lunedì 20 aprile 2009

TV Turn-off week

E’ una proposta che non mi posso lasciar scappare, visto che solo negli ultimi giorni ve l’ho proposta gia’ due volte: spegnete la TV per una settimana.

E’ l’iniziativa che per il tredicesimo anno viene fatta da David Burke, un americano trapiantato da tempo in Gran Bretagna, che invita tutti i suoi concittadini a spegnere la TV per 7 giorni ed a fare altro. Giura che moltissime persone non l’hanno piu’ riaccesa, avendo riscoperto un mondo attorno a loro che avevano dimenticato.

Il successo della campagna e’ in aumento, sempre piu’ persone seguono il consiglio di provare a non guardare la TV per qualche giorno, o almeno di provare a guardarla di meno, ed a fare cose diverse, come ad esempio invitare i vicini di casa per quattro chiacchiere, o uscire a passeggiare, o leggere il giornale o un libro. Nell’edizione dell’anno scorso, ben 5 milioni di americani vi hanno aderito e quest’anno se ne aspettano di piu’.

Non sara’ l’ora anche da noi di cominciare a fare lo stesso? mi piacerebbe avere qualche commento da voi, poi nel caso cominciamo ad organizzarci …


mercoledì 15 aprile 2009

La lapide della libera informazione e’ sempre abbellita da fiori freschi


Vauro, vignettista di Anno zero, e’ stato allontanato: tagliato il suo contratto, praticamente cacciato.

E’ la prima conseguenza dopo le polemiche scatenate dalla trasmissione di giovedi scorso, quando Santoro aveva osato far vedere luci ed ombre della Protezione Civile e della macchina dei soccorsi in Abruzzo.

Sara’ uno dei “provvedimenti forti” minacciati da Berlusconi una settimana fa? puo’ essere. Di sicuro le voci fuori dal coro non sono contemplate dalla nuova impostazione che sta prendendo forma per l’informazione di governo, anzi, di regime.
In arrivo poi le nuove nomine dei direttori di testata: Belpietro arrivera’ al TG1 RAI, oppure, come riportano le ultime voci, al TG5. Mimun, altro fido scudiero della maggioranza benpensante si prendera’ qualcosa anche lui. E via dicendo.

Ancora una volta, non ci resta che rivolgerci alla rete, che sola ormai garantisce un minimo di liberta’, almeno finche’ non verra’ definitivamente zittita. E per fortuna sulla rete si possono ancora leggere notizie e commenti che non avremo mai modo di ascoltare dalle TV, pubbliche o private che siano.
Vi segnalo ad esempio questo articolo di Tana de Zulueta sul The Guardian (spero che l’inglese non sia un problema). Per ben rappresentare quale grado di liberta’ sia ancora possibile per la stampa in Italia, tra le altre cose, Tana scrive: “meta’ dei giornalisti in Italia lavora per Berlusconi, metre l’altra meta’ sa bene che un giorno potrebbe farlo“.

Quindi, come altre volte, vi do’ il mio consiglio (a costo di essere noioso): spegnete la TV e andate a fare una passeggiata (o al massimo collegatevi a Internet e girate un po’ il mondo).

domenica 12 aprile 2009

Ecco il link promesso: a proposito di regime … e di sciacalli

Nel post qui sotto, Sciacalli vicini e lontani, vi avevo promesso il link alla puntata di Matrix in cui chi si lamentava dell’efficienza dei soccorsi e’ stato immediatamente tagliato.

Andate qui e partite dal minuto 30:00. Dopo appena 30 secondi, il collegamento con Paganica viene interrotto e si da’ subito la parola al rappresentante della Protezione Civile per dare la giustificazione.

E’ evidente da questo documento come ogni critica, ogni voce contraria debba essere bandita, zittita, non si deve sentire, deve sparire, per non oscurare la fulgida luce dell’imperatore.

La polemica di oggi sulla trasmissione di Santoro di giovedi scorso, che aveva messo in luce tutta una serie di problemi, e’ un chiaro esempio di come la comunicazione in questo paese sia sempre piu’ sotto il diretto controllo del governo e chi non si allinea viene condannato.

Se non e’ regime questo …

mercoledì 8 aprile 2009

SCIACALLI VICINI E LONTANI ...

