venerdì 10 ottobre 2008

Un'altra Italia, un'altra opposizione


Di seguito il mio articolo, scritto ai tempi di Piazza Pulita, pubblicato sul sito di MicroMega, nel nuovo forum politico.
Potete trovare qui tutti gli interventi e l’intero dibattito sul tema “Lista civica per le europee”.

Piazza Pulita: Costruiamo la rete delle reti delle realtà civiche
Devo dire che ho letto con rinnovata speranza l’intervento di Paolo Flores D’Arcais per il lancio di una lista civica per le elezioni europee.
Io da molto tempo coltivo questa speranza: che tutte le realtà “civiche”, presenti e operanti nel territorio, nelle amministrazioni comunali o provinciali, e schierate da una stessa parte, il centro-sinistra, possano coordinarsi, mobilitando la base che già le sostiene, per dare corpo e gambe ad una formazione nazionale che si ispira ai principi di una lista civica: democrazia più diretta, vicinanza ai problemi dei cittadini, ascolto della base, nessuna imposizione “romana”.
Premetto che già vivo e opero in una realtà di questo tipo, facendo parte di una lista civica (anzi, ne sono al momento presidente e portavoce) della mia città (cintura milanese) che un anno fa ha dato il suo contributo essenziale a vincere le elezioni, col suo 11%, in totale controtendenza rispetto al globale spostamento a destra dell’elettorato e dopo decenni di amministrazioni di centro o di destra.
Ho seguito con trepidazione e partecipazione la nascita del PD e le sue primarie, cercando anche di costiture una lista che pero’ non ha avuto nessuno spazio, visto il meccanismo di aggancio ai candidati previsto dal regolamento: appena chiarito questo piccolo dettaglio, ho abbandonato ogni speranza di rinnovamento e di “rinascita” di un modo di far politica finalmente diverso, onesto, che non mette al primo posto gli interessi propri o del partito, ma la qualità di vita della maggior numero di cittadini possibile, il famigerato “bene comune”.
La delusione è stata grande. Pero’ l’intuizione che da quel tentativo non poteva nascere niente di nuovo si è dimostrata azzeccata ed è, aihmè, tristemente confermata da cio che sta avvenendo al PD, giorno dopo giorno. Una strda, a mio avviso, destinata al fallimento, salvo un deciso, quanto improbabile, cambiamento di rotta.
La stessa speranza e trepidazione ho poi sperimentato per la Lista Civica Nazionale. Altro tentativo finito male, anche se alcune persone, a voi note, sono state aggregate alle liste di IDV e sono state elette. Pero’ sostanzialmente non si è riusciti a dar vita a quel collegamento, a quella rete di esperienze concrete che vive e lavora sul territorio.
Anche alla luce di questi sfortunati tentativi, con altri amici che condividono questo stesso modo di sentire, abbiamo dato vita al nostro Comitato Piazza Pulita, che vuole rendersi utile portando la sua piccola goccia, poche semplici azioni concrete, con riflessioni, iniziative, segnalazioni, idee che aiutino a migliorare il mondo in cui viviamo. Partendo dal basso.
Io sono sempre stato di questa idea: non serve un soggetto politico nuovo, un altro partito. Dobbiamo solo riuscire a coordinare, a collegare insieme centinaia, migliaia di realtà civiche che esistono già, che conoscono magari uno per uno i loro elettori, che sono capaci di mobilitare in poco tempo migliaia di persone, con le mailing list, il porta a porta, le telefonate. E’ tutto un mondo che opera e si muove già, che porta a casa risultati concreti ogni giorno e, sono convinto, che fa politica per passione e senza guadagnarci nemmeno un euro bucato. E’ questo mondo poco appariscente che sta tenendo in piedi il tessuto civile di questo paese, che sta tenendo accesa la fiammella della speranza, che resiste giorno per giorno al berlusconismo dilante e contagioso.
E’ per questo che ho visto con grande sollievo e rinata speranza questa proposta di Paolo, di far ripartire il tentativo di una lista civica per le europee. E’ ovvio che non sarà una passeggiata, non sarà nemmeno facile vincere le resistenze di una parte della sinistra che vede in questo tentativo un segno di debolezza di questa parte politica, convinti di dover cambiare le cose “dall’interno”.
Io quindi voglio provarci ancora, perchè sono convinto che le forze necessarie, nel nostro paese, ci sono: tanti giovani delusi dai tentativi fatti, ma non ancora rassegnati, tante persone che da anni fanno politica, a livello locale, avendo come bandiera solo l’onestà e l’interesse di tutti. E vogliono provarci ancora.
Si tratta solo di coordinamento e di comunicazione, di trovare quei canali che possono far arrivare questo messaggio a quante più persone possibile. E per questo dobbiamo essere capaci di mobilitare e coinvolgere le realtà civiche esistenti. Costruire “la rete di reti”. Io do’ la mia personale disponibilità a lavorare in questo senso, a contribuire per la nascita di questo coordinamento, a partecipare a questa esperienza che credo sia improcrastinabile se veramente abbiamo a cuore il futuro del nostro paese.Vi ringrazio per l’attenzione
Cordiali saluti

