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venerdì 5 novembre 2010

Effetto Dalai Lama

Lo chiamano proprio cosi', effetto Dalai Lama.
Si tratta praticamente delle ripercussioni economiche causate ad uno Stato a seguito di visite o incontri ufficiali dei suoi leaders proprio col Dalai Lama. Ripercussioni economiche che si concretizzano in diminuzione di esportazioni verso la Cina, diminuzioni stimate oltre l'8% nei due anni successivi la visita in questione.
L'effetto è stato studiato e quantificato in una ricerca di A.Fuchs e N.Klann, dell'Università di Gottinga (Germania).
I due studiosi, con una serie di tabelle e ricerche molto circostanziate (l'immagine qui sopra è tratta proprio dal loro studio), dimostrano che ogni qual volta il Dalai Lama è stato ricevuto da autorità governative di un paese, la Cina ha applicato a quel paese delle ritorsioni, sotto forma, in ultima analisi, di diminuzione degli ordini e delle merci importate. Lo studio ha preso in considerazione gli anni dal 1991 al 2008 analizzando visite ed esportazioni in 159 Paesi di tutto il mondo.
In realtà questo danno alle esportazioni è riscontrabile solo da quando Hu Jintao, l'attuale Presidente, è salito al vertice del potere cinese e questo percio' conferma quanto tale effetto sia stato effettivamente pensato e venga attuato dalle autorità cinesi.
Tutto cio' la dice lunga, se ne avessimo ancora bisogno, sul grado di libertà che vige in quel Paese, e non solo relativamente alla libertà ed alla democrazia, ma anche semplicemente a livello di mercato e di economia.

giovedì 29 luglio 2010

Appello per Faith Aiworo, che rischia la pena di morte

Una giovane donna fuggita dal suo Paese, la Nigeria, perchè rischiava la pena di morte per aver ammazzato il suo datore di lavoro che la stava violentando. Arrivata clandestinamente in Italia, a Bologna, ha rischiato di essere stuprata un'altra volta, se le sue grida non avessero allertato i vicini, che hanno chiamato la polizia.

Portata in Questura, è stata sbrigativamente rimpatriata, nonostante una richiesta di asilo politico presentata nel frattempo dal suo difensore, Alessandro Vitale.
Da notare che all'articolo 10 la nostra Costituzione stabilisce il diritto di asilo per uno straniero nel cui Paese non siano garantite le libertà fondamentali dell'individuo, mentre all'articolo 27 esclude la pena di morte come punizione per qualunque tipo di reato. Percio', le condizioni per accettare la richiesta di asilo o comunque per sospendere il rimpatrio, c'erano tutte.
Invece la giovane donna, Faith Aiworo, è stata rispedita in Nigeria, arrestata ed ora rischia l'impiccagione per aver ucciso una persona per legittima difesa.
Rilancio l'appello fatto dal sito www.migrare.eu a suo favore, affichè l'opinione pubblica intera si mobiliti per fermare la mano del boia e possibilmente per far ritornare Faith nel nostro Paese.
In nome di quella Giustizia, di quella Umanità che le nostre autorità, quelli che ci governano, sembrano aver smarrito.
Fate girare il piu' possibile

giovedì 8 luglio 2010

Il Polpo veggente? tenetevelo, noi abbiamo il nano ...

La storia del polpo che predice i risultati di calcio è ormai nota a tutti: anche Germania - Spagna è stato pronosticato con successo.
Ma non tutti sanno che anche noi abbiamo un oracolo di tutto rispetto, il nostro immarcescibile primo ministro. Forse i suoi poteri si esplicano piu' sotto la categoria della "sfiga", pero' quello che conta è il risultato.
Qualche esempio? il 26 giugno, al summit del G8, Cameron - primo ministro inglese - racconta ai giornalisti, riferendosi a Berlusconi: "Ora sosterrà l’Inghilterra, abbiamo un tifoso in più" e poi, spiegando meglio: "Ho detto a Berlusconi quanto fossi dispiaciuto per la nazionale italiana, ma lui ha rivendicato (il ct dell’Inghilterra) Fabio Capello come uno dei suoi". Il giorno successivo, 27 giugno, l'Inghilterra fu eliminata dalla Germania (1-4).
Finito il G20 in Canada, Berlusconi si è recato in Brasile, per discutere vari accordi commerciali e incontrare Lula, presidente brasiliano. Appena sbarcato all'aeroporto, ai giornalisti che lo interrogavano sulla nazionale di calcio brasiliana, rispondeva: "Speriamo che vinca – dice ai cronisti arrivando a San Paolo - naturalmente lo dico essendo qui ma anche se non fossi qui tiferei il Brasile, anche perche’ credo che in campo ci sia anche Kaka’…". Il 2 luglio, 4 giorni dopo, il Brasile sarà eliminato dall'Olanda (2-1).
Con la Merkel, il nostro ha sempre avuto un ottimo rapporto ... ricordate il cucù ? quindi, anche in mancanza di esternazioni esplicite (ma forse un pensierino l'ha fatto), l'influsso negativo ha colpito ancora: la Germania è stata battuta dall'Olanda ieri sera (1-0).
Presumo che oggi, se Zapatero riceverà una telefonata dall'Italia, ... si farà negare !