Il TG1 si vanta degli ascolti nelle sue trasmissioni non-stop sul terremoto (potete vedere qui il filmato), a Matrix viene improvvisamente interrotto e tagliato l’intervento di una persona che si lamentava di come procedono i soccorsi (il link lo aggiungo appena sara’ in rete la trasmissione di ieri sera), Emilio Fede si vanta che la programmazione di Mediaset sospende il Grande Fratello per mandare in onda gli speciali del terremoto (e ci mancava che non lo facesse!).

Insomma: il terremoto e’ il miglior reality che ci sia, poi costa meno di quelli “costruiti”, e’ proprio un “vero reality”, mentre continua, anzi si fa ancora piu’ dura, la lotta degli ascolti, alla faccia dei poveri disastrati che hanno perso tutto in pochi secondi.

E poi: basta ascoltare qualche radio non di regime e si scopre che laggiu’ le cose non funzionano come RAISET ci vuole far credere, e’ tutto come sempre: disorganizzazione, disagi a non finire, gente disperata che non ha alcun supporto. Ma in TV non si deve vedere …

Non ho altre parole che queste: VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA e se vi posso dare un consiglio: spegnete la TV e andate a fare una passeggiata



lunedì 6 aprile 2009

Che non vi venga in mente di protestare!!

Vi segnalo l’ennesimo tentativo del Parlamento di scoraggiare ogni forma di opposizione e di protesta contro le decisioni (governative) che hanno un impatto sulla salute, sull’ambiente, sul paesaggio, sulla qualita’ della vita dei cittadini italiani.

Potete trovare qui il dettaglio della proposta di modifica della legge 8 luglio 1986, n. 349, che stabilisce diritti e doveri che coinvolgono le associazioni ambientaliste in materia di responsabilita’ processuale.

In sintesi, non si limita la liberta’ di fare ricorsi e azioni legali contro grandi opere o cantieri considerati lesivi e dannosi per l’ambiente, ma si introduce il principio che, se tali ricorsi saranno respinti, le associazioni che hanno presentato il ricorso saranno costrette al pagamento di tutte le spese, sia processuali, sia causate dai ritardi ai lavori derivanti dal procedimento di ricorso. In altre parole: la prima volta che una associazione ambientalista fa un ricorso e le va male, viene praticamente annientata dalle spese di risarcimento.

Quindi, il messaggio e’: guardatevi bene dal protestare, perche’ se perdete (e perderete senz’altro) vi facciamo fuori

Mi pare che questo paese assomigli sempre piu’ alla Cina, o alla Russia, o alla Birmania …

Fate girare e diffondete il piu’ possibile !!

domenica 5 aprile 2009

Storie di ordinaria, squallida pseudo-politica

Voglio pero’ soffermarmi un attimo su un paio di cose, per riflettere con voi sui soliti modi di far politica in Italia. In attesa di tempi migliori.

Il primo pensiero va a Berlusconi: dopo tanto tempo passato alla guida del governo, ruolo interpretato con i suoi modi da imprenditore brianzolo (per i milanesi: da “bauscia”), ancora non ha imparato a sopportare chi critica le sue gaffes e le sue esternazioni.
Minacciare la stampa (e a questo punto anche i bloggers) di “pesanti azioni” e’ assolutamente inaccettabile e degno solo di una dittatura.
Quindi, invitandovi come sempre a vigilare per smascherare ogni tentazione di imbavagliare i giornali e la rete, mi unisco ai fantasiosi giovanotti che, nella piazza principale di Praga, davanti ad Obama, hanno innalzato un manifesto di scuse ad Obama per il nostro capo del governo.


Il secondo punto e’ invece, questa volta, per Antonio Di Pietro.
Non basta predicare le cose giuste, per raccogliere il consenso della gente, bisogna anche dimostrare, con i fatti, con il proprio comportamento, di metterle in pratica, di crederci. Mi riferisco all’annunciata candidatura dello stesso Antonio Di Pietro alle prossime elezioni Europee. Se risultasse eletto (cosa naturalmente piu’ che probabile) dovra’ dimettersi il giorno successivo. O da parlamentare Europeo, o da parlamentare italiano: le due cariche sono incompatibili.
Quindi, come succede spesso (e come fara’ anche lo stesso Berlusconi), ci si mette in gioco, imbrogliando sulle regole, solo per accalappiare la buona fede degli elettori.
Altri sono i comportamenti che io mi aspetto e pretendo da chi fa politica: pane al pane, vino al vino, si diceva una volta. Se si dice una cosa, quella deve essere.
Quindi anche Di Pietro, che tanto si scaglia (e giustamente) contro il premier, quando ha l’occasione di dimostrare la sua distanza ed il suo distacco da certe pratiche, non ce la fa e si comporta esattamente come il suo principale avversario.