Fabio Battagion
www.piazza-pulita.org

giovedì 9 ottobre 2008

Non è mai troppo tardi

Credo di non aver mai condiviso nulla di quanto ha detto e fatto Paolo Guzzanti negli ultimi anni.
Gli va pero’ dato atto che questa volta la lealta’ alla sua coscienza l’ha portato a prendere una posizione chiara e coraggiosa.
Riporto qui solo poche frasi dal suo blog, sperando che la cosa non finisca qui, ma venga in qualche modo ripresa anche fuori dalla rete e diventi di dominio pubblico.
E’ finalmente una voce che, partendo dalla sua stessa parte, dice come e’ veramente Berlusconi.
Noi, in realta’, lo sapevamo gia’.

[dal blog di Paolo Guzzanti] Ieri sera ho ascoltato da Berlusconi parole terribili e inaccettabili che non avrei mai voluto ascoltare. Ma poiche’ invece le ho udite, non posso e non voglio fingere di non essere stato testimone e ho dunque il dovere che hanno tutti coloro che assistono ad un misfatto: chiamare a rapporto la propria coscienza e metterla al corrente del conflitto.
Dichiaro dunque da ieri notte una insuperabile crisi di coscienza: la mia coscienza e’ la sola entita’ cui io debba essere fedele.
Con i leaders politici si e’ leali, non fedeli. E io lealmente dico che di questa storia ne ho abbastanza. Cio’ che ho trovato piu’ grave, inaccettabile e nauseante è stato il tono con cui Berlusconi ha ripetuto a megafono le storie della propaganda russa, dicendo che “bisognava andare a “prendere quello la’, quel SADDAM”, intendendo il presidente Saakashvili .
Berlusconi ha riconfermato più volte in modo imbarazzante, anche perché sempre sorridente e faceto trattando una questione di una gravità morale gigantesca, la sua amicizia con Putin ed ha detto che il suo amico Putin, che deve essere un omonimo di quello che comanda a Mosca, non ne poteva più di udire i racconti strazianti di madri schiacciate dai carri armati (georgiani), donne violentate (dai georgiani) poveri soldati uccisi (russi) e così - quando ce vo’ ce vo’ - ad un certo punto anche un sant’uomo come lui ha perso la pazienza e ha fatto ciò che ha fatto Hitler con la Polonia.
Anche Hitler era seccatissimo con i polacchi: i polacchi nel 1939 erano uno strazio, sempre a manifestare sentimenti antidedeschi, a provocare incidenti di frontiera, per cui alla fine anche quell’altro sant’uomo di Hitler (bisogna pur capirlo) perse la pazienza e invase, spalleggiato dal suo compagno di merende Stalin che invase dall’altra parte.

Forse qualcosa si muove, anche da quella parte


martedì 7 ottobre 2008

Tremonti: Robin Hood o sceriffo di Nottingham ?

Che i media, totalmente nelle mani del capo del governo, distorcano o limitino l’informazione, e’ un fatto ormai assodato. Chi ha visto la trasmissione “Anno Zero” di tre settimane fa, dedicata ad Alitalia, ha avuto modo di constatarlo di persona.

Vorrei pero’ segnalare un altro esempio un po’ piu’ nascosto, di cui quasi nessuno ha parlato. Solo l’Espresso, in una sua uscita di luglio, ha citato l’argomento.

La recente manovra finanziaria, approvata a meta’ luglio, se ben analizzata, fa vedere come l’immagine del ministro Tremonti, novello Robin Hood, sia semplicemente costruita da stampa e TV, dicendo alcune cose, ma tacendone altre: in realta’ sono molto piu’ numerosi i provvedimenti, contenuti nel DPEF o in decreti emanati in giugno e luglio di quest’anno, che rendono il nostro molto piu’ simile all’ingordo e cattivo Sceriffo di Nottingham.

Ecco alcuni dettagli, per far capire da che parte stia mandando l’acqua il ministro.

Grandi strombazzamenti per la Robin Tax, 2 miliardi di gettito a carico delle aziende petrolifere (che comunque li stanno gia’ trasferendo pari pari ai consumatori). Silenzio assoluto sulla proroga fino a fine anno della famigerata “Cip6″, quella quota che tutti paghiamo sulla bolletta elettrica a favore di “energie rinnovabili e assimilabili” (assimilabili vuol dire: anche quelle non rinnovabili): un regalo di 3 miliardi di Euro a favore di Saras (famiglia Moratti), Erg (famiglia Garrone), Edison e altri, che quella quota intascano da decenni.