venerdì 23 aprile 2010

Amatissima Sofia, ti dedico questa buca stradale ...

Che le buche stradali siano un problema, lo sappiamo tutti noi automobilisti.
Che diventino anche fonte di arricchimento per pochi, lo immaginiamo. E comunque, se non ci arriviamo da soli, ce lo spiega qualche articolo di giornale (da Repubblica).
Che ci sia un nesso tra buche stradali e bilanci comunali sempre più in rosso, è pure facile da capire.
E allora: che fare ?

L'idea del sindaco di un paesino tedesco, Niederzimmern, è quanto meno singolare, oltre che originale: i cittadini sponsorizzano la riparazione di una buca stradale, al modico prezzo di 50 Euro, e in cambio avranno una targa a futura memoria come benefattori della municipalità.
Un po' come si usava fare un tempo nelle chiese, dove in cambio di una offerta si metteva una targhetta su una panca, anche in questo paesino di appena 1000 abitanti, disperso nella Turingia centrale (Germania), si è pensato di ricorrere alla generosità dei cittadini per risolvere un annoso problema che le casse del comune non riuscivano più a contenere.

Pare che la risposta dei cittadini sia stata entusiasta: in pochi mesi, già 257 persone hanno aderito, portando nelle finanze del comune ben 12,850 Euro da destinare alle riparazioni stradali.
In cambio, la fantasia dei cittadini si è sbizzarrita (alcuni esempi sono riportati qui sopra): chi ha messo semplicemente il proprio nome, chi l'ha dedicata alla persona amata, chi ha fatto pubblicità alla propria azienda, chi ha voluto fare una battuta di spirito (tutte le targhe richieste fino ad ora sono visibili qui). Insomma, un momento di gloria per soli 50 Euro. Tra l'altro, l'iniziativa ha già fatto il giro del mondo, ne hanno parlato i giornali di tutto il mondo, dal Sud Africa, a New York, all'Indonesia.
E magari da qualche parte, qualcuno sta già copiando l'iniziativa. Non sarà l'idea vincente per i poveri comuni ormai incapaci di far fronte a tutti le necessità con le povere finanze a disposizione ?

mercoledì 24 febbraio 2010

Bastone e carota ... alla tibetana

Credo che tutti noi abbiamo accolto con soddisfazione e rinnovata speranza prima l'annuncio e poi l'incontro "face to face" tra il Presidente Obama e il Dalai Lama.
L'abbiamo tutti percepito come un piccolo passo avanti per la difesa dei diritti del popolo tibetano, compiuto poi proprio grazie al premio Nobel per la pace 2009, nonchè presidente della nazione piu' importante del mondo (almeno per il momento). Tant'è vero che la Cina, attualmente nazione occupante militarmente il piccolo territorio del Tibet, ha sollevato pesanti e prevedibili proteste. Non una cosa da poco, quindi.

A rovinare questo felice risultato, c'hanno pensato alcuni commentatori, raccontandoci che quasi sicuramente questo incontro e' stato semplicemente una mossa tattica dell'amministrazione Obama, un espediente per ribadire la propria forza e per ricondurre a piu' miti consigli la potente nazione cinese.
La questione Iran, dove la Cina si è detta non disponibile alle sanzioni, la posizione cinese alla recente conferenza di Copenhagen sul clima, contraria a sforzi troppo compromettenti, il crescente peso economico della Cina non ancora ufficialmente compresa nel G8, tutto contribuisce a raffreddare il dialogo, consentendo alla Cina di assumere un ruolo troppo rilevante e "indipendente" nello scacchiere mondiale. Almeno per il momento.
Ecco allora la vecchia politica del bastone e della carota, con l'intento di piegare le resistenze cinesi e di ribadire il ruolo di guida "prioritaria" per gli Stati Uniti. Manovra riuscita, sembra, secondo le ultime dichiarazioni molto distensive del governo cinese.

