martedì 6 ottobre 2009

La Costituzione: ARTICOLO 4 - Ancora il Lavoro

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilita’ e la propria scelta, una attivita’ o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societa’.

Dopo l’enunciazione dell’uguaglianza tra tutti i cittadini, nell’articolo precedente, qui ancora si torna sul diritto / dovere del lavoro, precisando meglio anche che cosa significasse il “fondata sul lavoro” del primo articolo. Su 4 articoli visti finora, ben 3 si occupano di lavoro.
In poche righe viene enunciato un principio fondamentale che vale per ogni singolo cittadino e per lo Stato nel suo insieme: quest’ultimo deve creare le condizioni per permettere a ciascuno di esprimersi secondo le proprie capacita’, ma nel contempo, ciascuno deve (sottolineo: deve) contribuire al benessere complessivo, materiale o spirituale che sia, con il proprio apporto, con il proprio lavoro.
Come gia’ detto nel commento all’articolo 1, lo scopo dello Stato e’ garantire il lavoro, da cui, con il contributo di tutti, arrivera’ il progresso materiale o spirituale di tutti.
Potremmo dire: lo Stato siamo tutti noi e proprio a noi spetta il compito di migliorare la vita di ciascuno.
L’obiettivo dello Stato, quindi, non e’ l’arricchimento dei cittadini, ma bensi consentire e garantire l’esercizio di un diritto fondamentale che produce, come effetto, vorrei dire secondario, il benessere materiale e spirituale dei suoi cittadini.


1 commento:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

A me verrebbe da chiedermi quale lavoro?

Quello di chi non ha un lavoro?
Quello precario senza futuro e spesso con un umiliante presente?
Quello per cui si muore?

Quale lavoro?

Ciao Fabio!
Daniele