Tutti ricordiamo la tanto pubblicizzata “tessera annonaria” per i vecchietti nulla-tenenti, ma poi neanche a parlarne di sgravi per i lavoratori dipendenti. Oppure, con l’inflazione programmata al 1.7% nel prossimo triennio, come verra’ recuperata nei contratti di lavoro l’inflazione reale al 3.8% ? Fra tre anni, tessera per tutti.

Il nostro ministro amava farsi riprendere, nei mesi scorsi, con la scatola dei pelati Cirio sulla scrivania, per far capire che lui aveva sempre in mente la questione, a difesa dei poveri investitori truffati da Cirio e Parmalat. Ma nel contempo rimanda all’anno prossimo la “Class action”, azione legale collettiva che sola potrebbe difendere gruppi di persone colpite dalla stessa truffa.

Nessuno parla poi delle norme anti-evasione, istituite da Visco, e diligentemente cancellate da Tremonti: il registro clienti - fornitori non e’ piu’ obbligatorio, il limite per pagamenti in contanti alzato da 5 mila a 12 mila Euro, non piu’ obbligatorio il conto corrente dell’attivita’ professionale separato da quello personale, non piu’ obbligatoria la scritta “non trasferibile”, con tanto di codice fiscale del traente, sugli assegni bancari, e cosi’ via. Evasori di ogni ordine e grado, commercialisti dalla fantasia fertile, professionisti dal braccino corto, ringraziano, ma sotto voce.

Veniamo agli enti locali: cancellata l’ICI, unica tassa veramente federalista. Sostituita, ma solo a parole, da contributi romani (i leghisti dove sono?). I comuni, intanto, riducono i servizi per bilanciare le minori entrate.
C’era una norma, introdotta dalla legge Merloni, anni 90, che stabiliva un contributo del 2% a favore di quei professionisti, dipendenti degli stessi enti locali, che avessero progettato le opere pubbliche internamente, anziche’ pagare il 10% a professonisti esterni. A favore di un risparmio dell’8% dei costi dell’opera. La Finanziaria 2009 mantiene questo 2%, ma solo una parte di esso diventa incentivo per i professionisti interni che progettano (lo 0.5%), il restante 1.5% deve essere versato alle casse dello stato (i leghisti dove sono?).

Altra chicca, sempre per gli enti locali: dopo i roboanti piani casa della campagna elettorale berlusconiana, una leggina nuova nuova stabilisce che i comuni possono vendere le case popolari agli inquilini, ma il prezzo non sara’ quello di mercato, bensi’ un prezzo basato sul canone di affitto. Come dire: buoni tutti a fare il bolscevico con i soldi degli altri.

La lista potrebbe continuare (allarme sicurezza, ma taglio degli organici per polizia e guardia di finanza, taglio della spesa sanitaria per le regioni in rosso, ma proposta di eliminare il ticket su radiografie e affini, quelle su cui c’e’ il margine maggiore a favore delle cliniche private convenzionate, taglio del 22% delle spese per la Giustizia, ma riforma delle cause civili in modo che possano essere risolte, da chi se lo puo’ permettere, in modo extragiudiziale).

Lo sceriffo di Nottingham, nella favola di Robin Hood, fa una brutta fine.
Ma, si sa, solo nelle favole tutto finisce col “felici e contenti”.
La realta’ e’ tutta un’altra storia.

venerdì 3 ottobre 2008

Un autorevole appello contro le liste bloccate

Vi segnalo un articolo, pubblicato da ‘La Stampa’ di qualche giorno fa, a firma di Giovanni Guzzetta, presidente del comitato per il referendum elettorale.

Io l’ho trovato un contributo lucido e intelligente e vi invito a leggerlo. Ovviamente non mi aspetto che sortisca risultati di sorta, visti gli interlocutori.


venerdì 26 settembre 2008

L'opposizione in Italia? e' Famiglia Cristiana

Nel suo ultimo numero, in edicola in questi giorni (n.39), Famiglia Cristiana torna a lanciare bordate al Governo (e qualcuna anche all’opposizione, a dir il vero).
Sembra proprio che la funzione di mantenere sveglia la coscienza critica di questo nostro povero paese sia ormai solo il settimanale dei Paolini.


Nel primo, viene attaccata duramente la promessa legge elettorale (definita “porcata numero due”) che ancora si fara’ con liste bloccate, cioe’ senza preferenza: “L’interrogativo se sia in atto un processo degenerativo della democrazia anche in Italia è serio. I regimi formalmente democratici, ma parzialmente svuotati della loro capacità rappresentativa, sono ormai una semi-democrazia.

