lunedì 22 marzo 2010

Siamo tutti osservatori

"LA DISPERAZIONE più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. 
E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo" (Corrado Alvaro).


Non posso non segnalare questa iniziativa, sull'onda dell'intervento di Saviano di ieri, per diventare tutti osservatori alle prossime elezioni regionali. Per controllare, per testimoniare, per reagire.
Trovate qui, sul sito Valigia Blu, tutti i riferimenti per aderire e partecipare

La mia adesione e' incondizionata.


martedì 16 marzo 2010

L'opposizione chieda le dimissioni di Berlusconi

Se c'e' una cosa che l'opposizione deve fare, in questo momento di confusione, e' dimostrarsi compatta e risoluta nel chiedere, ad una voce, le dimissioni del premier.

Naturalmente, sono ben consapevole che l’ampia maggioranza di cui dispone il Governo non consentirà di ottenere in tal modo la sua fine anticipata; tuttavia, per lo meno, si costringerebbe il Premier a dover presenziare nell’aula parlamentare, per essere messo di fronte alle proprie responsabilità e queste sarebbero conosciute da tutto il paese, visto che le suddette sarebbero trasmesse in diretta sui canali RAI: “chi di tv ferisce di tv perisce”…E con le sue televisioni, Berlusconi ha ferito a morte questo paese.

E' inutile lanciare strali o minacciare il Capo del Governo di dimissioni tramite i mass-media, o nei discorsi in piazza, se poi a queste parole non vengono fatti seguire atti formali. Ritengo dovrebbe essere un atto dovuto, da parte di un’opposizione che voglia veramente dirsi tale.

Inoltre, c'e' sempre il rischio che, dopo le elezioni regionali, si ricominci a parlare di larghe intese, di riforme condivise e via dicendo. Ma questa maggioranza ha dimostrato di non volere il bene dei cittadini, ha sempre e solo difeso gli interessi privati del suo capo, anche di fronte ad evidenti e certificate prove della sua disonestà (basti pensare al processo Mills). Spero quindi che queste esternazioni di antiberlusconismo non siano soltanto spot elettorali, dopo di che si ritorna al piccolo cabotaggio di prima.

La mozione di sfiducia e' una richiesta ai capi dell'opposizione che sta ormai montando in maniera decisa dalla rete, dal popolo viola, dalle basi degli stessi partiti.
Vi invito percio' ad unirvi, scrivendo ai capi dei partiti di opposizione presenti in Parlamento e copiando questo post, semplicemente cliccando sui link qui sotto:

lunedì 8 marzo 2010

Se perdo, si rigioca la partita

E se ... il TAR riammettesse la lista PDL in Lazio, sulla base del Decreto "Salvaliste" di Berlusconi?
E se ... la Bonino vincesse e la Polverini, di conseguenza, perdesse ?
E se ... il governo, scontento di questo risultato, chiedesse al parlamento di non trasformare in legge il DDL Salvaliste entro 60 giorni?
La conseguenza: bisognerebbe rifare le elezioni in Lazio !!

In altre parole: sul voto pende la spada di Damocle del gradimento del risultato: se non piace, si rifà.

Ma vi sembra possibile?


venerdì 5 marzo 2010

La paninoteca di Brera

Si, avete letto giusto, e' proprio scritto paninoteca di Brera. E non c'entra Milioni, quello che per un panino ha fatto perdere il posto al PDL nella scheda elettorale del Lazio.
In questo caso invece la persona in questione e' Mario Resca, ex AD di McDonald, mentre ora, di mestiere, fa il commissario. Si, il commissario della Pinacoteca di Brera (adesso e' proprio il museo milanese), con un piano di spesa di 50 milioni di Euro.
Questa pero' e' solo una carica accessoria, il principale titolo di tale Resca, e': Direttore Generale per la Valorizzazione del patrimonio artistico. Di fatto un plenipotenziario del Ministero dei Beni culturali. E esperto di panini.

I Beni Culturali erano il Ministero pronto per Bertolaso, fresco di ritorno da Haiti, dove aveva appena acceso una rissa (verbale e diplomatica) con Hillary Clinton. Sgridato pubblicamente da Berlusconi, fu, dallo stesso, candidato alla carica di Ministro, appena tornato in Italia. Appunto il Ministero dei Beni culturali. Come finì, lo sappiamo tutti: scandali e mazzette l'hanno bruciato prima di diventare ministro.

