mercoledì 2 dicembre 2009

Se questo è un Nobel


Il nobel per la pace attribuito al presidente Obama aveva fatto discutere: gliel'hanno dato per i meriti passati o per quelli futuri? in effetti, pur dopo le nobili intenzioni più volte proclamate in campagna elettorale e nei primi discorsi pubblici da Presidente, non sembrava ci fossero reali azioni, concrete decisioni che giustificassero il premio.
Anche se la speranza e' sempre dura a morire e le aspettative erano moltissime.

Il discorso di ieri, in cui Obama comunica la sua decisione di inviare altri 30 mila soldati in Afganistan, e' stato percio' una specie di doccia fredda, anche se diffusamente attesa e preannunciata.

A questo punto, pur capendo molte delle ragioni addotte dal Presidente americano, la delusione e' forte e il pensiero "sono tutti uguali" non e', purtroppo, fuori luogo.

Le speranze che la gente riponeva in Obama sono molto ben espresse in questa lettera aperta che Michael Moore, regista e fiero oppositore di George W. Bush, nonche' aperto sostenitore di Obama in campagna elettorale. La lettera e' stata scritta due giorni fa, cioè prima del discorso di Obama, percio' cerca ancora di convincere il presidente a rinunciare a questa sua infelice decisione. Purtroppo, sappiamo com'è finita e avremo presto modo di capire se aveva ragione Moore.

Il punto per me più azzeccato e' quando Moore dice: "con questo annuncio [di aumentare le truppe] lei farà la peggiore cosa possibile: distruggere i sogni e le speranze che milioni di persone avevano riposto in lei. Con questo discorso lei trasformerà una moltitudine di giovani che è stata la spina dorsale della sua campagna elettorale, in una moltitudine di cinici disillusi. Lei rendera' vera una paura che loro avevano sempre avuto: che i politici, in fondo, sono tutti uguali. Per favore, non faccia questo".

E conclude: "Basta! Basta! Basta! per amore delle vite dei soldati americani e dei civili afgani, basta. Per amore della sua presidenza, della speranza e del futuro del nostro Paese, basta. Per amor di Dio, basta."

La lettera di Moore non e' bastata e Obama ha deciso e annunciato di mandare 30 mila soldati in più, chiedendone altri anche agli alleati NATO (e quindi anche all'Italia).

Non e' questo ciò che ci aspettavano da un premio Nobel per la Pace. Non e' questo ciò che ci aspettiamo dal nostro governo.


6 commenti:

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Tutto giusto però Moore ha un grado di attenzione molto basso..... Da sempre,già in campagna elettorale, Obama ha sempre dichiarato che la guerra in Iraq era sbagliatissima, che dall'Iraq bisognava ritirarsi presto e che era invece importante aumentare il contingente militare in Afghanistan perchè quello era uno scenario decisivo per comabattere i talebani.

Perchè Moore si sveglia solo adesso? Obama sta seguendo alla lettera il suo programma elettorale senza tradire alcunchè di quello che aveva dichiarato che avrebbe fatto.

Se Moore mi avesse fatto una telefonatina glielo avrei detto io prima ancora che vincesse le primarie :-)))

Possiamo chiederci se sia giusto o meno il premio nobel per la pace, ma il predicozzo di Moore lo trovo poco coerente. Poteva dire queste cose alla convention democratica invece....

Diana ha detto...

Anch' io ho ritenuto prematuro il Nobel per la pace a Obama... però devo riconoscere che ha sempre parlato dell' Afghanistan come di un fronte da difendere e bisogna riconoscere anche che se occupazione deve essere è meglio essere in molti per togliere possibilità di movimento ai talebani. Io avrei preferito che dall' inizio si fossero investiti i soldi, anzichè in campagne militari, in ospedali, scuole, fabbriche, ponti, strade, macchine agricole e ferrovie ..

Fabio ha detto...