Il secondo si occupa di Alitalia: anziche rincorrersi sul terreno del “e’ merito mio”, “no, e’ merito mio” (ammesso che merito ci sia), sarebbe meglio analizzare perche’ siamo arrivati a questo punto critico: “in questa vicenda tutti hanno sbagliato almeno qualcosa, sarebbe una prova di serietà se soprattutto le persone sulle quali incombono i maggiori doveri rinunciassero al gioco della caccia al capro espiatorio“.

E’ comunque sintomatico che ormai solo il settimanale cattolico si possa permettere di esprimere pubblicamente pareri diversi da quelli imperanti, dalla propaganda del governo e dal silenzio dell’opposizione.

Ma anche questo ultimo canale di opposizione sta cadendo nell’oblio: a parte i (per fortuna numerosi) abbonati, chi potra’ conoscere queste posizioni chiare e coraggiose ? TV e giornali, questa volta, si sono ben guardati dal parlarne, come avvenne un mese fa.

Non resta che la rete, non rimaniamo che noi: commentiamo e pubblicizziamo, finche’ si puo’. Ma non ho dubbi che tra un po’ anche questo mezzo verra’ riformato.
E sara’ la fine.



martedì 23 settembre 2008

Una lezione di stile

Olmert, Primo Ministro di Israele, si e’ dimesso a causa delle accuse, secondo lui infondate, che gli sono state rivolte. Per potersi difendere pienamente, senza “intimorire” i giudici per la sua carica (come lui stesso ha voluto precisare), ha pensato che era meglio dimettersi, piuttosto che rischiare di compromettere l’immagine dell’intero paese.

Alcuni passaggi del suo discorso, tenuto il 30 luglio 2008 davanti alla nazione:

“I want to make one thing clear: I am proud to be a citizen of a country in which a prime minister can be investigated like any other citizen. It is the duty of the police to investigate. It is the duty of the State Prosecutor’s Office to instruct the police, and I have nothing against them for that. The prime minister is not above the law, but neither is he beneath it.”

(la mia traduzione: “voglio dire una cosa con chiarezza: io sono orgoglioso di essere un cittadino di un paese dove il primo ministro puo’ essere sottoposto ad un’inchiesta, come qualsiasi altro cittadino. E’ dovere della polizia investigare. E’ dovere della Procura investigare per mezzo della polizia e io non ho niente contro di loro per questo. Il Primo Ministro non e’ al di sopra della legge, ma nemmeno puo’ esserne calpestato”)

“Now the moment has come for me to make a decision. I am not doing this out of a sense that I cannot fulfill my duties. I believe, with all my being, in my ability to continue fulfilling my mission, as I believe my own honesty and innocence. But the current campaign of abuse, even by honest people who truly care about the state and its image, raises a question that I do not want to and cannot evade. What is more important? My private justice, or the public good? My private justice is very important to me. The infringement of my family’s privacy pains me exceedingly. In the choice between the considerations of my status and ability to struggle for my justice, and the considerations of the good of the state, the latter are more important!!!”

(la mia traduzione: “ora e’ arrivato il momento per me di prendere una decisione. Non lo sto facendo perche’ non mi sento in grado di svolgere il mio compito, ma perche’ credo nella mia onesta’ e nella mia innocenza. Pero’ l’attuale campagna diffamatoria, anche se da parte di gente onesta che in buona fede si preoccupa dello Stato e della sua immagine, fa sorgere una domanda che io non voglio e non posso eludere: che cosa e’ piu’ importante? la mia giustizia privata o il bene pubblico? la mia giustizia privata e’ molto importante per me. Il coinvolgimento della privacy della mia famiglia mi addolora grandemente. La scelta tra la considerazione del mio stato, la possibilita’ di battermi per la giustizia e il bene dello stato, quest’ultimo e’ per me molto piu’ importante!!!”)

Non so voi, ma a me il pensiero e’ subito andato ai fatti di casa nostra: stesso contesto, altra soluzione.
Staremo a vedere se magari non sara’ Israele a prendere spunto da noi: chissa come si dice “lodo Alfano” in lingua ebraica …

(fonte: Haaretz.com - quotidiano israeliano -




mercoledì 17 settembre 2008

Vogliamo le PREFERENZE !!

Mi scuso se torno ancora su un argomento che ho gia’ toccato in passato: la legge elettorale.

I partiti di opposizione, molto ma molto timidamente, cominciano a farsi sentire: si devono reintrodurre le preferenze.
Per me e’ una espressione della democrazia che e’ irrinunciabile: se non c’e’ la possibilita’ di scegliere almeno la persona, anche se all’interno di una lista preparata da un partito (per migliorare questo si puo’ provvedere piu’ avanti), non ha senso andare a votare.