Quindi, niente illusioni: il Dalai Lama continuerà a peregrinare per il mondo, mentre il suo paese sara' sempre piu' "normalizzato" e "civilizzato" dalla potenza cinese. Intanto la Cina si accorderà su qualche sanzione economica nei confronti dell'Iran e l'Arabia Saudita lucrerà sulle forniture di petrolio verso la Cina, in sostituzione di quelle non piu' disponibili dall'Iran.

In attesa della prossima mossa.

sabato 16 gennaio 2010

Tramuteranno le loro radici in àncore ...

Tempo fa, in un mio precedente post (che trovate qui), mi occupavo di una risoluzione della Camera fatta per impegnare il Governo a prendere provvedimenti per salvaguardare "le nostre radici".
L'argomento e' sempre stato un mio pallino, perche' mi pare che in questo mondo globalizzato e post-moderno, la difesa ad ogni costo del proprio campanile sia assolutamente anacronistico, oltre che inutile.

Mi sono percio' sembrate quanto mai interessanti ed azzeccate le idee di un grande pensatore, Zygmunt Bauman (nella foto a lato), un saggio 84-enne uscito dalla Polonia negli anni della cortina di ferro ed ora felicemente dimorato in Inghilterra.

L'Espresso n.1 del 2010 ne pubblica un'intervista quanto mai interessante, in cui il filosofo passa in rassegna i principali anacronismi di un societa' in trasformazione, dove - citando Gramsci - "il vecchio sta morendo, ma il nuovo non è ancora nato". Valori come solidarietà, fratellanza, uguaglianza, fondamenta del mondo (occidentale) moderno, non sono più in voga e stentano a trovare dei sostituti, se non semplici reazioni alla paura ed all'insicurezza che l'assenza di questi valori produce.
Dice ancora Bauman: "oggi il vecchio che sta morendo è l'ordine mondiale sostenuto dalla triplice formula Stato, Territorio, Nazione. Nessun territorio, oggi, puo' aspirare alla piena sovranità statuale. Di più, è assurdo pensare alla stessa idea di unità nazionale in un pianeta costellato da arcipelaghi di diaspore. E perfino i governi delle grandi potenze fanno finta di essere sovrani, solo per illudere o consolare i loro elettori. La recente visita di Barak Obama in Cina, assomigliava ad un'udienza di un cliente presso il direttore di una banca."

Ma l'intuizione piu' interessante di Bauman, a mio avviso, e' questa: "alla metafora delle radici, preferisco la metafora dell'àncora, perche' l'àncora la puoi buttare giù e tirare su quando vuoi, senza danno per la nave."

E' bello paragonarci a delle barche solo provvisoriamente ancorate in un punto, in una baia. Godere del panorama e della posizione. Altri possono fare altrettanto, avvicinandosi e buttando l'àncora presso a noi. Noi o gli altri possiamo, in un qualsiasi momento, tirar su l'àncora e spostarci da un'altra parte.
Se fossimo capaci di vedere gli altri cittadini di questo piccolo mondo come dei viaggiatori, come siamo noi, temporaneamente presenti in un luogo, ma non proprietari esclusivi di quel luogo (tra l'altro, verrà il giorno in cui lo dovremo abbandonare forzatamente), sarebbe molto più facile la convivenza, la comprensione, la solidarietà, l'integrazione.

Temo però che non sarà nemmeno il 2010 a vedere realizzato questo sogno



lunedì 11 gennaio 2010

Paese che vai ...


Ci sono notizie che sembrano arrivare dall'altro mondo.
Cito una news da Repubblica:

DUBLINO - Il primo ministro nord-irlandese Peter Robinson ha deciso di dimettersi in seguito allo scandalo provocato dalla relazione extraconiugale di sua moglie. La donna aveva prestato all'amante 50mila sterline senza dichiararlo. Secondo i suoi nemici Robinson sapeva del prestito

Se non lo ricordate piu', vi invito anche a rileggere un mio vecchio post, che trovate qui.

Certi comportamenti, qui da noi, sono impossibili. Non ci resta che chiedere aiuto in alto, come ha fatto il popolo viola domenica scorsa (vedi foto qui sopra).


lunedì 21 dicembre 2009

Nell'ottava dell'aggressione

Ricorreva ieri l'ottava dall'aggressione a Berlusconi.
E' stata una settimana molto significativa, per capire come vanno le cose qui da noi.

Primo. La gestione mediatica dell'evento ha sortito gli effetti attesi: la popolarità del premier aumenta (Repubblica gli da' 4 punti in piu'), Di Pietro cade (-6 punti), Governo e gli altri partiti sostanzialmente stabili. Quindi, le trombe di regime hanno fatto il loro dovere: Cicchitto, Minzolini, Fede, l'odio, l'amore, il mandante morale, ... Era atteso, niente di eclatante, anzi, personalmente mi aspettavo anche di più.