Certo, l'Afganistan non è l'Irak, le motivazioni e le condizioni sono diverse. Ma quello che mi chiedo è: che soluzione ci aspettiamo? che cosa pensiamo succeda nel prossimo anno per cui nel 2011 ce ne andremo? l'Afganistan e' un paese allo sfascio, dove corruzione e lotte intestine sono la regola. non era il caso di trovare subito la stessa soluzione che si dovra' trovare tra un anno? con quale diritto, con quale obiettivo stiamo là? perchè non ci piaceva il governo che c'era? gli attentati nel mondo sono diminuiti (anche se non del tutto scomparsi) perchè sono aumentati i controlli, non perchè in Afganistan abbiamo eliminato i terroristi. Solo alcune città sono sotto il controllo NATO, la maggior parte del territorio è abbandonato a se stesso oppure nelle mani di capi tribù locali, talebani o meno che siano. Anche la Russia se ne dovette andare dopo 10 anni di occupazione e migliaia di morti.
quindi io dico che va pensata da subito una soluzione per mettere in paese nelle condizioni di autodeterminarsi e venire via. Tanto prima o poi bisognerà farlo.
Il Nobel di Obama, poi, mi pare quanto mai stridente con la decisione di inviare altri soldati: ripensiamo agli altri premi nobel per la pace, che persone erano? che azioni hanno fatto? hanno utilizzato i soldati per i loro obiettivi di pace? mi sembra tutto cosi' assurdo ...
per quanto riguarda Moore, e' probabilmente uno a cui piace parlare e stupire, non sempre coerente con se stesso, ma quello che dice mi pare assolutamente giusto, magari non sarà coerente con quanto ha affermato in precedenza, ma ciò non diminuisce l'attualità e la verità dei sentimenti che descrive, che forse sono veramente condivisi da molti americani.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Io apprezzo Moore ma in questo caso non mi ha convinto per la ragione che ti ho già esposto nel mio commento precedente.

Io stesso ho perplessità sull'Afghanistan che di fatto é in mano ai Talebani ancora adesso. Il Governo centrale non controlla quasi nulla. Perché restare laggiù? Potrebbe risponderti molto bene Simona Cataldi in una intervista che le feci sul mio blog qualche tempo fa. Di fatto ci sono afghani seri che hanno fatto affidamento sulla nostra presenza ed a livello interno andarsene prima del tempo porterebbe a fare il doppio del danno che già abbiamo fatto forse andandoci.

Peraltro il mio intervento era mirato alle parole di Moore nel senso che a prescindere dal condividere la posizione di Obama, resta il fatto che era coerente con il suo programma e quindi la lettera di Moore, ripeto, stona e stride per mancanza di coerenza o quantomeno di memoria.

Ciao!
Daniele

Anonimo ha detto...

Ciao Fabione,
si concordo con Daniele, il programma di Obama e' sempre stato questo e che io mi ricordi l'ha sempre detto fin dalle prime campagne ancora alle primarie. Visto da qui, Obama e' un buon Presidente, certo lo stanno bloccando in tutti modi. Kennedy e' stato fatto fuori, ora hanno dei modi piu' "eleganti" ma il risultato....
Per quanto riguarda il Nobel, mi permetto una valutazione da un diverso punto di vista. Io credo che non si abbia in Europa la percezione vera di cosa significa la differenza tra i neri ed i bianchi ancora oggi negli USA.
E' fortissima, ci sono ancora due americhe una nera ed una bianca, anzi 3 una ispanica, piu' recente.
Il fatto di vedere un Presidente Afro americano, e' stato qualcosa di cosi' grande, cosi' sentito, da fare ricordare i tempi di Martin Luther King jr. Ecco, io credo che il Premio sia stato dato a qualcosa di portata simbolica enorme. E non nell'ottica in cui la vediamo noi Europei "come qualcosa che devi fare o farai", indipendentemente dal fatto che tu sia nero grigio o bianco a pois. Obama ha aperto una nuova era, ha tirato giu' un pezzo grande di un muro di Berlino che qui ancora c'e'.
Cambio disocrso: ieri sera all'ora di cena ricevo una telefonata: il senatore repubblicano sta rispondendo in conferenza telefonica alle domande dei cittadini in questa zona, desidera partecipare? Si, si faccio io.
E mi mettono all'ascolto, in fila per le domande che vorro' porre quando verra' il mio turno, e SENZA ASSOLUTAMENTE chiedermi quali domande e/o se sono pro o contro questo senatore ecc.
Le domande delle persone, a volte anche critiche dure, erano le piu' disparate e si conversava dandosi del tu. Dopo 40 minuti non era ancora il mio turno e ho dovuto riattaccare. Ma ho pensato che bello se si facesse anche in Italia.
Scusi Signora sono il tal senatore, abito a 2 km da casa sua e mi occupo della gente di questa zona. lei ha domande? C'e' qualcosa che vorrebbe io portassi al Parlamento di cui vorrebbe mi occupassi? Che ne pensa della politica che ho fatto sin qui?
E via di fantasia.
Sara' meglio che mi svegli e torni a lavorare va'.
Manuela

Anonimo ha detto...

Vi lascio anche un paio di links, sono interessanti a mio avviso per leggere direttamente cio' che pensa la gente. Il primo e' un Blog della Casa Bianca, tutto cio' che sta facendo il Presidente giorno per giorno. Si trova qui
http://www.whitehouse.gov/blog

Questo e' un altro blog a cui parteciapano in molti, e sulla sinistra si aprono i commenti della gente.
http://content.usatoday.com/communities/theoval/post/2009/12/president-obama-live-blog-1/1#uslPageReturn