Voglio rilanciare l’iniziativa, cui avevo gia’ accennato in passato, e che mi piacerebbe girasse nel popolo di Web 2.0 e diventasse la rivendicazione del popolo della rete: senza la preferenza non andiamo a votare per le Europee (la prossima primavera). Nel caso possiamo aprire una sottoscrizione e fare un banner da mettere nei nostri siti e pubblicizzare al massimo.

Che ne dite ? si puo’ fare ? attendo i vostri commenti. Numerosi.



lunedì 15 settembre 2008

Abdul, ucciso per aver rubato dei dolci


Un altro omicidio insensato. Un altro delitto causato dall’intolleranza di chi considera il colore della pelle come metro di giudizio.
Abdul era di Cernusco sul Naviglio, la mia citta’, dove molti lo conoscevano.
Pubblichiamo una delle molte mail che questa mattina stanno girando, da una nostra amica che conosceva Abdul da tempo. E’ una testimoianza a caldo, di chi e’ incredulo e sconfortato per quello che sta succedendo, sempre piu’ frequentemente, nel nostro paese. Una testimonianza che interpreta in pieno i sentimenti di tutti noi.

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Appena ho letto i giornali in Internet, stamattina, un tuffo al cuore per la notizia del ragazzo prima in coma, e poi morto per le ferite al capo. Due italiani, padre e figlio, lo hanno ucciso a sprangate accusandolo di aver rubato dolci al loro bar. Ho pensato subito al ragazzino che avevo conosciuto.
Era proprio lui, Abdul Guiebre, cittadino cernuschese, originario del Burkina Faso.
L’ho conosciuto quando, preadolescente, frequentava il CAG”Friends”. E l’ho rivisto tante volte in giro per la città. “Come va , Abdul?” Sorridente con i suoi occhi espressivi, a volte ironici. Non era un ragazzo facile, generoso e insofferente nello stesso tempo. Un ragazzo che stava cercando la sua strada, e non è mai semplice per chi è immigrato, trapiantato in una cultura così diversa da quella di origine.
In fondo noi sappiamo ben poco delle difficoltà che gli stranieri vivono nel loro intimo, siamo così pieni di noi stessi da credere di avergli dato il massimo delle possibilità . Che cosa vogliono di più?
Io dico che è orrendo anche solo pensare di ammazzare una persona per un furto. E mi turba profondamente immaginare la violenza bestiale di un uomo ( ma è ancora uomo?) nel calare una spranga di ferro su un ragazzo che potrebbe essere suo figlio. Ma in più quel ragazzo è nero, e si merita anche parolacce e insulti razzisti prima di essere fatto fuori.
Sarà la polizia a chiarire la dinamica dell’accaduto.Ma non posso accettare che un furto, se davvero lo è stato, possa giustificare un simile odio.
In quale società viviamo? Non la riconosco, non mi riconosco in chi ritiene giusto uccidere per salvare la sua proprietà ( e in questo caso ben misero il bottino del ladro!).
Sono convinta che ad armare le mani insensate dell’uccisore italiano sia stato anche il clima sociale, culturale che si respira in Italia contro gli immigrati. E l’attuale politica del governo Berlusconi rafforza gli atteggiamenti di intolleranza. Ci dicono che gli stranieri vengono da noi per derubarci, del lavoro, dei soldi,della cultura.Ci fanno pensare che la maggior parte di loro sono delinquenti. All’inizio molti non concordano con questo sentire, ma poi il martellamento della TV e dei giornali è tale che ci si comincia a credere e dalla diffidenza si passa alla paura e dalla paura si può arrivare all’odio, come in questo caso.
Caro Abdul, compiango i tuoi anni troppo brevi. Nessuno doveva permettersi di toglierti , con la vita, ogni speranza. Perdona la disumanità di chi lo ha fatto. Perdona anche la vigliaccheria e il perbenismo di tutti noi se staremo solo a guardare.

Ernestina


giovedì 11 settembre 2008

La Terra dei Fuochi, ovvero: quello che la TV non ci racconta

Ci associamo volentieri alla campagna di re-informazione, lanciata dal sito http://www.laterradeifuochi.it/ e poi richiamata anche da MicroMega, segnalataci dal nostro amico Matteo di Teo News.

In sostanza: il trionfalismo di Berlusconi per aver risolto il problema della spazzatura di Napoli, abbondantemente amplificato da tutte le TV (unica eccezione: un servizio sul TG3 del 2 settembre) e da tutti i giornali, e’ una bufala.
Il problema della spazzatura non e’ stato risolto, e’ solo stato allontanato da Napoli: ci sono decine di roghi che continuano ad ardere nelle campagne attorno alla citta’ (ma lontano abbastanza da non essere visibili dalle telecamere che documentano il premier spazzino con sorriso a 94 denti) dove la spazzatura abbandonata continua a creare i problemi di prima.