Ma che credibilita’ puo’ avere chi si comporta in questo modo? perche’ dovremmo dargli il nostro voto?
Di sicuro, il mio non ce l’avranno.


lunedì 23 marzo 2009

Segni e Guzzetta a Pontida



Oggi il Comitato per il referendum elettorale si e’ recato a Pontida, dove 9 secoli fa le genti italiche giurarono per allearsi e per cacciare l’invasore, il Barbarossa.

Oggi da questo luogo si e’ voluto lanciare un messaggio di unita’ e di speranza contro la nuova barbarie: la partitocrazia.

E’ stato inoltre lanciato un chiaro segnale al popolo leghista (che ama radunarsi in questo paesino simbolicamente importante) perche’ prema sui suoi capi per evitare una nuova “porcata” (oltre alla legge elettorale in vigore): lo spreco di 400 milioni di Euro semplicemente perche’ non si vuole accorpare il referendum con le altre elezioni europee e amministrative.

Se la cosa piu’ importante da difendere e’ la sopravvivenza di un partito, anche a costo di sperperare una montagna di denaro pubblico, vuol dire che ormai il potere della partitocrazia e’ immenso e serve una grande alleanza, tra le persone oneste e sensate, per sconfiggere questa nuova forma di sopraffazione: riprendiamoci la democrazia nelle nostre mani !



giovedì 19 marzo 2009

La Lega e’ contro l’interesse dei cittadini

Appare chiaro dall’intervento di Maroni, durante il ‘question time’ di ieri, che anche alla Lega Nord non frega nulla dell’interesse dei cittadini.
Infatti, Maroni dice che non ci pensa nemmeno ad accorpare il Referendum nell’election day del 6-7 giugno.

Ecco quindi che 400 milioni di Euro prendono il volo e vengono bruciati solo perche’, se al referendum vincesse il SI, la Lega sarebbe costretta a fondersi con il PDL, se vuole veramente continuare a contare qualcosa.

In questo momento di crisi nera, in cui la gente perde il lavoro, non riesce a pagare il mutuo, non riesce ad arrivare a fine mese, i leghisti vogliono sperperare i soldi di tutti per i loro miseri interessi personali.

Mi auguro che gli italiani sensati, e ce ne sono molti, per fortuna, se ne ricordino, quando sara’ il momento di scegliere chi li deve rappresentare.

Intanto, lunedi 23 marzo, Giovanni Guzzetta e Mario Segni, rappresentanti del Comitato per i Referendum, saranno a Pontida, per chiedere al popolo leghista, in questo luogo considerato il simbolo della Lega, da che parte stia veramente: con il resto dei cittadini italiani o con quella classe politica miope e sprecona che si permette di prenderli a schiaffi cosi’ spudoratamente?

giovedì 12 marzo 2009

Digitale Terrestre: si affilano le armi, in vista del 2012

Ricevo dal mio amico Elio e pubblico volentieri questa segnalazione ed i relativi commenti

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Sempre che le notizie riportate in questo link corrispondano al vero, si sta creando a breve una nuova piattaforma satellitare, in concorrenza con Sky, contenente tutti i segnali del digitale terrestre, tutti i segnali della Rai e naturalmente di Mediaset e Premium calcio.

Quindi ne deduco queste considerazioni (del tutto personali)

1° La legge Gasparri sulle telecomunicazioni, che riguarda il digitale terrestre in particolare, è stato un fallimento, perchè evidentemente non riescono a coprire tutte le zone d’Italia in poco tempo, ad esempio tutto l’appennino toscano ed emiliano non e’ coperto dal segnale, inoltre in regioni come la Sardegna, dove la copertura doveva essere già completata (e sono stati spenti i ripetitori analogici) ci sono tantissimi problemi.
Andando sul sistema satellitare, a mio avviso, risolveranno tutti i problemi, ma poi come si farà a chiamarlo ancora il “digitale terrestre” come era stato previsto e penso che con il tempo, serebbe antieconomico la coesistenza di entrambi i sistemi. A mio avviso il futuro sarà nel sistema satellitare.

2° Mi sembra che ci sia una legge (forse Prodi) ai tempi di Tele+ e Stream che obbligava le piattaforme satellitari ad usare sistemi compatibili e ricevibili con un unico decoder. Sempre se queste notizie corrispondono al vero, non mi sembra che sarà così. Questa legge sarà ancora valida o sarà scaduta o meglio raggirata? Boh!

