensione dei territori e delle aziende". Che, riletto, significa: senza i comunisti il mondo e' migliore.

Se i sindacati firmatari fossero seri (ma sappiamo che non lo sono, altrimenti non si sarebbero comportati cosi'), l'accordo dovrebbe ora essere sottoposto al referendum dei lavoratori, come avvenne due anni fa per il precedente contratto. Se venisse bocciato, sarebbe una bocciatura per il modello "separatista" del trio Berlusconi-Bonanni-Angeletti. Che il minuto successivo dovrebbero andarsene, per aver dilapidato un capitale (l'unità sindacale, appunto) di valore inestimabile.
L'accordo potrebbe anche essere approvato dai lavoratori, nel qual caso se ne dovrebbe andare Epifani, che dimostrerebbe di non aver capito che il paese sta andando, purtroppo, da tutt'altra parte.

In ogni caso, un accordo come questo non puo' passare nella piu' totale indifferenza, come se niente fosse, come sta avvenendo.
In ultimo, per chi ancora non lo conoscesse, andate a rileggervi il malaugurato "Piano di rinascita democratica" (pagina 14, si ritrovano quasi le parole di Sacconi), redatto in tempi non sospetti - era il 1976 - dal capo piduista Licio Gelli: un altro risultato positivo per Berlusconi, tessera P2 n.1816




5 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo è un giorno triste : gli interessi dei metalmeccanici sono gli stessi a prescindere dalle loro tessere ... Grandmere

Fabio ha detto...

Cara Grandmere, e' proprio un giorno triste. Credo che mi iscrivero' al sindacato: non l'ho mai fatto, ma in questo momento ci vuole un segnale.
Aggiungo solo, per precisione, che i 127 E di due anni fa ci sono stati dati in due anni, appunto. I 112€ attuali verraano distribuiti in tre anni. Che vittoria !!

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Vero. In realtà potremmo vedere anche il bicchiere mezzo pieno: prima tutti i sindacati firmavano a capo chino ora forse no, ma onestamente hai ragione tu. Divide et impera. Il dramma sarà se anche i lavoratori si divideranno tra loro.

Fabio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabio ha detto...

Nel sito del PD (www.partiodemocratico.it) non c'e nulla che parli o commenti la vicenda della firma separata del contratto metalmeccanici. Bisogna cercare tra i comunicati stampa per trovare qualcosa al riguardo: due dichiarazioni di Damiano - datate 16 e 17 ottobre - in cui l'ex ministro disserta di democrazia e rappresentativita' dei lavoratori, ma nessun giudizio sul contratto specifico firmato e sul significato di questa firma separata. Ci sono poi due interventi di sconosciuti esponenti (Fassina - con la "a", non "Fassino", e Nerozzi: ma chi sono? - che chiedono il referendum tra i lavoratori (meno male!!). Trovo che questa assenza sia scandalosa, non solo per il maggior partito di opposizione, ma anche per un partito che vorrebbe rappresentare la sinistra. Ma dove andiamo con dei politici come questi ?