Chiediamo ai nostri visitatori che ci leggono da Napoli e dintorni di confermarci queste notizie, di comunicare a tutto il popolo della rete com’e’ la situazione VERAMENTE.

Ancora una volta, comunque, abbiamo la prova di quanto sia potente il mezzo televisivo e i media stampati, quando sono pilotati da forze che non amano la liberta’ ed il rispetto, ma vogliono solo perpetuare il loro dominio sulla societa’ intera.

Ancora una volta, la rete puo’ diventare uno strumento di libera informazione, di liberta’ e di democrazia. Grazie a Matteo che ci ha fatto questa segnalazione e grazie a tutti quelli che vorranno fare ulteriore pubblicita’ a questa iniziativa.

Potete inserire il banner nel vostro blog, lo trovate nel sito di La Terra dei Fuochi.


lunedì 8 settembre 2008

Tangentopoli, una storia del secolo scorso

E’ appena terminata su RAI 3 la trasmissione “Blu Notte”, che quest’oggi si e’ occupata di Tangentopoli: la cronistoria della rivoluzione che, nel giro di due anni, dal 1992 al 1993, ha cambiato QUASI del tutto il panorama della politica italiana.
Confesso che molti dettagli li avevo dimenticati, ma a risentirli tornano immediatamente alla memoria volti, nomi, avvenimenti, suicidi.

Non voglio qui dibattere se si e’ trattato di una rivoluzione giusta o sbagliata, o in parte giusta e in parte sbagliata. Su questo ho la mia idea, ma ora non e’ quello su cui vi chiedo di riflettere.

Quello che mi ha colpito stasera, quello che mi pare cosi’ lontano e diverso dalla situazione dei nostri giorni, e’ questo: Tangentopoli, nel 1992, aveva messo in moto un movimento popolare che la sosteneva: la gente, la gente comune come noi, allora, si e’ fatta sentire. Manifestazioni a Milano, a Roma, attorno ai palazzi di giustizia, nelle piazze, davanti ai simboli del potere politico. Famosa, piu’ di tutte le altre, la pioggia di monetine sulle teste e sulle auto di Craxi e dei suoi sfortunati accompagnatori.

Mi ha colpito come lo sdegno popolare si era riversato nelle piazze, dando forza ed energia al tentativo dei magistrati di capire quello che era successo e di ristabilire la Giustizia, quella con la G maiuscola.

E mi ha colpito soprattutto perche’ l’avevo scordato, ormai assuefatto ai comportamenti dei nostri giorni, dove praticamente nessuno si indegna, si scandalizza piu’ per le emergenze che continuano ancora oggi, che non sono (mai) finite, anzi.

Oggi, a distanza di 16 anni, la “pax romana” si e’ finalmente concretizzata. L’imperatore e’ stabilmente in sella, il popolo sa che di lui si puo’ fidare, perche’ lui se ne intende di imperi, ne ha gia’ costruiti piu’ di uno. Percio’, basta preoccuparsi, pensiamo a divertirci.
E giu’ veline, miss-italia, olimpiadi, campionato.

E’ il duemilaotto. E tutto va bene. Dormite in pace.



giovedì 4 settembre 2008

Sopravvivere ... a progetto

La societa’ per cui lavoro, dopo otto (ripeto: otto!) anni di rinnovi semestrali o annuali, non ha piu’ rinnovato il contratto ad alcune segretarie con contratto interinale, di fatto cacciandole.
E’ stato un dramma per noi (col posto fisso), che abbiamo lavorato gomito a gomito per tutto questo tempo, figurasi per loro: chi ha il mutuo da pagare (aperto con la garanzia dei genitori), chi un figlio ed un marito con stipendio normale (l’ultima settimana del mese si metteranno a dieta, che fa sempre bene), chi, pur da sola, deve comunque sbarcare il lunario. Tutte, comunque, con l’angoscia di cosa succedera’ loro da lunedi’ prossimo.

Da giovani, credevamo che la qualita’ della vita non potesse che migliorare, che il mondo fosse destinato a distribuire benessere a tutti, che la Giustizia non potesse che estendersi a tutti, un po’ alla volta. Insomma, che al passare del tempo non potessimo che stare meglio, tutti. Abbiamo sempre pensato che l’intera societa’ fosse incamminata verso il miglioramento e che indietro ormai non si tornava piu’.