Secondo. Nella settimana appena conclusa, si e' votata la finanziaria alla Camera: voto di fiducia n. 27, nessuna discussione, deputati strettamente nelle mani dell'esecutivo, alla faccia della "libertà" così abbondantemente sbandierata. Un altro provvedimento allegato alla finanziaria: lo scudo fiscale rinnovato fino ad aprile del prossimo anno, forse non tutti avevano fatto in tempo a lavare i loro capitali sporchi, oppure qualche rata delle entrate illecite di qualcuno scadeva a Natale e non si voleva perderla. Di cosa ci meravigliamo? nel paese che ha inventato le indulgenze plenarie a pagamento, lo scudo tremontiano e' peccatuccio veniale.

Terzo. E' stata questa anche la settimana del summit di Copenhagen, per un accordo che potesse salvare il pianeta da ben peggiori disastri ecologici. Fallimento quasi completo, per la sfuggente volontà a fare qualcosa di concreto da parte dei paesi piu' ricchi. L'Europa ha brillato per la sua vacuità, forse facendo la gioia dei detrattori del Trattato di Lisbona. Ma tra gli europei, ha brillato ancor piu' l'insignificanza della partecipazione italiana, anzi sono quasi convinto che non ci sia andato nessuno del nostro governo, comunque l'effetto e' stato quello.
Mi piace pero' sottolineare come la copertura mediatica delle nostre TV sia stata quanto mai assente e fuorviante: se si e' parlato dell'evento, è stato solo per far vedere i manifestanti che protestavano e che combattevano con la polizia. Come a dire: i soliti comunisti che si preoccupano di stronzate. Ma quale riscaldamento del pianeta, quali emissioni di gas serra: noi qui avevamo ben altro (re) Sole malato, questo è un reale problema per la sicurezza ed il futuro dei cittadini italiani. E come spesso accade, ci sono cascati tutti, anche giornali e personaggi da cui ci aspetteremmo di più.

Mi auguro che il freddo di questi giorni ottenga un duplice effetto: da un lato raffreddi i bollenti spiriti di qualche scriteriato parlamentare che usa le parole come un souvenir del Duomo, dall'altro che qualche mammut baffuto si trovi così a suo agio in questo clima glaciale, da chiedere l'ibernazione perenne.

Non ci resta che sperare.

sabato 12 dicembre 2009

La classifica dei capi di governo europei - Eurotribune


Il quotidiano economico francese "La Tribune" ha pubblicato la classifica 2009 dei capi di governo europei.
La classifica e' stilata da un gruppo di giornalisti (sono elencati in fondo all'articolo citato) delle principali testate ed agenzie di news europee (c'e' un solo italiano nel gruppo, Lorenzo Consoli, di ApCom), sulla base di 4 criteri: capacità di leadership, spirito di gruppo, sincerità dell'impegno europeo e risposta alle grandi sfide dell'anno (clima, trattato di Lisbona, mercato interno ed uscita di crisi).

Ebbene, il vincitore, quest'anno, e' risultato il primo ministro svedese, Fredrik Reinfeldt, quasi sconosciuto 6 mesi fa, ora, con la presidenza dell'Unione Europea dal prossimo luglio, destinato a ricoprire un ruolo determinante.
Il francese Sarkosy, primo l'anno scorso, e' precipitato al nono posto, mentre Gordon Brown, terzo nel 2008, ora è addirittura 21°.

Al secondo posto sale il primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Junker, mentre Angela Merkel e' terza. Poi via via tutti gli altri.

Scommetto che vi chiederete come si e' classificato il nostro. A suo favore, c'e' da dire che non ha perso posizioni, e' rimasto stabile come l'anno scorso. Forse solo perche' ... e' sempre all'ultimo posto. Pensate che prima di lui vengono lo spagnolo Zapatero (ottavo - chissà come brucia al nostro), il greco Papandreu (22°, forse per le finanze allo sbando e le violenze quotidiane per le strade di Atene), perfino il rumeno Basescu (26°). E poi lo sloveno Pahor (e chi l'ha mai sentito?), l'Estonia, la Lituania, l'Ungheria, ... tutti prima di Berlusconi.

Questo la dice lunga sulla credibilità europea di cui gode il caro Silvio.
Ma si sa, questi giornalisti non sono altro che una banda di comunisti ...




venerdì 4 dicembre 2009

Nucleare: tre incidenti in un mese


Naturalmente non se parla in tv o sui giornali italiani (se non qualche trafiletto in decima pagina), ma nell'ultimo mese le centrali atomiche in giro per il mondo hanno avuto un bel po' di problemi: nessun disastro, niente morti o feriti, ma il rischio è sempre dietro l'angolo.