In questi ultimi mesi, pero', il lavoro per ristrutturare la "possibilità di spesa" del ministero e' stato abbondantemente rivisto, secondo il modello "il partito del fare-affari": si e' usata la società ALES (Arte Lavoro e Servizi SPA), quella utilizzata per i lavoratori socialmente utili, controllata dal ministero, cambiandone radicalmente lo statuto. Ora i compiti a cui si dovrà dedidcare sono: "gestione di musei, aree archeologiche e monumentali, biblioteche, archivi, la guardiania, le visite guidate, la biglietteria, il bookshop, la gestione dei centri di ristoro (con somministrazione di alimenti e bevande rivolta ai fruitori dei luoghi della cultura)... la gestione del marchio e dei diritti d' immagine, il supporto tecnicooperativo per le attività di prestiti. L' esercizio di attività di pubblicità e promozione in tutte le sue forme, anche attraverso l' organizzazione di uffici stampa e piani di comunicazione, di mostre, convegni, fiere promozionali, spettacoli e, in generale, di eventi culturali; l'attività di editoria in generale e in particolare la pubblicazione, produzione e coedizione di libri".
Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le competenze, con il vantaggio (già sperimentato più volte e solo saltato all'ultimo momento con Protezione Civile spa) di evitare qualsiasi gara d'appalto, di gestire i soldi pubblici (del ministero, appunto) per regalare forniture e servizi di ogni genere alle imprese amiche.
Con il trucco poi dei commissariamenti, che ormai coprono qualsiasi attività avvenga nella penisola, assegnati agli amici degli amici: Balducci (teatro Petruzzelli: 50 milioni spesi anzichè i 23 pianificati), Nastasi (Maggio Fiorentino e San Carlo di Napoli a cui ha lavorato Gagliardi, quello che sghignazzava la notte del terremoto a L'Aquila) e, appunto, Resca, esperto di panini (e quindi di servizi di refezione, al punto che il New York Times ironizzo' dando la notizia: McCaravaggio e coca, il menu' della Pinacoteca di Brera).

In conclusione, questo e' il quadro che si sta chiarendo un passo alla volta: una cricca di imprese, pronte a correre dappertutto (al prezzo che tanto fisseranno loro stesse), protetti da un'altra cricca di plenipotenziari del ministero, che per poco non finiva nelle mani di Bertolaso, protetto con abile campagna mediatica dal propietario di tutti i media italiani: Berlusconi.
Il tutto sollo lo sguardo santificatorio di Letta.

Nonostante i magistrati di Firenze, minacciati e offesi da Berlusconi, il partito del fare-i-loro-affari non si fermerà.

Tutti i dettagli della storia li trovate qui.


giovedì 4 marzo 2010

Siamo all'80% !!

Forse qualche problema comincia ad esserci, in casa PDL, dopo il pasticcio delle liste respinte.
Al motto di "il popolo è con noi", ecco il sondaggio sul sito del "club della libertà" (cliccare per ingrandire).
Senza parole.




martedì 2 marzo 2010

La Costituzione: ARTICOLO 13 - La Libertà personale

Articolo 13

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Si parla di libertà personale, quella contrapposta all'arresto, alla detenzione in carcere, non la libertà intesa come diritto fondamentale, che invece era l'oggetto dei precedenti articoli.
E' comunque una materia molto delicata: solo "in casi eccezionali di necessità e urgenza" l'autorità di pubblica sicurezza puo' privare un cittadino della sua libertà. Ma ci deve essere immediatamente la convalida da parte dell'autorità giudiziaria.
Questo è il principio, poi le leggi devono dire quando e come si gestiscono le eccezioni. La Magistratura ha il compito di decidere, sulla base delle leggi fatte dal Parlamento.
Molto spesso si accusano i giudici di comportamenti sbagliati, ma spesso si tratta solo di applicare leggi fatte male. Gli esempi non mancano.