E’ duro accorgersi che tutto cio’ non e’ vero, che se qualcuno sta meglio, c’e’ sempre qualcuno che sta peggio.
E’ questo lo sviluppo? e’ questo il benessere? finche’ continueremo a misurare la qualita’ della nostra vita con il PIL, con gli utili per azione, con i fatturati, continueremo a chiudere gli occhi sui disastri che questi numeri comportano.
E continueranno ad esserci altre ‘Marta’, altre ‘Antonella’, altre ‘Francesca’ che nel loro ultimo giorno di lavoro torneranno a casa piangendo.

Sara’ il caso di cambiare, prima che sia troppo tardi, per non doverci piu’ vergognare del mondo che abbiamo costruito.


martedì 29 luglio 2008

Legge Elettorale e referendum (passati e futuri)

Timidamente, sottolineo, timidamente si riprende a parlare di Legge Elettorale. Si avvicinano le elezioni europee (primavera 2009) quindi bisogna cominciare a parlare di come dovremo votare.

La faccenda preoccupante e’ che le proposte che si sentono avanzare sono proprio le peggiori (anche se dopo l’ultima tornata elettorale non ci si poteva aspettare di piu’): sistema proporzionale, sbarramento, liste bloccate.

Il referendum del 1993 stravinto a grande maggioranza a favore del maggioritario, e’ stato ormai completamente dimenticato. Ma sono anche totalmente inascoltate le proposte contenute nel referendum su cui saremo chiamati ad esprimerci l’anno prossimo (abrogazione parziale della legge del 2005, il “porcellum”) e cioe’ l’eliminazione del concetto di “coalizione” (con il premio di maggioranza assegnato alla singola lista, punto peraltro di fatto gia’ “superato” dai risultati delle ultime elezioni) e, soprattutto, eliminazione delle candidature “multiple” (lo stesso candidato si puo’ ora presentare un piu’ collegi, dando di fatto ai partiti il potere di decidere chi viene eletto e chi no).

Di fatto, si tratta dell’ennesima zampata della “casta” per aumentare e perpetuare il suo potere. Zampata che, a mio modesto avviso, dovrebbe vedere una risposta netta e decisa delle persone ragionevoli ancora presenti in questo paese (e non sono poche).

I punti irrinunciabili per una nuova legge elettorale (da applicare in primis alle prossime elezioni europee), sono per me i seguenti:

  • reintroduzione della preferenza (unica): no alle liste bloccate
  • eliminazioni delle candidature multiple: un candidato si puo’ presentare in un solo collegio
Senza queste due regole fondamentali, ogni legge elettorale e’ completamente inaccettabile.
Anzi, vorrei lanciare una proposta, che spero venga discussa e condivisa dal popolo della rete (e magari anche oltre): disertiamo in massa le urne per il Parlamento europeo, se non verranno introdotti questi due principi nella legge elettorale (che senz’altro verra’ modificata da qui a primavera prossima).
Mi piacerebbe anche (ma mi rendo conto che sto sognando) che il PD si facesse interprete di questa istanza e diventasse un punto qualificante della sua azione politica.




lunedì 28 luglio 2008

Un'altra mazzata per i precari


L’emendamento inserito nella Finanziaria, in via di preparazione in Parlamento, che riguarda i precari, e’ un’ennesima prova che al peggio non c’e’ limite.

Questa in sintesi, la questione: finora un lavoratore titolare di un contratto a termine, come dipendente effettivo o come finto autonomo (è il caso dei lavoratori a progetto), il quale riteneva che il contratto medesimo fosse viziato da qualche irregolarità (la durata, i contenuti per niente “autonomi”, …), poteva far ricorso al giudice del lavoro.
Se quest´ultimo stabiliva che il contratto era effettivamente irregolare, una condizione che sicuramente sussiste, tra gli altri, proprio per decine di migliaia di lavoratori a progetto, poteva imporre all´impresa di trasformare il rapporto di lavoro precario in un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Ora non più. Il governo, con l’emendamento di cui si diceva, intende togliere al giudice simile facoltà: l´impresa colta in fallo è tenuta al massimo a versare al lavoratore alcune mensilità di stipendio (massimo 6), a titolo di indennizzo. Né ha l´obbligo di rinnovare nemmeno il contratto a termine.

Confindustria plaude all’iniziativa: “e’ la direzione giusta“. Peccato che per migliaia di lavoratori precari, che per anni si sono visti rinnovare un contratto atipico, sottopagato, in deroga non solo a quanto stabilito dalla legge, ma anche ad ogni Giustizia sociale che deriva dal buonsenso, questa norma voglia dire la fine di ogni minima speranza di inserimento stabile in un mondo del lavoro che diventa sempre piu’ una giungla, dove il piu’ forte ha sempre ragione.