Ecco i dettagli.

7 novembre 2009 - Tricastin (Francia - 250 km da Torino): Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, sono state sospese in seguito a un incidente avvenuto durante la ricarica di una parte delle barre di uranio: lo ha annunciato il gruppo Edf in un comunicato. Qui maggiori dettagli. A Tricastin si era verificato a luglio del 2008 un incidente ben piu' grave, con spargimento di uranio radioattivo nelle acque del fiume Rodano, tanto che erano state vietate tutte le attivita' che usavano quell'acqua (pesca, irrigazione, ...).

21 novembre 2009 - Three Mile Island (USA - Pennsylvania): l'allarme per una fuga radioattiva durante un'operazione di manutenzione e' scattato sabato 21 novembre, alle 4 del pomeriggio, nel fabbricato che contiene il reattore n.1, operato da Exelon Nuclear. Il reattore n.1 era fermo dal 26 ottobre, per rifornimento di combustibile e sostituzione del generatore di vapore. Qui i dettagli. 25 addetti all'impianto sono stati sottoposti a controlli e accertamenti, solo uno sembra aver ricevuto una dose di radiazioni di 16 millirem, molto inferiore ai 2000 millirem massimi ricevibili in un anno (secondo gli standard di Exelon Nuclear). Three Mile Island fu teatro del piu' grave incidente nucleare in territorio americano, con la parziale fusione del reattore n.2, nel 1979, che da allora non fu piu' rimesso in servizio.

1 dicembre 2009 - Cruas (nella foto - Francia - sempre 250 km da Torino): il reattore n.4 dell'impianto di Cruas, gestito da EDF, si e' automaticamente spento per un problema all'impianto di raffreddamento, dovuto probabilmente ai detriti trasportati dal fiume Rodano dopo il nubifragio che si era abbattuto sulla zona. I detriti hanno parzialmente impedito l'accesso dell'acqua dal fiume, usata per il raffreddamento, facendo scattare l'allarme e l'automatico spegnimento del reattore. Non c'e' stata nessuna fuga di materiale radioattivo. Qui ulteriori dettagli.

Indubbiamente sono stati tutti incidenti gestiti, forse, correttamente e che non hanno provocato danni irreparabili. Pero' cio' non toglie che questa tecnologia, per quanto si cerchi di prevedere ogni possibile evento e situazione, ha sempre una certa dose di casualità e di imprevedibilità. E ogni incidente nucleare ha delle conseguenze pesanti sulla popolazione e sull'ambiente circostante, che dura per millenni. Vale la pena rischiare?
Che poi di queste cose in Italia non si parli, non si venga informati, dimostra quanto i media nostrani siano manipolati e strumentalizzati.
Per fortuna c'e' la rete.



mercoledì 2 dicembre 2009

Se questo è un Nobel


Il nobel per la pace attribuito al presidente Obama aveva fatto discutere: gliel'hanno dato per i meriti passati o per quelli futuri? in effetti, pur dopo le nobili intenzioni più volte proclamate in campagna elettorale e nei primi discorsi pubblici da Presidente, non sembrava ci fossero reali azioni, concrete decisioni che giustificassero il premio.
Anche se la speranza e' sempre dura a morire e le aspettative erano moltissime.

Il discorso di ieri, in cui Obama comunica la sua decisione di inviare altri 30 mila soldati in Afganistan, e' stato percio' una specie di doccia fredda, anche se diffusamente attesa e preannunciata.

A questo punto, pur capendo molte delle ragioni addotte dal Presidente americano, la delusione e' forte e il pensiero "sono tutti uguali" non e', purtroppo, fuori luogo.

Le speranze che la gente riponeva in Obama sono molto ben espresse in questa lettera aperta che Michael Moore, regista e fiero oppositore di George W. Bush, nonche' aperto sostenitore di Obama in campagna elettorale. La lettera e' stata scritta due giorni fa, cioè prima del discorso di Obama, percio' cerca ancora di convincere il presidente a rinunciare a questa sua infelice decisione. Purtroppo, sappiamo com'è finita e avremo presto modo di capire se aveva ragione Moore.

Il punto per me più azzeccato e' quando Moore dice: "con questo annuncio [di aumentare le truppe] lei farà la peggiore cosa possibile: distruggere i sogni e le speranze che milioni di persone avevano riposto in lei. Con questo discorso lei trasformerà una moltitudine di giovani che è stata la spina dorsale della sua campagna elettorale, in una moltitudine di cinici disillusi. Lei rendera' vera una paura che loro avevano sempre avuto: che i politici, in fondo, sono tutti uguali. Per favore, non faccia questo".