La frase che pero' mi colpisce di più e che per me merita maggior attenzione, è questa: è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
Gli avvenimenti dei mesi scorsi dovrebbero farci meditare su questo aspetto: le ferite e le echimosi sul corpo del povero Stefano Cucchi ce le abbiamo ancora tutti nella memoria. Era una persona sottoposta a restrizione di libertà, ma, a quanto è affiorato fino ad ora (che dovrà essere confermato da un giusto processo) non gli sono state risparmiate violenze fisiche e forse nemmeno morali.
Il numero enorme di carcerati che giungono al suicidio ci dice anche che molto probabilmente il clima di violenza (almeno psicologica, morale appunto) e' quanto meno diffuso nelle nostre carceri, se non imperante.
Quando lo Stato limita la libertà personale di un cittadino, è come se "prendesse in custodia" questa persona, lo dice anche tutta la terminologia relativa: gli agenti di custodia, un provvedimento di custodia, ...
Perciò, lo Stato deve preservare quel cittadino da ogni evento di violenza, deve provvedere al suo sostentamento, alla sua salute, alla sua integrità di persona. Non credo che sia esattamente quello che avviene. Per tanti motivi: la mancanza di carceri (cioè di soldi), la mancanza di strutture e risorse adeguate. Ma credo che a volte sia anche per questioni molto più gravi: la mancanza di consapevolezza di questo diritto, la voglia di vendetta che serpeggia spesso non solo tra alcuni degli addetti ai lavori, ma anche in noi, cittadini "normali", che ci stupiamo quasi quando vediamo scene di vita carceraria ("ma pensa, in galera hanno perfino la televisione ...", oppure "io li manderei ai lavori forzati in Africa!").

Quindi, anche se non siamo un Paese dove la libertà personale viene negata solo per le proprie idee, come ce ne sono tanti nel mondo, comunque abbiamo ancora molta strada da fare, per arrivare a quel rispetto ed a quella considerazione nei confronti dei cittadini che i nostri Padri costituenti hanno auspicato e concretizzato in queste norme.



domenica 28 febbraio 2010

Minzolini, Vigorelli: affarucci di Berlusconi


Mentre su FaceBook si ingrandisce a dismisura il gruppo che protesta per le false notizie date dal TG1 sul processo Mills, il controllore di tutte le televisioni nazionali (mister Berlusconi) è preoccupato.
No, non per il gruppo su FB, di quello si fa un baffo.
E' preoccupato perchè c'e' ancora una piccola isoletta televisiva che sfugge al suo controllo: Specchio, specchio delle mie brame, chi non fa parte del mio reame? e lo specchio fedele pronuncia: La7 di Telecom!

Detto - fatto: prende uno dei suoi fedelissimi e lo piazza, in men che non si dica, sullo scranno piu' strategico di Telecom: la direzione di Telecom Italia Media Broadcasting, cioe' la società che controlla le frequenze ed i ripetitori delle emittenti Telecom (La7 e MTV). Il fortunato prescelto e' Pietro Vigorelli, una carriera a servizio di Mediaset (e di Berlusconi).

Costui, il giorno della vittoria di Berlusconi alle elezioni del 1994, correva esultante per i corridoi di Saxa Rubra (sede RAI, presso cui lavorava allora) avvolto in un una bandiera di Forza Italia. Nel 1997 lascia la RAI e entra in Mediaset, dove ricopre vari incarichi, ultimo dei quali la vicedirezione di Canale 5.
Rimasto escluso dai giri di poltrone RAI nelle ultime nomine governative, viene ora ripescato per stabilire una testa di ponte in Telecom, società che, a piccoli passi e grazie ad accordi limitati ma significativi, sta lentamente entrando a far parte della galassia RAISET.

Quindi, niente da stupirsi se tra un po' anche il telegiornale di La7 comincera' a diffondere il verbo unico di regime.
E tutti vissero felici e contenti.


giovedì 25 febbraio 2010

Un colpo di genio

Il buon Giovanardi, parlamentare del PDL nonchè neo paladino della purezza delle Casta, aveva avuto un'idea grandiosa: sottoporre deputati e senatori al test antidroga. Ma il rischio di sputtanare mezzo parlamento era troppo alto, percio' aveva aggiunto una piccola clausola, alla sua proposta: il test sara' volontario (non obbligatorio) e, soprattutto, anonimo. "un atto di responsabilità", l'aveva definito Casini, che nella scorsa legislatura aveva presentato un progetto di legge per il test obbligatorio, bocciato dal Parlamento.
Ben 232 parlamentari hanno risposto all'appello e circa 170 hanno dato il consenso per la publbicazione dei risultati: tutti negativi.
Degli altri 50, alcuni non hanno ritirato l'esito, altri non hanno dato il consenso, ma la cosa piu' interessante è che, tra questi 50, uno è risultato positivo.
Ora, la prima reazione è: ma chi è 'sto fesso che si sottopone al test per farsi trovare positivo?

