sabato 28 novembre 2009

Sono giorni difficili: scrivo per non dimenticare

Stiamo vivendo giorni cruciali, difficili e assurdi, stanno succedendo cose che forse un giorno ricorderemo come importanti, decisive, anche ora non sappiamo perche' o da quale parte ci troveremo dopo, se saremo felici o distrutti.
Scrivo solo qualche nota, per fissare la memoria, per non dimenticare, senza la pretesa di dire qualcosa di speciale o di nuovo.

1. Circa due mesi fa Berlusconi aveva ironizzato sul fatto che alcuni magistrati stessero riaprendo vecchie inchieste degli anni 1993-94. Fu un po' un sasso nello stagno, nessuno ne aveva parlato, l'ha tirato fuori lui, e' sembrato quasi un mettere le mani avanti.

2. Un mese e mezzo fa la Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano.

3. Quindici giorni fa, sempre il nostro presidente ha passato 3 o 4 giorni senza farsi vedere: nessuna dichiarazione, nessuna intervista, nessuna telefonata ai talk-show in prima serata, nessuna inaugurazione di casette all'Aquila. Assolutamente insolito, improbabile. Erano i giorni della caduta del muro a Berlino, del convegno della FAO ... niente, profilo basso, sembrava preoccupato o forse bastonato.

4. Da qualche giorno girano voci di un possibile avviso di garanzia per Berlusconi per consorso esterno in associazione mafiosa, tra l'altro a lanciarlo per primo e' stato proprio il suo quotidiano, Il Giornale.

5. Ieri, 26 novembre, Berlusconi parla di "clima da guerra civile", di crescente aria di intolleranza, di tentativo di sovvertire il volere popolare da parte della magistratura.

6. Oggi, 27 novembre, Napolitano indice una conferenza stampa (cosa peraltro mai vista) in cui avverte la magistratura di non oltrepassare i suoi compiti, avverte tutti che un governo rimane al suo posto finche' ha una maggioranza parlamentare, votata dal popolo, che lo sostiene. Chiede ai poteri costituzionali di fare "uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche". Parole sibilline, valutate da ogni parte in maniera "pro domo sua".

7. Nel frattempo, l'aria si fa sempre piu' pesante, la contrapposizione tra favorevoli e contrari a Berlusconi sempre piu' netta. Il No Berlusconi Day (fissato per il 5 dicembre) continua a raccogliere adepti, mentre l'altra parte copia e vuole organizzare il Si Berlusconi Day, stesso giorno e stessa città (Roma). Per fortuna non se ne sente piu' parlare, ma magari stanno lavorando nell'ombra. In ogni caso sarebbe una follia.

L'incertezza e' totale: arriverà veramente questo avviso di garanzia, sempre piu' chiacchierato e atteso? e se si, cosa succederà dopo? ci sarà la polizia per le strade, come il giorno del no al lodo Alfano? Tutti gli elementi citati sopra potrebbero essere spiegati proprio da un evento di questo tipo, un avviso di garanzia per associazione mafiosa, c'è chi dice che sia gia' arrivato, ora si sta solo cercando il modo di farlo sapere al paese, o forse di nasconderlo ...

Intanto migliaia di lavoratori protestano nelle piazze, dormono nelle azienda occupate, ogni sera un gruppo nuovo.
Sono giorni pesanti, di incertezza. Non sappiamo cosa succederà domani.
Spero solo di aver sbagliato tutto.


4 commenti:

Diana ha detto...

Anch' io come te sono molto in apprensione e molto confusa, anche se temo che certe accuse, anche qualora fossero formulate apertamente, non potrebbero mai essere dimostrate con certezza. Grandmere

Fabio ha detto...

GM, concordo con te. Tutto e' lasciato al buon cuore del nostro, che, nel dubbio, dovrebbe farsi da parte. Ma questo comportamento e' tipico delle persone intelligenti: figurati se quello molla!
Ciao

Anonimo ha detto...

Mi sembra di dover purtroppo constatare, lo dico con profonda amarezza ma anche con convinzione, che si e' verificato da tempo un passaggio nella forma di Governo italiana. Non e' al momento piu' una democrazia, bensi' un'oligarchia. Se per anni lo e' stata negli usi (caste e raccomandazioni) ora lo e' anche nella forma.
Abbiamo un Parlamento che non svolge i compiti che la Costituzione gli attribuisce, abbiamo un sistema di bilanciamento e controllo dei poteri e fra i poteri, sancito anch'esso dalla Costituzione, che e' stato finora aggirato e ora si cerca di sovvertire.

Questa non e' di fatto una democrazia ma un'oligarchia.
Il tutto avviene non volgio dire nell'indifferenza generale, ma nell'impossibilita' di fatto ad opportsi da parte di chi vorrebbe e talora cerca. A diversi livelli.
E' una china pericolosa. Molto.
Manuela

Fabio ha detto...

Manuela, concordo pienamente.
Ieri Berlusconi e' andato a trovare Lucacenko (o come cavolo si scrive) in Bielorussia e lo ha grandemente elogiato. Costui e' un dittatore, il peggiore che ci sia in Europa e noi l'andiamo ad osannare. Non e' che B. e' andato a prendere qualche lezione?