E conclude: "Basta! Basta! Basta! per amore delle vite dei soldati americani e dei civili afgani, basta. Per amore della sua presidenza, della speranza e del futuro del nostro Paese, basta. Per amor di Dio, basta."

La lettera di Moore non e' bastata e Obama ha deciso e annunciato di mandare 30 mila soldati in più, chiedendone altri anche agli alleati NATO (e quindi anche all'Italia).

Non e' questo ciò che ci aspettavano da un premio Nobel per la Pace. Non e' questo ciò che ci aspettiamo dal nostro governo.


lunedì 30 novembre 2009

Lettera di un padre al figlio che si laurea

Non posso non segnalarvi questa lettera (pubblicata da Repubblica), scritta da un padre (non uno qualunque, al momento è Direttore generale della Luiss) al proprio figlio che si sta per laureare. Avevo gia' scritto qualcosa di simile qualche settimana fa (la trovi qui), per cui e' un tema che sento molto.
Siamo disfattisti? siamo anti-italiani? non so. Ditemelo voi.
========================
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

sabato 28 novembre 2009

Sono giorni difficili: scrivo per non dimenticare

Stiamo vivendo giorni cruciali, difficili e assurdi, stanno succedendo cose che forse un giorno ricorderemo come importanti, decisive, anche ora non sappiamo perche' o da quale parte ci troveremo dopo, se saremo felici o distrutti.
Scrivo solo qualche nota, per fissare la memoria, per non dimenticare, senza la pretesa di dire qualcosa di speciale o di nuovo.

1. Circa due mesi fa Berlusconi aveva ironizzato sul fatto che alcuni magistrati stessero riaprendo vecchie inchieste degli anni 1993-94. Fu un po' un sasso nello stagno, nessuno ne aveva parlato, l'ha tirato fuori lui, e' sembrato quasi un mettere le mani avanti.

2. Un mese e mezzo fa la Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano.

3. Quindici giorni fa, sempre il nostro presidente ha passato 3 o 4 giorni senza farsi vedere: nessuna dichiarazione, nessuna intervista, nessuna telefonata ai talk-show in prima serata, nessuna inaugurazione di casette all'Aquila. Assolutamente insolito, improbabile. Erano i giorni della caduta del muro a Berlino, del convegno della FAO ... niente, profilo basso, sembrava preoccupato o forse bastonato.

4. Da qualche giorno girano voci di un possibile avviso di garanzia per Berlusconi per consorso esterno in associazione mafiosa, tra l'altro a lanciarlo per primo e' stato proprio il suo quotidiano, Il Giornale.

5. Ieri, 26 novembre, Berlusconi parla di "clima da guerra civile", di crescente aria di intolleranza, di tentativo di sovvertire il volere popolare da parte della magistratura.

6. Oggi, 27 novembre, Napolitano indice una conferenza stampa (cosa peraltro mai vista) in cui avverte la magistratura di non oltrepassare i suoi compiti, avverte tutti che un governo rimane al suo posto finche' ha una maggioranza parlamentare, votata dal popolo, che lo sostiene. Chiede ai poteri costituzionali di fare "uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche". Parole sibilline, valutate da ogni parte in maniera "pro domo sua".

7. Nel frattempo, l'aria si fa sempre piu' pesante, la contrapposizione tra favorevoli e contrari a Berlusconi sempre piu' netta. Il No Berlusconi Day (fissato per il 5 dicembre) continua a raccogliere adepti, mentre l'altra parte copia e vuole organizzare il Si Berlusconi Day, stesso giorno e stessa città (Roma). Per fortuna non se ne sente piu' parlare, ma magari stanno lavorando nell'ombra. In ogni caso sarebbe una follia.

L'incertezza e' totale: arriverà veramente questo avviso di garanzia, sempre piu' chiacchierato e atteso? e se si, cosa succederà dopo? ci sarà la polizia per le strade, come il giorno del no al lodo Alfano? Tutti gli elementi citati sopra potrebbero essere spiegati proprio da un evento di questo tipo, un avviso di garanzia per associazione mafiosa, c'è chi dice che sia gia' arrivato, ora si sta solo cercando il modo di farlo sapere al paese, o forse di nasconderlo ...