Io credo invece che costui sia stato un genio: protetto dall'anonimato, ha pensato bene di invalidare tutta la strombazzante parata pensata da Giovanardi. Un test positivo invalida tutto il test, stende un'ombra su questi residui 50 parlamentari rendendo palese l'inutilità dell'iniziativa e, soprattutto, l'ipocrisia di questa scelta.

Ma quando i nostri dipendenti parlamentari impareranno che non possono prendersi beffe di noi? se vogliono dimostrare la loro serietà e la loro onestà, facciano i seri e gli onesti, basta con queste manfrine, che non fanno altro che buttare fango nel ventilatore per far diventare fango ogni cosa.

Io ringrazio ufficialmente questo "fesso" positivo, perchè ha reso evidente, una volta di piu', se ce ne fosse ancora bisogno, l'inadeguatezza di questa classe politica.


mercoledì 24 febbraio 2010

Bastone e carota ... alla tibetana

Credo che tutti noi abbiamo accolto con soddisfazione e rinnovata speranza prima l'annuncio e poi l'incontro "face to face" tra il Presidente Obama e il Dalai Lama.
L'abbiamo tutti percepito come un piccolo passo avanti per la difesa dei diritti del popolo tibetano, compiuto poi proprio grazie al premio Nobel per la pace 2009, nonchè presidente della nazione piu' importante del mondo (almeno per il momento). Tant'è vero che la Cina, attualmente nazione occupante militarmente il piccolo territorio del Tibet, ha sollevato pesanti e prevedibili proteste. Non una cosa da poco, quindi.

A rovinare questo felice risultato, c'hanno pensato alcuni commentatori, raccontandoci che quasi sicuramente questo incontro e' stato semplicemente una mossa tattica dell'amministrazione Obama, un espediente per ribadire la propria forza e per ricondurre a piu' miti consigli la potente nazione cinese.
La questione Iran, dove la Cina si è detta non disponibile alle sanzioni, la posizione cinese alla recente conferenza di Copenhagen sul clima, contraria a sforzi troppo compromettenti, il crescente peso economico della Cina non ancora ufficialmente compresa nel G8, tutto contribuisce a raffreddare il dialogo, consentendo alla Cina di assumere un ruolo troppo rilevante e "indipendente" nello scacchiere mondiale. Almeno per il momento.
Ecco allora la vecchia politica del bastone e della carota, con l'intento di piegare le resistenze cinesi e di ribadire il ruolo di guida "prioritaria" per gli Stati Uniti. Manovra riuscita, sembra, secondo le ultime dichiarazioni molto distensive del governo cinese.

Quindi, niente illusioni: il Dalai Lama continuerà a peregrinare per il mondo, mentre il suo paese sara' sempre piu' "normalizzato" e "civilizzato" dalla potenza cinese. Intanto la Cina si accorderà su qualche sanzione economica nei confronti dell'Iran e l'Arabia Saudita lucrerà sulle forniture di petrolio verso la Cina, in sostituzione di quelle non piu' disponibili dall'Iran.

In attesa della prossima mossa.

mercoledì 17 febbraio 2010

Dire, fare, rubare

Le ultime esternazioni di Berlusconi sono l'ennesima enunciazione di vuoti concetti, smentiti dai fatti e soprattutto dalle inchieste di questi giorni.
Loro sarebbero "quelli del fare": ma fare che cosa? quali riforme, miglioramenti, novità vi vengono in mente come risultato dell'azione di governo di questi ultimi due anni? a me solo la riforma della scuola, peraltro forse pilotata da motivazioni di risparmio, piu' che di maggior funzionalità e efficienza. Per il resto, piu' nulla. A parte le leggi ad personam, gli scudi fiscali e giuridici, i regali alle mafie e agli evasori. In questi due anni si e' parlato solo di lodo Alfano, di processo breve, di processi finiti per insufficienza di tempo.
E quindi che cosa hanno fatto ? niente. Hanno rubato pero', come gli arresti di questi giorni (un consigliere comunale a Milano, il presidente della provincia di Vercelli e infiniti altri - sto preparando la lista) dimostrano. Quello che sta venendo fuori e' un intreccio tra politica, appalti, imprenditori presi per il bavero e mafia, il tutto con lo scopo di trafficare sottobanco e garantirsi l'impunità.
Volete continuare ad essere governati da simili figuri ? si ? bene, allora votateli ancora alle prossime regionali.