Mi auguro due cose.
Primo: che la norma venga eliminata dalla Finanziaria in discussione, ristabilendo un minimo di Giustizia per chi rappresenta sempre la parte piu’ debole del rapporto di lavoro.
Secondo: che almeno qualcuno dei precari che 4 mesi fa hanno votato questa maggioranza, dia segni di pentimento, aprendo finalmente gli occhi sulla vera anima di questo governo. Mi piacerebbe avere qualche contributo nei commenti proprio da qualcuno di loro. Oppure la questione non vi interessa ?


venerdì 25 luglio 2008

Obama vs. Berlusconi: 2 - 0

Le news di ieri sera e di stamattina mettono in prima pagina i due discorsi a cui abbiamo assistito ieri: quello del candidato democratico alla presidenza USA, in viaggio a Berlino (Germania), e quello del nostro Berlusconi, pronto per partire alla volta di Arcore (Brianza).

Il primo di fronte a piu’ di centomila persone, per il secondo il solito gruppetto di giornalisti, testimoni affezionati (a volte pagati, in quanto suoi dipendenti) delle esternazioni del nostro.

Non puo’ non colpire il dislivello che divide i due oratori (non sto parlando del rialzo nelle scarpe): per il primo (Obama) la liberta’ e la democrazia hanno portato all’abbattimento dei muri, in primis quello di Berlino. Per Silvio, la democrazia e’ migliore se attorno ai leaders si alzano nuovi muri, sbarramenti che devono proteggere la loro liberta’ (di governare): il Lodo Alfano e’ “il minimo” che possiamo fare (chissa’ quando arrivera’ “il massimo” !).

Obana parla all’Europa, dicendo: “uniamoci per salvare il pianeta“, Silvio parla ai suoi parlamentari e dice: “finalmente avro’ il sabato libero da impegni giudiziari”.

Il candidato Presidente dice: “la mia e’ una storia americana, mio nonno faceva il cuoco per gli inglesi”; il presidente a vita (Silvio) dice: “chi mi rimborsera’ i soldi e il tempo spesi per la storia spagnola (Telecinco)?”

Decisamente, 1 a 0 per Obama.

Nel suo viaggio europeo (ma con l’occhio ai sondaggi americani), il candidato Obama non inserisce l’Italia: solo Berlino, Parigi, Londra. Troppo compromettente farsi fotografare a fianco di Silvio ? o magari in una foto di gruppo con Bossi e Carfagna ? Quantomeno, inutile, se non dannoso.

Decisamente: autorete di Silvio (2 a 0 per Obama).


giovedì 17 luglio 2008

Un altro passo verso il baratro

Un’altra mazzata sulla classe politica del nostro Paese: Del Turco, governatore dell’Abruzzo, membro della Direzione nazionale del PD, finisce in galera con altri suoi colleghi e amici. Accusato da un supertestimone, proprietario di varie cliniche private, che subissato di richieste di tangenti, scoppia e racconta tutto.
E’ l’inizio di tangentopoli 2 - il ritorno ? forse si. Oppure finira’ tutto, come accade spesso, in una bolla di sapone. Un po’ di scuse e si ricomincia.

Ma il problema rimane: questa classe politica (destra o sinistra, non c’e’ differenza, purtroppo, anche se non voglio far di ogni erba un fascio) e’ completamente compromessa. Chi puo’ ancora aver fiducia nei politici di questo paese ?

Anzi, il problema e’ molto piu’ esteso: non solo la classe politica, ma una parte (quanto grande ?) della classe dirigente di questo paese (medici, professionisti, costruttori, industriali, sportivi, …) e’ marcia, e’ ormai cosi’ assuefatta alla tangente, al clientelismo, alla pratica mafiosa, che tutto diventa normale. Anzi: forse e’ cosi una parte (quanto grande ?) di noi italiani, in generale.

Chi ci salvera’ da questa situazione sempre piu’ grave, sempre piu’ estesa, sempre piu’ marcia ? forse il populismo un tanto al chilo del capo del governo, principe dei “bauscia” gretti e arrivisti della bassa brianza ? forse il “politically correct” di Uolter, stratega del nuovo, basato su fondamenta marce ed esauste (vedi Del Turco) ? forse i “vaffa” del grillo parlante ? o gli sbraiti del Tonino nazionale ?

Io non ho una risposta a questa domanda, ho paura che nessuno ce l’abbia. E nemmeno vedo vie d’uscita a breve, indolori e all’insegna del “rinnovamento della politica italiana”. Il nostro e’ un paese alla frutta: a volte ho il terrore che solo una rivoluzione, solo una guerra civile potranno effettivamente cambiare le cose. Un sollevamento di popolo, cruento, violento, ma purificatore. E chi restera’, forse, avra capito la lezione.