3° Chi ha comprato fin’ora un impianto satellitare Sky o ha fatto l’abbonamento minimo perché si trova in zona d’ombra per ricevere i segnali Rai e Mediaset, sarà obbligato a cambiare almeno il decoder o forse anche il puntamento della parabola.

Non ci resta che rimanere in attesa dei prossimi sviluppi, ma la situazione sembra, a dir poco, confusa e complicata.

Elio


mercoledì 11 marzo 2009

Il voto ai capigruppo: l'uovo di Colombo!

Veramente, quando ho sentito questa sera l’ultima proposta di Berlusconi, non mi sono nemmeno arrabbiato: mi sono messo a ridere.

Come abbiamo fatto a non pensarci? ma e’ l’uovo di colombo!
Perche’ dovremmo spendere tutti quei soldi per eleggere quasi mille rappresentanti del popolo? tanto sono i capi bastone che decidono! facciamo votare direttamente loro ed il gioco e’ fatto, no?

Anzi, mi viene da perfezionare l’idea: perche’ non eleggiamo nessuno? tanto il nostro tutti i lunedi a mezzogiorno mangia a casa sua ad Arcore, col giardiniere (no, non e’ Bossi, lui ormai non ci va piu’ perche’ la cucina di Veronica e’ un po’ pesante e si deve riguardare): possono decidere direttamente loro, che ci vuole? tutta ’sta gente che non fa nulla dal mattino alla sera dentro al Transatlantico: mandiamoli a casa, una volta per sempre.

I cittadini ringraziano per il risparmio (in questi tempi di crisi, poi…).

Io ringrazio perche’ da tempo non ridevo cosi’ per colpa della politica



sabato 7 marzo 2009

8 marzo: una festa importante


Anch'io voglo ricordare la Festa della Donna.

E spero che nessuna delle mie lettrici si scandalizzi se a scrivere questo pezzo sono io, un uomo.
Cerchero’ di farlo in punta di piedi, non voglio intromettermi troppo, la festa e’ vostra e meritate tutto lo spazio e l’attenzione del caso.
Voglio dire due semplici cose, una alle donne, una agli uomini.

Primo. Care amiche, mogli, compagne, madri, figlie: grazie di esserci. Con la vostra intelligenza, la vostra dolcezza, la vostra tenacia, l’entusiamo, il coraggio, la forza, l’intuito, la concretezza, con tutto di voi. Fatevi sentire, alzate la vostra voce, il mondo ha bisogno di voi. Ora piu’ che mai.

Agli uomini invece dico: smettiamola di fare i cretini, i superuomini, gli autoritari, o peggio ancora i violenti, o i sultani e ammettiamolo, alla fine: non c’e’ cosa che una donna non riesca a fare due volte meglio di noi e in meta’ tempo. Percio’ cominciamo ad ascoltarle un po’ di piu’, queste nostre compagne di viaggio, sono certo che le cose non potrebbero che andare meglio.

Infine, vi voglio ricordare, per chi non la conoscesse o non la ricordasse piu’, una donna coraggiosa che ha probabilmente il merito di aver dato il via, magari anche solo simbolico, alla stagione di riforme e di cambiamenti che ci ha incamminato verso una societa’ un po’ piu’ giusta.
E’ Franca Viola, una ragazza siciliana che il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, venne rapita da Filippo Melodia, un suo spasimante sempre respinto, imparentato con la potente famiglia mafiosa dei Rimi, che agì con l’aiuto di dodici suoi amici. Franca venne violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare vicino al paese; fu liberata con un blitz dei carabinieri il 2 gennaio 1966.
Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l’onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe stata additata per sempre come “donna svergognata”.
Questa morale era supportata dalla legislazione italiana che, all’articolo 544 del codice penale, ammetteva il “matrimonio riparatore“, considerando la violenza sessuale come un oltraggio alla morale e non alla persona. Secondo questo articolo del codice, l’accusato di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minorenne, avrebbe avuto estinto il reato nel caso avesse successivamente contratto matrimonio con la persona offesa.
Contrariamente alle consuetudini del tempo, Franca Viola non accettò il matrimonio riparatore, anzi, denuncio’ e con la sua testimonianza fece condannare il suo rapitore e violentatore.
Franca Viola divento’, e non solo in Sicilia, un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei subirono le medesime violenze ed ebbero, dal suo esempio, il coraggio di “dire no” e rifiutare il matrimonio riparatore.