venerdì 12 febbraio 2010

Il nucleare visto da destra


Formigoni, candidato PDL presidente della Lombardia ha detto che e' favorevole al nucleare, ma non in Lombardia.
Zaia, candidato leghista in Veneto, non permettera' mai la costruzione di una centrale nucleare in Veneto.
Polverini, candidata in Lazio per il PDL, e' contraria al nucleare in Lazio.
Cappellacci, governatore PDL della Sardegna, ha detto perfino: "da noi nessuna centrale. Dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile".

Altri candidati di destra, nelle altre regioni, si accoderanno presto, una volta aperta la strada dai big.

Ma il loro capo, lo sa ?


venerdì 5 febbraio 2010

Difesa Servizi spa: non solo appalti, ma anche centrali nucleari

La legge Finanziaria 2010 prevede, tra le altre cose, la costituzione della societa' per azioni "Difesa Servizi spa", a cui verrebbe assegnata la gestione di tutto quanto riguarda il funzionamento del Ministero della Difesa, esclusi gli "armamenti".
Non solo quindi i servizi tipici di caserme e ministeri (mense, pulizie, manutenzioni, ecc.) gestiti in deroga ad ogni controllo, gara o altro, ma soprattutto la gestione delle dismissioni dei siti abbandonati, non piu' necessari dopo l'eliminazione della leva obbligatoria.
Le nostre citta' sono piene di siti militari, caserme ormai abbandonate, spesso inglobate dai quartieri residenziali, quindi una risorsa di valore enorme per i costruttori affamati di nuovi spazi edificatorii.
Ma questo è niente. Sentite qui.
Nel DDL 1152-RF (di prossima discussione al Senato) c'e' il seguente art. 2-bis: "Il Ministero della difesa, nel rispetto del codice dei beni culturali e del paesaggio, allo scopo di soddisfare le proprie esigenze energetiche, nonché per conseguire significative misure di contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle aree interessate, può affidare in concessione o in locazione o utilizzare direttamente, in tutto o in parte, i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare (...) con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell'energia, della sicurezza e dell'affidabilità del sistema (...) nel quadro degli obiettivi comunitari in materia di energia e ambiente".

Detto in altri termini: il Ministro della Difesa puo' realizzare (anche) centrali nucleari nelle aree del demanio militare, senza dover chiedere il permesso a nessuno, senza pareri delle regioni, con la possibilità di rivendere l'energia prodotta e pagarsi le spese di gestione del Ministero.

Forse è il caso che di questo si cominci a parlarne in giro, prima di trovarci la cosa fatta.



giovedì 4 febbraio 2010

Legittimo ripensamento

Piu' scriviamo nei nostri blog, piu' denunciamo lo squallore di una politica fatta solo per difendere gli interessi di chi governa, per proteggere truffatori ed evasori mentre non fa niente per risolvere i problemi dei cittadini - quelli che stanno pagando la crisi sulla loro pelle - ebbene, piu' ci sdegnamo e ci indignamo, piu' il governo emana norme ingiuste e scandalose.

Forse e' tempo di cambiare strategia, forse non basta piu' quello che abbiamo fatto e detto finora.
Forse non siamo riusciti a raggiungere chi ha la possibilita' di cambiare le cose.
Forse e' tempo di scendere in campo, ma in maniera diversa da come abbiamo fatto finora.


venerdì 29 gennaio 2010

Candidati ineleggibili: la Casta non molla (DUE)