Intanto migliaia di lavoratori protestano nelle piazze, dormono nelle azienda occupate, ogni sera un gruppo nuovo.
Sono giorni pesanti, di incertezza. Non sappiamo cosa succederà domani.
Spero solo di aver sbagliato tutto.


lunedì 9 novembre 2009

La beffa del 5 per mille: è già sparito anche dal modello 730


Nella prima bozza del modello 730, pubblicata in questi giorni sul sito dell'Agenzia delle Entrate, e' evidente quanto già scritto su questo blog qualche giorno fa: il 5 per mille e' sparito.

Nella terza pagina del modello, come si vede nella foto qui a fianco (cliccare sopra per ingrandire), non c'e' piu' il riquadro per la scelta del destinatario del 5 per mille, pero', misteri della nostra finanza, il riferimento rimane nel titolo in alto e nelle istruzioni appena sotto ai dati del contribuente.

Dove sta l'errore?

venerdì 6 novembre 2009

9 Novembre 1989: un muro e' caduto


Stiamo vedendo e rivedendo in questi giorni i filmati di quella notte, in cui il popolo tedesco ha preso in mano il suo destino ed ha cambiato la storia dell'Europa intera.
Vedendo quei volti euforici, follemente felici, increduli, io provo una specie di invidia. Sono convinto che quelle persone, giovani o anziane, uomini, donne e bambini, abbiamo vissuto un momento di gioia cosi' intenso, come difficilmente possa accadere ad un essere umano nella sua storia.

Ma la gioia di quelle persone, cosi' intensa e indimenticabile, non puo' essere ancora completa e definitiva per l'esistenza, in vari luoghi del mondo, di altri muri e di altre divisioni. Non possiamo scordarcele: il muro tra Israele e Palestina, il confine tra le due Koree, tutti i confini caldi tra stati in tutti i continenti.
Ora, penso che sia una responsabilità nostra, di noi europei, che abbiamo vissuto la sofferenza di quella divisione e la gioia della sua eliminazione, intraprendere tutte le azioni, esercitare tutte le pressioni, percorrere tutte le strade necessarie per l'abbattimento di quelle barriere e per la soluzione dei problemi che le hanno generate.
Nessuno potrà dirsi libero fino a quando un solo uomo, una donna, un bambino non potranno esprimere in pieno tutta la loro libertà.


mercoledì 28 ottobre 2009

La Marcia mondiale per la pace e la non-violenza sta per arrivare in Italia


Questione di giorni, ormai, poi anche l'Italia sara' raggiunta dalla Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza. Partita il 2 ottobre dalla Nuova Zelanda, l'arrivo e' previsto per il 7 Novembre, a Trieste, poi si sposterà l'8 ad Aviano e Vicenza, il 10 Milano, Torino, Genova, il 12 Roma.
Naturalmente, come tutte le cose scomode e la maggior parte di quelle intelligenti, qui da noi non se ne parla affatto: io non ho sentito , nè visto alcuna notizia, sui giornali, alla radio, nè, tanto meno, in tivu.
Per fortuna c'è la rete.

Potete trovare qui tutti i riferimenti e gli appuntamenti previsti in Italia.
Sul sito della Marcia Mondiale invece ci sono le ragioni dell'iniziativa, le adesioni, il percorso completo e molto altro ancora.



martedì 13 ottobre 2009

Celestina: da "portaborse" a eroe nazionale


Questo post è dedicato a Celestina, ex (immagino) "portaborse" dell'onorevole Carlucci (PdL).
Il giudice Michele Forziati ha stabilito con la sua sentenza che la suddetta Celestina svolgeva compiti di "segretaria particolare" (dal 2004 al 2006) e quindi i rimborsi in nero ricevuti dall'onorevole Carlucci, oltre ad essere in nero, appunto, erano anche inadeguati. Percio', l'onorevole in questione dovrà rimborsare alla sua assitente ben 10,170.39 Euro, piu' interessi.

Naturalmente non posso prendermela solo con il PdL, visto che i portaborse registrati sono solo 194, su un totale, apparente, di 500 e passa (erano 57 nel 2007). Quindi piu' di 300 sono tuttora "collaboratori a titolo non oneroso", praticamente pagati in nero.

Quindi, Celestina, che ha avuto il coraggio di rivolgersi al giudice, deve giustamente diventare l'eroina della battaglia alla Casta, ai furboni del "predico bene e razzolo male", distribuiti, credo, uniformemente in tutti i partiti.

Onore a Celestina. La migliore portaborse degli ultimi 150 anni.



lunedì 28 settembre 2009

Così va l'economia ai nostri giorni ...