Passarono ancora sedici anni per l’abrogazione di quella norma ingiusta: l’articolo 544 del codice penale venne abrogato dalla legge 442, emanata il 5 agosto 1981, che aboli’ la facoltà di cancellare una violenza sessuale tramite un successivo matrimonio.

Sembra una storia del medioevo, invece, quando avvenne, molti di noi avevano raggiunto l’eta’ della ragione da tempo.

A Franca il merito di aver iniziato una nuova stagione in Italia, a noi, donne e uomini del terzo millennio, la responsabilita’ di proseguire: la strada da fare e’ ancora molta.



venerdì 6 marzo 2009

Difendiamo le radici ...

Il 22 gennaio 2009, la VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati ha approvato una ‘risoluzione’ dal titolo: “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche“. Primo firmatario: Garagnani, PdL.

Essa impegna il governo a “far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo“.
Questo impegno per il governo viene da alcune premesse, contenute nella risoluzione, che sono, a dir poco, strampalate. Ecco le piu’ significative:

1. la migrazione extra-comunitaria, l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’est Europa ed il progressivo dilatarsi di un certo fondamentalismo islamico chiamano in causa l’Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alla tradizione cristiana, che ne definisce l’essenza e ne è elemento costitutivo;

2. in questo contesto, non può non destare preoccupazione quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, non sostiene i presupposti della nostra civiltà, e rischia di omologare tutte le culture in un amalgama indistinto in cui la nostra storia, italiana ed europea, perde di valore;

3. il problema di una legislazione scolastica che, nell’affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando denigrazioni o dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale;

Votano a favore Lega e PdL, contro il PD (per fortuna! tra l’altro l’intervento di Giovanni Bachelet (PD) merita qualche attenzione).

A parte il fatto che non capisco come una semplice risoluzione di una commissione possa impegnare il Governo, senza diventare una legge dello stato, ma mi chiedo: che stato sarebbe il nostro se venisse approvata una legge come questa ?

In questi atteggiamenti para-leghisti io intravvedo solo una grande dose di ignoranza e di stupidita’, che ci sta lentamente spingendo verso l’isolamento, la chiusura, il muro contro muro.

Poi mi chiedo quale sia questa grande tradizione, questa nostra storia cosi’ importante da proteggere e perpetuare: forse la cultura mafiosa ? la corruzione ed il clientelismo che lor signori amministrano cosi’ attentamente? forse tangentopoli o gli spechi di soldi pubblici? o forse i loro privilegi inattaccabili?

Altro che nichilismo etico e amalgama indistinto, questa e’ una vera e propria emergenza culturale!




giovedì 5 marzo 2009

Passata la festa, gabbato lo santo

La saggezza popolare, alla fine, ha sempre ragione.
Purtroppo, dovremmo dire in questo caso, trattandosi del licenziamento di 40 operai della ditta SMI, che si occupa della manutenzione presso la Eurallumina di Portovesme (Sulcis, in Sardegna).

La Eurallumina e’ una ditta che produce allumina, una materia prima della filiera dell’alluminio. E’ di proprieta’ della Rusal, multinazionale russa. I proprietari hanno deciso di chiudere lo stabilimento in Sardegna, vicino a Carbonia. Quindi il posto di lavoro e’ praticamente perso per 900 persone, tra dipendenti e indotto. Un disastro per una zona dove non e’ cosi’ facile riconvertirsi e trovare un altro lavoro.

In campagna elettorale (per l’elezione del Presidente della regione), Berlusconi in persona ed il suo pupillo Cappellacci, avevano promesso grandi cose, visti i buoni rapporti tra Berlusconi e Putin: c’avrebbe messo lui una buona parola e tutto si sarebbe risolto.
Ma, come si diceva in apertura, la festa e’ finita (con la vittoria del suddetto Cappellacci, provvido di buoni propositi) e per Eurallumina la festa sta finendo proprio male. Infatti, fonti sindacali informano che sono partiti i primi 40 licenziamenti proprio per la SMI, ditta appaltata dalla Rusal per la manutenzione in Eurallumina.

I sindaci della zona, con in testa quello di Carbonia, Pierluigi Carta, stanno manifestando dal 26 febbraio a Roma, davanti a palazzo Chigi, sperando almeno in un colloquio con colui che appena un mese fa aveva promesso di intercedere presso il suo compagno (di merende) Putin. Invece niente, non li ha ricevuti nemmeno un usciere di palazzo. Pare che il capo non abbia tempo (ma come? un mese fa andava in Sardegna tutti i fine-settimana per la campagna elettorale, ora dove li passa i suoi week end?) e nemmeno qualche sottosegretario riesce a liberarsi.