Solo due post fa (vedi qui), avevo scritto dei doppi incarichi di alcuni parlamentari e dell'interpretazione "addomesticata" della legge.
Oggi Repubblica scrive della riunione della Giunta per le Elezioni della Camera (accuratamente spartita tra i partiti in Parlamento: 6 PDL + Lega, 1 UDC, 1 API, 4 PD), che a maggioranza ha stabilito la compatibilità di tutti i casi in esame: 12 parlamentari con doppio incarico (presidenti di provincia o sindaci) o addirittura triplo (Molgora, sottosegretario all'Economia, presidente della provincia di Brescia e deputato).
La giunta per le elezioni ha sentenziato il vuoto legislativo. La legge che vieta il doppio incarico esiste, in realtà, fin dal 1957, pero' una "elastica" sentenza della Corte Costituzionale nel 2004 (applicata al sindaco di Palermo, del PDL) ha stabilito che un sindaco non puo' diventare deputato, ma un deputato puo' diventare sindaco (o presidente di provincia).

Ma non e' questo il problema vero: una decisione presa da parlamentari non poteva che essere a favore degli stessi.
Volevo richiamare la vostra attenzione su come questa decisione e' stata presa, sui voti che hanno sostenuto questa scelta: 6 della maggioranza, 1 dell'UDC, 1 del PD (Tidei). Hanno votato contro: 2 del PD (Lenzi e Nannicini), 1 di API (Pisicchio). Migliavacca, del PD, nonche' presidente della giunta, si e' astenuto.

Io credo che da queste posizioni si debbano trarre degli utili insegnamenti da applicare per le prossime elezioni regionali: Lega, PDL e UDC hanno votato a favore della casta e contro l'interesse dei cittadini, difendendo il doppio (o triplo) incarico (e stipendio). Pisicchio (eletto con IDV, poi saltato in Allenza per l'Italia - gruppo misto) ha votato per l'incompatibilita', dimostrando, nonostante il salto della quaglia attuato pochi mesi fa, di continuare a credere almeno un po' nella necessità della politica di fare un passo indietro.
Ma la posizione piu' strana, come purtroppo capita spesso, e' quella del PD, che si e' spaccato: uno a favore del doppio incarico, due contro, uno astenuto.
Ancora una volta mi viene da chiedermi: ma da che parte sta il PD? con i cittadini o contro di loro? come si puo' aver fiducia di un partito in cui non esiste una chiara linea a cui tutti si attengono, nemmeno su questioni così, apparentemente, semplici ?
E' ora di dire basta a questi comportamenti ambigui ed opportunistici, pretendiamo pulizia, onestà, vogliamo che i nostri parlamentari lavorino per noi cittadini, per il nostro bene, non per il loro privato privilegio, per il loro interesse.
Basta, la democrazia deve essere restituita ai cittadini, che devono poter scegliere i loro rappresentanti.
Basta con i doppi giochi, i doppi stipendi, i salti della quaglia da uno schieramento all'altro.
Basta.


martedì 26 gennaio 2010

Fuga radioattiva in Germania

Un addetto all'impianto di arricchimento dell'uranio della centrale di Gronau (Germania, al confine con l'Olanda) e' stato ricoverato in ospedale per accertamenti, dopo una fuga radioattiva verificatasi il 22 gennaio 2010 mentre stava lavorando all'impianto. Pare non abbia riportato nessuna grave contaminazione.
Qui il comunicato della Urenco, la società inglese proprietaria dell'impianto.

E' proprio di questi giorni la decisione del governo Merkel di sospendere o almeno ritardare l'abbandono al nucleare, dopo che il passato governo Schroeder, alla fine degli anni 90, aveva deciso di rinunciare a questa tecnologia e di spegnere, a fine vita, le centrali in servizio. L'ultima avrebbe dovuto essere spenta nel 2022.
La Merkel ha (per ora) deciso di ritardare il piano di spegnimento (2 centrali dovevano cessare la produzione quest'anno, mentre invece continueranno a funzionare), almeno fino a quando energie alternative non siano in grado di rimpiazzare la potenza a cui si rinuncia per lo spegnimento di ogni centrale.
Secondo alcuni osservatori, questo e' solo il primo passo per arrivare alla bocciatura definitiva del piano di spegnimento e per ritornare ad investire in nuove centrali nucleari. I Verdi tedeschi, naturalmente, promettono battaglia.

Staremo a vedere quale sara' la decisione finale. Di sicuro, per ora, ci rimane questo ennesimo incidente che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi. In attesa del prossimo.