Storiella divertente, ma esplicativa:

E' agosto sulle spiagge del Mar Nero. Sta piovendo e la città è totalmente deserta.
Sono tempi duri e tutti hanno debiti e vivono a credito.
Improvvisamente arriva in città un ricco turista.
Entra nell'unico albergo, lascia una banconota da 100 euro sul bancone della reception e va a vedere le stanze di sopra per sceglierne una.
Il proprietario dell'albergo prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito col macellaio.
Il macellaio prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito con l'allevatore di maiali.
L'allevatore di maiali prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito col suo fornitore di mangime e carburante.
Il fornitore di mangime e carburante prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito con la prostituta della città, che in questi tempi difficili gli fornisce i suoi servizi a credito.
La prostituta prende i 100 euro e corre all'albergo a pagare il proprietario per le camere che le fornisce a credito quando porta i suoi clienti.
Il proprietario dell'albergo prende i 100 euro e li posa sul bancone della reception in modo che il turista non sospetti nulla.
In quel momento, dopo avere ispezionato le stanze, viene giù il turista, riprende i suoi 100 euro e, dopo avere detto che non gli piacciono le stanze, lascia la città.
Nessuno ha guadagnato nulla.
Comunque, l'intera città non ha più debiti e guarda al futuro con ottimismo.

E' questo il modo in cui si fanno gli affari, oggigiorno



giovedì 24 settembre 2009

Berlusconi perde consensi, ma non tra i cattolici


Quella che vedete qui sopra e' una delle risposte ad un sondaggio ISPO di pochi giorni fa (21 settembre), commissionato dal Corriere (potete leggerlo tutto qui).
Devo dire che mi ha sorpreso, non poco. E in maniera negativa.

La media nazionale dei giudizi positivi su Berlusconi e' passata dal 52% di settembre 2008 al 45% attuale, quindi una media italiana di 7 punti percentuali persi.
Ora, correlando questo dato con la pratica religiosa cattolica, ne viene fuori un quadro interessante.

I laici, cioe' chi non frequenta per niente la chiesa, sono perfettamente nella media: meno 7%.
I cattolici sporadici, quelli che vanno in chiesa ogni tanto, quelli che potrebbero anche essere praticanti, ma non sentono l'obbligo del precetto, forse lo mettono in discussione e sono abituati, probabilmente, a porsi molte domande, beh, tra questi Berlusconi perde ben 9% di fiducia.
Ma la vera sorpresa e' per l'ultima categoria, i praticanti assidui. Solo il 2% di questi ha cambiato idea sul Berlusca dopo gli scandali di questi mesi. Proprio quelli che dovrebbero pretendere la condotta morale piu' irreprensibile e corretta, sono quelli che piu' di tutti chiudono un occhio, o forse lo strizzano pure, al presidente nano.

Penso che questo risultato dovrebbe essere un vero allarme rosso per le gerarchie ecclesiastiche, altro che leggi permissive, ora di religione o Dino Boffo. Questo significa che (la maggior parte dei) i cattolici praticanti non sono abituati ad analizzare i fatti, a farsi un'idea propria, a mettere in discussione le loro sicurezze. Non li paragonerei alle pecorelle del gregge del Signore, ma piu' a pecoroni incapaci di scegliere e discernere: quello che dice l'autorita' e' vero e giusto. Per definizione.

Non so se le gerarchie ecclesiastiche si siano preoccupate, forse questo comportamento e' proprio quello che vogliono.
Io, invece, mi preoccupo, come dicevo all'inizio. Mi preoccupo perche' anch'io mi colloco nella terza fascia (i cattolici praticanti), ma faccio parte del 43% che mancava un anno fa e del 45% che manca oggi per fare 100% (cioe' quelli che la fiducia in Berlusconi non ce l'hanno mai avuta).
Io penso che un cattolico dovrebbe essere il primo a chiedersi le cose, a farsi un'idea propria dei fatti del mondo, a non stancarsi mai di informarsi e ragionare, il primo a pretendere coerenza, giustizia e onesta' da chi lo governa, valori che dovrebbero caratterizzare il suo stile di vita.

Non e' questa, sembra, la realta' dei nostri giorni, ma spero di sbagliarmi.


mercoledì 22 aprile 2009

Niente battute sull'imperatore ...

E’ proprio vero che di questi tempi non manca il materiale per i nostri blogs …

Ecco qui cosa succede in RAI quando qualcuno prova a fare una battuta, piu’ o meno sarcastica, sul capo: parte immediatamente l’ordine di recuparare, rispondere, nascondere, aggiustare…

Tutti sono pronti e allenati, dal capo all’ultima valletta, l’importante e’ che certe scene incresciose non si vedano o non restino impunite.

E’ per questo che ho vietato al mio televisore di sintonizzarsi su RAI UNO … in realta’ ormai di canali me ne sono rimasti pochi …