Vatti a fidare delle promesse di un politico !!


venerdì 6 febbraio 2009

Emergenza democratica !! stiamo all'erta

Quello che e' successo oggi ai vertici del nostro paese ha tutte le caratteristiche, a mio avviso, di un attentato alla Costituzione.Il Decreto per fermare il distacco della spina alla povera Eluana, approvato all'unanimita' dal Consiglio dei Ministri, contro il parere contrario dato in precedenza dal Quirinale sulla costituzionalita' del provvedimento, non e' stato firmato dal Presidente della Repubblica.Il presidente del consiglio ha subito affermato che riunira' le camere e in due o tre giorni fara' fare una legge per risolvere la questione. Come se non bastasse, ha affermato ancora: "Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo".Questa e' una minaccia non troppo velata che pubblicamente contesta il parere ed il comportamento del Presidente della Repubblica.Questo, per me, e' una specie di tentativo di colpo di stato: se stasera il paese scendesse in piazza per protestare contro il comportamento di Berlusconi e si trovasse di fronte i soldati o i carri armati, non mi stupirei.Fabio

mercoledì 4 febbraio 2009

Per non dimenticare Giuseppe Gati


Cito da un gruppo di Facebook:
Per non dimenticare Giuseppe Gati.E' morto un ragazzo coraggioso, un ragazzo libero, un ragazzo che aveva il coraggio delle sue idee e le gridava in faccia senza timore anche ad un pregiudicato travestito da sindaco e protetto dalla forza pubblica e dai suoi amici, che hanno preso quel ragazzo a calci e pugni.
video
MI ha telefonato un minuto fa Sonia Alfano, con la voce rotta, mi ha detto che è morto Giuseppe Gatì, un ragazzo libero, un ragazzo coraggioso, un ragazzo che qualche settimana fa aveva contestato Vittorio Sgarbi presso la biblioteca comunale di Agrigento.Quello che successe allora ve lo faccio raccontare da lui stesso.
Con alcuni amici l’altro giorno mi sono recato presso la biblioteca comunale di Agrigento per contestare con volantini e videocamera Vittorio Sgarbi. Ci siamo soffermati su due punti in particolare: la condanna in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello stato, e quella in primo e secondo grado, poi andata prescritta, per diffamazione del giudice Caselli. Dopo quasi due ore di ritardo ecco che arriva, in sala la gente rumoreggia e fischia. Subito dopo aver preso la parola, naturalmente con qualche volgarità annessa, inizia la nostra contestazione. Nel video non si vedono o sentono certe cose. Sono stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso di impossessarsene.Ma è importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”.Quando mi ha telefonato Sonia stavo lavorando al computer. come 17 anni fa, quando mi chiamò mia moglie e mi disse che stavano dicendo alla televisione che c'era stato un attentato a Palermo, in Via D'Amelio. Ho provato una sensazione troppo simile a quella di allora.Si, lo so, è una cosa diversa, allora era stato una attentato, un attentato che aveva provocato una strage. Questa volta dicono che è stato un filo scoperto, un filo sul quale sembra che Giuseppe abbia camminato mentre lavorava vicino a un silos pieno di latte. L'autopsia dirà se le cose sono andate come si leggen in questo momento nelle prime notizie di agenzia.Ma io sento un nodo alla gola che non si scioglie. E' morto un ragazzo coraggioso, un ragazzo libero, un ragazzo che aveva il coraggio delle sue idee e le gridava in faccia senza timore anche ad un pregiudicato travestito da sindaco e protetto dalla forza pubblica e dai suoi amici, che hanno preso quel ragazzo a calci e pugni,Questa è la legalità ad Agrigento, essere forti con i deboli e deboli con i forti. ma questo ragazzo non era debole, era più forte di tutti noi, era una ragazzo che aveva il coraggio di fare quello che tutti noi doveremmo fare. Non assistere in silenzio a quello che sta accadendo in Italia, allo scempio della nostra Costituzione, all'assassinio senza spargimeto di sangue di magistrati, alla distruzione della nostra democrezia, ma gridare dovunque la nostra protesta, la nostra rabbia, la nostra voglia di Giustizia.Adesso Giuseppe, grideremo anche per te, te lo promettiamo, e la nostra rabbia diventerà più forte, più forte di tutto, non riusciranno più a fermarci.Fabio
Fabio